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Archivio Articoli Politica Interna10/11/2009L'innegabile blocco sociale del nostro Paese e i suoi possibili rimedi. "Italia Futura" e le IdeeForza di "per il SUD"Il Partito "per il Sud", con le sue Idee Forza orientate al superamento delle sperequazioni sociali, spesso fonte di penalizzazione per brillanti personalità dei territori del Mezzogiorno, accoglie con compiacimento le note di seguito illustrate, spiraglio di moderato ottimismo per l'avvenire. ***** "Italia futura", associazione creata da Luca Cordero di Montezemolo, ha dedicato alla mobilità sociale il suo primo lavoro di ricerca di ampio respiro, con l'obiettivo di promuovere il dibattito sul futuro del nostro Paese. Se si guarda alle condizioni della famiglia di origine dei nati prima del 1950, confrontandole con le attuali situazioni di vita, ben il 41 per cento di questi italiani possono dire di aver migliorato il proprio stato sociale. Ma se si prendono in considerazione i figli di questi stessi fortunati, ecco rovesciarsi la prospettiva: solo il 6 per cento dei giovani di 20 anni dice di trovarsi in condizioni migliori dei propri genitori, mentre il 20 per cento ritiene addirittura che il proprio stato sociale sia peggiorato. Siamo quindi lontanissimi dall'Italia che ha preceduto il "boom" economico, una nazione che aveva grande fiducia nel futuro accingendosi a costruire un avvenire migliore. Oggi siamo un Paese socialmente bloccato, per cui chi nasce in una famiglia benestante rimane benestante, mentre chi nasce in un nucleo familiare indigente rimane indigente. Tutto ciò rappresenta un evidente disagio per chiunque, in quanto, venendo meno la precedente mobilità sociale, viene meno l'incentivo ad investire nello studio, nel lavoro nella speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli. Lo studio dell'Associazione "Italia Futura" dal titolo "L'Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci!", vuole essere non solo un'analisi dei problemi legati alla scarsa mobilità sociale che caratterizzano l'Italia degli ultimi decenni, ma anche una proposta di possibili soluzioni da rivolgere alla pubblica discussione. Le chiavi di volta per il superamento dell'empasse, nell'indagine degli esperti di "Italia Futura", sono individuate in tre soluzioni di concreto impatto sociale, particolarmente incidenti lì dove più si fa sentire il disagio economico. La prima e più incisiva proposta della nuova associazione è rappresentata dal "Fondo opportunità", consistente nell'intestare ad ogni bambino che nasce un conto in banca, al quale lui stesso avrà accesso dopo il superamento dell'esame di maturità. L'ammontare iniziale del conto, uguale per tutti, è previsto in 1.000 euro, come uguale per tutti è il contributo versato sul "Fondo opportunità" per ogni anno della scuola elementare, 600 euro. A partire dalla frequenza della scuola media e successivamente, l'entità del versamento diventa legato strettamente al merito, potendo variare da zero a 1.400 euro per anno. Con questa prospettiva, i ragazzi più bravi saranno in grado di sommare, al termine delle scuole superiori, un bel gruzzolo di 20 mila euro. Chi si dovesse fermare alla maturità ne incassarebbe il 40 per cento, mentre, proseguendo negli studi, si avrebbe diritto al resto dei soldi nella forma di un mini stipendio mensile per un periodo massimo di tre anni. Lo scopo palese è quello di spingere i giovani a studiare e frequentare l'università, mentre oggi il 20 per cento dei ragazzi tra i 18 e 24 anni abbandona le scuole superiori senza orientarsi su progetti di formazione. Addirittura, talvolta ad abbandonare sono proprio i ragazzi più capaci, costretti ad interrompere gli studi da uno stato familiare che non consente di mantenere un figlio all'università: inutile dire che è il Mezzogiorno con maggior frequenza a soffrire di tali rinunce. Il "Fondo opportunità" mira proprio ad impedire che talenti indiscussi vengano perduti dalla nostra società, che si priverebbe di un preziosissimo apporto per il suo indispensabile sviluppo. Ovviamente, il progetto delineato richiede un valido criterio per misurare il merito, in quanto su di esso, come abbiamo visto, si parametrerebbero i contributi del "Fondo opportunità". I criteri qui proposti si incentrano sia su test standard per tutto il territorio nazionale, da privilegiare, ma anche, per contenere i costi, sul confronto tra i voti, ponderati tuttavia con la media della scuola di appartenenza: un otto conseguito in una scuola dove gli stessi abbondano, varrà meno di un sette ottenuto lì dove la media è quella del sei. La seconda soluzione elaborata da "Italia Futura" per superare il blocco dell'ascensore sociale è l' "affitto