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Archivio Articoli Economia e Società24/12/2009Il microcredito nelle IdeeForza di "per il SUD" Economia e finanza: le IdeeForza di "per il Sud" e i Monti Frumentari di Pier Francesco Orsini nell'ottica dell'Alternative Investment Forum di Bari del 4 e 5 marzo 2010 Un tragitto ideale che scorra gli impervi sentieri di economia e finanza ci consentirebbe un'ampia riflessione la cui articolazione ben illustrerebbe tale possibile svolgimento... Le IdeeForza di "per il Sud" rappresentano un ineguagliabile patrimonio di valori, principi e contenuti tali da rappresentare una peculiarità per un partito altamente caratterizzato nei suoi motivi ispiratori e nei suoi ideali. Se guardiamo poi ai temi strettamente inerenti all'economia, ci imbattiamo in autentici capisaldi che hanno l'obiettivo di offrire maggiore armonia allo sviluppo del Paese, certamente oggi poco rispettoso di tutti i protagonisti sulla scena produttiva e finanziaria. Si orienta in questo senso la proposta di "per il Sud" di giungere ad una concreta regionalizzazione delle produzioni di beni e servizi, con il decentramento nelle aree di produzione di tutte le attività correlate fino al prodotto finito. L'obiettivo è garantire la massimizzazione del valore aggiunto nelle aree di origine, un aspetto della vicenda economica che oggi purtroppo penalizza fortemente il Sud. A ciò si aggiungerebbero incentivi alle piccole imprese e cooperative che promuovono lo sviluppo specifico delle aree di insediamento, mettendo a frutto le produzioni locali, con piani organici di assistenza scientifica ed economica per le aziende che in agricoltura volessero rivolgersi al mercato biologico e di nicchia. Ma "per il Sud" va oltre, proponendo altresì un prelievo fiscale proporzionale al reddito con la correzione di opportuni coefficienti moltiplicatori che tutelino il minimo reddito sostenibile, secondo reali parametri di costo della vita. Ciò tenendo conto della ricchezza regionale e dei servizi effettivamente erogati, puntando a fare in modo che le regioni oggi più povere fungano da aree - incentivo per gli investimenti. Complementare, in questo senso, un sistema contributivo per le aziende che adotti un coefficiente riduttivo proporzionale al numero di addetti, così da incentivare le assunzioni nelle aree più bisognose, insieme ad una tassazione in senso riduttivo proporzionale all'innovazione tecnologica applicata e al successo conseguito come penetrazione nel mercato nazionale e soprattutto internazionale. A sostegno dell'intera architettura fin qui tracciata, il Partito "per il Sud" ritiene indispensabile la promozione di un sistema bancario radicato nel Mezzogiorno e che investa nel Mezzogiorno, in collaborazione (e non in subordinazione) con il sistema bancario nazionale e internazionale, privilegiando nei tassi e nei finanziamenti coloro che investono nel sud della Penisola. Come si nota, quello illustrato è un programma mirante a riequilibrare un'economia ed una società fortemente sbilanciate verso aree ben definite del Paese, per riassestare un paradigma di sviluppo poco attento alle necessità di tanti operosi cittadini delle importanti regioni meridionali. Investigando nella storia, non è difficile accostare questo intento riformatore che anima "per il Sud" all'opera illuminata di una spiccata personalità del Mezzogiorno, Pier Francesco Orsini, figlio di Ferdinando III Orsini duca di Gravina di Puglia e divenuto papa con il nome di Benedetto XIII. Uomo di profonda cultura, particolarmente incline allo studio e dotato di spiccata versatilità d'ingegno, nato a Gravina il 2 febbraio 1649 Pier Francesco Orsini divenne ecclesiastico nel 1671 e in seguito noto professore e oratore. A soli ventitré anni, il 22 febbraio 1672 fu nominato cardinale, assumendo successivamente la titolarità delle sedi arcivescovili di Manfredonia, quindi Cesena e infine Benevento, città dove risiedette per ben trentotto anni. Alla morte di Innocenzo XIII, il 7 marzo 1724, partecipò al quarto conclave apertosi di lì a poco e, pur cercando di evitare ogni personale candidatura, fu eletto papa il 29 maggio 1724 scegliendo il nome di Benedetto XIII, ultimo membro della nobile famiglia Orsini a divenire papa. Pier Francesco