Ago 9

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Ecco che la nemesi storica si fa sempre più evidente. Ora proprio i pronipoti dei garibaldini e dei savoiardi si lamentano del loro operato…che fino a ieri era il SACRO risorgimento italiano. La situazione ora si è ribaltata. I borbonici, i duosiciliani, i briganti, cioè i conquistati,  i diseredati , i  saccheggiati, i derubati ed ammazzati, sarebbero diventati d’incanto i sostenitori dell’Italia unita. Loro, invece, i mercenari, gli assassini, i ladri,  i conquistatori  a pagamento del pacifico Regno delle Due Sicilie risulterebbero, dopo 148 anni di gozzoviglie ai danni del SUD, i danneggiati!

Noi sappiamo invece che il SUD al momento della nefasta conquista del 1860/61 era ben più ricco del Piemonte e della Lombardia messi insieme almeno di quattro volte! Oggi la situazione è esattamente ribaltata…come mai?

Credo che vi siano argomenti a sufficienza  per commentare la provvida uscita di Bossi oggi a Pontida (9/08/2008) in cui afferma che fu un errore (da parte dei nordisti…sic) seguire Garibaldi ed i Savoia!

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Segue stralcio dell’articolo sopra citato, pubblicato da La republica On-Line del 9/8/2008 

Bossi: “Il dito medio?
Ce l’abbiamo ancora”

PONTIDA (Bergamo) - Al congresso della Liga Veneta l’aveva alzato contro l’inno di Mameli. Stasera, alla festa del Carroccio organizzata a Pontida, nella terra che ospitò il giuramento della Lega, Umberto Bossi, ministro delle Riforme, è ritornato a parlare del “dito medio”: “Ce lo abbiamo ancora. Non sarà un’accusa che riuscirà a fermare la nostra lotta per la libertà”.

Nel suo intervento, Bossi ha ribadito un concetto che da tempo esprime nei suoi interventi pubblici: “Abbiamo fatto un errore madornale a seguire Garibaldi e i Savoia. Ora dobbiamo rimediare. Io non mollo. Non me ne andrò dalla politica fino a quando il Nord non sarà libero”.

Lug 4

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1) Sai che è un trattato di riforma europea che sostituisce i precedenti trattati e con il quale si afferma definitivamente la prevalenza del diritto comunitario su quello nazionale?

2) Sai che tutto il potere decisionale in Europa sarà gestito da 27 Commissari (uno per ogni nazione, non necessariamente eletti dal popolo, che dal novembre 2014 diventerebbero meno di 27, in rappresentanza di solo i 2/3 degli stati), dal Consiglio (anche qui, membri non necessariamente eletti dal popolo), e dalla BCE (Banca Centrale Europea… e figuriamoci se gli “eletti dal popolo” li troviamo proprio qui!), e che il Parlamento Europeo continuerebbe ad avere un ruolo puramente consultivo? - Ti senti rassicurato dal fatto che così poche persone decidano del destino di 500 milioni di abitanti?- Ritieni che esistano organizzazioni che possano agire per condizionare le decisioni di organismi gestiti da così poche persone, non elette dal popolo, che hanno un potere assoluto sul popolo stesso ma che non rispondono a nessuno che li abbia eletti?- Hai mai sentito parlare di “BILDERBERG” e “COMMISSIONE TRILATERALE” ?Ricorderai che per far cadere un qualunque governo è necessaria la maggioranza semplice dei rappresentanti (il 50% più uno); sai che per imporre le dimissioni alla “Commissione” è invece necessaria la maggioranza (con voto palese), dei due terzi del parlamento europeo?3) Sai che il trattato di Lisbona reintroduce la pena di morte? - Con ambiguità il trattato non cita direttamente la pena di morte ma rimanda alla “carta dei diritti fondamentali” che nel suo articolo 2, prevede la pena di morte per reprimere “UNA SOMMOSSA O UN’INSURREZIONE”. Nessun esempio è citato per definire il concetto di “sommossa o insurrezione”. Ma se il popolo insorge… qualche buon motivo deve pur averlo… però si espone ad un assassinio legalizzato! Ti senti ancora tutelato nel tuo diritto di opporti a… qualcosa?

4) Sai che la politica di difesa del trattato di Lisbona, prevede oltre alle “missioni di pace” anche missioni “offensive”?

5) Sai che in caso di arresto potrai essere spostato in qualunque regione europea, proprio come avviene ora all’interno di qualunque nazione tra un carcere e l’altro?

