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<title>Partito Politico "per il SUD"</title>
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<copyright>Copyright 2013 - Partito Politico "per il SUD"</copyright>
<lastBuildDate>Wed, 19 Jun 2013 00:02:26 +0200</lastBuildDate>
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<title>Urgente necessità</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La recente vicenda del federalismo municipale testimonia una volta di pi&amp;ugrave; la necessit&amp;agrave; e l'urgenza dell'aggregazione delle forze sane del Sud&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
E' sempre pi&amp;ugrave; importante il conseguimento di una efficace aggregazione tra societ&amp;agrave; civile e forze politiche meridionaliste, un obiettivo da sempre auspicato dagli intelletti pi&amp;ugrave; elevati del nostro Mezzogiorno ma sinora rimasto nel nucleo delle belle intenzioni. Tale necessit&amp;agrave; risulta opportunamente rafforzata se solo torniamo a considerare quanto accaduto nei mesi scorsi, a proposito dell'approvazione del decreto sul federalismo municipale. Val bene riproporre questa vicenda, in quanto rappresenta una viva testimonianza di come la vecchia politica del Sud, che ha fatto tanto male con il suo individualismo esasperato e diabolicamente utilizzato dalle &amp;laquo;signorie&amp;raquo; del Nord, continui a pregiudicare un'azione comune che riunisca le vere forze attive dei nostri territori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Risalendo a qualche mese addietro, ricordiamo come mercoled&amp;igrave; 2 marzo, concludendo il suo iter alla Camera, un pezzetto della riforma voluta dalla Lega Nord, ovvero il glorificato federalismo municipale, diventava legge dello Stato, grazie all'ennesimo voto di fiducia posto dal Governo. Il via libera del provvedimento veniva ottenuto anche a seguito della non partecipazione al voto dei quattro deputati del movimento di Raffaele Lombardo, MPA, con una decisione che rompeva l'atteggiamento negativo tenuto fino ad allora dalle forze politiche che si riconoscevano nel Terzo Polo avverso il pseudo-federalismo leghista. Da tutti gli osservatori, infatti, la pretesa riforma fortissimemente voluta dalla Lega Nord viene ritenuta assolutamente penalizzante per il Mezzogiorno. Il perch&amp;eacute; di tale concorde opinione &amp;egrave; qui illustrato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i documenti disponibili quanto ai dati per calcolare miglioramenti e peggioramenti a seguito del federalismo municipale, il senatore Pd Marco Stradiotto, un esperto del ramo in quanto gi&amp;agrave; sindaco di una cittadina veneta, ha dedotto con sicurezza che tra le prime 40 citt&amp;agrave; che saranno avvantaggiate dal federalismo municipale e dove si pagheranno meno tasse non figurer&amp;agrave; alcuna citt&amp;agrave; meridionale. Ma non solo, perch&amp;eacute; gli studi operati dalla solita CGIA di Mestre si spingono fino ad assegnare a Napoli la maglia nera di citt&amp;agrave; dove il feredalismo appesantir&amp;agrave; di pi&amp;ugrave; il carico fiscale per ciascun cittadino. Mentre, all'opposto, il fisco pi&amp;ugrave; leggero risulter&amp;agrave; quello dei milanesi: come volevasi dimostrare, direbbe qualcuno...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Associazione degli artigiani di Mestre, in realt&amp;agrave;, scende pi&amp;ugrave; nei dettagli, evidenziando come i Comuni capoluogo di Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, se tutto va bene, vedranno tagliarsi entrate per 557 milioni di euro, mentre al contrario, nell'ipotesi pi&amp;ugrave; negativa, il salasso potrebbe sfiorare il miliardo di euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A trarre beneficio dal federalismo municipale, come accennato, saranno invece i sindaci del Nord: Milano, come appena detto, sar&amp;agrave; il Comune pi&amp;ugrave; premiato con un incremento in termini pro-capite per cittadino di 211 euro, quindi complessivamente 276 milioni in pi&amp;ugrave;. Segue Monza, con pi&amp;ugrave; di 201 euro pro-capite, quindi Parma con 144, Imperia con 141...