Orsini, nella sua lunga e proficua opera pastorale, si distinse soprattutto per la costante attenzione ai problemi sociali, ai suoi tempi scarsamente avvertiti, affrontandoli peraltro in modo singolare a dimostrazione di un ingegno versatile ed eccelso. Fu lui, infatti, che si prodigò per la grande diffusione dei Monti Frumentari, nati alla fine del XV secolo per prestare ai contadini più poveri il grano e l'orzo per la semina e poi sviluppatisi nei secoli XVI e XVII. Essi si rivolgevano ai tanti in condizioni di pura sussistenza quando, per il bisogno, erano costretti a mangiare anche quanto doveva essere riservato per la semina. La funzione dei Monti era quella di costituire un supporto al ciclo agrario e gli stessi contadini partecipavano alla loro attività con giornate di lavoro gratuito (roadie) in occasione della semina e del raccolto, i cui esiti erano conservati come semenze da distribuire ai contadini che ne erano privi. Quando nei magazzini c'erano grosse eccedenze, una parte era venduta e il denaro così ottenuto era utilizzato per la creazione dei Monti Pecuniari, al fine di prestare agli agricoltori le somme per le spese del raccolto ad un tasso del 5%. Per il prestito di cereali l'interesse era calcolato invece nella tradizione di misurare in sede di prestito, all'epoca della semina il grano "a raso" dell'unità di misura e di restituirlo "a colmo" all'epoca del raccolto. Tanto i Monti Frumentari che quelli Pecuniari operavano, quindi, nelle aree rurali e con la loro opera questi Monti si proponevano di arginare la piaga dell'usura nei confronti di chi, troppo povero per essere considerato solvibile dagli scarsi istituti finanziari dell'epoca, spesso cadeva vittima degli strozzini. Tutte queste iniziative, inoltre, elargendo i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessità (con il sistema dell'attuale microcredito), possono essere visti come i primi finanziatori del credito al consumo o come Banche dei poveri ante litteram. Pier Francesco Orsini, vescovo di Benevento, fondò nella città sannita il 14 febbraio 1694 un Monte Frumentario per aiutare i contadini bisognosi di sementi, con lo scopo precipuo di sollevare il bracciantato e formare una classe di piccoli proprietari terrieri liberi dalla schiavitù dell'usura. Ispirandosi ai principi del moderno credito agrario, si concedeva un prestito in grano per la semina, dietro un pegno e un interesse, che ancor oggi è da considerare veramenrte esiguo. Tanto che i Monti Frumentari fondati dal vescovo Orsini divennero presto numerosissimi, a riprova del favore incontrato presso la classe popolare cui andavano le maggiori cure e attenzioni del prelato. Se si considerano i tempi e la vita sociale dell'ultimo Seicento, l'opera dell'illuminato ecclesiastico di Gravina di Puglia ci appare sempre più profetica e precorritrice di tempi a noi vicini. I Monti Frumentari si ispiravano infatti ai dettami dell'odierno credito agrario, divenendo perciò oggetto delle accuse di quanti non potevano più continuare tranquillamente a sfruttare il misero bracciantato agricolo. Pier Francesco Orsini, come arcivescovo di Benevento, invitò i suoi parroci ad incoraggiare e sostenere inziative simili, poi, eletto papa nel 1724, ordinò a tutti i vescovi dell'Italia centro - meridionale di assecondare in ogni modo l'apertura di nuovi Monti. Le benemerite istituzioni dei Monti Frumentari continuarono proficuamente la loro attività sotto l'egida dei sovrani Borbone, regolamentati efficacemente da un Decreto regio emanato il 29 dicembre 1826 da Francesco I le cui garanzie diedero un grande impulso allo sviluppo dei Monti: nel 1860, alla vigilia della conquista del Mezzogiorno, se ne contavano oltre mille a testimoniare il successo della fondamentale iniziativa. Dopo il 1863 i nuovi ordinamenti unitari non solo impedirono la formazione di ulteriori Monti Frumentari, ma una legge del 10 marzo 1865 li pose, in qualità di opere Pie, sotto la tutela delle Deputazioni Provinciali, abolendo l'obbligo per gli amministratori di rendicontare l'operato tramite la presentazione di bilanci preventivi e la verifica di quelli consuntivi. Questa mancanza di controllo decretò rapidamente la fine di un'esperienza secolare, i Monti furono presto trasformati in Casse di risparmio mentre