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Archivio Articoli Attività "Per il Sud"14/07/2010Tre modi diversi di stare "incavolati" al Sud"Terroni" di Pino Aprile ovvero tre modi diversi di stare incavolati al Sud Pippo Callipo, industriale ma soprattutto grande e appassionato uomo di Calabria, continua nel suo percorso teso a dimostrare come l'impegno elettorale per la presidenza regionale calabrese non ha rappresentato solo un estemporaneo attivismo legato unicamente alla competizione per il voto, ma nel suo sviluppo veniva ad innestarsi, quale momento di maggior visibilità, in un progetto più ampio e coinvolgente la cui sintesi più essenziale va oculatamente individuata proprio nel motivo conduttore del suo impegno politico..."Io resto in Calabria!". Restare in Calabria, infatti, significa avere la coraggiosa aspirazione di cambiarla questa Calabria e di cambiare i calabresi, compresi quelli che costituiscono lo zoccolo duro perché legati ad una schiera di politicanti adagiati nel loro egoistico nulla e nella finzione di cambiare tutto per non cambiare niente, in quanto grettamente appagati dalle piccole se non microscopiche fette di potere che chi comanda a Roma concede con altezzosa munificenza... Da questa spinta al rinnovamento di Pippo Callipo nasce il progetto della Scuola di Formazione Politica, il cui primo appuntamento pubblico di domenica 11 luglio, "Un libro per dialogare", si è incentrato sulla presentazione del saggio "Terroni – Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali" di Pino Aprile, volume storico-scientifico tra i best seller del momento e oggetto di un intenso dibattito sulla stampa e nei rari momenti dedicati alla cultura dalle reti televisive, a testimoniare da subito l'impronta qualitativa che avvolge l'iniziativa di formazione del cavalier Callipo. I suggestivi locali del Museo della Tonnara, presso la Marina di Pizzo, hanno accolto le personalità invitate a dialogare con l'autore Pino Aprile e ad illustrare i loro modi diversi di "stare al Sud", al cospetto di una folta platea di rappresentati istituzionali e di cittadini che hanno sfidato il torrido clima dell'estate calabrese pur di essere presenti ad un incontro che prometteva di approfondire l'interrogativo di fondo della serata: "Chi siamo oggi noi meridionali e meridionalisti?". Il prof. Vittorio Daniele, docente di Politica Economica presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, l'ing. Domenico Iannantuoni, presidente del Partito "per il Sud" (alleato politico di "Io resto in Calabria" nelle recenti regionali), lo stesso cav. Pippo Callipo ma soprattutto l'autore di "Terroni" Pino Aprile, sapientemente moderati dalla dott.ssa Anna Laura Orrico, hanno avvinto la platea con esposizioni che, per quanto diverse nelle loro premesse e nel loro sviluppo, hanno dato una rappresentazione alla luce degli aspetti economici – statistici – storici - sociali e culturali in senso ampio di un gap che un sistema nord-centrico ha imposto al Mezzogiorno all'indomani della (molto) presunta unità nazionale...lo stesso sistema che oggi, completamente asservito agli interessi di quattro rozzi demagoghi impiastricciati di verde, vorrebbe liberarsi definitivamente di un Sud sfruttato finora all'osso anche come comodo bacino elettorale (a onore del cavalier Callipo va detto che una scuola di formzione politica risulta davvero utile almeno per far capire all'elettorato meridionale come sia giunto il momento di smettere di foraggiare con il voto quegli stessi politici che oggi vogliono affossare definitivamente il Sud!). Se il professor Daniele ha dato prova della sua indiscussa competenza di storico dell'economia, se Pippo Callipo ha confermato di aver fatto propri gli elementi di una sana e concreta politica a favore del territorio calabrese e meridionale, se il saggista Pino Aprile, con una padronanza indiscutibile della materia, ha svelato i motivi di fondo di un saggio-ricerca che qualcuno ha definito una vera enciclopedia su "tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali", Domenico Iannantuoni, fondatore di "per il Sud", oltre a rendere edotto il pubblico su dati e riscontri a testimoniare le odierne barriere che impediscono la rinascita del Mezzogiorno, ha colto l'occasione per illustrare l'iniziativa di cui il Partito "per il Sud" è attuale artefice e tesa alla rinnovata condanna storico-scientifica di un antipersonaggio come Cesare Lombroso: il responsabile dell'opera di diffamazione della popolazione meridionale e il cui orrido Museo di (presunta) Antropologia Criminale è stato recentemente riaperto a Torino con il suo gramo repertorio di crani e ossa di tanti uomini donne e bambini del Sud che sfidarono la feroce occupazione sabauda. Attraverso la realizzazione del sito "nolombroso.org" e la predisposizione di una specifica petizione popolare, si punta direttamente alla rimozione dai libri di testo delle screditate teorie lombrosiane dell'<uomo delinquente per natura>, insieme alla soppressione di tutte le celebrazioni che riguardino lo pseudoscienziato veronese compreso naturalmente il suo spettrale museo torinese, mentre una interrogazione, già al protocollo del Parlamento, chiede la cancellazione di tutte le intitolazioni stradali "Via Cesare Lombroso" presenti nella toponomastica nazionale. Il messaggio finale che il presidente di "per il Sud" ha lasciato all'attento pubblico del Museo della Tonnara di Pizzo è stato veicolato dalla proiezione di un filmato su crudeltà e aberrazioni di cui il museo lombrosiano di Torino fa da contenitore, con la ferma promessa che i resti di tanti concittadini delle terre del Sud ribellatisi ad un falso processo unitario ma in realtà spietata colonizzazione possano trovare definitiva inumazione. Il responsabile della comunicazione di "per il Sud" - Francesco Antonio Schiraldi
Tre modi diversi di stare "incavolati" al Sud
"Terroni" di Pino Aprile ovvero tre modi diversi di stare incavolati al Sud
Pippo Callipo, industriale ma soprattutto grande e appassionato uomo di Calabria, continua nel suo percorso teso a dimostrare come l'impegno elettorale per la presidenza regionale calabrese non ha rappresentato solo un estemporaneo attivismo legato unicamente alla competizione per il voto, ma nel suo sviluppo veniva ad innestarsi, quale momento di maggior visibilità, in un progetto più ampio e coinvolgente la cui sintesi più essenziale va oculatamente individuata proprio nel motivo conduttore del suo impegno politico..."Io resto in Calabria!".
