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Archivio Articoli Politica Interna19/04/2010O si fa il SUD o si muore!Una direttiva assoluta: oggi più che mai nella storia della Penisola , o si fa il Sud o si muore! Un maggioranza parlamentare e di governo apparentemente granitica entra in fibrillazione, nel volgere di poche convulse ore si parla addirittura di possibili elezioni politiche anticipate...quanto può interessare a noi di "per il Sud" l'emersione di conflittualità tenute ipocritamente latenti nella maggioranza di governo (o di sgoverno se guardiamo al versante del Mezzogiorno )? Il nostro interesse è probabilmente molto più alto di quanto non possa apparire a prima vista, per i motivi che si vogliono qui illustrare. Il presidente della Camera Gianfranco Fini (a nostro parere con colpevole ritardo...) ha mostrato di non sopportare ulteriormente un'egemonia villana pretenziosa e dai toni sguaiati che i rappresentanti della Lega Nord esercitano sull'esecutivo, con l'assoluto beneplacito del leader di governo (a cui necessita il sostegno di Bossi & soci per risolvere definitivamente taluni suoi problemucci con le aule di giustizia: quando si diceCicero pro domo sua). Non manca naturalmente l'assenso alle sguaiatezze legaiole da parte degli altri esponenti della maggioranza, i quali non hanno la minima intenzione di perdere le posizioni di potere acquisite in anni di cortigiana adulazione (vanno compresi quei politici meridionali che hanno deciso di svendersi ai desiderata leghisti in cambio di una poltroncina di fortuna). Forse, come noi avevamo previsto tanto tempo addietro, l'acronimo Pdl era già pensato come "Partito della lega". Berlusconi infatti, compresso dai suoi fatti giudiziari personali, da una critica estera sempre più serrata e demolitrice e da una crisi economica di portata epocale non risolvibile con semplici bugie televisive, è costretto a proteggersi dietro le falangi della Lega. Il suo ultimo ridotto, quasi di ossoliana memoria, area della sua improbabile battaglia finale, la cosiddetta "padania", non genererà certo il suo salvamento politico. Il plebiscitario capo del governo, proprio cercando una protezione personale impossibile, darà forse involontariamente la spallata finale a ciò che resta di questa Italia meschina, nata male, gestita peggio e soprattutto costruita sulle sofferenze economiche e sociali dell'intero Mezzogiorno. Egli sarà quasi certamente "spolpato economicamente e politicamente" proprio dai suoi verdi difensori leghisti. Insomma sarà stato "l'utile idiota" al servizio di un progetto molto più grande di lui. Ecco svelato il punto focale di un contesto che ci interessa da vicino: l'egemonia legaiola sempre più invasiva (dopo il risultato delle ultime regionali) rappresenta un dato pernicioso non solo per la sopravvivenza di ciò che rimane della destra italiana (tranne Fini e il suo gruppo rappresentata da trasformisti legati a squallide aspirazioni di pagnotta), ma assume i toni di un ennesimo pregiudizio per l'intero Mezzogiorno a motivo dell'animo ottusamente antimeridionale tuttora caratterizzante i pervicaci legaioli. Di qui l'improcrastinabile necessità per le forze e gli uomini autenticamente proiettati verso il riscatto del Meridione di far risaltare una voce stentorea ma soprattutto caratterizzata dalla maggiore visibilità, non è più tempo di elaborazioni culturali o simili, non è più l'ora di trincerarsi a riscoprire una storia diversa da quella propagandata sui testi post-unitari: l'avversario continua ad avanzare sfruttando la pochezza di una classe politica che, in difesa di miseri tornaconto personali, sta conducendo l'intero Paese verso il baratro politico economico e sociale. In questa irrinunciabile ed obbligata riscossa del Mezzogiorno è del tutto evidente che o si fa il Sud o si muore! Tutto il resto è solo inutile propaganda e stucchevole coreografia. Partito "per il SUD" (Domenico Iannantuoni,Francesco Antonio Schiraldi)
O si fa il SUD o si muore!