6) Sai che il trattato garantisce l’uguaglianza (reciprocità) tra i membri, ma contemporaneamente garantisce l’ineguaglianza tra essi, consentendo alla Danimarca ed all’Inghilterra di continuare a stampare le loro monete nazionali?

7) Sai che l’Inghilterra rimane comunque proprietaria del 15,98% e la Danimarca del 1,72% della Banca Centrale Europea?

8) Sai che il contenuto del trattato di Lisbona coincide sostanzialmente con quello della “Costituzione Europea” che è stata bocciata da un referendum popolare in Olanda e Francia? Il “trattato di Lisbona” è stato bocciato dal referendum popolare in Irlanda. Perché queste bocciature? Magari perché questi popoli sono “antieuropeisti” o piuttosto perché sono più informati di noi? (I governi di Francia e Olanda hanno poi ratificato la “costituzione europea” quando questa ha cambiato nome in “trattato di Lisbona” in totale spregio al risultato referendario).

Secondo lo studio dell’Avv. Klaus Heeger, consulente per il gruppo democratico del parlamento europeo: la Costituzione garantiva alla U.E. 105 nuove aree di competenza, esattamente lo stesso numero di competenze che sono attribuite al Trattato di Lisbona; in quest’ultimo, rispetto alla costituzione rimangono fuori i simboli U.E.: bandiera inno e motto, ma entra il cambiamento climatico. Le rimanenti nuove 104 aree di competenza (aree cioè nelle quali la possibilità da parte degli stati di legiferare in modo difforme da quanto deciso in sede U.E. è illegale), sono identiche.

9) Sai che gli appartenenti alle polizia ed esercito nazionali dovranno prestare giuramento di fedeltà alla unione europea e chi si rifiuterà potrà essere licenziato?

10) Sai che con l’approvazione del trattato di Lisbona sarà illegale manifestare contro “l’unione europea”? Questo significa la fine della libertà di esistere per i partiti ed i movimenti ad ispirazione localistica che professino ideali indipendentistici.

11) Sai cosa affermò Jean Monnet, uno dei fondatori dell’attuale idea di Europa? “Le nazioni dell’Europa dovrebbero essere guidate verso il superstato senza che i loro popoli sappiano cosa sta accadendo”.

Sei consapevole che questo sta accadendo OGGI?ORA CHIEDITI

1) Perché i giornalisti sono pronti a mostrarti il plastico e radiografare l’ultimo omicidio di provincia ma tacciono sul trattato di Lisbona, così importante per il nostro futuro e per quello dei nostri figli e nipoti?

2) Perché la gran parte dei nostri rappresentanti politici si dichiara a favore di questo trattato? Lo sostengono ripetendo mediocri slogan come “Chi è contro l’Europa è un terrorista!”, senza rendersi conto che è proprio questa idea di “Europa” ad essere terroristica, così come lo sono i toni autoritari, tipici di chi vuole sottrarsi al confronto. 3) Il trattato di Lisbona è così vincolante che potrà subire modifiche solo con l’unanimità degli stati; un’ipotesi davvero difficile da attuare, se si pensa che Inghilterra e Danimarca si troverebbero a dover ridiscutere il loro status privilegiato.

Questo messaggio non è contro l’integrazione europea ma è per un’integrazione che rispetti le reali esigenze democratiche dei popoli. Questo messaggio è utile per evidenziare la deleteria esistenza di strutture di potere, create e gestite da poche famiglie a capo di multinazionali, come “bilderberg” e “commissione trilaterale”, che hanno una pesante e illegittima influenza sulle strategie politiche ed economiche che coinvolgono centinaia di milioni di persone.

Qui di seguito troverai i link alle notizie ed alle fonti di questo messaggio. Non fermarti alla lettura di queste poche righe, verifica queste informazioni. Prenditi questa responsabilità in nome tuo, dei tuoi figli e dei tuoi nipoti e se condividi lo spirito di questo messaggio fallo conoscere e fai pressione sui tuoi rappresentanti politici e sui giornalisti affinché sviluppino il corretto dibattito democratico sui contenuti del trattato di Lisbona. Non farti intimorire da vuoti slogan… potresti scoprire che quasi nessuno dei nostri rappresentanti politici ha letto il trattato!