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il famoso Fondo sperimentale di riequilibrio, previsto dalla riforma per fronteggiare la situazione in attesa della piena applicazione della legge n.42 con il suo fondo di perequazione (sempre che si arrivi a questa applicazione...), ha un contenuto limitato e non riuscir&amp;agrave; a garantire i servizi ai cittadini, poich&amp;eacute; non copre tutta la quota sottratta ai Comuni. Lo sostiene il sindaco di Potenza, Nicola Santarsiero, altres&amp;igrave; responsabile della sezione meridionale dell'ANCI, il quale, in occasione del voto del 2 marzo, aveva invitato a fare fronte comune contro il decreto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ebbene, pur sapendo tutto questo, MPA, nonostante il suo propagandato meridionalismo, ha deciso ugualmente di dare una spintarella al Federalismo municipale...ma non gratis, tutt'altro. Ci&amp;ograve; &amp;egrave; avvenuto in cambio dell'ottenuta applicazione degli articoli 37 e 38 dello Statuto siciliano (ricordiamo che la Sicilia &amp;egrave; una regione a Statuto speciale). Orbene, se l'art.38 dello Statuto prevede il versamento annuale nelle casse della Regione da parte dello Stato &amp;laquo;a titolo di solidariet&amp;agrave; nazionale&amp;raquo; di una somma da impiegarsi nella esecuzione di lavori pubblici, l'art.37 &amp;egrave; invece quello che ciascuno dei governatori del Mezzogiorno vorrebbe fosse applicato alla propria regione, cos&amp;igrave; come richiesto da tempo al tavolo della Conferenza Stato-Regioni. Infatti, tale articolo stabilisce che le imposte delle imprese con sede legale fuori del territorio della Sicilia, ma che in essa hanno stabilimenti e impianti, debbano attribuirsi alla stessa Regione. Quindi, ad esempio, la Fiat, che ha sede legale a Torino, dovrebbe pagare le tasse sul luogo dove insistono gli stabilimenti di Melfi e Pomigliano, come pure Enel ed Eni, che hanno centrali e raffinerie dappertutto nel Mezzogiorno, ovvero l'Ilva, che ha l'acciaieria pi&amp;ugrave; grande d'Europa a Taranto...per parlare solo delle aziende pi&amp;ugrave; note. Alle quali, infatti, potrebbero aggiungersi tante altre industrie come Granarolo, Barilla, Magneti Marelli, Alenia, per arrivare naturalmente alle grandi catene di supermercati e ipermercati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per adesso, invece, solo la Sicilia potr&amp;agrave; usufruire del privilegio in questione, grazie allo scambio della non partecipazione al voto sul federalismo municipale dei quattro deputati di MPA di Raffaele Lombardo. Quest'ultimo, perci&amp;ograve;, invece di pretendere l'applicazione del &amp;laquo;vero&amp;raquo; federalismo fiscale per tutto il Mezzogiorno, ha dato il suo avallo a un'operazione di accertata dannosit&amp;agrave; per i Comuni del Sud, pur di ottenere il segnalato contentino personale e di stretta territorialit&amp;agrave;, da esibire agli elettori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tale comportamento, di matrice prettamente egoistica e particolaristica, operato da un esponente della vecchia classe politica meridionale oggi trasformatosi camaleonticamente in difensore delle ragioni del Sud, testimonia per l'ennesima volta come sia indispensabile proseguire fino a giungere ad una solida aggregazione di tutte le forze meridionaliste pi&amp;ugrave; sane. E' necessario abbandonare alla meschinit&amp;agrave; e alla povert&amp;agrave; morale i vecchi politicanti dei nostri territori, ma, soprattutto, porre termine all'antica pratica del divide et impera, che ha consentito alle forze peggiori del Nord di manipolare i politici del Sud e soggiogare per centocinquant'anni le popolazioni meridionali.&lt;br /&gt;
F. A. Schiraldi (partito &amp;quot;per il SUD&amp;quot;)&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/urgente_necessita.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-09-18</pubDate>
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<title>Promises, promises...</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Promises, promises... il Sud alla maniera di Burt Bacharach&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
di fronte alle promesse disattese del Governo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Promises, Promises, come ricordano gli appassionati del genere, &amp;egrave; un musical reso famoso dalle composizioni di Burt Bacharach e tratto dalla commedia originaria di Neil Simon, con il debutto avvenuto a Broadway nel 1968. La vicenda narra di un giovane dirigente di una compagnia di assicurazioni, scapolo, il quale, desideroso di un avanzamento di carriera, per ingraziarsi i superiori permette loro di utilizzare il suo appartamento per i loro appuntamenti romantici. In cambio riceve di promesse su promesse di promozione...puntualmente disattese.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Promises, promises..., per&amp;ograve;, &amp;egrave; quanto potrebbe ripetere il Sud qualora si tenesse conto delle tante promesse fatte negli ultimi dieci anni dall'attuale Presidente del Consiglio, con numerosi roboanti annunci d'intervento a favore del Mezzogiorno...ai quali, anche in questo caso, &amp;egrave; seguito puntualmente il nulla. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Vogliamo provare a fare un breve elenco di queste promesse mancate?&lt;br /&gt;
