Utenti Online: 7  7 Utenti Online

perilsud.net in inglese!  perilsud.net in spagnolo!  

Domenica 26 Maggio 2013  -  S. Filippo Neri S. Filippo Neri

Per il Sud

Idee Forza

Partito Politico

Partito Politico "per il SUD"
p.i.S.


  "Dopo 145 anni di malaunità , e di costante sopraffazione del SUD d'Italia, siamo giunti alla conclusione che il mantenimento di un indirizzo di sviluppo di tipo esclusivamente NordCentrico non sia più sostenibile socialmente ed economicamente e che anzi paventi, con segni ormai evidentissimi, il fallimento dell'insieme della nazione."


Idee Forza del Partito "per il SUD"
Sintesi del Pensiero

 L'ITALIA IN UN' EUROPA DEI POPOLI

 Così come dovrà essere all'interno dei confini nazionali, anche fuori dovrà costruirsi non l'Europa delle nazioni ma quella dei popoli, dove il raggiungimento degli equilibri comunitari e lo sviluppo armonico delle economie non costituisca sopraffazione dei più deboli ma civile e democratica suddivisione delle risorse e dove i governi dei popoli o delle regioni tutelino senza privilegi posizionali i propri interessi nel rispetto di quelli altrui.

 Un' Europa più interessata al mediterraneo, tale da riconvertire gran parte delle risorse verso un'area fino ad oggi discriminata a torto con pervicace cecità politica. Un' Europa che guardi all'Africa come un partner più che importante ove la promozione di uno sviluppo sociale ed economico sia modulata verso una nuova era commerciale tra i due continenti.

 Un' Europa che controlli l'immigrazione dall'esterno secondo le proprie effettive necessità e che vigili su quelle interne, evitando inutili sradicamenti di europei dai loro siti natii ove questo si potesse evitare con opportune riallocazioni produttive.

 Un' Europa pacifica ma non imbelle, in grado di difendere i propri millenari principi e valori con forza e determinazione e di tutelare i propri cittadini ovunque nel mondo.

 Un'Europa che sia in grado di colloquiare pariteticamente con tutti gli altri continenti e che ponga le proprie istituzioni al servizio della pace; che vigili affinchè i popoli godano effettivamente del proprio principio di autodeterminazione e che lo sviluppo non sia prevaricato da logiche commerciali di predominio che possano privare così il pianeta del bene prezioso della diversità.

 Un'Europa solidale con i paesi poveri ovvero accogliente. In uno spirito di scambi commerciali di tipo complementare e compensativo che stimoli l'affermazione del valore relativo dei beni rispetto alle capacità produttive ed industriali di ogni popolo. Dunque non un liberismo sfrenato ma controllato da un'etica rivolta all'equilibrio delle parti.

 Un'Europa in grado di finanziare,di coordinare e di tutelare i programmi di sviluppo sostenibile dei paesi poveri anche in collaborazione con le istituzioni degli altri continenti.

 Un'Europa che faccia delle diversità tra le etnie un privilegio di ricchezza umana abiurando ogni forma di intolleranza ed al contempo garantisca anche nella diversità gli elementi fondamentali della pari dignità e pari diritti di fronte alla Legge.

 Un'Europa che sia in grado di rimuovere le cause degli odi etnici o religiosi o quelli derivanti da gravi discriminazioni economiche o sociali al fine di sottrarre potenzialità allo sviluppo di azioni terroristiche fino al loro totale annullamento.

 Un'Europa che si prodighi con le proprie risorse economiche, politiche e strutturali alla pacificazione dell'area del Medio Oriente, mantenendo fra gli Stati i diritti reciproci alla identità culturale, economica e religiosa.

 EVOLUZIONE DELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE

 L'Europa dei Popoli non ammetterà discriminazioni tra le proprie diverse aree geografiche. Uno sviluppo vero dell'Europa non potrà quindi prescindere da un costante lavoro di compensazione delle risorse quindi garantendo a tutte le proprie componenti regionali la partecipazione in pari dignità. Quest'Europa dovrà assicurarsi che i singoli Stati aderenti applichino i primari principi costituzionali di diritto al lavoro, alla sanità, all'istruzione, ai servizi pubblici, in ogni loro parte.