Sulla reintroduzione della pena di morte: lezione del Prof. Schachtschneider all’Università di Salisburgo sui pericoli del Trattato, inclusa la pena di morte, in vari stralci su Youtube.Qui un interessante articolo del Prof. Giuseppe Guarino.A proposito della PENA DI MORTE: Il prof. Karl Albrecht Schachtschneider ha affermato a questo proposito: “Nella Dichiarazione riguardante le Spiegazioni della Carta dei Diritti Fondamentali, che secondo l’Art. 49b (51) TUE (”Allegato”) sono parte costituente dei Trattati, dunque sono parimenti vincolanti, sta scritto: ‘Le disposizioni dell’articolo 2 della Carta corrispondono a quelle degli articoli summenzionati della CEDU [Carta europea dei diritti dell’uomo, ndr] e del protocollo addizionale e, ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 3 della Carta, hanno significato e portata identici’.”Il prof. Schachtschneider sottolinea come all’art. 2 della CEDU si preveda: “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: […] c) Per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”; e l’articolo 2 del protocollo n. 6 della CEDU dice: “Uno stato può prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni …”.

Schachtschneider aggiunge: “Sommosse o insurrezioni possono essere viste anche in certe dimostrazioni. Secondo il Trattato di Lisbona, l’uso mortale di armi da fuoco in tali situazioni non rappresenta una violazione del diritto alla vita. In guerra si trovano attualmente sia la Germania che l’Austria. Le guerre dell’Unione Europea aumenteranno. Per questo, l’Unione si riarma – anche con il Trattato di Lisbona.”

Il prof. Schachtschneider aggiunge infatti: “La prassi dell’Unione di estendere estremamente i testi sui doveri degli stati membri non autorizza ad escludere anche una tale interpretazione, quando la situazione lo comanda o lo consiglia.”

Giu 11

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 Il tema  dell’energia è oggi tra i più importanti e noi di “per il SUD” questo lo sapevamo già da tempo.

Contrariamente ai partiti di governo il nostro progetto politico punta ad una piena autonomia della trasformazione e distribuzione energetica delle regioni del SUD. Politica contrastata da sempre  dal Parlamento nazionale in virtù di un disegno di sviluppo economico solo della pianura padana ieri, e di una garanzia di profitti di vendita di energia alle regioni del SUD oggi di fatto prive di concrete capacità produttive e distributive oltre che del necessario know how tecnico e commerciale. Con l’avvento del federalismo fiscale e a seguito della sempre più marcata spaccatura “economica” dell’Italia tra Nord e SUD,  si aprono oggi scenari diversi che potrebbero, attraverso un’oculata poltica energetica delle regioni del SUD, generare opportunità di sviluppo veramente considerevoli.

Esiste un classe dirigente del SUD in grado di cogliere tali opportunità?

Si riportano come spunto per questo BLOG i condensati delle nostre IdeeForza in merito:

ENERGETICA ED ECOSISTEMA Le regioni del SUD Italia devono essere oggetto di un intenso piano di adeguamento delle reti di distribuzione d’energia e di siti di trasformazione fino al completo equilibrio con quelle del Nord Italia. Il Piano Energetico Nazionale deve essere opportunamente modificato con lo scopo di aumentare il numero di centrali di produzione di energia elettrica ubicate nel Sud, siano esse di tipo tradizionale sia ad energie rinnovabili quali Eoliche, Fotovoltaiche, Marine e da Biomasse.

 Le regioni, soprattutto quelle del Sud, devono incentivare l’uso razionale dell’energia, dando impulso alle attività di cogenerazione, trigenerazione, teleriscaldamento, teleraffreddamento, controllo e telegestione, anche attraverso premi fiscali ragguagliati ai tep risparmiati.

 Che siano sviluppati con pervicacia i trasporti terrestri più eco-sostenibili, sia entro le città sia sui percorsi interregionali e nazionali, mentre quelli per via marittima trovino, attraverso opportune agevolazioni franco-portuali, fiscali o a titolo di sconto generico, quella competitività necessaria al loro concreto rilancio.

 I siti di approvvigionamento e di stoccaggio delle acque e le reti di distribuzione in esercizio nelle regioni del Sud devono essere integrati ed ammodernati al fine di poter garantire un servizio paritetico con quello delle regioni del Nord ovvero giungere all’erogazione quotidiana e continua.

 Che la protezione del nostro ecosistema dai presenti e potenziali disastri ambientali diventi parte integrante della nostra cultura sia industriale produttiva sia del singolo cittadino.

 Che l’industria del confezionamento colloqui con maggior attenzione con le strutture di tutela igienica al fine di giungere più rapidamente possibile all’uso di involucri meno ingombranti e dal minimo peso necessario, biodegradabili e combustibili senza produzione di sostanze tossiche.