5 maggio 2001: &amp;quot;Uno sconto fiscale e nessuna tassazione per il primo anno a chi viene a fare l'imprenditore nel Sud&amp;quot;. &lt;br /&gt;
21 giugno 2001: &amp;quot;Il rilancio del Sud &amp;egrave; per noi centrale. Rappresenta il punto di svolta da cui far partire lo sviluppo nazionale. Il Sud &amp;egrave; il vero tesoro nascosto del nostro Paese, ma ha bisogno di interventi urgenti a partire dal recupero della legalit&amp;agrave;&amp;quot;. &lt;br /&gt;
8 luglio 2004: &amp;quot;Concentreremo ingenti risorse per le infrastrutture: i trasporti, le reti idriche e le reti irrigue per l'agricoltura&amp;quot;. &lt;br /&gt;
22 marzo 2006: &amp;quot;Lo stanziamento per il fondo aree sotto-utilizzate nei tre anni della sinistra &amp;egrave; stato di 5 miliardi e 589 milioni di euro, mentre con noi &amp;egrave; arrivato a 10 miliardi 787 milioni di euro. Esattamente il doppio!&amp;quot;. &lt;br /&gt;
3 giugno 2009: &amp;quot;Abbiamo a disposizione 57 miliardi di fondi per le aree sottosviluppate da poter destinare al Sud&amp;quot;. &lt;br /&gt;
6 marzo 2010: &amp;quot;In cinque anni il Governo intende destinare al Mezzogiorno 250 miliardi di euro di risorse pubbliche, oltre alla spesa corrente, con l'obiettivo di trasformare il Sud da problema a risorsa&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Questo solo un breve saggio delle promesse per lo sviluppo del Sud formulate dal nostro premier nell'arco di dieci anni, una serie di impegni mancati che si scontrano, insieme con la rabbia dei destinatari di questi annunci, soprattutto con i recenti dati diffusi dall'Istat.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Ebbene, nel 2010 la nostra economia nel complesso ha avuto una ripresa dell'1,37% (poca cosa rispetto al quadruplo della Germania), ma come si &amp;egrave; distribuito questo incremento? &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Ecco in che modo: Nord Est +2,1%, Nord Ovest + 1,7%, Centro + 1,2%, Sud + 0,2%! Il Mezzogiorno &amp;egrave; rimasto praticamente fermo, per cui siamo legittimati a chiedere: dove sono andati a finire i fantomatici miliardi e miliardi di euro destinati allo sviluppo del Mezzogiorno? Dove si &amp;egrave; rintanata la straordinaria Banca del Sud che secondo il Ministro Tremonti avrebbe dovuto rappresentare la chiave di volta per il decollo dell'economia meridionale? In quale ripostiglio giacciono i previsti vantaggi fiscali, i piani per il turismo, le grandi infrastrutture?&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Dobbiamo ricordare che il 12 marzo scorso si &amp;egrave; tenuta la riunione dei Paesi dell'Eurozona con argomento principale il grandioso &amp;laquo;Piano per il Sud&amp;raquo; elaborato dal nostro Governo, al termine dei lavori il premier Berlusconi era esultante: &amp;quot;Abbiamo ottenuto le due cose che volevamo, la fiscalit&amp;agrave; di vantaggio e gli incentivi in deroga alle norme generali per le aziende...&amp;quot;. Grande risultato quindi per il Sud, sennonch&amp;eacute;, nello scorso maggio, il Commissario europeo alla Politica regionale, Johannes Hahn, ha fatto pervenire una lettera al Ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto (un uomo del Sud!),&amp;nbsp; al Ministro degli Esteri Franco Frattini e al Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, con cui si chiedeva al nostro Governo cosa intendesse fare per accelerare la spesa relativa all'imponente &amp;laquo;Piano per il Sud&amp;raquo; illustrato. Secondo il trasecolato Commissario europeo, infatti, il fantomatico piano di sviluppo aveva dimenticato di affrontare proprio il fondamentale argomento per il Mezzogiorno: come avviare in concreto la spesa e gli investimenti relativi...in poche parole si &amp;egrave; montato l'ennesimo castello di carta!