 Si vigilerà affinchè i principi della Costituzione Europea siano applicati in ogni parte del nostro paese ma con particolare attenzione al SUD Italia ove ancora non risultano in misura adeguata tutelati i principali Diritti della Costituzione Italiana.

 Sarà attuata un'attenta collaborazione per un piano sinergico di sussidiarietà tra le parti politiche e sociali affinchè il federalismo non si trasformi in azione discriminante, penalizzante o distruttiva per il SUD in generale e per i soggetti più deboli in particolare.

 Si assicurerà che il federalismo fiscale sia base e garanzia della piena autonomia regionale in termini di investimenti a loro volta regolati da un principio di sussidiarietà che tuteli le aree più disagiate del Paese che hanno subito gli effetti devastanti dell'emigrazione e che non hanno avuto finora equo impulso allo sviluppo economico da parte dello Stato.

 Gli organi di controllo federale saranno eletti nel pieno rispetto dei diritti di voto di ogni regione al fine di garantire la rappresentatività di ciascuna di esse in termini di efficacia decisionale.

 La valorizzazione delle autonomie locali si esprimerà con maggiore efficacia mediante una reale indipendenza decisionale dagli enti centrali.

 Si assicurerà che il governo centrale sia equamente rappresentativo dell'insieme regionale.

 Le coalizioni di governo saranno espressione della volontà degli elettori e il bipolarismo esprimerà nell'alternanza democratica lealtà e mantenimento di schieramento.

 ECONOMIA

 L'Europa dei popoli dovrà ostacolare le mistificazioni produttive attraverso un'energica azione di controllo a tutela delle aree di origine dei beni e dei servizi evitando così il fenomeno della colonizzazione strisciante.

 Per l'Italia in generale, che il suo sviluppo economico debba basarsi sulla regionalizzazione delle produzioni di beni e servizi decentrando nelle aree di produzione tutte le attività correlate fino alla realizzazione del prodotto finito, garantendo la massimizzazione del valore aggiunto nelle aree di origine con particolare riguardo al SUD oggi fortemente penalizzato.

 Che tutti i processi economici, endogeni ed esogeni, siano a priori valutati in termini di sostenibilità strutturale ed infrastrutturale e quindi siano promosse le iniziative atte a creare al contorno le condizioni necessarie per la riuscita dei progetti di sviluppo. Questo con particolare riguardo alle regioni del SUD Italia ed ai paesi in via di sviluppo più in generale.

 Che le regioni del SUD possano godere, per un principio inalienabile di uguaglianza, di pari opportunità nella produzione del reddito attraverso una libera iniziativa controllata da premi sui risultati di sviluppo in un'ottica di sana concorrenza.

 Che il prelievo fiscale sia proporzionale al reddito secondo una curva crescente da quelli minimi ai più elevati, corretta da opportuni coefficienti moltiplicatori che tutelino il minimo reddito sostenibile secondo reali parametri di costo della vita. Che tale prelievo fiscale tenga conto appunto della ricchezza regionale e dei servizi effettivamente erogati al cittadino in modo tale che le regioni più povere fungano da aree-incentivo per gli investimenti.

 Che i contributi pagati dalle aziende per i lavoratori siano adeguati attraverso un coefficiente riduttivo proporzionale al numero di addetti tale così da incentivare le assunzioni nelle aree più bisognose.

 Che la tassazione delle aziende sia corretta da un coefficiente riduttivo proporzionale all'innovazione tecnologica applicata e, indipendentemente da questa, dal successo, ovvero dal risultato operativo conseguito a livello di penetrazione di mercato nazionale e soprattutto internazionale dei propri prodotti fatti in Italia.