 Che l’educazione al rispetto della natura , dell’ambiente e della qualità di vita diventi materia di studio nei corsi elementari e del primo ciclo delle scuole superiori mentre nei corsi superiori trovi accoglienza nelle discipline d’ingegneria attraverso apposita istituzione di opportuna cattedra.

Mag 13

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 COMUNICATO STAMPA

Roma 9/05/2008 - “Il Sud non è rappresentato dall’attuale classe  dirigente e deve dotarsi immediatamente di un nuovo e forte soggetto  politico capace di esprimere un progetto autonomista di valenza europea,  che metta in moto nuovi processi produttivi in sintonia con le naturali vocazioni territoriali del Mezzogiorno e del Mediterraneo e che  restituisca a quest’area e ai suoi popoli quel diritto allo sviluppo  finora negato”. A questo comune convincimento è giunta la prima “assise”  dei principali movimenti e partiti autonomisti del Sud, tenutasi a Roma (Venerdì 9 maggio 2008). Presenti Domenico Iannantuoni (Per il Sud),  Erasmo Vecchio e Antonio Ciano (Partito del Sud), Giuseppe Quaranta (Sud  Libero), Francesco Paolo Catania (L’Altra Sicilia) e Gianfranco Vestuto  (Lega Sud Ausonia).

I convenuti hanno deciso di dar vita ad un  coordinamento unitario dei vari movimenti autonomisti,
indipendentisti e  federalisti del Sud, al fine  di arrivare rapidamente all’assemblea costituente del nuovo soggetto  politico anche in prospettiva delle prossime elezioni europee del 2009. 

 Coordinamento Costituente “Movimento Meridionalista”
ufficio stampa   348.7237078 - 338.4146300 - 337.957144 - 328.0562581 - 0032475810756

Si è parlato tanto, per troppi anni, senza mai arrivare ad un momento di aggregazione come questo. Tutti lo immaginavamo in cuor nostro e speravamo che ciò accadesse da un momento all’altro. Finalmente questo momento è giunto.

Seduti al tavolo della discussione, spogliati di ogni pregiudizio, abbiamo scoperto la nostra uguaglianza di intenti, riscontrato il medesimo progetto politico ed un pari entusiasmo per il lavoro fatto e che ci aspetta ancora per il rinascimento del nostro SUD. Nessun distinguo, nessuno screzio. Nessun “capo” a quel tavolo, solo semplici guide, tra loro uguali, che lungo diversi e difficili percorsi hanno portato ad una prima meta, la stessa, i loro compagni di viaggio. Riuniti sotto diverse bandiere che dichiarano gli stessi ideali, abbiamo segnato un nuovo comune punto di partenza.  Siamo certi che questi cinque contrassegni tra di loro mischiati non resteranno soli, insieme a tanti altri formeranno tra breve un’unica grande bandiera del SUD e per il SUD.

Iannantuoni, Catania, Vecchio, Vestuto, Quaranta

Apr 16

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 Tra poche ore si insedierà il terzo governo Berlusconi. Ciò avverrà tra l’euforia dei partiti che hanno conquistato la gran parte del Parlamento e la costernazione di quelli che in aula potranno fare solo una debole opposizione. Si è sentita da subito, nell’aria, una sensazione di stupore per l’esclusione degli storici partiti di sinistra, solo un po’ di meno per quello dichiaratamente di destra della Santanchè. Penso che questo stupore si trasformerà in pochi giorni in senso di abbandono e di impotenza da parte di quegli elettori, diversi milioni di elettori, che non hanno più i loro rappresentanti in Parlamento. La mannaia dello sbarramento ha colpito in modo pesantissimo e siamo solo al livello del 4%. Si pensi che Guzzetta (il referendario) prefigurava soglie del 7%. Come a dire che su 47.126.326 elettori italiani (Camera), per poter avere rappresentanti in Parlamento, si sarebbe dovuto avere il consenso di ben 3.298.843 voti.Ragionando solo sui numeri della camera, in queste elezioni, ben 3.578.698 voti sono stati inutili, cioè non hanno prodotto nessun rappresentante. Se pensiamo che il solo Mov. Aut. All. per il SUD, alleatosi con il Pdl, con 410.487 voti ha avuto ben 8 deputati, si comprende bene che la scelta di tutti gli altri partiti di andare da soli , quelli almeno convinti ( e non è il nostro caso) di superare lo sbarramento del 4%, è stata ferale. Mi domando anche quanta forza in meno o in più il PD potrà avere senza l’aiuto in Aula della sinistra che ora non può che vociare fuori dagli scranni. Mi domando ancora se il senso di impotenza non pervada nel breve periodo anche gli animi dei Pidini portandoli vicini alla rassegnazione, che sappiamo essere la peggior nemica della democrazia parlamentare. Qualche illustre osservatore già sta esorcizzando questo scenario dicendo la Lega Nord forte di un cuore di opposizione finora nascosto al Pdl. Nella testa della gente è stata infilata la convinzione che ora finalmente il Paese è governabile. Nessun esperto costituzionalista ha invece esposto a suo tempo il problema della governabilità non tanto come dovuto ai numerosi partiti in Parlamento, quanto all’esistenza di regole parlamentari che consentivano il cosiddetto ricatto da parte di forze minori di Governo che paventavano di volta in volta il passsaggio all’opposizione. Ancor discutibile regola è invece quella che in caso di dissidenza dal proprio partito con il quale un parlamentare è stato eletto, questo non si dimetta, ma resti in Parlamento come indipendente.