Restare in Calabria, infatti, significa avere la coraggiosa aspirazione di cambiarla questa Calabria e di cambiare i calabresi, compresi quelli che costituiscono lo zoccolo duro perché legati ad una schiera di politicanti adagiati nel loro egoistico nulla e nella finzione di cambiare tutto per non cambiare niente, in quanto grettamente appagati dalle piccole se non microscopiche fette di potere che chi comanda a Roma concede con altezzosa munificenza...
Da questa spinta al rinnovamento di Pippo Callipo nasce il progetto della Scuola di Formazione Politica, il cui primo appuntamento pubblico di domenica 11 luglio, "Un libro per dialogare", si è incentrato sulla presentazione del saggio "Terroni – Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali" di Pino Aprile, volume storico-scientifico tra i best seller del momento e oggetto di un intenso dibattito sulla stampa e nei rari momenti dedicati alla cultura dalle reti televisive, a testimoniare da subito l'impronta qualitativa che avvolge l'iniziativa di formazione del cavalier Callipo. I suggestivi locali del Museo della Tonnara, presso la Marina di Pizzo, hanno accolto le personalità invitate a dialogare con l'autore Pino Aprile e ad illustrare i loro modi diversi di "stare al Sud", al cospetto di una folta platea di rappresentati istituzionali e di cittadini che hanno sfidato il torrido clima dell'estate calabrese pur di essere presenti ad un incontro che prometteva di approfondire l'interrogativo di fondo della serata: "Chi siamo oggi noi meridionali e meridionalisti?".
Il prof. Vittorio Daniele, docente di Politica Economica presso l'Università Magna Graecia di Catanzaro, l'ing. Domenico Iannantuoni, presidente del Partito "per il Sud" (alleato politico di "Io resto in Calabria" nelle recenti regionali), lo stesso cav. Pippo Callipo ma soprattutto l'autore di "Terroni" Pino Aprile, sapientemente moderati dalla dott.ssa Anna Laura Orrico, hanno avvinto la platea con esposizioni che, per quanto diverse nelle loro premesse e nel loro sviluppo, hanno dato una rappresentazione alla luce degli aspetti economici – statistici – storici - sociali e culturali in senso ampio di un gap che un sistema nord-centrico ha imposto al Mezzogiorno all'indomani della (molto) presunta unità nazionale...lo stesso sistema che oggi, completamente asservito agli interessi di quattro rozzi demagoghi impiastricciati di verde, vorrebbe liberarsi definitivamente di un Sud sfruttato finora all'osso anche come comodo bacino elettorale (a onore del cavalier Callipo va detto che una scuola di formzione politica risulta davvero utile almeno per far capire all'elettorato meridionale come sia giunto il momento di smettere di foraggiare con il voto quegli stessi politici che oggi vogliono affossare definitivamente il Sud!).
Se il professor Daniele ha dato prova della sua indiscussa competenza di storico dell'economia, se Pippo Callipo ha confermato di aver fatto propri gli elementi di una sana e concreta politica a favore del territorio calabrese e meridionale, se il saggista Pino Aprile, con una padronanza indiscutibile della materia, ha svelato i motivi di fondo di un saggio-ricerca che qualcuno ha definito una vera enciclopedia su "tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali", Domenico Iannantuoni, fondatore di "per il Sud", oltre a rendere edotto il pubblico su dati e riscontri a testimoniare le odierne barriere che impediscono la rinascita del Mezzogiorno, ha colto l'occasione per illustrare l'iniziativa di cui il Partito "per il Sud" è attuale artefice e tesa alla rinnovata condanna storico-scientifica di un antipersonaggio come Cesare Lombroso: il responsabile dell'opera di diffamazione della popolazione meridionale e il cui orrido Museo di (presunta) Antropologia Criminale è stato recentemente riaperto a Torino con il suo gramo repertorio di crani e ossa di tanti uomini donne e bambini del Sud che sfidarono la feroce occupazione sabauda. Attraverso la realizzazione del sito "nolombroso.org" e la predisposizione di una specifica petizione popolare, si punta direttamente alla rimozione dai libri di testo delle screditate teorie lombrosiane dell'<uomo delinquente per natura>, insieme alla soppressione di tutte le celebrazioni che riguardino lo pseudoscienziato veronese compreso naturalmente il suo spettrale museo torinese, mentre una interrogazione, già al protocollo del Parlamento, chiede la cancellazione di tutte le intitolazioni stradali "Via Cesare Lombroso" presenti nella toponomastica nazionale.
Il messaggio finale che il presidente di "per il Sud" ha lasciato all'attento pubblico del Museo della Tonnara di Pizzo è stato veicolato dalla proiezione di un filmato su crudeltà e aberrazioni di cui il museo lombrosiano di Torino fa da contenitore, con la ferma promessa che i resti di tanti concittadini delle terre del Sud ribellatisi ad un falso processo unitario ma in realtà spietata colonizzazione possano trovare definitiva inumazione.
Il responsabile della comunicazione di "per il Sud" - Francesco Antonio Schiraldi