 Che particolari agevolazioni siano riservate all'artigianato di pregio ovvero alle aziende anche individuali che esercitano arti mestieri e professioni, e che in questa attività formano nuovi addetti.

 Che siano incentivate le piccole imprese e le cooperative che promuovendo lo sviluppo economico specifico delle aree ove sono ubicate mettono a profitto le produzioni locali.

 Che siano operativi piani organici di assistenza scientifica ed economica per le aziende agricole piccole e medio piccole che vogliano rivolgersi al mercato biologico e di nicchia.

 Che si promuova lo sviluppo di un sistema bancario radicato nel SUD che reinvesta nel SUD e che operi in collaborazione e non in subordinazione con il sistema bancario nazionale ed internazionale privilegiando nei tassi e nei finanziamenti coloro che investono nella aree del Mezzogiorno.

 Che si attivi un tavolo permanente di dialogo tra le associazioni dei consumatori dei produttori e della distribuzione al fine di redimere le possibili controversie generate da eventuali comportamenti anomali del mercato.

 Che vi sia maggior tutela dei prodotti del SUD con particolare riferimento a quelli propriamente tipici, al fine di evitare che essi possano essere prodotti al di fuori delle zone tipiche generando così un processo di mistificazione che ripercuotendosi negativamente sulla qualità danneggia irrimediabilmente l'immagine del prodotto originale con effetti devastanti sul fatturato reale e potenziale delle aree d'origine.

 LA TUTELA DEI LAVORATORI E DELLE AZIENDE

 Lo sviluppo dell'occupazione nel SUD, coordinato in una serena concertazione tra le parti, è l'obbiettivo primario del partito "Per il Sud". Detta priorità va interpretata come riequilibratura dei baricentri produttivi nazionali oggi sostanzialmente spostati tutti a Nord.

 Lo snellimento dei servizi di collocamento attraverso la creazione e/o l'implementazione dei portali internet in modo da dare libero accesso ad un mondo ove possano incontrarsi in modo rapido , comodo ed economico la domanda e l'offerta, ovvero l'attivazione di agenzie private di consulenza e quindi di strutture pubbliche di controllo e verifica dell'efficienza operativa soprattutto rivolte a garantire un certo grado di soddisfazione dei soggetti interessati.

 Che l'inserimento dei giovani sia sempre privilegiato e non contrapponga con il mantenimento in servizio di chi ha già raggiunto la soglia di pensione.

 Che i lavoratori disoccupati ma bisognosi e/o con carico familiare siano tutelati con particolari sussidi di disoccupazione eventualmente in parte o in tutto da questi restituibili all'ente previdenziale dopo il riacquisto del posto di lavoro.

 Promozione dell'artigianato e delle professioni individuali attraverso sconti fiscali di avviamento attività.

 Maggiori controlli affinchè il precariato non si trasformi in un assetto di lavoro permanente soprattutto per i lavoratori giovani o per chi ha famiglia a carico.

 Che lo statuto dei lavoratori si veda applicato in ogni regione d'Italia e senza discriminazioni con particolare riguardo al Sud.

 Che l'esercizio delle professioni dei lavoratori laureati non confligga in competenze con quella dei diplomati pur accogliendo le Direttive CEE in merito alle nuove professioni ma armonizzandole opportunamente alla situazione italiana per il periodo necessario di adeguamento allo standard europeo.

 BENESSERE SOCIALE

 La solidarietà sociale deve essere la base comune sulla quale costruire il benessere di tutti riducendo ed eliminando ma soprattutto prevenendo la piaga della povertà e dell'emarginazione.

 Che i servizi di assistenza siano potenziati con forme miste di collaborazione pubblica, privata e religiosa.

 Che le associazioni di volontariato laiche o cattoliche possano godere di particolari incentivi e sostegni proporzionalmente legati agli sforzi ed ai risultati conseguiti nei confronti dei bisognosi.