di emancipazione". Ogni giovane fra i 22 e i 30 anni che lavora e che ha lasciato la casa dei genitori riceverebbe un sussidio mensile di 200 euro, in un sistema che comprenderebbe inoltre l'introduzione di un forte sconto fiscale per i proprietari che affittano a chi ha meno di 35 anni. L'obiettivo, in questo caso, è quello di sostenere la mobilità "fisica" dei giovani, evitando il rifiuto di un lavoro fuori del proprio Comune, ovvero ridurre la crescita percentuale dei figli che continuano a vivere a casa dei genitori. La terza proposta, infine, è "il pacchetto per le giovani famiglie", nei casi in cui tutti e due i genitori lavorano e ci sono figli con meno di sei anni. Si prevede per tale ipotesi la cumulabilità dell'affitto di emancipazione, insieme al rimborso parziale delle spese per la baby sitter. A ciò va aggiunto l'abbattimento della base imponibile dei primi 10 mila euro per il reddito delle mamme che lavorano, per evitare che la cura di un figlio induca le donne a rinunciare all'occupazione e restare a casa, con inevitabili ricadute sul reddito della famiglia e sulle stesse scelte future dei figli. L'associazione "Italia Futura", quindi, con "L'Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci!", manifesta la sua missione volta a far emergere temi che investono l'avvenire del Paese, per sollecitare a questo scopo uno stimolante e utile dibattito. Con Luca Cordero di Montezemolo, ideatore del volenteroso "think tank", hanno aderito all'iniziativa, come soci fondatori e finanziatori, imprenditori e banchieri come Diego Della Valle, Maria Paola Merloni, Corrado Passera e Luigi Marino di Confcooperative, insieme ad un network di iscritti intesi a spingere la società civile e politica "ad andare finalmente oltre le patologie di una transizione politica infinita e ripetitiva". Il Partito "per il Sud", da parte sua, gà caratterizzato dalle proprie Idee Forza sul Benessere sociale, la Società e il Rinascimento culturale, non può che accogliere positivamente progetti tesi ad eliminare squilibri di reddito e di economie, consentendo che la mobilità sociale, come delineata nello studio di "Italia Futura", possa realizzarsi soprattutto al Sud, dove le intelligenze traboccano ma vengono penalizzate da condizioni di partenza disomogenee rispetto alle aree attualmente più fortunate del Paese. Il responsabile della comunicazione istituzionale Francesco Antonio Schiraldi
L'innegabile blocco sociale del nostro Paese e i suoi possibili rimedi. "Italia Futura" e le IdeeForza di "per il SUD"
Il Partito "per il Sud", con le sue Idee Forza orientate al superamento delle sperequazioni sociali, spesso fonte di penalizzazione per brillanti personalità dei territori del Mezzogiorno, accoglie con compiacimento le note di seguito illustrate, spiraglio di moderato ottimismo per l'avvenire. ***** "Italia futura", associazione creata da Luca Cordero di Montezemolo, ha dedicato alla mobilità sociale il suo primo lavoro di ricerca di ampio respiro, con l'obiettivo di promuovere il dibattito sul futuro del nostro Paese. Se si guarda alle condizioni della famiglia di origine dei nati prima del 1950, confrontandole con le attuali situazioni di vita, ben il 41 per cento di questi italiani possono dire di aver migliorato il proprio stato sociale. Ma se si prendono in considerazione i figli di questi stessi fortunati, ecco rovesciarsi la prospettiva: solo il 6 per cento dei giovani di 20 anni dice di trovarsi in condizioni migliori dei propri genitori, mentre il 20 per cento ritiene addirittura che il proprio stato sociale sia peggiorato. Siamo quindi lontanissimi dall'Italia che ha preceduto il "boom" economico, una nazione che aveva grande fiducia nel futuro accingendosi a costruire un avvenire migliore. Oggi siamo un Paese socialmente bloccato, per cui chi nasce in una famiglia benestante rimane benestante, mentre chi nasce in un nucleo familiare indigente rimane indigente. Tutto ciò rappresenta un evidente disagio per chiunque, in quanto, venendo meno la precedente mobilità sociale, viene meno l'incentivo ad investire nello studio, nel lavoro nella speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli. Lo studio dell'Associazione "Italia Futura" dal titolo "L'Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci!", vuole essere non solo un'analisi dei problemi legati alla scarsa mobilità sociale che caratterizzano l'Italia degli ultimi decenni, ma anche una proposta di possibili soluzioni da rivolgere alla pubblica discussione. Le chiavi di volta per il superamento dell'empasse, nell'indagine degli esperti di "Italia Futura", sono individuate in tre soluzioni di concreto impatto sociale, particolarmente incidenti lì dove più si fa sentire il