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Appare sempre pi&amp;ugrave; chiaro, in realt&amp;agrave;, come in questi anni le politiche pubbliche per il Mezzogiorno siano sfociate solo in clientelismo spicciolo e appalti oltremodo chiacchierati, come sappiamo e come continuiamo ormai giorno per giorno a sapere. Il contrasto alla criminalit&amp;agrave; &amp;egrave; in gran parte fallito, perch&amp;eacute;, a fronte di proclami e ostentazioni dei vertici del Ministero dell'Interno, i gruppi malavitosi hanno potuto mettere le radici anche nel Nord di Bossi, Maroni &amp;amp; Co. Per non parlare, poi, di una classe dirigente locale, al Sud, spesso esito del vizioso rapporto tra politica e affari...insomma, altro che rilancio del Mezzogiorno, sembra che la pratica del peggior clientelismo e della cura esclisiva dei i propri interessi sia solo aumentata in questi anni. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Secondo la Svimez nel 2009 il Pil pro capite del Mezzogiorno era pari al 58,8% di quello del Centro-Nord, quindi inferiore perfino a quello del 1973, superiore al 59%, con il 2010 che non si presenta certo meglio...non solo, ma anche il confronto con le altre aree europee in ritardo di sviluppo risulta sfavorevole per le regioni del Sud. Infatti, a partire dal 1999 e fino al 2005 il PIL pro capite delle aree dell'obiettivo 1 (le zone pi&amp;ugrave; arretrate) &amp;egrave; cresciuto del 3%, mentre il nostro Sud &amp;egrave; rimasto fermo allo 0,6%!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Non avviene per caso, quindi, se assistiamo al risveglio di consuetudini come quella dell'emigrazione. Se nei primi anni Sessanta lasciavano il Mezzogiorno circa 300 mila persone all'anno, mentre negli anni Ottanta il fenomeno sembrava terminato, fra il 1997 e il 2008 hanno ripreso a partire complessivamente circa 700 mila meridionali.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;A questo punto, viene da chiedersi, fino a che punto i cittadini del Sud terranno gli occhi chiusi di fronte a questa scellerata farsa pluriennale ai danni del Mezzogiorno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Francesco Antonio Schiraldi&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-07-29</pubDate>
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<title>Un Sud umiliato</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Un'&amp;quot;amica&amp;quot; di Facebook, Tatuccia Filomena, discutendo sui Fondi Fas, ha rilevato: &amp;quot;E' il solito marchingegno praticato da 150 anni per spostare la ricchezza verso il Nord. Del resto fu questo che spinse a fare l'Unit&amp;agrave; (colonizzazione) d'Italia del Sud)&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Un Sud umiliato dal Governo, dalle Opposizioni, dalla nostra insensibilit&amp;agrave;!&amp;nbsp; Dal Governo perch&amp;egrave; ha speso pi&amp;ugrave; della met&amp;agrave; dei fondi Fas (circa 30 miliardi di euro), destinati dalla Comunit&amp;agrave; Europea per la realizzazione di opere pubbliche nel Mezzogiorno d'Italia, come spesa corrente, in vari settori della vita nazionale, escluso, per&amp;ograve;, il Sud (aprire la pagina UN FEDERALISMO DIVERSO, nell'area &amp;quot;Discussioni&amp;quot;, se si vuole sapere come &amp;egrave; stato speso questo denaro). Quindi, UN VERO SACCHEGGIO!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tre anni or sono &amp;egrave; stato un periodo di chiusura per numerose imprese in tutta Italia. Nessun cenno di sgomento, da parte dei nostri beneamati Governanti. Vi &amp;egrave; a disposizione il &amp;quot;bancomat&amp;quot; della spesa pubblica, vale a dire il pozzo senza fondo al quale attingere: i Fondi Fas. Quindi, il Ministero del Tesoro &amp;egrave; stato dotato di una capiente cassaforte contenente ben 4 miliardi di euro di Fondi Fas da destinare agli ammortizzatori sociali dei nuovi senza lavoro.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; DA NOTARE CHE BEN TRE MILIARDI SONO ANDATI A FINIRE NELLE CASSE DELLE REGIONI DEL NORD, dove maggiormente esistono le industrie; mentre, soltanto un miliardo &amp;egrave; stato destinato per le regioni del Sud. Ma, addirittura, anche gli incentivi della Legge 488 sono stati impudemente spostati al Nord: 150 milioni di euro nelle casse delle regioni Veneto (accontentato il Ministro on. Bossi) e Lombardia (&amp;quot;patria&amp;quot; dell'on. Berlusconi). Un decreto, quest'ultimo, firmato, in tutta fretta, dal Ministro Scajola il giorno in cui si &amp;egrave; dimesso.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il fatto di aver dirottato gran parte dei Fondi Fas in spesa corrente, anzich&amp;egrave; in conto capitale, ha, indubbiamente, aiutato la finanza pubblica, ma certamente non ha aiutato la crescita. E' STATO UN PROVVEDIMENTO DEVASTANTE PER IL MEZZOGIORNO D'ITALIA.