 Che il sistema pensionistico pubblico resti il pilastro fondamentale del sistema e che i lavoratori siano messi a riposo dopo un periodo di attività che veda una certa differenziazione tra lavori usuranti e non.

 Che il trattamento di fine rapporto non sia reso disponibile ai fondi con il sistema del silenzio assenso bensì attraverso richiesta attiva del titolare del medesimo TFR proprio perchè il ricorso alla previdenza integrativa rappresenti una libera e consapevole scelta del lavoratore.

 SANITA'

 Che le regioni del SUD ovvero i Servizi Sanitari Regionali del SUD siano modernizzati ed equiparati in termini di efficienza qualitativa e quantitativa a quelli delle altre regioni anche attraverso lo stanziamento di fondi di compensazione gestiti dal Servizio Sanitario Nazionale.

 Che i servizi sanitari Regionali possano tra loro collaborare non in termini di scambio di malati ma di medici e di personale specializzato in modo da implementare il livello qualitativo delle prestazioni attraverso la crescita professionale degli addetti.

 Che le strutture sanitarie private non competano con quelle pubbliche attraverso artificiosi mantenimenti in queste ultime di liste d'attesa insostenibili, e ciò sarà ottenuto con meccanismi di controllo gestiti da Associazioni no-profit, ma che al contrario, pubblico e privato, trovino accordi di collaborazione con premio qualitativo e quantitativo sui servizi erogati rispetto a quelli erogabili secondo le proprie dotazioni sanitarie.

 Che la carta dei Diritti del Malato rappresenti il valore etico principale per il comportamento di ogni struttura sia pubblica sia privata attraverso un sistema di monitoraggio organizzato da strutture terze di livello nazionale ed internazionale.

 Che i lungodegenti possano essere curati, ove possibile, attraverso opportuni finanziamenti presso le proprie abitazioni sia da personale mobile pubblico o privato sia all'occorrenza e se attuabile dai familiari disponibili all'impegno.

 Che i Servizi Sanitari Regionali in collaborazione con le istituzioni scolastiche promuovano idonei corsi di formazione tesi allo sviluppo della cultura della prevenzione nei giovani al fine di garantirne la divulgazione anche verso i meno giovani attraverso le famiglie.

 Per quanto attiene allo sviluppo moralmente sostenibile della scienza con particolare riferimento alle tecniche di bioingegneria ed alla salvaguardia e tutela della vita dell'uomo fin dal concepimento accogliamo i principi formatori della Chiesa Cattolica.

 EQUO SVILUPPO DEL PAESE

 Che la ripartizione delle risorse nazionali sia tale da accelerare lo sviluppo delle aree arretrate e moderare quello delle aree più privilegiate rispetto al baricentro del mercato.

 Che i sistemi bancari siano più radicati e specializzati nel territorio in cui operano in modo da evitare e/o moderare il fenomeno del drenaggio monodirezionale del risparmio a favore delle aree già sviluppate e più ricche.

 Che vengano pareggiate le presenze di centri di attività ludiche al SUD in modo da evitare il forte sbilanciamento che attualmente vede le sole case da gioco o casinò esistenti dislocate al Nord, consentendo la migrazione verso centri analoghi all'estero degli appassionati con importante trasporto di capitale all'estero.

 Che le opere strutturali ed infrastrutturali siano più equilibrate ovvero equamente distribuite sul territorio nazionale al fine di evitare collassi nel trasferimento dei beni e delle persone ovvero barriere virtuali allo sviluppo leale e paritario ed in particolare che nel Sud si dia un decisivo sviluppo alla circolazione delle persone e delle merci via mare e via aerea a mezzo di un completo rinnovamento dei porti ed aeroporti esistenti e per questi ultimi alla realizzazione di nuovi e funzionali uno per ogni capoluogo di provincia.

 Che detti porti ed aeroporti da realizzarsi al SUD siano serviti da adeguate reti viarie e ferroviarie.