Una direttiva assoluta: oggi più che mai nella storia della Penisola , o si fa il Sud o si muore!
Un maggioranza parlamentare e di governo apparentemente granitica entra in fibrillazione, nel volgere di poche convulse ore si parla addirittura di possibili elezioni politiche anticipate...quanto può interessare a noi di "per il Sud" l'emersione di conflittualità tenute ipocritamente latenti nella maggioranza di governo (o di sgoverno se guardiamo al versante del Mezzogiorno )?
Il nostro interesse è probabilmente molto più alto di quanto non possa apparire a prima vista, per i motivi che si vogliono qui illustrare.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini (a nostro parere con colpevole ritardo...) ha mostrato di non sopportare ulteriormente un'egemonia villana pretenziosa e dai toni sguaiati che i rappresentanti della Lega Nord esercitano sull'esecutivo, con l'assoluto beneplacito del leader di governo (a cui necessita il sostegno di Bossi & soci per risolvere definitivamente taluni suoi problemucci con le aule di giustizia: quando si diceCicero pro domo sua). Non manca naturalmente l'assenso alle sguaiatezze legaiole da parte degli altri esponenti della maggioranza, i quali non hanno la minima intenzione di perdere le posizioni di potere acquisite in anni di cortigiana adulazione (vanno compresi quei politici meridionali che hanno deciso di svendersi ai desiderata leghisti in cambio di una poltroncina di fortuna).
Forse, come noi avevamo previsto tanto tempo addietro, l'acronimo Pdl era già pensato come "Partito della lega". Berlusconi infatti, compresso dai suoi fatti giudiziari personali, da una critica estera sempre più serrata e demolitrice e da una crisi economica di portata epocale non risolvibile con semplici bugie televisive, è costretto a proteggersi dietro le falangi della Lega. Il suo ultimo ridotto, quasi di ossoliana memoria, area della sua improbabile battaglia finale, la cosiddetta "padania", non genererà certo il suo salvamento politico. Il plebiscitario capo del governo, proprio cercando una protezione personale impossibile, darà forse involontariamente la spallata finale a ciò che resta di questa Italia meschina, nata male, gestita peggio e soprattutto costruita sulle sofferenze economiche e sociali dell'intero Mezzogiorno. Egli sarà quasi certamente "spolpato economicamente e politicamente" proprio dai suoi verdi difensori leghisti. Insomma sarà stato "l'utile idiota" al servizio di un progetto molto più grande di lui.
Ecco svelato il punto focale di un contesto che ci interessa da vicino: l'egemonia legaiola sempre più invasiva (dopo il risultato delle ultime regionali) rappresenta un dato pernicioso non solo per la sopravvivenza di ciò che rimane della destra italiana (tranne Fini e il suo gruppo rappresentata da trasformisti legati a squallide aspirazioni di pagnotta), ma assume i toni di un ennesimo pregiudizio per l'intero Mezzogiorno a motivo dell'animo ottusamente antimeridionale tuttora caratterizzante i pervicaci legaioli.
Di qui l'improcrastinabile necessità per le forze e gli uomini autenticamente proiettati verso il riscatto del Meridione di far risaltare una voce stentorea ma soprattutto caratterizzata dalla maggiore visibilità, non è più tempo di elaborazioni culturali o simili, non è più l'ora di trincerarsi a riscoprire una storia diversa da quella propagandata sui testi post-unitari: l'avversario continua ad avanzare sfruttando la pochezza di una classe politica che, in difesa di miseri tornaconto personali, sta conducendo l'intero Paese verso il baratro politico economico e sociale.
In questa irrinunciabile ed obbligata riscossa del Mezzogiorno è del tutto evidente che o si fa il Sud o si muore!
Tutto il resto è solo inutile propaganda e stucchevole coreografia.
Partito "per il SUD" (Domenico Iannantuoni,Francesco Antonio Schiraldi)