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Archivo de Artículos 11/02/2010Il Partito "per il Sud" artefice della sinergia vincente Calabria - Lombardia nel segno del candidato presidente Pippo CallipoMilano, 6 febbraio 2010, una città innevata da perfetto inverno lombardo è stata scenario del Convegno "Calabria e Lombardia - una sinergia vincente" presso l'Hotel Quark di via Lampedusa. Cav. Pippo Callipo Ospite d'onore della speciale giornata il candidato alla presidenza della Regione Calabria cav. Pippo Callipo, mentre ha fatto da padrone di casa il Partito "per il Sud" con il suo presidente e i consiglieri nazionali: chi altri mai poteva organizzare una manifestazione di sostegno alla innovativa candidatura di vertice del cav. Callipo e, insieme, di promozione e sinergia tra la regione lombarda e quella calabrese ai fini di un rilancio del territorio meridionale? Siamo cittadini di un Paese dove, a fronte di un elefantiaco e onerosissimo apparato pubblico con poltrone e scranni lautamente remunerati, senza l'iniziativa privata a studiare concrete sinergie tra corregionali lontani e partnership imprenditoriali sull'asse Nord - Sud, tutto rimarrebbe nell'impasse... Il connubio Partito "per il Sud" - "Io resto in Calabria/con Callipo" esce ulteriormente rafforzato dal convegno milanese, se gli sviluppi politici prenderanno in Calabria il corso più opportuno potrebbe davvero realizzarsi la svolta tanto auspicata nel quadro istituzionale e amministrativo della regione, nel segno dell'illuminato imprenditore di Pizzo. Ma, in concreto, che ha detto il convegno milanese curato da "per il Sud"? Prof. Italo Richichi Innanzitutto il meeting ha rivelato che i meridionali sanno farsi valere al Nord anche come giornalisti economici e brillanti moderatori, vedi l'editorialista di "Milano Finanza" Giuseppe Di Vittorio che ha saputo destreggiarsi con abilità fra relatori in presa diretta e in videoconferenza, fra interventi di qualificato spessore tecnico della illustre platea e intermezzi di giovanissime promesse canore... Il Dott. Giuseppe Di Vittorio Sì, d'accordo, ma quali sono i messaggi trasmessi dai relatori? Ebbene, il cardiochirugo professor Richichi, presidente della FNCC (Federazione nazionale Circoli Calabresi), ha introdotto i lavori con una incisiva panoramica sull'attuale situazione calabrese, spaziando dal primato negativo del reddito pro capite più basso d'Italia alla realtà di Roma quale più popolosa "città calabrese", dall'imponente volume d'affari della << 'ndrangheta S.p.A.>> ad un presidente di regione che se ne accorge solo a fine mandato e un Consiglio regionale saturo di inquisiti. Per finire, naturalmente, ad una sanità indebitata fino al collo (2,5 mld di euro) ma con la previsione (a mezzo nuovi finanziamenti) di quattro ospedali di eccellenza per uno stanziamento complessivo di 900 milioni di euro: nella Pavia da quarant'anni patria d'adozione di Richichi un centro di eccellenza sarà completato con appena 140 milioni di euro...quale sperequazione ma siamo sempre in Italia? Insomma, secondo il professor Richichi non val niente essere pronti a creare rapporti con la propria terra dalla Lombardia se non cambia la mentalità dell'odierna Calabria, le associazioni di calabresi saranno vicine al candidato Pippo Callipo proprio perché rappresenta una svolta nella vita della regione. Dott. Giacomo Pellegrino Più nello specifico e nel concreto della realtà economico-finanziaria si è calato ovviamente il dott. Giacomo Pellegrino, consigliere di "per il Sud" nonché membro del board della neonata Banca Popolare del Meridione: il sistema bancario calabrese annovera due soli istituti con sede legale nella regione (Carime - Banca popolare del Mezzogiorno), pur in presenza di un insieme di circa 400 sportelli bancari. Strana dissonanza? Non tanto, trattandosi in gran parte di sportelli delle grandi banche con sede al Nord che raccolgono risparmio in loco per trasferirlo e impiegarlo nelle zone settentrionali, non solo, ma che si avvalgono anche di istituti assicurativi con sede al Nord per assolvere all'obbligo legale di assicurarsi, trasferendo anche in questo caso i benefici nelle tasche del Settentrione. Questa abnormità si riflette sulla stessa relationship banking, in