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Lunedì 06 Febbraio 2012  -  Ss. Paolo Miki e compagni Ss. Paolo Miki e compagni

Per il Sud

Attività "Per il Sud"

Tavola rotonda “Acqua, energia salute: una nuova questione meridionale?”

Si è svolto di recente a Bari, nel rinnovato teatro Petruzzelli, per festeggiare i cento anni di vita della Confindustria italiana, un convegno dal titolo emblematico e carico di significati: “Il Sud aiuta il Sud”…E' da dire peraltro che, con i tempi che corrono, è difficile resistere alla tentazione di aderire a quelle tesi demagogiche sempre più diffuse non solo al Nord ma, ahimé, anche al Sud tra le classi d’elite, secondo cui un’ingente quantità di risorse viene sottratta ogni anno ai territori produttivi del settentrione per alimentare un territorio e una classe dirigente poco efficienti come quelli meridionali, con pregiudizio per le capacità di crescita del Paese. Si tratta proprio delle tesi sostenute nel recente libro del sociologo torinese Luca Ricolfi “Il sacco del Nord”, sottolineando inoltre come teorizzare che il Sud vada lasciato a sé stesso, soprattutto per chi è del Sud, possa significare nel clima odierno guadagnarsi una pronta intervista sui quotidiani nazionali…


Ecco quindi che il titolo del convegno di Confindustria Il Sud aiuta il Sud viene ad assumere quasi il significato di un preteso scossone rivolto al Meridione affinché si dia da fare, si rimbocchi le maniche e liberi le sue energie migliori. Il territorio meridionale si trova realmente in una condizione di pesante ritardo non solo nei confronti del Nord ma anche rispetto alle altre aree in deficit del Vecchio Continente, colpevolmente dimenticato da una classe politica che se ne ricorda solo in occasione delle consultazioni elettorali per poi lasciarlo a sé come questione scollegata dal resto del Paese. Il Sud, da attuale problema, deve al più presto diventare una concreta risorsa per la nazione, inserito in una programmazione unitaria di sviluppo affinché possa crescere anche a tassi superiori al Centro Nord, poiché solo facendo leva sul complesso delle sue potenzialità l’Italia può pensare davvero di salvarsi (desta tuttavia perplessità il monumentale piano per il Sud annunciato di recente e con enfasi dal Ministero per lo Sviluppo economico e di cui molto poco si sa nel merito - con la pretesa oltretutto che un tale grandioso progetto possa realizzarsi senza risorse aggiuntive e quindi a costo zero…).


Capita perciò a proposito la tavola rotonda svoltasi a Bari, presso l’Hotel Palace, domenica 21 marzo 2010 su iniziativa del Partito “per il Sud” e di “Italia dei Valori” dal titolo quanto mai d'attualità: “Acqua energia, salute: una nuova questione meridionale?” Il Sud comincia seriamente ad interrogarsi sul suo ruolo, sulle sue risorse e sulle sue potenzialità nell'odierno contesto energetico e dei servizi, agitando le proprie intelligenze e rimuovendo discorsi intellettualistici e nell'occasione poco incidenti. Siamo in sintonia, dunque, con quanto si chiede alla classe dirigente meridionale, sollecitata a farsi parte attiva e protagonista del proprio sviluppo: "per il Sud" non esita a mettere in campo le proprie competenze quando bisogna  puntare in questa direzione...


Con sapiente dimestichezza e assiduità d'impegno con i temi trattati, Lino Patruno, già direttore e attualmente editorialista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ha perciò sollecitato di fronte alla platea le riflessioni dell’On.le Domenico Scilipoti - deputato di Italia dei Valori e componente della VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici, dell’avv. Giacomo Olivieri - Consigliere Regionale Puglia, della dott.ssa Cinzia Masciopinto - Assessore ERP Comune di Bari, dell’ing. Domenico Iannantuoni - Presidente del Partito “per il Sud”, di Michele Ladisa - sindacalista e Vice Presidente di “per il Sud”. Dopo un iniziale riconoscimento conferito dall’Associazione “Stella del Monte” all’On.le Scilipoti per il suo sentito impegno meridionalista, il moderatore è entrato subito nel vivo della nuova “questione meridionale”, sottolineando la necessità che il Mezzogiorno coaguli le tante forze meridionaliste in un’unica entità capace di fare del Sud “la madre di tutte le battaglie” nazionali, ponendo quindi agli ospiti l’interrogativo di fondo della giornata: che dire, dal punto di vista del Sud, in materia di acqua – energia – salute?