 Che le dorsali di distribuzione dell'energia elettrica nel SUD siano potenziate ed equiparate a quelle del resto del Paese, così come dovranno essere implementate le Centrali di Produzione in un sana ottica di gestione razionale dell'energia ma pur sempre con lo scopo di poter sostenere le richieste energetiche necessarie allo sviluppo dell'area del mezzogiorno.

 Che i servizi di approvvigionamento idrico e di depurazione siano nel SUD come nel NORD all'avanguardia rispetto agli standard minimi qualitativi imposti dalla comunità europea.

 SOCIETA'

 Che la famiglia torni ad essere la primaria cellula della Società e sia quindi tutelata nella forma e nella sostanza secondo i fondamentali principi della nostra tradizione Cattolica.

 Che la famiglia sia sostenuta nella sua crescita incentivando le nascite con premi ed agevolazioni, garantendo il mantenimento del posto di lavoro delle mamme attraverso l'istituzione di idonei asili-nido anche in collaborazione con le aziende.

 Che l'aiuto economico alle famiglie numerose e bisognose si protragga con efficacia anche durante gli studi dei figli.

 Che gli anziani trovino, ove ciò è possibile, nella famiglia che hanno originato l'ambiente ideale per una vecchiaia serena, anche attraverso opportuni incentivi fiscali o agevolazioni previdenziali.

 RINASCIMENTO CULTURALE

 La scuola non solo come preparazione al mondo del lavoro ma soprattutto come momento di vita e di educazione ai suoi valori fondamentali.

 Una scuola che tenda ad incrementare lo "spessore" culturale attraverso un'articolata organizzazione interdisciplinare e che accolga l'insegnamento della religione Cattolica quale base e coronamento dell'educazione dell'individuo pur nel pieno rispetto di ogni altra libera confessione di fede.

 Che si promuova un nuovo e concreto impulso alle arti , ai mestieri alle professioni senza rinunciare alla naturale modernizzazione ma sapendo accogliere e mettere a frutto quelle potenzialità culturali proprie dell' Italia del Rinascimento.

 Che il periodo obbligatorio di studi fino ai 18 anni non trasfiguri le reali aspirazioni dei giovani.

 Che sia data possibilità concreta ai lavoratori sia dipendenti sia autonomi, sia al servizio di grandi aziende sia di piccole, di poter frequentare specifiche scuole a gestione pubblica o privata o mista per poter integrare ed accrescere il proprio patrimonio culturale.

 L'Italia che vogliamo mette la cultura, l'educazione e la formazione permanente al primo posto. L'innalzamento del livello di istruzione della popolazione è condizione dello sviluppo dei diritti di cittadinanza e di oggettiva possibilità per tutti di godere del patrimonio culturale del Paese.

 Che la scuola pubblica e privata siano in sana competizione culturale tra di loro anche attraverso elementi regolatori dei finanziamenti che premino qualitativamente e quantitativamente i risultati conseguiti.

 Che ogni Regione possa in piena autonomia organizzare i programmi scolastici che, pur accogliendo le primarie indicazioni delle direttive CEE e sempre in un ottica di coordinamento sostanziale interregionale e nazionale,tengano conto delle specificità storiche e culturali del proprio territorio garantendone così l'identità ovvero evitando l'egemonizzazione culturale dettata da interessi di parte che ha portato all'oblio storico come avvenuto per il SUD in particolare.

 Che il corpo Docente sia equamente remunerato e che possa fruire di collaborazioni extrascolastiche finanziate opportunamente al fine di garantire un costante interscambio culturale tra il mondo del lavoro e quello della scuola.

 Che gli investimenti nella scuola siano sempre coordinati con lo sviluppo tecnologico industriale in modo da minimizzare il distacco temporale tra i due mondi mentre le Università dovranno tornare ad essere il primario interlocutore delle industrie, dell'agricoltura, dell'artigianato, delle scienze sociali etc. che, opportunamente finanziate da interventi pubblici e privati diventino l'elemento di picco della ricerca.