quanto l'operatore economico calabrese in cerca di credito si sente rispondere dal funzionario di turno che la competenza ad esaminare la sua pratica risiede altrove (vale a dire nelle direzioni generali con sede al Nord), quindi il dossier viene valutato lì dove non si ha nozione della realtà economica del territorio e dove non si ha contatto e conoscenza con la stessa persona dell'imprenditore richiedente. Prevale tuttora la logica del Sud visto come terra di conquista, se sono migliorati indicatori e performance aziendali delle banche calabresi è perché le teste pensanti si trovano al Nord sicché mentre per i servizi alle famiglie si denota una crescita, lo stesso non avviene per le imprese che scontano la lontananza e il distacco dei centri decisionali. Per di più si aggiunge la presenza annosa al Sud della cosiddetta <<gabbia dei tassi>>: i tassi di interesse sono da sempre più alti nel Meridione rispetto al Nord (circa il 2% - 3% in più), con costi necessariamente maggiorati per l'imprenditoria meridionale, senza dimenticare poi che per i nostri dirigenti di governo mentre è lecito lasciar fallire il piccolo imprenditore del Sud si è pronti ad ogni politica di sostegno per le grandi aziende settentrionali. Che fare allora? Non certo ricorrere a una fantomatica "Banca del Sud" di iniziativa ministeriale con l'esiguo e irriverente capitale di 5 mln di euro e credito gestito sempre al Nord, piuttosto sarebbe necessario lasciar fare le banche a chi nel Sud le sa realizzare (vedi il recente esempio della Banca Popolare del Meridione), conferendo maggior autonomia decisionale e soprattutto favorendo il federarsi tra banche meridionali in modo da preservare marchi e radicamento locale. Anche la Calabria perciò, suggerimento finale della brillante e puntigliosa disamina del banchiere pugliese, meriterebbe un nuovo modo di fare banca e il cav. Callipo è invitato a porre tale obiettivo tra le priorità del suo programma. Il Prof. Michele Di Cesare Il professor Michele Di Cesare, docente di Normativa Europea presso l'Università di Belgrado e Pavia, ha sviluppato il suo lineare intervento in videoconferenza, ponendo in apertura il quesito che angustia attualmente le regioni meridionali: nel 2013 cambieranno gli scenari degli aiuti finanziari europei per le regioni svantaggiate, ebbene continueranno a beneficiarne Puglia e Calabria? Ovvero, è fondata la critica in sede comunitaria alle nostre regioni meridionali di non aver saputo tirarsi fuori dall'enpasse nonostante gli incentivi europei per incapacità nell'uso dei fondi? Il professore di origine foggiana si è cimentato in un esempio: se i Comuni del bergamasco hanno aderito numerosi (ben cinquanta!) ad una proposta di finanziamento per lo sviluppo delle energie alternative con richiesta di risorse per 150 mln di euro, il professor Di Cesare nel tentativo di coinvolgere la sua provincia di origine Foggia ha dovuto mestamente registrare la perdurante mancanza di risposta dei vari sindaci interpellati...In Italia e nel Sud, altra nota di biasimo, non si è ancora in grado rispondere ai bandi europei (attuativi dei programmi UE) seguendo correttamente le indicazioni tracciate, con l'esito di progetti puntualmente respinti e non ammessi ai finanziamenti. Di qui l'invito al candidato presidente della Regione Calabria Pippo Callipo di rispettare una efficace programmazione anticipata, al fine di sfuttare convenientemente le risorse europee, nonché di curare meticolosamente l'educazione degli imprenditori calabresi all'utilizzo dei fondi europei. Probabilmente l'accademico di Belgrado e Pavia sarebbe stato prodigo di ulteriori preziosi consigli per l'imprenditore di Pizzo in rampa di lancio, ma un inatteso black out tecnologico (interruzione del collegamento in videoconferenza) ha sospeso l'erudita esposizione del docente di legislazione comunitaria. l'ing. Domenico Iannantuoni E' toccato quindi avvicinarsi al podio dei relatori, secondo il disegno della giornata, all'ing. Domenico Iannantuoni, presidente del Partito "per il Sud" nonché padrone di casa e principale artefice del riuscito meeting milanese. Con approccio critico il presidente Iannantuoni si è augurato la concreta nascita di una sinergia vincente Calabria - Lombardia, tema