le loro funzioni furono in parte ricoperte dalle Casse rurali, che trovarono grande diffusione soprattutto per merito del clero cattolico più vicino alle istanze sociali. Abbiamo visto quindi che, adottando il sistema dell'attuale microcredito, i Monti Frumentari elargivano i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessità dei contadini, assumendo la veste di primi finanziatori del credito al consumo ovvero Banche dei poveri ante litteram. Questo privilegio per le fasce deboli, il fornire supporto finanziario necessario per condurre l'attività agricola ponendo in grado di ripagare il debito e conquistare l'indipendenza economica, avvicina senz'altro i Monti frumentari ai canoni dell'odierna finanza etica. La microfinanza infatti e soprattuto il microcredito, rivolti alle fasce di popolazioni più deboli, rappresentano applicazioni degli strumenti finanziari che individuano la moderna finanza etica. L'Alternative Investment Forum (su iniziativa della Trading On Line News by Pellegrino e Partners S.r.l. - Delta Merchant S.r.l. - Banca Popolare del Meridione - ASEF Associazione Sud Europa Economia e Finanza), appuntamento ormai consolidato di formazione e informazione economico - finanziaria in svolgimento a Bari il 4 e 5 marzo 2010 nella sua 4^ edizione, all'interno di un nutrito programma assegna un ruolo di rilievo proprio al dibattito sulla finanza etica, una nuova cultura che vede finanza e investimento non solo con intenti speculativi ma anche con caratteristiche etiche: il finanziatore e l'investitore puntano ad attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale e ambientale. La finanza etica oltre che nell'investimeno si traduce nella microfinanza a mezzo delle Banche etiche, istituti impegnati nell'erogazione di prodotti finanziari caratterizzati da importi unitari molto bassi e a favore di clienti da altri non considerati. Il servizio più apprezzato di queste istituzioni è il microcredito, cioè l'erogazione di piccoli prestiti a favore di microimprese sulla fiducia e in modo informale per eliminare ogni spesa burocratica e rendere la gestione conveniente: sono i funzionari che, nel Terzo mondo, vanno di villaggio in villaggio per raccogliere risparmio o erogare prestiti dopo aver valutato le singole richieste. In tal modo, concedendo prestiti di modesto importo, si consente a piccoli imprenditori (artigiani commercianti coltivatori) di avviare una nuova attività o migliorare quanto già fanno. I Paesi attualmente considerati ricchi, da parte loro, rivestono una grande tradizione in fatto di microrisparmio, attraverso depositi vincolati poliennali che minimizzano le spese di gestione incoraggiando il loro mantenimento per lunghi periodi: esempio classico, ancora negli anni Novanta, i buoni fruttiferi delle Poste Italiane, che al lordo raddoppiavano dopo sette anni e triplicavano dopo undici (ovvero buoni ventennali con tassi crescenti all'aumento del periodo di deposito). Il microcredito è stato invece trascurato per lungo tempo nell'Occidente, sebbene proprio in Paesi come l'Italia, abbiamo osservato, vi sia una evidente tradizione al riguardo con gli istituti dei Monti Frumentari e Pecuniari: iniziative che hanno operato, come appena notato, fino al XIX secolo, anche se l'aumento dei "nuovi poveri" negli anni di crisi sta inducendo ad importare in Occidente l'esperienza delle Banche etiche sulla scia dei successi conseguiti nelle nazioni disagiate. L'Alternative Investment Forum di Bari, quindi, nei suoi dibattiti e interventi formativi che coinvolgono i principali protagonisti dell'economia e della finanza in una occasione peculiare per il Mezzogiorno, ponendo tra i temi di discussione un rigoroso approfondimento della finanza etica si riallaccia alla migliore tradizione italiana della finanza sociale, di cui si è fatto or ora cenno. In particolar modo, si fa trasparente riferimento a quella microfinanza etica sviluppata nel Meridione con i Monti Frumentari ascritti all'acume intellettuale e altezza morale di Pier Francesco Orsini - Benedetto XIII. Un modello di azione riformatrice e di lungimirante sviluppo economico a cui il Partito "per il Sud", a sua volta, si ispira e di cui ambisce continuare ad essere tenace e fedele assertore. Il responsabile della comunicazione istituzionale Francesco Antonio Schiraldi