 Che la riforma federalista promuova dunque una scuola diversificata nei modi e nei contenuti secondo le specificità di ogni regione ma che porti tutti i discenti ad un medesimo obiettivo di preparazione nelle scienze tecniche ed in quelle umanistiche, riportando in auge anche le scuole di avviamento al lavoro, essendosi confermato il fatto che non tutti, anche se hanno il diritto di perseguire i più alti titoli di studio, non tutti ne hanno la capacità o la tendenza, ritenendosi meglio versati per attività di lavoro.

 L'INFORMAZIONE

 Le telecomunicazioni non devono essere appannaggio di pochi ma soprattutto espressione dello spirito democratico del paese e quindi ogni soggetto, privato o pubblico, che intendesse operare in questo settore deve poterlo fare senza trovare ostacoli corporativi od oligopolistici pur nel rispetto di regole di comportamento che tutelino anche il consumatore in tutte le sue fasce d'età.

 Che la televisione pubblica sia effettivamente espressione del pluralismo e non sia influenzabile dal governo del momento anche attraverso l'istituzione di organi di controllo esterni al sistema.

 Che l'allargamento del campo delle frequenze attraverso l'introduzione del digitale terrestre sia regolata in modo tale che non possa esservi concentrazione proprietaria o di controllo. Che ogni regione possa disporre di frazioni di banda a titolo esclusivo per la diffusione di programmi di tipo pubblico.

 Che una frazione dei proventi della raccolta pubblicitaria di tutte le emittenti operanti su territorio nazionale e/o regionale sia destinata al sostegno delle iniziative culturali nazionali, regionali, provinciali e comunali nei settori dell'arte in genere, cinematografica, teatrale, musicale, pittorica in particolare nonchè allo sviluppo della scienza delle comunicazioni.

 Che l'integrazione delle potenzialità di comunicazione internet con il sistema televisivo digitale non costituisca elemento di rafforzamento monopolistico od oligopolistico nazionale o sovra-nazionale e quindi ogni singola regione potrà regolamentarne opportunamente le modalità di sviluppo e di esercizio sul proprio territorio anche in accordo ed in coordinamento con le altre regioni.

 Che le emittenti pubbliche o private il cui sostentamento viene affidato al pagamento di un canone siano regolamentate in merito alla raccolta pubblicitaria ovvero al grado di invasività della medesima durante le trasmissioni programmate.

 Che la concentrazione di proprietà di stampa, televisione e comunicazione in genere sia regolata in modo da non superare soglie di egemonizzazione dell'informazione sia essa proprietà privata, pubblica o mista ciò anche al fine di mantenere una sana concorrenza tra gli operatori e migliorare la qualità del servizio.

 ORDINE PUBBLICO E GIUSTIZIA

 Per far fronte alla microcriminalità è necessario un maggior controllo del territorio attraverso la presenza permanente di forze dell'ordine siano di polizia o di carabinieri o di guardie urbane in permanente collaborazione tra di loro anche a livello di centrali operative.

 Che nelle zone cittadine a più alto rischio sia installato un sistema di telesorveglianza dedicato.

 Per le regioni del SUD in particolare, ove questo fenomeno è più sentito per via del maggior degrado economico esistente, dovranno essere moltiplicati gli sforzi delle amministrazioni comunali per aiutare le famiglie più bisognose anche con una specifica e dignitosa offerta di lavoro al fine di minimizzare il fenomeno del reclutamento minorile da parte della malavita organizzata.

 Che le amministrazioni in genere siano dotate di fondi speciali per esperire attività di assistenza sociale indirizzata al recupero dei soggetti più deboli e per creare centri di aggregazione giovanile anche in collaborazione con le parrocchie.

 Che le forze dell'ordine in generale possano godere di miglior trattamento economico e di idonea formazione tecnica e sociale al fine di poter meglio affrontare i compiti loro assegnati.

 Che il sistema giudiziario sia meglio coordinato con quello delle forze dell'ordine anche al fine di rendere più certa la detenzione per i soggetti colti in flagranza di reato.