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La Corte dei Conti ha precisato sull'argomento che si tratta di una &amp;quot;impropria funzione dei fondi&amp;quot;, i quali sono diventati &amp;quot;uno dei principali strumenti di copertura degli oneri finanziari&amp;quot; del Governo Italiano. Provvedendo, per&amp;ograve;, ad avvertire che bisognerebbe ridurre l'attuale &amp;quot;spreco&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ebbene, come ha reagito l'Opposizione e la classe politica merdionale? Con un assordante (per noi poveri &amp;quot;terroni&amp;quot;) deplorevole silenzio, purtroppo. E noi &amp;quot;popolo&amp;quot; come abbiamo reagito? Lamentandoci continuamente, non riuscendo mai a prendere delle iniziative. Per&amp;ograve;, non finendola mai di parlare, parlare, parlare!!!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cosa dire a tal punto? Forse, affermare che il Meridione dovrebbe compatto non votare per il centro - destra, nel corso delle prossime elezioni? Un centro - destra che si &amp;egrave; apertamente dichiarato contro gli interessi del Mezzogiorno d'Italia? E continua in tale opera reclamando il trasferimento di ben quattro Ministeri in Lombardia? E per chi votare, allora, dato che anche la deputazione dell'Opposzione ha avuto le orecchie da mercante?&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; CERTO E' CHE SE LA CLASSE POLITICA MERIDIONALE CONTINUERA' A RIMANERE ASSENTE, IL MERIDIONE CONTINUERA' INESORABILMENTE A PRECIPITARE SEMPRE PIU' IN BASSO. CON IL BENEPLACITO, PURTROPPO, DI NOI &amp;quot;POPOLO&amp;quot;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rodolfo Bava&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/un_sud_umiliato.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-07-24</pubDate>
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<title>I QUATTRO REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;I prossimi 12 e 13 giugno, date cos&amp;igrave; difficili da rammentare che perfino giornalisti e conduttori del Tg1 e Tg2 sbagliano ripetutamente nel riportarle nei servizi televisivi, giungono in porto i quattro referendum abrogativi&amp;nbsp; ammessi dalla Corte di Cassazione, su temi di notevole interesse per tutti.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Il primo quesito referendario attiene alla gestione dell'acqua pubblica: nello specifico, si sottopone al vaglio degli elettori l'abrogazione dell'affidamento dei servizi ad operatori privati. Si tratta, in pratica, di decidere se affidare la gestione dei servizi pubblici locali che hanno rilevanza economica. Il SI', quindi, vale per la contrariet&amp;agrave; alla privatizzazione del servizio pubblico dell'acqua e contro la gestione dei servizi idrici ai privati.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Il secondo quesito concerne sempre la privatizzazione del servizio pubblico dell'acqua, ma attiene nello specifico all'abrogazione del calcolo della tariffa secondo logiche di mercato prescindendo dall'efficienza del servizio. Con la legge in vigore, infatti, il gestore pu&amp;ograve; caricare una percentuale fino al 7% sulla bolletta&amp;nbsp; a remunerazione del capitale investito, ma senza che si riscontri un visibile miglioramento qualitativo del servizio reso ai cittadini. Chi vota SI', quindi, chiede l'abrogazione della norma che consente la ricerca del profitto e cio&amp;egrave; il guadagno d'impresa, sganciato da un effettivo miglioramento nell'erogazione dei servizi idrici.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Il terzo referendum, in materia di energia nucleare, chiede di votare SI' se si &amp;egrave; contro la costruzione delle centrali nucleari in Italia. C'&amp;egrave; da dire, in proposito, che il Governo, con la recente legge omnibus, aveva sancito lo stop momentaneo di un anno per la possibilit&amp;agrave; di costruire centrali. Secondo le opposizioni si trattava di un trucco per evitare il referendum, ma la Corte di Cassazione prima, la Corte Costituzionale poi, chiamate ad esprimersi sull'ammissibilit&amp;agrave; dei quesiti referendari relativi all'energia nucleare anche dopo l'approvazione della legge 26 maggio 2011, n,75, hanno deciso in senso favorevole. Infatti, i giudici hanno approvato il trasferimento della richiesta di abrogazione referendaria, originariamente mirante alle disposizioni gi&amp;agrave; individuate come &amp;quot;Norme in materia di nuove centrali per la produzione di energia elettrica nucleare&amp;quot;, sulle disposizioni relative all'articolo 5, commi 1 e 8, D.L. 31 marzo 2011, n.34, convertito dalla legge del 26/05/2011. Il referendum, quindi, rimane salvo.