Il microcredito nelle IdeeForza di "per il SUD"
Economia e finanza: le IdeeForza di "per il Sud" e i Monti Frumentari di Pier Francesco Orsini nell'ottica dell'Alternative Investment Forum di Bari del 4 e 5 marzo 2010
Un tragitto ideale che scorra gli impervi sentieri di economia e finanza ci consentirebbe un'ampia riflessione la cui articolazione ben illustrerebbe tale possibile svolgimento... Le IdeeForza di "per il Sud" rappresentano un ineguagliabile patrimonio di valori, principi e contenuti tali da rappresentare una peculiarità per un partito altamente caratterizzato nei suoi motivi ispiratori e nei suoi ideali. Se guardiamo poi ai temi strettamente inerenti all'economia, ci imbattiamo in autentici capisaldi che hanno l'obiettivo di offrire maggiore armonia allo sviluppo del Paese, certamente oggi poco rispettoso di tutti i protagonisti sulla scena produttiva e finanziaria. Si orienta in questo senso la proposta di "per il Sud" di giungere ad una concreta regionalizzazione delle produzioni di beni e servizi, con il decentramento nelle aree di produzione di tutte le attività correlate fino al prodotto finito. L'obiettivo è garantire la massimizzazione del valore aggiunto nelle aree di origine, un aspetto della vicenda economica che oggi purtroppo penalizza fortemente il Sud. A ciò si aggiungerebbero incentivi alle piccole imprese e cooperative che promuovono lo sviluppo specifico delle aree di insediamento, mettendo a frutto le produzioni locali, con piani organici di assistenza scientifica ed economica per le aziende che in agricoltura volessero rivolgersi al mercato biologico e di nicchia. Ma "per il Sud" va oltre, proponendo altresì un prelievo fiscale proporzionale al reddito con la correzione di opportuni coefficienti moltiplicatori che tutelino il minimo reddito sostenibile, secondo reali parametri di costo della vita. Ciò tenendo conto della ricchezza regionale e dei servizi effettivamente erogati, puntando a fare in modo che le regioni oggi più povere fungano da aree - incentivo per gli investimenti. Complementare, in questo senso, un sistema contributivo per le aziende che adotti un coefficiente riduttivo proporzionale al numero di addetti, così da incentivare le assunzioni nelle aree più bisognose, insieme ad una tassazione in senso riduttivo proporzionale all'innovazione tecnologica applicata e al successo conseguito come penetrazione nel mercato nazionale e soprattutto internazionale. A sostegno dell'intera architettura fin qui tracciata, il Partito "per il Sud" ritiene indispensabile la promozione di un sistema bancario radicato nel Mezzogiorno e che investa nel Mezzogiorno, in collaborazione (e non in subordinazione) con il sistema bancario nazionale e internazionale, privilegiando nei tassi e nei finanziamenti coloro che investono nel sud della Penisola. Come si nota, quello illustrato è un programma mirante a riequilibrare un'economia ed una società fortemente sbilanciate verso aree ben definite del Paese, per riassestare un paradigma di sviluppo poco attento alle necessità di tanti operosi cittadini delle importanti regioni meridionali. Investigando nella storia, non è difficile accostare questo intento riformatore che anima "per il Sud" all'opera illuminata di una spiccata personalità del Mezzogiorno, Pier Francesco Orsini, figlio di Ferdinando III Orsini duca di Gravina di Puglia e divenuto papa con il nome di Benedetto XIII. Uomo di profonda cultura, particolarmente incline allo studio e dotato di spiccata versatilità d'ingegno, nato a Gravina il 2 febbraio 1649 Pier Francesco Orsini divenne ecclesiastico nel 1671 e in seguito noto professore e oratore. A soli ventitré anni, il 22 febbraio 1672 fu nominato cardinale, assumendo successivamente la titolarità delle sedi arcivescovili di Manfredonia, quindi Cesena e infine Benevento, città dove risiedette per ben trentotto anni. Alla morte di Innocenzo XIII, il 7 marzo 1724, partecipò al quarto conclave apertosi di lì a poco e, pur cercando di evitare ogni personale candidatura, fu eletto papa il 29 maggio 1724 scegliendo il nome di Benedetto XIII, ultimo membro della nobile famiglia Orsini a divenire papa. Pier Francesco Orsini, nella sua lunga e proficua opera pastorale, si