del convegno, in quanto non possiamo dirci davvero rappresentati e guidati da una dirigenza politica e imprenditoriale ripiegata su se stessa e che spinge una società "scollegata" a trascurare le sue reali esigenze per convergere piuttosto sul "Grande fratello" televisivo...Ma è il passaggio successivo dell'intervento a spostarsi sugli argomenti di più forte coinvolgimento storico ed emotivo: secondo gli studi dell'economista Giacomo Savarese la Calabria nel 1861 possedeva i due terzi della ricchezza mobile degli stati componenti il Regno d'Italia, in antitesi ad un Piemonte fortemente indebitato. Fu proprio nel periodo post unitario che venne "scientificamente" programmato lo sviluppo del Nord a scapito dell'economia e del benessere meridionale, se la Calabria nel 1861 aveva più residenti della Lombardia oggi i ruoli si sono assurdamente invertiti con due milioni di calabresi e nove milioni di Lombardi. Facciamo attenzione però ai dati che non possono assolutamente mentire: i calabresi residenti in Lombardia producono attualmente un Pil di 33 mld di euro, ovvero il 10% di quello lombardo e uguale a quello prodotto dall'intera Calabria. Non solo, ma se allarghiamo il campo d'indagine veniamo a scoprire che i calabresi residenti nel Centro-Nord producono un reddito che è tre volte il Pil della loro regione di origine e infine, se sommassimo il Pil di tutti i meridionali residenti nel Centro-Nord con quello delle regioni meridionali, arriveremmo ai due terzi dell'intero prodotto interno lordo nazionale! Le ardite teorie avanzate dal sociologo Luca Ricolfi nel suo recente pamphlet "Il sacco del Nord" vengono drasticamente smentite... A questo punto, passando all'azione propositiva, il presidente Iannantuoni svela il progetto fortemente sostenuto dal Partito "per il Sud" e che motiva un convegno come quello allestito nella cintura milanese. La Lombardia ha un Pil di circa 350 mld di euro contro una Calabria con un prodotto interno di appena di 33 mld, mentre però la regione lombarda è ormai "satura" il territorio calabrese presenta notevoli potenzialità di sviluppo: allora perché non trasferire questo sviluppo proprio in Calabria con una sinergica relationship economica e imprenditoriale che possa provocare crescita lì dove ci sono spazi, risorse umane e materiali che la rendono possibile? Iannantuoni rimprovera all'imprenditoria settentrionale di esibirsi invece nell'ennesimo "sacco" del Sud in tema di energie alternative, rubando vento e sole alle regioni meridionali e trasferendo ricchezza al Nord con un misero contentino per l'agricoltore meridionale. Insomma, il presidente di "per il Sud" offre alla platea la constatazione di uno sviluppo nordcentrico ormai fallito e la proposta di una nuova e salvifica via di sviluppo per l'intera nazione, come necessari e coinvolgenti motivi di riflessione in aderenza al tema della giornata. Il Cav. Pippo Callipo L'attesa e l'interesse che avvolgevano l'ospite più atteso della mattinata, il candidato presidente alla Regione Calabria cav. Pippo Callipo, hanno trovato esito quando l'industriale prestato alla politica ha preso la parola per il previsto intervento. Fin dall'avvio ha colpito i presenti la sincera espressione e attenzione dell'uomo per il rilancio della regione calabrese, con il suo sottolineare come la risorsa più importante della Calabria di oggi siano i tanti giovani entusiasti e fiduciosi, loro che, insieme proprio con i calabresi residenti al Nord e le loro notevoli abilità acquisite, possono permettere alla regione di tirarsi fuori da una enpasse che la vede preda del gruppo di politici del PUC (Partito Unico Calabrese) collusi con una cerchia di imprenditori anche settentrionali e con le associazioni delinquenziali che affossano la Calabria. Gli esempi di recente cattiva e interessata politica vengono citati passando dalla legge approvata a fine mandato dal Consiglio regionale per assicurare una lauta buonuscita ai consiglieri non rieletti, ai paventati assessori regionali supplenti (come se non bastassero i costi già sopportati dalla collettività), per menzionare infine la possibilità riconosciuta ai consiglieri uscenti di di mettere in piedi liste elettorali senza la prevista sottoscrizione e raccolta delle firme. Pippo