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Lunedì 06 Febbraio 2012  -  Ss. Paolo Miki e compagni Ss. Paolo Miki e compagni

Per il Sud

Politica Interna

Arduo ma a lode dei posteri il compito di chi vuol riformare il Sud...

Il nostro Sud ha urgenza di rinnovamento e di concretizzare le sue enormi potenzialità di risorse umane e materiali, tuttavia bisogna chiedersi: a quali prospettive va incontro chi abbraccia l'intento riformatore nel proprio territorio ?
I primi meridionalisti ritenevano che il Mezzogiorno fosse difficile da valorizzare in quanto periferico, disagevole da raggiungere e da rendere economicamente produttivo soprattutto per la sua conformazione fisica. Queste ragioni del sottosviluppo, però, potevano valere forse per le zone più interne e montuose e in un'economia prevalentemente agricola, mentre il Mezzogiorno racchiude da sempre risorse di straordinaria entità, non ultime le potenzialità nel settore fotovoltaico ed eolico. Le difficoltà logistiche, poi, sono oggi tecnicamente superabili se solo ci fosse una reale volontà in tal senso: tutto ciò serve a testimoniare che il Sud ha margini di crescita notevolissimi, con ritmi potenziali  a due cifre e tassi di sviluppo che Paesi a lungo fuori dal novero delle economie avanzate hanno conseguito in breve tempo sbloccando i propri potenziali produttivi.
Anche nel nostro Meridione, quindi, ci sarebbe una crescita della la ricchezza nel momento in cui si restituisse libertà allo sviluppo, progredirebbe la qualità della vita e le giovani generazioni non sarebbero più costrette ad emigrare. Come evidente, perciò, sussiste un enorme divario di benessere fra il Sud di oggi e il Sud come sarebbe se aprisse spazio alle proprie potenzialità. Allora perché non ci si affretta a mutare lo status quo e tranciare le catene che frenano lo sviluppo?
Di primo acchito si potrebbe pensare che gli ostacoli attuali siano il risultato di circostanze radicatesi nei secoli, difficili da modificare e di cui nessuno ha colpa: invece la visione cambia se si considerano taluni interessi e modi di agire di nuclei sociali ben individuati, i quali hanno convenienza affinché tutto rimanga come si trova. Va segnalata, a questo punto, prima di tutto la casta politico - amministrativa che gestisce le risorse pubbliche, vagliando questo sia dal punto di vista dei flussi di denaro e sia come potere di coercizione sui cittadini, avendo a disposizione una capacità di accentramento e di influenza che verrebbe meno in un contesto diverso e riformato. Vanno poi contemplati coloro che sono a stretto contatto con il cenacolo politico - amministrativo suddetto, ovvero determinati professionisti, taluni fornitori di servizi, esperti <<mediatori>> e un nucleo di imprenditori che si assicurano nell'insieme guadagni spesso altissimi che difficilmente otterrebbero se ci fosse reale competizione e quindi qualità efficienza e merito.
Tutto ciò spiega perché è difficile cambiare il contesto odierno: da una lato ci si scontra con tenaci percettori di rendite di posizione che impediscono lo sviluppo e l'ascesa in benessere del territorio, per altro verso occorrerebbero investimenti in servizi e infrastrutture con costi elevati ma scarsi "ritorni" immediati in fatto di consenso. Invece un utilizzo diverso e speculativo delle risorse finanziarie pubbliche assicura profitti tangibili e immediati sia di tipo elettorale che di altro segno...
Una personalità e un riformatore che volesse seriamente impegnarsi per lo sviluppo del Mezzogiorno deve perciò essere conscio che nel medio - lungo termine sarebbe certo possibile ottenere benefici notevoli, di cui nel futuro un vasto ceto potrebbero godere, ma che nel breve termine andrebbe sicuramente incontro a forti inimicizie, pesanti malumori e possibili ritorsioni per le spiacevoli ragioni appena esposte. Tali evenienze, però, non dovrebbero essere tali da scoraggiare l'impegno riformatore di una forte leadership che senza limitarsi al gretto calcolo elettorale può riuscire nell'impresa rinnovatrice, proponendosi come artefice di una personale sfida al più misero immobilismo politico

   Il responsabile della comunicazione istituzionale "per il SUD"
    Avv. Francesco Antonio Schiraldi   


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