disagio economico. La prima e più incisiva proposta della nuova associazione è rappresentata dal "Fondo opportunità", consistente nell'intestare ad ogni bambino che nasce un conto in banca, al quale lui stesso avrà accesso dopo il superamento dell'esame di maturità. L'ammontare iniziale del conto, uguale per tutti, è previsto in 1.000 euro, come uguale per tutti è il contributo versato sul "Fondo opportunità" per ogni anno della scuola elementare, 600 euro. A partire dalla frequenza della scuola media e successivamente, l'entità del versamento diventa legato strettamente al merito, potendo variare da zero a 1.400 euro per anno. Con questa prospettiva, i ragazzi più bravi saranno in grado di sommare, al termine delle scuole superiori, un bel gruzzolo di 20 mila euro. Chi si dovesse fermare alla maturità ne incassarebbe il 40 per cento, mentre, proseguendo negli studi, si avrebbe diritto al resto dei soldi nella forma di un mini stipendio mensile per un periodo massimo di tre anni. Lo scopo palese è quello di spingere i giovani a studiare e frequentare l'università, mentre oggi il 20 per cento dei ragazzi tra i 18 e 24 anni abbandona le scuole superiori senza orientarsi su progetti di formazione. Addirittura, talvolta ad abbandonare sono proprio i ragazzi più capaci, costretti ad interrompere gli studi da uno stato familiare che non consente di mantenere un figlio all'università: inutile dire che è il Mezzogiorno con maggior frequenza a soffrire di tali rinunce. Il "Fondo opportunità" mira proprio ad impedire che talenti indiscussi vengano perduti dalla nostra società, che si priverebbe di un preziosissimo apporto per il suo indispensabile sviluppo. Ovviamente, il progetto delineato richiede un valido criterio per misurare il merito, in quanto su di esso, come abbiamo visto, si parametrerebbero i contributi del "Fondo opportunità". I criteri qui proposti si incentrano sia su test standard per tutto il territorio nazionale, da privilegiare, ma anche, per contenere i costi, sul confronto tra i voti, ponderati tuttavia con la media della scuola di appartenenza: un otto conseguito in una scuola dove gli stessi abbondano, varrà meno di un sette ottenuto lì dove la media è quella del sei. La seconda soluzione elaborata da "Italia Futura" per superare il blocco dell'ascensore sociale è l' "affitto di emancipazione". Ogni giovane fra i 22 e i 30 anni che lavora e che ha lasciato la casa dei genitori riceverebbe un sussidio mensile di 200 euro, in un sistema che comprenderebbe inoltre l'introduzione di un forte sconto fiscale per i proprietari che affittano a chi ha meno di 35 anni. L'obiettivo, in questo caso, è quello di sostenere la mobilità "fisica" dei giovani, evitando il rifiuto di un lavoro fuori del proprio Comune, ovvero ridurre la crescita percentuale dei figli che continuano a vivere a casa dei genitori. La terza proposta, infine, è "il pacchetto per le giovani famiglie", nei casi in cui tutti e due i genitori lavorano e ci sono figli con meno di sei anni. Si prevede per tale ipotesi la cumulabilità dell'affitto di emancipazione, insieme al rimborso parziale delle spese per la baby sitter. A ciò va aggiunto l'abbattimento della base imponibile dei primi 10 mila euro per il reddito delle mamme che lavorano, per evitare che la cura di un figlio induca le donne a rinunciare all'occupazione e restare a casa, con inevitabili ricadute sul reddito della famiglia e sulle stesse scelte future dei figli. L'associazione "Italia Futura", quindi, con "L'Italia è un Paese bloccato. Muoviamoci!", manifesta la sua missione volta a far emergere temi che investono l'avvenire del Paese, per sollecitare a questo scopo uno stimolante e utile dibattito. Con Luca Cordero di Montezemolo, ideatore del volenteroso "think tank", hanno aderito all'iniziativa, come soci fondatori e finanziatori, imprenditori e banchieri come Diego Della Valle, Maria Paola Merloni, Corrado Passera e Luigi Marino di Confcooperative, insieme ad un network di iscritti intesi a spingere la società civile e politica "ad andare finalmente oltre le patologie di una transizione politica infinita e ripetitiva". Il Partito "per il Sud", da parte sua, gà caratterizzato dalle proprie Idee Forza sul Benessere sociale, la Società e il Rinascimento culturale, non può che accogliere positivamente progetti tesi ad eliminare squilibri di reddito e di economie, consentendo che la mobilità sociale, come delineata nello studio di "Italia Futura", possa realizzarsi soprattutto al Sud, dove le intelligenze traboccano ma vengono penalizzate da condizioni di partenza disomogenee rispetto alle aree attualmente più fortunate del Paese.
Il responsabile della comunicazione istituzionale Francesco Antonio Schiraldi