Callipo conferma che il suo impegno in politica è legato all'amore personale per la Calabria, il suo è il tentativo di realizzare una "rivoluzione pacifica" che riporti la regione alla normalità contro un sistema distorto guidato dall'odierno "cenacolo" politico calabrese. Il suo programma? Apparentemente non si discosta da quello di altri possibili candidati pur nelle sue peculiarità, imperniato com'è su sicurezza, lavoro, sanità, ambiente e naturalmente infrastrutture: senza guardare però al fantomatico ponte sullo Stretto, piuttosto cercando di cancellare la nomea di "statale della morte" attribuita alla famigerata S.S. 106 Ionica, come pure studiando di migliorare la viabilità che penalizza e provoca lo spopolamento dei paesi dell'interno. Si tratta di località paesaggisticamente straordinarie che, adeguatamante collegate alle due coste in cui si specchia la regione, potrebbero diventare anch'esse protagoniste del turismo estivo e marino. Insomma, il candidato presidente Callipo chiede anche ai calabresi del Nord idee per il suo governo regionale e per un progetto ancora in itinere, non dimenticando di fare cenno in conclusione anche alla relazione del banchiere Giacomo Pellegrino per sottolineare come il vero problema per l'imprenditoria calabrese non sia tanto il costo del credito, quanto la stessa difficoltà nella concessione del credito: un vero miglioramento potrebbe derivare piuttosto dall'impegno dei fondi di rotazione di cui dispone la Calabria per creare e potenziare gli utilissimi Confidi. Il bimbo prodigio Luigi Merola In chiusura di convegno, va doverosamente lodato il brillante intermezzo canoro del ragazzino prodigio Luigi Merola (Associazione "Mino Reitano"), come va anche apprezzato il compito che i calabresi del Nord affidano al candidato presidente Pippo Callipo, ovvero cancellare finalmente dai resoconti di viaggio in Calabria dei loro amici lombardi lo stereotipo secondo cui "Si', la Calabria è bella, però...", uno stantìo e abusato "però..." che il cavalier Callipo prende l'impegno di eliminare dagli appunti di viaggio nella sua amatissima regione facendo leva sulle capacità della più sana e illuminata managerialità d'impresa calabrese. Il Responsabile della comunicazione istituzionale Avv. Francesco Antonio Schiraldi
Il Partito "per il Sud" artefice della sinergia vincente Calabria - Lombardia nel segno del candidato presidente Pippo Callipo
Milano, 6 febbraio 2010, una città innevata da perfetto inverno lombardo è stata scenario del Convegno "Calabria e Lombardia - una sinergia vincente" presso l'Hotel Quark di via Lampedusa.
Cav. Pippo Callipo
Ospite d'onore della speciale giornata il candidato alla presidenza della Regione Calabria cav. Pippo Callipo, mentre ha fatto da padrone di casa il Partito "per il Sud" con il suo presidente e i consiglieri nazionali: chi altri mai poteva organizzare una manifestazione di sostegno alla innovativa candidatura di vertice del cav. Callipo e, insieme, di promozione e sinergia tra la regione lombarda e quella calabrese ai fini di un rilancio del territorio meridionale? Siamo cittadini di un Paese dove, a fronte di un elefantiaco e onerosissimo apparato pubblico con poltrone e scranni lautamente remunerati, senza l'iniziativa privata a studiare concrete sinergie tra corregionali lontani e partnership imprenditoriali sull'asse Nord - Sud, tutto rimarrebbe nell'impasse... Il connubio Partito "per il Sud" - "Io resto in Calabria/con Callipo" esce ulteriormente rafforzato dal convegno milanese, se gli sviluppi politici prenderanno in Calabria il corso più opportuno potrebbe davvero realizzarsi la svolta tanto auspicata nel quadro istituzionale e amministrativo della regione, nel segno dell'illuminato imprenditore di Pizzo. Ma, in concreto, che ha detto il convegno milanese curato da "per il Sud"?
Prof. Italo Richichi
Innanzitutto il meeting ha rivelato che i meridionali sanno farsi valere al Nord anche come giornalisti economici e brillanti moderatori, vedi l'editorialista di "Milano Finanza" Giuseppe Di Vittorio che ha saputo destreggiarsi con abilità fra relatori in presa diretta e in videoconferenza, fra interventi di qualificato spessore tecnico della illustre platea e intermezzi di giovanissime promesse canore...