distinse soprattutto per la costante attenzione ai problemi sociali, ai suoi tempi scarsamente avvertiti, affrontandoli peraltro in modo singolare a dimostrazione di un ingegno versatile ed eccelso. Fu lui, infatti, che si prodigò per la grande diffusione dei Monti Frumentari, nati alla fine del XV secolo per prestare ai contadini più poveri il grano e l'orzo per la semina e poi sviluppatisi nei secoli XVI e XVII. Essi si rivolgevano ai tanti in condizioni di pura sussistenza quando, per il bisogno, erano costretti a mangiare anche quanto doveva essere riservato per la semina. La funzione dei Monti era quella di costituire un supporto al ciclo agrario e gli stessi contadini partecipavano alla loro attività con giornate di lavoro gratuito (roadie) in occasione della semina e del raccolto, i cui esiti erano conservati come semenze da distribuire ai contadini che ne erano privi. Quando nei magazzini c'erano grosse eccedenze, una parte era venduta e il denaro così ottenuto era utilizzato per la creazione dei Monti Pecuniari, al fine di prestare agli agricoltori le somme per le spese del raccolto ad un tasso del 5%. Per il prestito di cereali l'interesse era calcolato invece nella tradizione di misurare in sede di prestito, all'epoca della semina il grano "a raso" dell'unità di misura e di restituirlo "a colmo" all'epoca del raccolto. Tanto i Monti Frumentari che quelli Pecuniari operavano, quindi, nelle aree rurali e con la loro opera questi Monti si proponevano di arginare la piaga dell'usura nei confronti di chi, troppo povero per essere considerato solvibile dagli scarsi istituti finanziari dell'epoca, spesso cadeva vittima degli strozzini. Tutte queste iniziative, inoltre, elargendo i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessità (con il sistema dell'attuale microcredito), possono essere visti come i primi finanziatori del credito al consumo o come Banche dei poveri ante litteram. Pier Francesco Orsini, vescovo di Benevento, fondò nella città sannita il 14 febbraio 1694 un Monte Frumentario per aiutare i contadini bisognosi di sementi, con lo scopo precipuo di sollevare il bracciantato e formare una classe di piccoli proprietari terrieri liberi dalla schiavitù dell'usura. Ispirandosi ai principi del moderno credito agrario, si concedeva un prestito in grano per la semina, dietro un pegno e un interesse, che ancor oggi è da considerare veramenrte esiguo. Tanto che i Monti Frumentari fondati dal vescovo Orsini divennero presto numerosissimi, a riprova del favore incontrato presso la classe popolare cui andavano le maggiori cure e attenzioni del prelato. Se si considerano i tempi e la vita sociale dell'ultimo Seicento, l'opera dell'illuminato ecclesiastico di Gravina di Puglia ci appare sempre più profetica e precorritrice di tempi a noi vicini. I Monti Frumentari si ispiravano infatti ai dettami dell'odierno credito agrario, divenendo perciò oggetto delle accuse di quanti non potevano più continuare tranquillamente a sfruttare il misero bracciantato agricolo. Pier Francesco Orsini, come arcivescovo di Benevento, invitò i suoi parroci ad incoraggiare e sostenere inziative simili, poi, eletto papa nel 1724, ordinò a tutti i vescovi dell'Italia centro - meridionale di assecondare in ogni modo l'apertura di nuovi Monti. Le benemerite istituzioni dei Monti Frumentari continuarono proficuamente la loro attività sotto l'egida dei sovrani Borbone, regolamentati efficacemente da un Decreto regio emanato il 29 dicembre 1826 da Francesco I le cui garanzie diedero un grande impulso allo sviluppo dei Monti: nel 1860, alla vigilia della conquista del Mezzogiorno, se ne contavano oltre mille a testimoniare il successo della fondamentale iniziativa. Dopo il 1863 i nuovi ordinamenti unitari non solo impedirono la formazione di ulteriori Monti Frumentari, ma una legge del 10 marzo 1865 li pose, in qualità di opere Pie, sotto la tutela delle Deputazioni Provinciali, abolendo l'obbligo per gli amministratori di rendicontare l'operato tramite la presentazione di bilanci preventivi e la verifica di quelli consuntivi. Questa mancanza di controllo decretò rapidamente la fine di un'esperienza secolare, i Monti furono presto trasformati in Casse di risparmio mentre le loro funzioni furono in parte ricoperte dalle