La situazione è molto complessa e mentre anche il Consiglio Nazionale di “per il SUD”si prepara alla sua assemblea di chiusura di mandato triennale, da celebrarsi entro il 21/10/2008, che tirerà le somme dell’azione politica fin qui intrapresa, auguriamo al nuovo Parlamento un buon lavoro.

Gen 26

“per il SUD” alle Elezioni Politiche 2008

Anche questo Governo prodiano è caduto. La colpa è data dai più alle dimissioni doverose del Ministro Mastella.
Pochi, fuori dal coro, additano il neonato partito PD con le sue prove di inciucio con il leader della CdL.
Ancor di meno sono coloro che hanno visto nel referendum “Segni Guzzetta” il “cavallo di Troia” inventato dai partiti dominanti per garantirsi la VITA PERPETUA. Nessuno ha imputato la caduta del Governo alla disastrosa situazione economica italiana.
Sono convinto che neanche se fosse stato al Governo Berlusconi egli avrebbe potuto resistere all’ondata fallimentare che sta travolgendo tutto il sistema produttivo.  La crisi è ormai strutturale.  Ogni Governo che dovesse formarsi secondo lo schema ancora oggi propagandato potrebbe solo fungere da Curatore Fallimentare.  Perfino le consorterie del Nord da qualche anno stanno abbandonando l’ascara politica meridionale, da loro stesse generata per garantirsi ricchezza quando il Sud era ancora generoso e produttivo. Non migliore sorte stanno subendo i politici sudisti di qua e di là dal Faro. Era tutto prevedibile. E ora che fare?
Noi sappiamo e diciamo che vi è solo un modo per rilanciare l’economia italiana ed è quello di investire il più rapidamente possibile tutte le risorse disponibili nel SUD. Sappiamo che è quella mediterranea l’unica strada che potrà riequilibrare questo sconquassato Paese. Tutto il resto è solo inutile propaganda e stucchevole coreografia.

Dunque diamo di nuovo fiato al nostro motto delle elezioni politiche del 2006  : Nè a destra nè a sinistra ma “per il SUD”, e prepariamoci dunque a questo prossimo e faticosissimo impegno elettorale con uomini nuovi, onesti e capaci. 