 Riteniamo fondamentale l'indipendenza della Magistratura pur con la distinzione di ruoli che possano essere giudicati incompatibili nell'ambito di medesimi procedimenti. Il tutto regolato dal CSM.

 Che le norme che regolano la responsabilità dei magistrati in caso di errori giudiziari siano rese chiare ed applicabili.

 Riteniamo che le liti Civili debbano essere preventivamente verificate da un giudice di Pace prima dell'eventuale avviamento del rito processuale canonico sia per ridurre il numero di processi sia per contenere le spese processuali quindi per ridurre le tempistiche degli iter giudiziari.

 Che famiglia e minori siano gestiti dagli stessi tribunali al fine di evitare dicotomie comportamentali.

 EMIGRAZIONE DAL NOSTRO SUD ED IMMIGRAZIONE NEL NOSTRO PAESE

 L'emigrazione dalle regioni del SUD Italia verso il NORD Italia, se avviene in condizioni di necessità, ovvero di mancanza di lavoro al SUD, è da ritenersi incostituzionale poichè priva il cittadino del godimento delle pari opportunità.

 L'emigrazione dal SUD Italia è causa di un progressivo quanto drammatico impoverimento delle regioni d'origine mentre comporta per quelle del Nord un improprio arricchimento anche nell'ottica dell'attuazione federalista.

 Che il reddito dei meridionali emigrati al Nord ed ivi residenti sia da considerarsi, in quota parte, reddito differito prodotto dalle regioni d'origine e che quota di detto reddito torni per gli opportuni reinvestimenti atti a ribilanciare il baricentro produttivo.

 Che la forzosa emigrazione dal SUD Italia verso il Nord di giovani diplomati e laureati veda nell'immediato del trasferimento una compenso alla regione d'origine almeno equivalente al costo sociale attualizzato sopportato per la loro formazione.

 Che l'emigrazione dalle regioni del Sud Italia sia combattuta attraverso l'implementazione dei siti produttivi attraverso piani di sviluppo sostenibili anche incentivando l'afflusso di capitali esteri con idonee ed oculate agevolazioni.

 Che sia concesso il voto ai gruppi di italiani residenti all'estero o momentaneamente ivi dislocati sia in forma telematica sia postale ordinaria.

 Che l'immigrazione nel nostro Paese sia regolamentata da opportuni filtri di certezza occupazionale attivati preventivamente alla richiesta di immigrazione e che questa sia consentita solo dopo aver appurato l'impossibilità di reperimento di manodopera italiana.

 Che agli immigrati nel nostro Paese di altra fede religiosa corrisponda nel loro paese d'origine, attraverso l'attivazione di opportuni protocolli d'intesa, pariteticità di accoglimento per quella Cattolica.

 Che gli immigrati trovino nel nostro paese accoglienza civile e sostegno alla formazione nel rispetto degli usi e costumi delle loro tradizioni ma soprattutto di quelle del Paese che li accoglie.

 Che al diritto di voto amministrativo agli immigrati nel nostro Paese corrisponda pariteticamente quello dei nostri emigrati nel loro Paese d'origine attraverso un ufficiale protocollo d'intesa.

 EDUCAZIONE ALIMENTARE

 Noi siamo per la demistificazione ed antisofisticazione del prodotto alimentare e quindi per la tutela del consumatore e del produttore onesto.

 In accoglimento alle Direttive CEE, lavoreremo affinchè siano riconosciuti in modo univoco ed incontrovertibile il luogo di produzione dell'alimento e quello di confezionamento.

 Che le etichette dei prodotti siano stampate in modo chiaro e leggibile con caratteri di opportuna e codificata dimensione.

 Che sulle etichette dei prodotti alimentari industriali sia indicato chiaramente il luogo d'origine, la provincia e la regione ove nasce il prodotto al fine di evitare il termine generico "prodotto in Italia" in quanto ciò non tutela il consumatore.

