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Lunedì 06 Febbraio 2012  -  Ss. Paolo Miki e compagni Ss. Paolo Miki e compagni

Per il Sud

Politica Interna

Per sconfiggere i polentoni leghisti il Sud deve guarire dai suoi malvezzi

Nell’augurare un buon lavoro ai riconfermati Nichi Vendola - presidente della Regione Puglia  e  Giacomo Olivieri - consigliere regionale, avevamo proposto un’alleanza per il Meridione che potesse fermare la proterva e per noi rischiosa  avanzata di quella che  il direttore della “Gazzetta del Mezzogiorno” Giuseppe De Tomaso, in un recente editoriale, ha chiamato la “balena verde” leghista (in antitesi  alla balena bianca rappresentata dalla vecchia DC), meglio da definire come l'insieme dei  <<polentoni  leghisti>>.
Ma chi sono poi gli elettori della Lega Nord?
Un excursus storico giunge a proposito. Negli anni della Prima Repubblica, quando il maggior partito al governo era la DC,  al Sud dominavano i capi corrente dell’epoca come Vito Lattanzio in Puglia, Antonio Gava in Campania, Francesco Macrì in Calabria, Calogero Mannino in Sicilia con i loro subalterni (divenuti in seguito in buona parte elementi fondanti dell'entourage di Silvio Berlusconi). Al Centro signoreggiavano vecchie volpi della politica come  Remo Gaspari, l'artefice dell'ascesa in RAI di Bruno Vespa ovvero l'uomo per tutte le stagioni, mentre in parte del Nord continuava il predominio del PCI con le sue cooperative rosse. Nel nord est invece, specie nel Veneto, la facevano da padroni Mariano Rumor (1915/1990) e Toni Bisaglia (1929/1984), apostoli del doroteismo e della moderazione ad oltranza. Lo zoccolo duro di chi vota adesso pervicacemente Lega Nord, vent’anni fa, applaudiva proprio i dogi dello scudo crociato veronese e vicentino...
In Piemonte e in parte dell’Emilia-Romagna, oggi, l’elettorato leghista è  composto invece da chi in qualche modo è stato tradito dal PCI  e più in generale dalla sinistra, colpevole di aver tradito la classe operaia. In quelle regioni, infatti, molti elettori leghisti pare siano proprio operai iscritti alla CGIL... 
Tutto ciò finisce con il trasformare la Lega in un vero e proprio partito di regime, una seconda “balena” questa volta tinta di verde, il cui leader  Umberto Bossi è un signore diventato un “mangia polenta” a sbafo (per di più in quel di Arcore), ovvero il belligerante della politica nazionale sorto per annientare la DC e i resti del PCI e finito poi per allinearsi alla peggiore politica di regime a caccia di poltrone.
Per battere lo strapotere dell'odierna “balena verde” il Sud, a nostro avviso, deve guarire da un certo qual malvezzo: quello della ricerca ancor oggi dell'assistenza, il prostrarsi per conseguire un diritto, dovendo mirare invece a riacquistare la dignità che gli è propria e liberandosi dal pregiudizio di chi persegue strade criminose. Il Sud deve dar vita ad una classe dirigente che possa efficacemente difendere i suoi interessi, senza dare credito a chi usa la questione meridionale solo per ottenere il suo misero piatto di lenticchie per poi dimenticarsene.
Insomma, concludendo: << Caro  Mezzogiorno fai prevalere i tuoi “strascinati con le cime di rape” unitamente al buon vino e all'olio (aggiungendo magari un pezzo di salsiccia  calabrese) sulla insipida polenta del Nord >>.

Domenico Lastella, Partito “per il Sud”


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