Il Dott. Giuseppe Di Vittorio
Sì, d'accordo, ma quali sono i messaggi trasmessi dai relatori? Ebbene, il cardiochirugo professor Richichi, presidente della FNCC (Federazione nazionale Circoli Calabresi), ha introdotto i lavori con una incisiva panoramica sull'attuale situazione calabrese, spaziando dal primato negativo del reddito pro capite più basso d'Italia alla realtà di Roma quale più popolosa "città calabrese", dall'imponente volume d'affari della << 'ndrangheta S.p.A.>> ad un presidente di regione che se ne accorge solo a fine mandato e un Consiglio regionale saturo di inquisiti. Per finire, naturalmente, ad una sanità indebitata fino al collo (2,5 mld di euro) ma con la previsione (a mezzo nuovi finanziamenti) di quattro ospedali di eccellenza per uno stanziamento complessivo di 900 milioni di euro: nella Pavia da quarant'anni patria d'adozione di Richichi un centro di eccellenza sarà completato con appena 140 milioni di euro...quale sperequazione ma siamo sempre in Italia? Insomma, secondo il professor Richichi non val niente essere pronti a creare rapporti con la propria terra dalla Lombardia se non cambia la mentalità dell'odierna Calabria, le associazioni di calabresi saranno vicine al candidato Pippo Callipo proprio perché rappresenta una svolta nella vita della regione.
Dott. Giacomo Pellegrino
Più nello specifico e nel concreto della realtà economico-finanziaria si è calato ovviamente il dott. Giacomo Pellegrino, consigliere di "per il Sud" nonché membro del board della neonata Banca Popolare del Meridione: il sistema bancario calabrese annovera due soli istituti con sede legale nella regione (Carime - Banca popolare del Mezzogiorno), pur in presenza di un insieme di circa 400 sportelli bancari. Strana dissonanza? Non tanto, trattandosi in gran parte di sportelli delle grandi banche con sede al Nord che raccolgono risparmio in loco per trasferirlo e impiegarlo nelle zone settentrionali, non solo, ma che si avvalgono anche di istituti assicurativi con sede al Nord per assolvere all'obbligo legale di assicurarsi, trasferendo anche in questo caso i benefici nelle tasche del Settentrione. Questa abnormità si riflette sulla stessa relationship banking, in quanto l'operatore economico calabrese in cerca di credito si sente rispondere dal funzionario di turno che la competenza ad esaminare la sua pratica risiede altrove (vale a dire nelle direzioni generali con sede al Nord), quindi il dossier viene valutato lì dove non si ha nozione della realtà economica del territorio e dove non si ha contatto e conoscenza con la stessa persona dell'imprenditore richiedente. Prevale tuttora la logica del Sud visto come terra di conquista, se sono migliorati indicatori e performance aziendali delle banche calabresi è perché le teste pensanti si trovano al Nord sicché mentre per i servizi alle famiglie si denota una crescita, lo stesso non avviene per le imprese che scontano la lontananza e il distacco dei centri decisionali. Per di più si aggiunge la presenza annosa al Sud della cosiddetta <<gabbia dei tassi>>: i tassi di interesse sono da sempre più alti nel Meridione rispetto al Nord (circa il 2% - 3% in più), con costi necessariamente maggiorati per l'imprenditoria meridionale, senza dimenticare poi che per i nostri dirigenti di governo mentre è lecito lasciar fallire il piccolo imprenditore del Sud si è pronti ad ogni politica di sostegno per le grandi aziende settentrionali. Che fare allora? Non certo ricorrere a una fantomatica "Banca del Sud" di iniziativa ministeriale con l'esiguo e irriverente capitale di 5 mln di euro e credito gestito sempre al Nord, piuttosto sarebbe necessario lasciar fare le banche a chi nel Sud le sa realizzare (vedi il recente esempio della Banca Popolare del Meridione), conferendo maggior autonomia decisionale e soprattutto favorendo il federarsi tra banche meridionali in modo da preservare marchi e radicamento locale. Anche la Calabria perciò, suggerimento finale della brillante e puntigliosa disamina del banchiere pugliese, meriterebbe un nuovo modo di fare banca e il cav. Callipo è invitato a porre tale obiettivo tra le priorità del suo programma.