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Infine, il quarto dei referendum previsti verte sul cosiddetto &amp;laquo;legittimo impedimento&amp;raquo;, toccando la sfera della giustizia. Chi vota SI' &amp;egrave; contrario al principio che il presidente del Consiglio e qualsiasi componente del Governo possano chiedere di non presentarsi in tribunale, in un processo che li riguardi personalmente. I promotori del referendum, in pratica, chiedono di annullare l'efficacia della legge n.51 del 7 aprile 2011, che prevede per il premier e i ministri la facolt&amp;agrave; di chiedere il &amp;laquo;legittimo impedimento&amp;raquo;, ovvero l'impossibilit&amp;agrave; di presentarsi in udienza per impegni istituzionali e governativi.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Ebbene, se guardiamo allo spirito che sottende alla formulazione delle IdeeForza del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, pu&amp;ograve; dedursi un orientamento che non lascia spazio a tentennamenti di sorta, circa l'orientamento da raccogliere in questa consultazione referendaria.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Infatti, le IdeeForza richiedono esplicitamente che &amp;quot;I servizi di approvvigionamento idrico e di depurazione siano nel Sud come nel Nord all'avanguardia rispetto agli standard minimi qualitativi imposti dalla Comunit&amp;agrave; europea&amp;quot;. Consentire al privato gestore di&amp;nbsp; caricare una percentuale fino al 7% sulla bolletta&amp;nbsp; a remunerazione del capitale investito, ma senza che si riscontri un visibile miglioramento qualitativo del servizio per i cittadini, consentire quindi la ricerca del profitto ma sganciato da un effettivo miglioramento nell'erogazione dei servizi idrici, significa condannare i cittadini stessi a subire le malversazioni del gestore. E' la stessa idea di privatizzazione e liberalizzazione delle tariffe a provocare mal di pancia negli italiani: sappiamo bene che ogni volta che nella nostra nazione si &amp;egrave; proceduto in tal senso, per i cittadini si sono verificate solo ricadute negative. Basti pensare a quello che &amp;egrave; successo con il prezzo della benzina e le vergognose speculazioni delle compagnie a danno degli automobilisti, senza che i governi compiacenti abbiano mosso un dito. Oppure il settore dell'assicurazione contro la R.C.A, con l'immediata costituzione di un cartello fra le compagnie per tenere alti i prezzi e questo soprattutto al Sud! O ancora ci&amp;ograve; che succede nel settore bancario, con i prezzi pi&amp;ugrave; alti d'Europa per la tenuta dei conti correnti...&lt;br /&gt;
Insomma, c'&amp;egrave; motivo a sufficienza per recarsi alle urne e segnare un SI' sulle prime due schede referendarie, di colore rosso e giallo.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Anche per quanto riguarda il settore energetico, le &amp;quot;IdeeForza&amp;quot; di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; mirano direttamente ad una modifica del Piano Energetico Nazionale, con il potenziamento delle dorsali di distribuzione dell'energia elettrica nel Sud, l'implemetazione delle Centrali di produzione ma puntando sulle energie rinnovabili come l'eolico, il fotovoltaico, le correnti marine e le biomasse, con un uso razionale dell'energia dando impulso alle attivit&amp;agrave; di cogenerazione, trigenerazione, teleriscaldamento, teleraffredamento, controllo e telegestione, anche attraverso premi fiscali ragguagliati ai risparmi.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Se ne deduce anche in questo caso un deciso favore per il SI' sulla scheda grigia, per l'abrogazione dell'attuale normativa sul nucleare.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Anche per l'amministrazione della giustizia le IdeeForza del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; propendono per un operativit&amp;agrave; del sistema giudiziario che sia uniforme, consentendo solo quello salvaguardie che i moderni Stati prevedono allorch&amp;eacute; l'eccezionalit&amp;agrave; delle circostanze lo renda indispensabile. Da noi, negli anni, si &amp;egrave; assistito a troppe manovre legislative per eludere il principio secondo cui &amp;quot;la legge &amp;egrave; uguale per tutti&amp;quot;. Non &amp;egrave; accettabile consentire ulteriori disposizioni di favore, assolutamente in contrasto con i principi giuridici di ogni efficiente Stato democratico.