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Archivio Articoli Politica Interna20/07/2008IN GALERA LI PANETTIERI! Prima di tutto ammetto che sono stato un ingenuo: stimavo Del Turco e ancora adesso faccio fatica ad accettare la verita’, questo non perche’ Del Turco e’ di sinistra ma perche’ e’ uno di noi, uno della nostra gente e per di piu’ uno che ci rappresentava ufficialmente.Non mi accodo, quindi, all’ entusiasmo dei tanti che gioiscono del suo arresto, non mi accodo a chi urla, contento: in galera li panettieri! Per noi questa dev’essere una notizia triste. Per chi non lo sapesse, in galera li panettieri e’ un’antica canzone che celebra ironicamente l’ arresto di fornai speculatori in tempo di carestia, come se con il loro arresto il problema del pane fosse risolto.Ecco Del Turco non e’ che uno di questi panettieri, un volgare speculatore ma nostro il dramma non e’ questo. La soluzione vera dei nostri problemi di sana e onesta amministrazione non e’ l’ arresto del panettiere di turno ma individuare e combattere le cause della carestia che, tra l’altro, genera, tra i tanti mali anche gli speculatori. Qual’ e’ la carestia, allora, visto che e’ molto facile individuare i panettieri? E’ la crisi morale, esistenziale, ideale del nostro popolo, dei nostri amici, dei nostri fratelli, di noi stessi che siamo nel popolo e del popolo come gli altri.Perche’ non si tratta solo di tangenti ma anche e soprattutto del perche’ si raccoglievano le tangenti. Sapevate perche’ rubava Del Turco? Per comprare qualche senatore e contare di piu’ nel PD! Non ricattava e chiedeva tangenti ai signorotti liberali come certi nostri briganti per comprare i cavalli, i fucili, le munizioni con cui cacciare i Piemontesi invasori e i maiali loro collaboratori che divoravano le nostre ricchezze e affamavano la nostra gente, NO! Del Turco non aveva un progetto rivoluzionario, importante da portare avanti, altrimenti avremmo dovuto aiutarlo a prendere i soldi, perche’ senza soldi non si cantano messe e non si fanno manco le rivoluzioni! NO! Del Turco era un panettiere, quelli volevano avere un po’ di piu’, lui voleva contare un po’ di piu’, non aveva idee da portare avanti, non aveva progetti da portare avanti, doveva solo comprare qualche senatore porco o scemo.Ecco la carestia che ci sta distrugendo, una carestia di idee, di progetti, di etica. Parlo di etica, non di moralismo, ripeto, se servono per la rivoluzione, ecco, io sono il primo che va a chiedere riscatti! Allora non e’ arrestando i panettieri che che sconfiggeremo la carestia, questi si, devono pure essere arrestati, per carita’, ma per vincere questa carestia dobbiamo ogni giorno costruire dentro noi stessi per primi un popolo nuovo e portare avanti una idea di mondo e di uomo diversa da quella miserabile che ci viene propinata. Ad esempio, quando pensiamo allo sviluppo della nostra citta’, della nostra terra, non dobbiamo accettare di trasformarla nel divertimentificio dei deficienti ma dobbiamo pensare a sviluppare le industrie, dobbiamo pretendere che siano buttati via i puttanai con i rincoglioniti che passano tutte le sere a sbronzarsi e a litigare in preda ai fumi dell’ alcool o delle droghe per delle minchiate, via l’ennesima notte bianca del deficiente, dobbiamo lottare perche’ i soldi, i nostri soldi, siano usati per fabbriche, scuole, ospedali e anche per il divertimento ma che sia quello intelligente, sobrio, casereccio, semplice ed economico. Freghiamocene una volta tanto di aumentare la domanda turistica, basta con tutti sti turisti! Qui servono fabbriche, centri di formazione, studi di progettazione, centri di ricerca, contadini e operai, non ancora camerieri, pizzaioli e pagliacci da animazione turistica! Se saremo un popolo operoso e serio, forte e gentile, allora non ci saranno piu’ i panettieri al potere e se qualche panettiere ladro ci scappa, beh, sara’ solo una questione di polizia, non di carestia. Giulio Larosa
IN GALERA LI PANETTIERI!