Il Prof. Michele Di Cesare
Il professor Michele Di Cesare, docente di Normativa Europea presso l'Università di Belgrado e Pavia, ha sviluppato il suo lineare intervento in videoconferenza, ponendo in apertura il quesito che angustia attualmente le regioni meridionali: nel 2013 cambieranno gli scenari degli aiuti finanziari europei per le regioni svantaggiate, ebbene continueranno a beneficiarne Puglia e Calabria? Ovvero, è fondata la critica in sede comunitaria alle nostre regioni meridionali di non aver saputo tirarsi fuori dall'enpasse nonostante gli incentivi europei per incapacità nell'uso dei fondi? Il professore di origine foggiana si è cimentato in un esempio: se i Comuni del bergamasco hanno aderito numerosi (ben cinquanta!) ad una proposta di finanziamento per lo sviluppo delle energie alternative con richiesta di risorse per 150 mln di euro, il professor Di Cesare nel tentativo di coinvolgere la sua provincia di origine Foggia ha dovuto mestamente registrare la perdurante mancanza di risposta dei vari sindaci interpellati...In Italia e nel Sud, altra nota di biasimo, non si è ancora in grado rispondere ai bandi europei (attuativi dei programmi UE) seguendo correttamente le indicazioni tracciate, con l'esito di progetti puntualmente respinti e non ammessi ai finanziamenti. Di qui l'invito al candidato presidente della Regione Calabria Pippo Callipo di rispettare una efficace programmazione anticipata, al fine di sfuttare convenientemente le risorse europee, nonché di curare meticolosamente l'educazione degli imprenditori calabresi all'utilizzo dei fondi europei. Probabilmente l'accademico di Belgrado e Pavia sarebbe stato prodigo di ulteriori preziosi consigli per l'imprenditore di Pizzo in rampa di lancio, ma un inatteso black out tecnologico (interruzione del collegamento in videoconferenza) ha sospeso l'erudita esposizione del docente di legislazione comunitaria.
l'ing. Domenico Iannantuoni
E' toccato quindi avvicinarsi al podio dei relatori, secondo il disegno della giornata, all'ing. Domenico Iannantuoni, presidente del Partito "per il Sud" nonché padrone di casa e principale artefice del riuscito meeting milanese. Con approccio critico il presidente Iannantuoni si è augurato la concreta nascita di una sinergia vincente Calabria - Lombardia, tema del convegno, in quanto non possiamo dirci davvero rappresentati e guidati da una dirigenza politica e imprenditoriale ripiegata su se stessa e che spinge una società "scollegata" a trascurare le sue reali esigenze per convergere piuttosto sul "Grande fratello" televisivo...Ma è il passaggio successivo dell'intervento a spostarsi sugli argomenti di più forte coinvolgimento storico ed emotivo: secondo gli studi dell'economista Giacomo Savarese la Calabria nel 1861 possedeva i due terzi della ricchezza mobile degli stati componenti il Regno d'Italia, in antitesi ad un Piemonte fortemente indebitato. Fu proprio nel periodo post unitario che venne "scientificamente" programmato lo sviluppo del Nord a scapito dell'economia e del benessere meridionale, se la Calabria nel 1861 aveva più residenti della Lombardia oggi i ruoli si sono assurdamente invertiti con due milioni di calabresi e nove milioni di Lombardi. Facciamo attenzione però ai dati che non possono assolutamente mentire: i calabresi residenti in Lombardia producono attualmente un Pil di 33 mld di euro, ovvero il 10% di quello lombardo e uguale a quello prodotto dall'intera Calabria. Non solo, ma se allarghiamo il campo d'indagine veniamo a scoprire che i calabresi residenti nel Centro-Nord producono un reddito che è tre volte il Pil della loro regione di origine e infine, se sommassimo il Pil di tutti i meridionali residenti nel Centro-Nord con quello delle regioni meridionali, arriveremmo ai due terzi dell'intero prodotto interno lordo nazionale! Le ardite teorie avanzate dal sociologo Luca Ricolfi nel suo recente pamphlet "Il sacco del Nord" vengono drasticamente smentite... A questo punto, passando all'azione propositiva, il presidente Iannantuoni svela il progetto fortemente sostenuto dal Partito "per il Sud" e che motiva un convegno come quello allestito nella cintura milanese. La Lombardia ha un Pil di circa 350 mld di euro contro una Calabria con un prodotto interno di appena di 33 mld, mentre però la regione lombarda è ormai "satura" il territorio calabrese presenta notevoli potenzialità di sviluppo: allora perché non trasferire questo sviluppo proprio in Calabria con una sinergica relationship economica e imprenditoriale che possa provocare crescita lì dove ci sono spazi, risorse umane e materiali che la rendono possibile? Iannantuoni rimprovera all'imprenditoria settentrionale di esibirsi invece nell'ennesimo "sacco" del Sud in tema di energie alternative, rubando vento e sole alle regioni meridionali e trasferendo ricchezza al Nord con un misero contentino per l'agricoltore meridionale. Insomma, il presidente di "per il Sud" offre alla platea la constatazione di uno sviluppo nordcentrico ormai fallito e la proposta di una nuova e salvifica via di sviluppo per l'intera nazione, come necessari e coinvolgenti motivi di riflessione in aderenza al tema della giornata.
