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Lunedì 06 Febbraio 2012  -  Ss. Paolo Miki e compagni Ss. Paolo Miki e compagni

Per il Sud

Politica Interna

ANALISI MEDITATA DEL VOTO REGIONALE

SU BASE NAZIONALE

A livello nazionale, quanto da noi sostenuto fin da tempi remoti si è definitivamente avverato: la Lega Nord ha preso saldamente il comando di tutte le regioni settentrionali al di sopra del Po, iniziando ad influenzare in modo significativo anche l'Emilia Romagna, la Liguria e la Toscana. Il PdL probabilmente dovrà cedere, più che in passato, ai veti posti all'attività di governo dalla Lega e, a nostro avviso, ciò creerà un'imminente frattura all'interno del partito di maggioranza. Dovrebbe determinarsi, infatti, l'enucleazione dei precedenti componenti di AN, che, in minoranza e sottomessi al Nord, tenderanno a spostare le loro attenzioni al CentroSud.
Berlusconi cercherà appoggio sempre di più nella Lega fino ad un suo esaurimento politico (di Berlusconi...), che si evidenzierà in modo sempre più marcato fin dai prossimi mesi per via della crescente e per ora inarrestabile congiuntura economica negativa: contesto che sarà giustificato dai leghisti, per ovvia comodità più semantica che sostanziale, con l'incapacità produttiva del SUD.
In questo quadro di disagio non crediamo che il sogno di Berlusconi di diventare Presidente della Repubblica abbia concrete probabilità di avverarsi...
Come accennato, la quota PdL già AN concentrerà le sue attenzioni al CentroSud, ma, perdendo potenzialità economica perché ormai priva del supporto della parte più ricca del Paese, non avrà vita facile nel sostenere le regioni del CentroSUD, anche in virtù della futura entrata in vigore del federalismo fiscale (i decreti attuativi dovrebbero essere deliberati nei prossimi tre anni).
Per quanto riguarda il PD, oggi possiamo vederlo ormai diviso in PD Nord e PD Sud. La componente al Nord ha praticamente fallito, nonostante l'impegno di Bersani, quindi lo vedremo in progressiva atrofizzazione sotto l'incalzare della Lega. Il PD Sud ha vinto nettamente in Puglia, dove Vendola è riuscito a trionfare sugli schemi clientelari della "vecchia" dirigenza. E' questa l'unica eclatante novità di queste consultazioni, a nostro avviso: Vendola infatti, con la sua disobbedienza ai "diktat" provenienti dall'alto, si è fatto strenuo sostenitore delle ragioni della Puglia e, in modo embrionale, della macroregione SUD, per la prima volta affiorata in modo autonomo (consapevolmente oppure inconsciamente?). E' evidente che l'esperienza negativa che Vendola aveva vissuto a Torino quando tentò inutilmente di giungere alla presidenza del PRC, gli ha fatto capire che un meridionale a capo di un partito nazionale non era molto gradito perfino ai capetti della sinistra dura e pura.
Si può ritenere, a questo punto, che l'attuale panorama politico, quello della definitiva spaccatura politica Nord/Sud, sia molto nitido e mostri, con la dovuta eccezione della Puglia, la piena sudditanza della classe dirigente meridionale (sia di destra che di sinistra) anche verso partiti che al Nord sono in progressiva decadenza (se non proprio decotti). L'incompatibilità politica ed etnica con il Sud della Lega Nord,  il cui vero obiettivo fin dalla nascita era proprio quello di sganciare economicamente e culturalmente il Mezzogiorno dalla "vaporiera" padana, ci convince sempre di più della necessità di far crescere celermente nel SUD (ma anche nel Nord) un soggetto trasversale (geopolitico) che contrasti la visione monodirezionale/razzista leghista. Il Partito "per il SUD" avrebbe tutte le credenziali per diventare tale forza, oggi più urgentemente che mai.
Guardando all'IdV di Tonino Di Pietro e De Magistris, unico partito nazionale con un presidente nato nel SUD e che raccoglie una media dl 6/7 % in tutte le regioni, penso che il nuovo assetto geopolitico italiano lo porterà ad un orientamento di maggior tutela dei diritti del SUD.
Sull'UDC, altra forza politica in vista in queste elezioni, è meglio trincerarsi dietro il classico "no comment"...
 
L' ESPERIENZA CALABRESE
 
In Calabria il contributo del Partito "per il Sud" al candidato presidente Pippo Callipo sarebbe stato più efficace con la presenza del nostro contrassegno, tuttavia conoscendo bene tutti voi consiglieri il supporto pratico e di contenuti da noi conferito, possiamo ritenere di aver fatto un buon lavoro. Pippo Callipo ha superato le 100.000 preferenze di coalizione, comprendendo i voti disgiunti e quelli di "Io resto in Calabria" personalmente ha superato i 50.000 voti. Purtroppo non ci sono stati consiglieri eletti...
Come voi tutti sapete, però, il nostro impegno era anche finalizzato all'allargamento del progetto "per il SUD", ciò è avvenuto in modo consistente anche attraverso una naturale e progressiva integrazione  con tutto lo staff di “Io resto in Calabria” . Callipo non si fermerà ovviamente a questa prima esperienza, come già intuibile in precedenza, si può essere fiduciosi del fatto che si avvii a prepararsi per le prossime elezioni politiche (di questo se ne potrà parlare a Roma il prossimo 23 aprile).
 
