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Archivio Articoli Politica Interna07/03/2010Lamezia Terme 16/01/2010Brogliaccio del discorso tenuto da Domenico Iannantuoni a Lamezia Terme il 16/01/2010, in occasione del convegno ufficiale di candidatura del cav. Pippo Callipo alla presidenza della Regione Calabria. Lamezia, 16 gennaio 2010 Desidero cambiare per un attimo il punto di vista del Convegno …..le ragioni della crisi profonda dell’economia italiana non sono solo da ricercare nell’ avvento dell’Euro, che ha sicuramente causato la “liquefazione” della cosiddetta grande industria italiana, al semplice confronto con quella più avanzata ed organizzata degli stati centroeuropei, e nemmeno nel pur devastante ingresso nel mercato globale delle emergenti economie orientali, causa della “sublimazione” delle piccole e medie imprese nazionali. Le ragioni principali della crisi italiana sono ancora più remote e vanno individuate, appunto, nel mantenimento ostinato di un‘insana politica di sviluppo asimmetrico del Paese a scapito, e sembra un paradosso dirlo, della parte più ricca. più vitale e più generosa: il SUD! Il sistema produttivo “Italia”, infatti, basato fin dal 1861 su una crescita economica di tipo asimmetrico del territorio nazionale, ha generato una grave dicotomia del mercato interno in termini di capacità di consumo, oltre che di capacità produttiva, generando la cosiddetta sindrome coloniale del mezzogiorno d’Italia, perennemente sfruttato ma sempre furbescamente additato come dissipatore di sostanze. Diceva Paul Joseph Goebbels, ministro della propaganda nel Terzo Reich della Germania nazista dal 1933 al 1945: Una bugia? Ditela dieci, cento, mille, un milione di volte e diventerà realtà! In parte aveva ragione, solo in parte perché si era dimenticato di aggiungere che comunque le bugie hanno sempre le “gambe corte”. Infatti il fallimento del sistema Italia è sotto gli occhi di tutti, mentre il SUD muore, il Nord langue. La bugia si è rivelata nella sua pienezza. Che fare? La risposta di noi di “per il SUD” è semplice e razionale. Dobbiamo smettere di “costruire sul costruito” cioè a Nord e sempre a Nord e guardare finalmente al SUD come ad una grande risorsa del nostro Paese e non più come una colonia da porre e mantenere in sfruttamento come è stato fatto da 150 anni ai giorni nostri, al fine di garantire una più equa ripartizione delle risorse, dei servizi e delle opportunità lavorative in tutte le Regioni, come sancito dai princìpi delle Costituzioni Italiana ed Europea. Parliamo della Calabria, una terra meravigliosa che fino al 1860 era un’area tra le più industrializzate, considerata la Detroit d’Italia. Qui si produceva il ferro più pregiato d’Europa a Mongiana, Cardinale Ferdinandea, prodotto da’’estrazione del minerale dalle miniere di Pazzano. Qui furono forgiate le strutture per il primo ponte sospeso in ferro d’Italia (1832 sul fiumeGarigliano), qui si produceva sapone, seta di sopraffina fattura, e poi il bergamotto, gli agrumi, l’olio, ed una infinità di prodotti esportati in tutto il mondo. Oggi la Calabria è ridotta all’ombra di sé stessa con una emigrazione giovanile che ancora tocca punte di 10/15.000 unità ogni anno. Che scempio è stato generato! Come può oggi un qualsiasi capo di Stato italiano o di Governo sedere tra i Grandi d’Europa in rappresentanza della regione più ricca, la Lombardia, e quella più povera, la Calabria, senza provar vergogna? Si dice che la malavita organizzata sia la ragione di questo. Falso! La malavita organizzata non è una malattia bensì il sintomo di una malattia più grave che è l’abbandono. Infatti, soffermiamoci su un concetto mai espresso dai politici settentrionali e tantomeno d aquelli meridionali spesso ascari e loro subalterni. La Lombardia ha un PIL di 300 MLD di €, ma la sua popolazione è composta per il 50% ca. da meridionali e pertanto dobbiamo riattribuire al SUD almeno il 50% di detto PIL. Bene, di questo PIL , già del SUD, ben il 30 % è di competenza della sola Calabria con il suo milione di emigrati ivi residenti. I calabresi hanno fatto la ricchezza del Nord Italia! Eppure sono dileggiati. Hanno contribuito a costruire il progresso dell’Europa, delle Americhe, dell’Australia…eppure sono abbandonati ad una immeritata povertà. No signori miei, andando avanti così non si va da nessuna parte. Dobbiamo cambiare e cambiare in fretta. Come? Oggi la Calabria ha ca. 650.000 lavoratori su 2.000.000 di abitanti, contro i 4.600.000 della Lombardia con 9.500.000 abitanti. Vive uno scarto del 15%...quindi per portare la Calabria a parità proporzionale con la Lombardia, si dovrebbero generare ca. 300.000 nuovi posti di lavoro. Oggi il PIL della Lombardia è di 300. MLD di €, ben dieci volte quello della Calabria, ma tenendo conto del milione di calabresi lì residenti, e riportando il loro PIL in Calabria pari a ca. 60 MLD di €, il riequilibrio sarebbe già fatto. La Calabria quindi deve pretendere politicamente l’attribuzione del suo PIL prodotto in Lombardia! Figuriamoci se dovessimo aggiungere quello dei calabresi residenti nel resto d’Italia. La Calabria tornerebbe ad essere la regione più ricca d’Italia! Vediamo per sommi capi cosa è stato sottratto alla Calabria (valori minimi attendibili di PIL e posti di lavoro) e quanto si può e si deve ricreare attraverso una specifica ed oculata progettazione di sviluppo del tessuto economico calabrese. INDUSTRIA DELL’OLIO: un MLD di € pari a 30.000 unità dirette ed indotte. INDUSTRIA ALIMENTARE: 600 MLN di € pari a 11.000 unità dirette ed indotte. INDUSTRIA MANIFATTURIERA: 12 MLD di € pari a 230.000 unità dirette ed indotte. PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ENERGETICA: 250 MLN di € pari a 5.000 unità dirette ed indotte. COSTRUZIONI : 570 MLN di € pari a 19.000 unità dirette ed indotte. COMMERCIO E TURISMO : 3,5 MLd di € pari a 115.000 unità dirette ed indotte. ATTIVITA’ BANCARIE/FINANZIARIE : 1,6 MLd di € pari a 55.000 unità dirette ed indotte. ATTIVITA’ PROFESSIONALI: 4,3 MLD di € pari a 144.000 unità dirette ed indotte. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : La Calabria ha un surplus di 23.000 addetti ! A scapito di tanta sottrazione sopra elencata… Tutto ciò è fattibile certo, ma senza una Grande Banca Calabrese diventa più difficile! E allora noi nel nostro programma la prevediamo e siamo certi che la costruiremo coinvolgendo tutti i calabresi nel mondo. Con Callipo alla presidenza della regione Calabria questo grande progetto si avvererà in breve tempo ed è per questo che anche noi di “per il SUD” abbiamo deciso di “restare in Calabria”. Domenico Iannantuoni Partito (per il SUD)
Lamezia Terme 16/01/2010