Il Cav. Pippo Callipo
L'attesa e l'interesse che avvolgevano l'ospite più atteso della mattinata, il candidato presidente alla Regione Calabria cav. Pippo Callipo, hanno trovato esito quando l'industriale prestato alla politica ha preso la parola per il previsto intervento. Fin dall'avvio ha colpito i presenti la sincera espressione e attenzione dell'uomo per il rilancio della regione calabrese, con il suo sottolineare come la risorsa più importante della Calabria di oggi siano i tanti giovani entusiasti e fiduciosi, loro che, insieme proprio con i calabresi residenti al Nord e le loro notevoli abilità acquisite, possono permettere alla regione di tirarsi fuori da una enpasse che la vede preda del gruppo di politici del PUC (Partito Unico Calabrese) collusi con una cerchia di imprenditori anche settentrionali e con le associazioni delinquenziali che affossano la Calabria. Gli esempi di recente cattiva e interessata politica vengono citati passando dalla legge approvata a fine mandato dal Consiglio regionale per assicurare una lauta buonuscita ai consiglieri non rieletti, ai paventati assessori regionali supplenti (come se non bastassero i costi già sopportati dalla collettività), per menzionare infine la possibilità riconosciuta ai consiglieri uscenti di di mettere in piedi liste elettorali senza la prevista sottoscrizione e raccolta delle firme. Pippo Callipo conferma che il suo impegno in politica è legato all'amore personale per la Calabria, il suo è il tentativo di realizzare una "rivoluzione pacifica" che riporti la regione alla normalità contro un sistema distorto guidato dall'odierno "cenacolo" politico calabrese. Il suo programma? Apparentemente non si discosta da quello di altri possibili candidati pur nelle sue peculiarità, imperniato com'è su sicurezza, lavoro, sanità, ambiente e naturalmente infrastrutture: senza guardare però al fantomatico ponte sullo Stretto, piuttosto cercando di cancellare la nomea di "statale della morte" attribuita alla famigerata S.S. 106 Ionica, come pure studiando di migliorare la viabilità che penalizza e provoca lo spopolamento dei paesi dell'interno. Si tratta di località paesaggisticamente straordinarie che, adeguatamante collegate alle due coste in cui si specchia la regione, potrebbero diventare anch'esse protagoniste del turismo estivo e marino. Insomma, il candidato presidente Callipo chiede anche ai calabresi del Nord idee per il suo governo regionale e per un progetto ancora in itinere, non dimenticando di fare cenno in conclusione anche alla relazione del banchiere Giacomo Pellegrino per sottolineare come il vero problema per l'imprenditoria calabrese non sia tanto il costo del credito, quanto la stessa difficoltà nella concessione del credito: un vero miglioramento potrebbe derivare piuttosto dall'impegno dei fondi di rotazione di cui dispone la Calabria per creare e potenziare gli utilissimi Confidi.
Il bimbo prodigio Luigi Merola
In chiusura di convegno, va doverosamente lodato il brillante intermezzo canoro del ragazzino prodigio Luigi Merola (Associazione "Mino Reitano"), come va anche apprezzato il compito che i calabresi del Nord affidano al candidato presidente Pippo Callipo, ovvero cancellare finalmente dai resoconti di viaggio in Calabria dei loro amici lombardi lo stereotipo secondo cui "Si', la Calabria è bella, però...", uno stantìo e abusato "però..." che il cavalier Callipo prende l'impegno di eliminare dagli appunti di viaggio nella sua amatissima regione facendo leva sulle capacità della più sana e illuminata managerialità d'impresa calabrese.
Il Responsabile della comunicazione istituzionale Avv. Francesco Antonio Schiraldi