ESTOTE PARATI
Domenico Iannantuoni

Gen 8

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Riterrei utile aprire un BLOG di dibattito relativamente alla recente questione Rifiuti della Campania e del Sud.
Il Commento iniziale è il seguente:
MONNEZZA=SVILUPPO MANCATO=DEGRADO ECOSOCIALE
E’ importante in questo preciso momento di crisi istituzionale, per la “questione Rifiuti” nel napoletano, evidenziare simile protesta popolare per la mancata capacità delle autorità locali/commissari straordinari nella gestione di un simile importante problema, solidarizzarizzando con la gente di Pianura.Quel fallimento delle amministrazioni e degli organi statali nella questione rifiuti è il primo evidente segnale di un processo di emergenza sociale-ambientale e di sviluppo del Sud.La non voluta risoluzione della QUESTIONE MERIDIONALE da parte degli stessi salotti intellettuali pseudo-meridionalisti, dei partiti governativi alternatisi nel passato cinquantennio repubblicano e forse di una stessa cerchia di cittadini compromessi con il NON SVILUPPO del Sud oggidì appare palesemente contestata con questo primo segnale di intolleranza al malgoverno delle nostre Terre.I MALI DEL Sud vengono e verranno al pettine!I mancati termovalorizzatori, i vari responsabili politici meridionali chiamati in causa, la continua propaganda giutificativa alle proteste di collusione della malavita restano solo “chiacchiere” per gli abitanti di quelle zone depresse, a forte rischio ambientale e con gravi ripercussioni sulla salute personale.PROPOSTE E RISOLUZIONI:
-FAR DECOLLARE UNA POLITICA CULTURALE NEL SUD SUL RECICLO DELLA SPAZZATURA
-INVESTIRE SUGLI IMPIANTI DI SMALTIMENTO E RECICLAGGIO
-AGEVOLARE CON LA DETASSAZIONE LE AREE RESIDENZIALI VICINE ALLE DISCARICHE
-INASPRIRE SANZIONI E CONTROLLI PER LE DISCARICHE ABUSIVE
-ESENZIONE DA TICKET PER CONTROLLI SANITARI SULLA SALUTE DEI RESIDENTI DI DETTE AREE
Apriamo la discussione e proponiamo un’azione da intraprendere.
Ettore d’Alessandro di Pescolanciano

Dic 26

Parlamento Europeo

Premesso, a scanso di equivoci, che “per il SUD” è un partito lealista e che vede come suo compito primario quello di lavorare per il riequilibrio dell’assetto economico NORD-SUD del Paese etc. etc. etc. Vorrei rispondere alla domanda della Sig.ra Lucia Altieri e contemporaneamente invitare tutti a dare la loro opinione in merito, scambiandosi naturalmente i sentiti auguri natalizi.
1) Le elezioni Europee si terranno sabato 13 e domenica 14 Giugno 2009
2) Le liste dovranno essere presentate tra le 8 e le 20 del 5 Maggio 2009.
3) Le liste dovranno avere un numero di candidati non inferiore a tre e non superiore al numero dei membri del Parlamento Europeo assegnato alal circoscrizione in esame.
4) Circoscrizione (1) Italia Nord Ovest = 21 eurodeputati spettanti
5) Circoscrizione (2) Italia Nord Est = 14 eurodeputati spettanti
6) Circoscrizione (3) Italia Centrale = 15 Eurodeputati spettanti
7) Circoscrizione (4) Italia Meridionale (Due Sicilie al di qua del Faro) = 19 Eurodeputati spettanti
8) Circoscrizione (5) Italia insulare ( Porzione di ex stato Sardo e Due Sicilie al di là del faro) = 9 Eurodeputati spettanti

Nota Bene: In ognuna delle citate circoscrizioni dovranno essere raccolte e autenticate non meno di 30.000 firme (salvo novità) di cui almeno 3000 nella regione ove se ne raccolgono di meno ( esempio del Sud.
Ecco un bella riflessione PRATICA per i giorno post natalizi.
Attendo con ansia dal BLOG IDEE concrete sull’organizzazione e quesiti in merito all’argomento.
Spero di aver esaudito le richieste della Sig.ra Lucia Altieri che saluto e alla quale in modo speciale invio da parte di “per il SUD” i migliori auguri di un Sereno Natale in Famiglia.

Nov 13

A tutti gli iscritti, simpatizzanti e amici di “per il SUD”.
I recenti avvenimenti politici ci obbligano a dare un’accelerazione al nostro programma di sviluppo sul territorio che dal 21/10/2005 anno della nostra costituzione non ha comunque mai avuto battute d’arresto.
La nuova deriva di tipo proporzionale, che molto probabilmente caratterizzerà la prossima tornata elettorale, ci vedrà sicuramente impegnati su tutto il territorio nazionale. Abbiamo quindi bisogno di individuare il maggior numero di collaboratori perchè il nostro progetto “per il SUD” possa concretizzarsi nel modo migliore ovvero con lealtà e nel pieno spirito democratico così come stabilito dal nostro Statuto.
Abbiamo attivato a questo scopo un Blog che presenterà, attraverso una serie di Post, alcuni argomenti importanti a garantire un serio e progressivo piano di sviluppo del partito che ci consenta di essere presenti e ben rappresentati alle prossime elezioni europee o nazionali.

Considerate pure questa dichiarazione come primo “post” aperto al dibattito, ove saranno graditi tutti i suggerimenti utili ad ampliare l’organigramma del partito e a rafforzarne la presenza in tutte le regioni italiane e all’estero..

Cordiali saluti a tutti,
Domenico Iannantuoni
(presidente)

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