L’On. le Domenico Scilipoti ha sgomberato subito il campo da un equivoco sostanziale: non è vero che l’acqua pubblica o privata sia una questione né di destra né di sinistra, si sono delineati ormai in sede nazionale due gruppi ben contrapposti dei quali l’uno (referente di precisi interessi economico-finanziari) preme per la privatizzazione mentre l’altro (di diversa matrice ideale) lotta perché l’acqua e la sua gestione rimangano pubblici. Anche per la salute, ha continuato il deputato siciliano, non bisogna farsi travolgere da orientamenti di pretto stampo utilitaristico e di esasperata produttività: al Nord ci si gloria del famoso termovalorizzatore di Brescia che erogherebbe energia dai rifiuti, ma si nasconde come nel latte delle puerpere della città lombarda si rinvengano oggi alte percentuali di diossina e come Brescia sia attualmente una della città più inquinate d’Europa...
L’invito del moderatore a far sì che, proprio dalla tavola rotonda in svolgimento, confluissero finalmente soluzioni concrete ai temi in dibattito e non solo esternazioni già ripetute, ha preceduto le considerazioni dell’ing. Domenico Iannantuoni, dirigente di partito ma anche avveduto tecnico in materia energetica. Il presidente Iannantuoni ha dapprima convenuto come sia la stessa gestione-erogazione dell’acqua a poter assumere nel concreto un orientamento politico, per poi dedurne che il problema di fondo è proprio quello del costo del bene acqua: non si tratta di un problema della politica o dei partiti, l’acqua è un bene “strutturale” che non può essere egoisticamente sottratto alla gente. Va contrastato perciò chi si vuole appropriare di tale risorsa per farne un ricco “business” a beneficio di pochi, è più che accertato come con la privatizzazione i costi del bene acqua si decuplicherebbero in poco tempo. In tema di energia, poi, detto che non sono accettabili imposizioni di ogni tipo calate dall’alto, Iannantuoni ha voluto precisare come, da un oculato sfruttamento nel settore delle energie rinnovabili che non si traduca nel consueto “sacco delle risorse del Sud” ad opera dei furbi imprenditori del Nord, si produrrebbero in Puglia ben 25000 ottimi posti di lavoro…


Il Vice Presidente di “per il Sud” Michele Ladisa, sindacalista e quindi a stretto contatto con gli affanni e umori popolari, ha sottolineato, dal canto suo, come la privatizzazione dell’acqua per alcuni versi sia già nei fatti: l’Acquedotto Pugliese si comporta da S.p.A. privata perché, a differenza di quanto avviene con il sistema sanitario nazionale, non ha scrupoli ad interrompere le sue prestazioni e forniture idriche infischiandosene delle difficoltà occupazionali di tante famiglie anche numerose, perfino con malati gravi al proprio interno. Per non parlare, poi, dei continui e apparentemente ingiustificati aumenti delle tariffe (in Puglia si paga già oggi l'acqua più costosa d'Italia...), anche quando, come avviene da qualche anno, c’è abbondanza di risorse idriche per la piovosità che ha colmato i nostri bacini. Sarebbe forse più opportuno pensare a calibrare i costi del bene- acqua, in modo da facilitare le famiglie più bisognose.
La voce della base popolare, introdotta dal sindacalista Ladisa, ha visto d’accordo l’editorialista Lino Patruno, che, da  conduttore della giornata, ha invitato a dire la sua il consigliere regionale e candidato alla riconferma i prossimi 28 e 29 marzo Giacomo Olivieri. Questi, da amministratore regionale e in risposta al problema-tariffe, ha spiegato come gli ultimi aumenti in bolletta si siano resi necessari per ovviare alla situazione finanziaria difficoltosa di AQP, mentre, in materia di acqua pubblica, è stata già impostata dalle forze politiche una legge regionale che sancirà inequivocabilmente tale principio di fondo (in attesa tuttavia della sottoscrizione da parte degli attuali partiti di opposizione). Per la sanità, Olivieri ha convenuto come in sede regionale sia necessario un accresciuto impegno per migliorarne la complessa gestione, mentre, riguardo alla questione energia, dopo aver ribadito la mobilitazione contro l’ipotesi nucleare in Puglia, ha rimarcato l’attivarsi di IdV contro le paventate piattaforme petrolifere al largo delle coste adriatiche, che costringerebbero i turisti a vedere il paesaggio marino pregiudicato dal via vai delle petroliere in attracco alle piattaforme…
Rese note dalla dott.ssa Cinzia Masciopinto le linee programmatiche dell’assessorato comunale ERP di Bari circa lo sviluppo sostenibile del patrimonio edilizio pubblico, sfruttando le energie rinnovabili e la legge 133 del 2008 con i suoi finanziamenti (che il governo centrale tarda ad erogare alle regioni impedendo l’avvio dei progetti...), la tavola rotonda si è chiusa con l’auspicio che il Sud, finalmente, cominci a “fare squadra” proprio a partire da acqua – energia – salute, per far sentire in modo univoco la sua voce come, brutalmente, ha imparato a fare con furbizia l’area settentrionale del Paese.


  Il responsabile della comunicazione istituzionale
             Avv. Francesco Antonio Schiraldi
   


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