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Per cui, anche sulla scheda di colore verde che concerne l'abrogazione del &amp;quot;legittimo impedimento&amp;quot;, il SI' , secondo &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, vale a confermare l'ossequio alla nostra millenaria tradizione giuridica.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, quindi, rimane fedele alla sua &amp;quot;IdeeForza&amp;quot; quali motivi ispiratori su cui poggiare, tenuto anche conto, peraltro, come le determinazioni in esse contenute siano oggetto di apprezzamento a adesione anche da parte di altre forze culturali e politiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi (Partito per il Sud)&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/i_quattro_referendum_del_12_e_13_giugno.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-06-09</pubDate>
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<title>Movimenti meridionali in «Fuoco del Sud»</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Movimenti meridionali in &amp;laquo;Fuoco del Sud&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di RAFFAELE NIGRO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; un fermento secessionista nel Sud d&amp;rsquo;Italia? S&amp;igrave;, risponde Lino Patruno nel suo interessantissimo e documentato libro edito da Rubbettino, Fuoco del Sud. La ribollente galassia dei Movimenti meridionali. Una galassia nata come reazione al secessionismo prospettato dalla Lega Nord e dal clima di veleni che si &amp;egrave; diffuso nella cultura e nella politica italiane e che non ha aiutato a risolvere i nodi vecchi e nuovi del Mezzogiorno, ma li ha glissati, sottaciuti, dimenticati.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un elenco puntuale di questo fuoco e dei movimenti non pu&amp;ograve; che partire dal pi&amp;ugrave; antico, il Movimento neo-borbonico, fondato da un docente di liceo, il napoletano Gennaro De Crescenzo. Si tratta di provocazione e non di passione monarchica, spiega De Crescenzo, una maniera per &amp;laquo;ritrovare un&amp;rsquo;identit&amp;agrave; perduta&amp;raquo;. A un passo dal movimento &amp;egrave; la posizione del &amp;laquo;Brigantino. Il Portale del Sud&amp;raquo;, sito nel quale Fara Misuraca e Alfonso Grasso rimpiangono &amp;laquo;solo la conquista armata da parte del Piemonte e lo sfruttamento da parte di tutto il Nord&amp;raquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il libro nasce ovviamente per inserirsi nel dibattito aperto dalle celebrazioni dei 150 anni dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia e in risposta alle provocazioni di Aprile, Scarpino, Giordano Bruno Guerri. Si aggiungono ai gruppi succitati il &amp;laquo;Movimento Meridionale&amp;raquo; fondato da Zitara e Tassone a Vibo Valentia, il &amp;laquo;Partito del Sud-Gaeta&amp;raquo;, il &amp;laquo;Partito Popolo del Sud&amp;raquo; fondato da Girolamo Foti a Palermo nel marzo 2010, le riviste &amp;laquo;L&amp;rsquo;Alfiere&amp;raquo;, &amp;laquo;Il Carlino&amp;raquo; e chi pi&amp;ugrave; ne ha pi&amp;ugrave; ne metta. Vi sono gruppi di nostalgici, di populisti, di arrabbiati, altri di puri secessionisti, come &amp;laquo;Insorgenza Civile&amp;raquo;, che ha lanciato l&amp;rsquo;iniziativa &amp;laquo;Un drappo nero per il Sud&amp;raquo; per opporsi ai festeggiamenti unitari e che propone col &amp;laquo;Popolo del Sud&amp;raquo; un progetto di rivolta economica: comprare solo prodotti a marchio meridionale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per quanto unitarista, Patruno si &amp;egrave; convinto analizzando la storia dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;ha accompagnata una grande &amp;laquo;bugia risorgimentale&amp;raquo; e che era possibile un diverso regno d&amp;rsquo;Italia. E queste tesi le espone con la passione di un meridionalista che sa di non gridare pi&amp;ugrave; nel deserto. Le opzioni erano parecchie, c&amp;rsquo;era chi come Cattaneo proponeva una federazione di Stati a guida laica, chi - come Gioberti - una a guida papale.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cavour ne aveva discusso un&amp;rsquo;altra con Napoleone III, e l&amp;rsquo;Italia, espressione geografica sarebbe stata divisa in Regno dell&amp;rsquo;Alta Italia (ducati di Parma Piacenza e Modena, Piemonte e Sardegna e le Legazioni pontificie di Bologna, Ferrara e la Romagna), Regno dell&amp;rsquo;Italia Centrale (Toscana, Marche, Umbria e parte del Lazio), Stato della Chiesa e Regno delle Due Sicilie guidate dai Borboni. Ma Franceschiello si opponeva, timorato di Dio com&amp;rsquo;era.