L'ESPERIENZA PUGLIESE
 
Il collegamento di "per il SUD" con il consigliere Giacomo Olivieri, ufficializzato in occasione del nostro recente convegno a Bari su "Acqua – Energia - Salute", alla luce del successo elettorale dello stesso Olivieri (oltre 14.000 voti...) e la sua affermazione quale consigliere regionale di IdV (con il contributo dei voti di "per il SUD" organizzati dal nostro vicepresidente Ladisa e dai consiglieri Romano, Loglisci, Pellegrino, Schiraldi etc.), ci consente nell'immediato di fare un apprezzabile salto di qualità. Inoltre il rapporto di collaborazione che abbiamo intrapreso con l'on. Scilipoti, lo stesso Olivieri e noi di "per il Sud", ci permetterà (se faremo un buon lavoro...) di sensibilizzare i vertici di IdV verso una politica più efficacemente meridionalista, in un momento estremamente delicato della vicenda nazionale considerata la prevalenza ormai vigente nel governo della componente leghista. Suggerirei, a tal proposito, si integrare da subito, negli argomenti prioritari da sviluppare al nostro interno, la questione "agricoltura": l'antimeridionalista Zaia, divenuto governatore del Veneto e in procinto di lasciare il dicastero delle Risorse agricole, potrebbe essere sostituito da un suo omologo leghista (vista la prevalenza suddetta) e ciò lascia ancora presagire tristi destini per la già premoriente agricoltura meridionale. Un collegamento con la Coldiretti Puglia dovrebbe averlo il consigliere Giacomo Pellegrino...ma "evitare gli ascari" resta la nostra parola d'ordine!
Naturalmente condivisibile, in conclusione, l'idea del consigliere Luigi De Luca (fra l'altro candidato in Calabria) di cercare di coinvolgere i movimenti e/o partiti meridionalisti (da quello che si vede su  su internet sono tanti i simpatizzanti e la gente stufa di Lega e partitocrazia ma sembrano "tanti sbandati" in attesa di qualcuno che li accomuni...). Uniti ed accresciuti, come dice De Luca, potremmo centrare per le prossime politiche l'obiettivo di una nostra rappresentanza parlamentare, una più capillare presenza sul territorio nazionale ci consentirebbe infatti di presentare liste su più regioni.
Essenziale pure il pensiero del consigliere Pasquale Farina che chiede secco: secondo voi i poteri del Nord, vogliono lo sviluppo del Sud? Nessuno ce lo regalerà, dice Farina, poiché milioni di meridionali specializzati (manager - ingegneri - chimici etc.) ritornerebbero felicemente a casa, facendo lievitare i salari al nord e le aziende settentrionali (che già non ce la fanno adesso) collasserebbero. I consumi dei meridionali (e non solo) verrebbero dirottati (anche solo in parte) verso prodotti fatti al Sud, altra mazzata!Se questo noi meridionali non lo capiamo, siamo fritti. Solo lottando, da subito e tutti insieme, gli esponenti più importanti delle sette regioni del Sud (cioè i Presidenti) possono iniziare a smuovere le acque e creare il caso. Magari con l’appoggio dei dirigenti politici meridionali di rilievo nazionale che facciano sentire finalmente le loro voci sui giornali e in televisione, anche in maniera "forte" (come ancora fa la Lega), a favore dei veri interessi delle economie e popolazioni del Sud . In questo modo si potrebbe ricreare quella coscienza nel popolo ed acquisire un peso decisionale di rilievo nelle politiche nazionali e nelle scelte future sull’assetto istituzionale del nostro Paese.
Apprezzabile inoltre la sintesi del consigliere Ettore d'Alessandro, secondo cui, come già previsto da tempo, il motore dell'economia italiana -  il Nord padano - ha accelerato il suo processo di rendersi più autonomo fiscalmente ed economicamente: si sono ormai completati i programmi di trasferimento a Nord della sedi centrali di banche assicurazioni e industrie, un tempo equamente distribuiti nel Paese. La gestione della raccolta del fisco resterà così sul territorio a discapito delle  le regioni con meno gettito che vedranno assottigliarsi le proprie potenziali entrate, per non parlare dei disagi sistema sanitario...Il grosso problema è che le ambite riforme della Lega si estenderanno su altri settori: dalla scuola all'esercito e via discorrendo, dove vi è progettualità di assumere nei rispettivi concorsi solo personale residente da un certo lasso di tempo al Nord e chiudendo così definitivamente la porta ai tanti laureati del Sud. Di qui la necessità, come già esposto, di far crescere celermente un soggetto trasversale (geopolitico) che contrasti questa visione monodirezionale/razzista della Lega, con il Partito "per il SUD" in possesso di tutte le credenziali per diventare tale forza. 
  Domenico Iannantuoni – Francesco Antonio Schiraldi


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