Prima di tutto ammetto che sono stato un ingenuo: stimavo Del Turco e ancora adesso faccio fatica ad accettare la verita’, questo non perche’ Del Turco e’ di sinistra ma perche’ e’ uno di noi, uno della nostra gente e per di piu’ uno che ci rappresentava ufficialmente.Non mi accodo, quindi, all’ entusiasmo dei tanti che gioiscono del suo arresto, non mi accodo a chi urla, contento: in galera li panettieri! Per noi questa dev’essere una notizia triste.
Per chi non lo sapesse, in galera li panettieri e’ un’antica canzone che celebra ironicamente l’ arresto di fornai speculatori in tempo di carestia, come se con il loro arresto il problema del pane fosse risolto.Ecco Del Turco non e’ che uno di questi panettieri, un volgare speculatore ma nostro il dramma non e’ questo. La soluzione vera dei nostri problemi di sana e onesta amministrazione non e’ l’ arresto del panettiere di turno ma individuare e combattere le cause della carestia che, tra l’altro, genera, tra i tanti mali anche gli speculatori.
Qual’ e’ la carestia, allora, visto che e’ molto facile individuare i panettieri? E’ la crisi morale, esistenziale, ideale del nostro popolo, dei nostri amici, dei nostri fratelli, di noi stessi che siamo nel popolo e del popolo come gli altri.Perche’ non si tratta solo di tangenti ma anche e soprattutto del perche’ si raccoglievano le tangenti. Sapevate perche’ rubava Del Turco? Per comprare qualche senatore e contare di piu’ nel PD! Non ricattava e chiedeva tangenti ai signorotti liberali come certi nostri briganti per comprare i cavalli, i fucili, le munizioni con cui cacciare i Piemontesi invasori e i maiali loro collaboratori che divoravano le nostre ricchezze e affamavano la nostra gente, NO! Del Turco non aveva un progetto rivoluzionario, importante da portare avanti, altrimenti avremmo dovuto aiutarlo a prendere i soldi, perche’ senza soldi non si cantano messe e non si fanno manco le rivoluzioni!
NO! Del Turco era un panettiere, quelli volevano avere un po’ di piu’, lui voleva contare un po’ di piu’, non aveva idee da portare avanti, non aveva progetti da portare avanti, doveva solo comprare qualche senatore porco o scemo.Ecco la carestia che ci sta distrugendo, una carestia di idee, di progetti, di etica. Parlo di etica, non di moralismo, ripeto, se servono per la rivoluzione, ecco, io sono il primo che va a chiedere riscatti!
Allora non e’ arrestando i panettieri che che sconfiggeremo la carestia, questi si, devono pure essere arrestati, per carita’, ma per vincere questa carestia dobbiamo ogni giorno costruire dentro noi stessi per primi un popolo nuovo e portare avanti una idea di mondo e di uomo diversa da quella miserabile che ci viene propinata. Ad esempio, quando pensiamo allo sviluppo della nostra citta’, della nostra terra, non dobbiamo accettare di trasformarla nel divertimentificio dei deficienti ma dobbiamo pensare a sviluppare le industrie, dobbiamo pretendere che siano buttati via i puttanai con i rincoglioniti che passano tutte le sere a sbronzarsi e a litigare in preda ai fumi dell’ alcool o delle droghe per delle minchiate, via l’ennesima notte bianca del deficiente, dobbiamo lottare perche’ i soldi, i nostri soldi, siano usati per fabbriche, scuole, ospedali e anche per il divertimento ma che sia quello intelligente, sobrio, casereccio, semplice ed economico. Freghiamocene una volta tanto di aumentare la domanda turistica, basta con tutti sti turisti! Qui servono fabbriche, centri di formazione, studi di progettazione, centri di ricerca, contadini e operai, non ancora camerieri, pizzaioli e pagliacci da animazione turistica! Se saremo un popolo operoso e serio, forte e gentile, allora non ci saranno piu’ i panettieri al potere e se qualche panettiere ladro ci scappa, beh, sara’ solo una questione di polizia, non di carestia.
Giulio Larosa