Casse rurali, che trovarono grande diffusione soprattutto per merito del clero cattolico più vicino alle istanze sociali. Abbiamo visto quindi che, adottando il sistema dell'attuale microcredito, i Monti Frumentari elargivano i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessità dei contadini, assumendo la veste di primi finanziatori del credito al consumo ovvero Banche dei poveri ante litteram. Questo privilegio per le fasce deboli, il fornire supporto finanziario necessario per condurre l'attività agricola ponendo in grado di ripagare il debito e conquistare l'indipendenza economica, avvicina senz'altro i Monti frumentari ai canoni dell'odierna finanza etica. La microfinanza infatti e soprattuto il microcredito, rivolti alle fasce di popolazioni più deboli, rappresentano applicazioni degli strumenti finanziari che individuano la moderna finanza etica. L'Alternative Investment Forum (su iniziativa della Trading On Line News by Pellegrino e Partners S.r.l. - Delta Merchant S.r.l. - Banca Popolare del Meridione - ASEF Associazione Sud Europa Economia e Finanza), appuntamento ormai consolidato di formazione e informazione economico - finanziaria in svolgimento a Bari il 4 e 5 marzo 2010 nella sua 4^ edizione, all'interno di un nutrito programma assegna un ruolo di rilievo proprio al dibattito sulla finanza etica, una nuova cultura che vede finanza e investimento non solo con intenti speculativi ma anche con caratteristiche etiche: il finanziatore e l'investitore puntano ad attività che rispondano a certi requisiti di responsabilità sociale e ambientale. La finanza etica oltre che nell'investimeno si traduce nella microfinanza a mezzo delle Banche etiche, istituti impegnati nell'erogazione di prodotti finanziari caratterizzati da importi unitari molto bassi e a favore di clienti da altri non considerati. Il servizio più apprezzato di queste istituzioni è il microcredito, cioè l'erogazione di piccoli prestiti a favore di microimprese sulla fiducia e in modo informale per eliminare ogni spesa burocratica e rendere la gestione conveniente: sono i funzionari che, nel Terzo mondo, vanno di villaggio in villaggio per raccogliere risparmio o erogare prestiti dopo aver valutato le singole richieste. In tal modo, concedendo prestiti di modesto importo, si consente a piccoli imprenditori (artigiani commercianti coltivatori) di avviare una nuova attività o migliorare quanto già fanno. I Paesi attualmente considerati ricchi, da parte loro, rivestono una grande tradizione in fatto di microrisparmio, attraverso depositi vincolati poliennali che minimizzano le spese di gestione incoraggiando il loro mantenimento per lunghi periodi: esempio classico, ancora negli anni Novanta, i buoni fruttiferi delle Poste Italiane, che al lordo raddoppiavano dopo sette anni e triplicavano dopo undici (ovvero buoni ventennali con tassi crescenti all'aumento del periodo di deposito). Il microcredito è stato invece trascurato per lungo tempo nell'Occidente, sebbene proprio in Paesi come l'Italia, abbiamo osservato, vi sia una evidente tradizione al riguardo con gli istituti dei Monti Frumentari e Pecuniari: iniziative che hanno operato, come appena notato, fino al XIX secolo, anche se l'aumento dei "nuovi poveri" negli anni di crisi sta inducendo ad importare in Occidente l'esperienza delle Banche etiche sulla scia dei successi conseguiti nelle nazioni disagiate. L'Alternative Investment Forum di Bari, quindi, nei suoi dibattiti e interventi formativi che coinvolgono i principali protagonisti dell'economia e della finanza in una occasione peculiare per il Mezzogiorno, ponendo tra i temi di discussione un rigoroso approfondimento della finanza etica si riallaccia alla migliore tradizione italiana della finanza sociale, di cui si è fatto or ora cenno. In particolar modo, si fa trasparente riferimento a quella microfinanza etica sviluppata nel Meridione con i Monti Frumentari ascritti all'acume intellettuale e altezza morale di Pier Francesco Orsini - Benedetto XIII. Un modello di azione riformatrice e di lungimirante sviluppo economico a cui il Partito "per il Sud", a sua volta, si ispira e di cui ambisce continuare ad essere tenace e fedele assertore.
Il responsabile della comunicazione istituzionale Francesco Antonio Schiraldi