 Che le capacità produttive del prodotti finito trovino effettivo riscontro con quelle coltivate sul territorio d'origine anche attraverso opportuni tracciamenti qualitativi e quantitativi del ciclo produttivo.

 Che il collocamento dei prodotti agroalimentari sia coordinato da agenzie di distribuzione che tutelino l'originalità del medesimo anche al fine di garantire che i massimi proventi convergano verso l'area di produzione e trasformazione.

 Che le regioni tutelino i propri prodotti tipici anche attraverso azioni pubblicitarie ed educative in genere in modo da educare il consumatore alla costante ricerca dell'originalità.

 Che la grande distribuzione organizzata riduca, fino ad equa compensazione, il processo d'invasione dei prodotti del Nord Italia nei mercati del SUD anche attraverso lo stimolo alla nascita di strutture produttive regionalizzate.

 Che nelle scuole di tutta l'Italia sia istituita la disciplina di Educazione Alimentare al fine di accrescere le conoscenze delle tipiche produzioni regionali e di ridurre quindi i rischi della divulgazione di prodotti mistificati e sofisticati.

 Che le regioni producano ogni sforzo per stimolare la creazione di filiere produttive complete ossia che partendo dal prodotto di base arrivino a quello confezionato e pronto alla distribuzione ivi compreso l'indotto del confezionamento e del trasporto.

 Che le regioni si curino attraverso opportune agenzie della loro immagine territoriale, produttiva e sociale sia in Italia sia all'estero.

 Che la GDO e la ristorazione di massa rispettino le capacità produttive delle regioni in cui sono ospitate privilegiando i prodotti locali.

 ENERGETICA ED ECOSISTEMA

 Le regioni del SUD Italia devono essere oggetto di un intenso piano di adeguamento delle reti di distribuzione d'energia e di siti di trasformazione fino al completo equilibrio con quelle del Nord Italia.

 Il Piano Energetico Nazionale deve essere opportunamente modificato con lo scopo di aumentare il numero di centrali di produzione di energia elettrica ubicate nel Sud, siano esse di tipo tradizionale sia ad energie rinnovabili quali Eoliche, Fotovoltaiche, Marine e da Biomasse.

 Le regioni, soprattutto quelle del Sud, devono incentivare l'uso razionale dell'energia, dando impulso alle attività di cogenerazione, trigenerazione, teleriscaldamento, teleraffreddamento, controllo e telegestione, anche attraverso premi fiscali ragguagliati ai tep risparmiati.

 Che siano sviluppati con pervicacia i trasporti terrestri più eco-sostenibili, sia entro le città sia sui percorsi interregionali e nazionali, mentre quelli per via marittima trovino, attraverso opportune agevolazioni franco-portuali, fiscali o a titolo di sconto generico, quella competitività necessaria al loro concreto rilancio.

 I siti di approvvigionamento e di stoccaggio delle acque e le reti di distribuzione in esercizio nelle regioni del Sud devono essere integrati ed ammodernati al fine di poter garantire un servizio paritetico con quello delle regioni del Nord ovvero giungere all'erogazione quotidiana e continua.

 Che la protezione del nostro ecosistema dai presenti e potenziali disastri ambientali diventi parte integrante della nostra cultura sia industriale produttiva sia del singolo cittadino.

 Che l'industria del confezionamento colloqui con maggior attenzione con le strutture di tutela igienica al fine di giungere più rapidamente possibile all'uso di involucri meno ingombranti e dal minimo peso necessario, biodegradabili e combustibili senza produzione di sostanze tossiche.

 Che l'educazione al rispetto della natura , dell'ambiente e della qualità di vita diventi materia di studio nei corsi elementari e del primo ciclo delle scuole superiori mentre nei corsi superiori trovi accoglienza nelle discipline d'ingegneria attraverso apposita istituzione di opportuna cattedra.



   FEED RSS 2.0   

© Copyright 2004-2013 Partito Politico "per il Sud" - Redazione - powered by May-C S.r.l.