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece si impose quella vagheggiata da Garibaldi, con la sua spedizione avviata nell&amp;rsquo;imbarazzo di Cavour e con un silenzioso accordo di Vittorio Emanuele II. Il resto lo fecero i tradimenti dei generali borbonici comprati dal denaro inglese e da quello di Garibaldi e lo fecero le adesioni di molti meridionali e l&amp;rsquo;arrivo precedente di soldati settentrionali infiltrati in silenzioso accordo tra governo e casa regnante piemontesi. Di qui l&amp;rsquo;ira dei Movimenti secessionisti del Sud, l&amp;rsquo;odio verso Garibaldi, considerato un impostore, ladro, depravato, delinquente da padani e neo-borbonici. L&amp;rsquo;ira per una unit&amp;agrave; che si fece non per annessione ma per conquista e per i morti che procurarono i piemontesi, con un balletto di cifre spaventoso, da 30mila a 1 milione.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cos&amp;igrave;, all&amp;rsquo;indomani dell&amp;rsquo;unificazione, furono pochi i votanti meridionali, solo 420.000 rispetto ai 24 milioni di abitanti dell&amp;rsquo;Italia. In ragione dello statuto albertino votarono solo gli alfabetizzati, che appartenevano perlopi&amp;ugrave; a classi elevate e che elessero al Parlamento di Torino solo aristocratici e proprietari terrieri. Cos&amp;igrave; la rivoluzione sociale, quale si aspettavano i contadini meridionali fall&amp;igrave; e a Bronte si consum&amp;ograve; un delitto infelice. Con la fucilazione dei contadini che avevano invaso le terre dei latifondisti inglesi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; si sia fatta con spargimento di sangue e che il Sud non la volesse sta nel fatto che sorsero in breve tempo circa trecento bande armate e che i piemontesi impiegarono circa 120.000 uomini. I Movimenti meridionali arrivano a vedere dei partigiani nei briganti, a dare loro la veste di banditi sociali, come definisce Hobsbawm coloro che si ribellano all&amp;rsquo;indomani di una conquista subita e gente assetata di giustizia sociale. I Movimenti nobilitano l&amp;rsquo;azione dei briganti facendo leva sull&amp;rsquo;autobiografia di Crocco, sugli eccidi di Casalduni e Pontelandolfo, sul fatto che i briganti venivano acclamati come eroi dal popolo. Ma, aggiungiamo noi, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; uno straccio di riferimento all&amp;rsquo;ira di Borjes, che &amp;egrave; profondamente contrariato dal comportamento razziatore di questi uomini e dal non essere mai riuscito ad accordarsi con Crocco sulle strategie e sul senso ideale della rivolta. Tant&amp;rsquo;&amp;egrave; che Borjes se ne andr&amp;agrave; contrariato verso lo Stato del Vaticano, abbandonando il capobrigante e l&amp;rsquo;impresa.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i Movimenti, animati dal vitale &amp;laquo;Fuoco del Sud&amp;raquo;, il gioco perverso del Nord sta nel creare una &amp;laquo;rassegnazione indotta&amp;raquo; nella gente conquistata, o come dice Pino Aprile una &amp;laquo;educazione alla minorit&amp;agrave;&amp;raquo; e un innamorarsi del proprio persecutore, come spiega la sindrome di Stoccolma. Dalla conquista, racconta Patruno, si verific&amp;ograve; una via crucis suggestiva e feroce che ha le sue stazioni nella tassazione, nell&amp;rsquo;adozione di tariffe doganali che favorirono l&amp;rsquo;industria del Nord, nella costrizione del sud all&amp;rsquo;agricoltura, nell&amp;rsquo;assenza di protezione del mercato agricolo sul piano dell&amp;rsquo;economia mondiale; nell&amp;rsquo;emigrazione, nella nascita della Cassa per il Mezzogiorno e cos&amp;igrave; via.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma a conclusione delle analisi l&amp;rsquo;interrogativo &amp;egrave;: &amp;laquo;Che fare?&amp;raquo;. Intanto, dicono &amp;laquo;Progetto Sud&amp;raquo; e &amp;laquo;Partito per il Sud&amp;raquo;, basta parlare di questione meridionale e sarebbe il caso di parlare di un &amp;laquo;progetto Sud&amp;raquo; che preveda maggiori investimenti nel Mezzogiorno. Riappropriarsi del sistema agroalimentare e della grande distribuzione, costituire una banca del Sud e formare le classi dirigenti. Per &amp;laquo;Insorgenza Civile&amp;raquo;, il Sud deve vincere la battaglia identitaria col recupero della propria storia e della propria cultura. Per il &amp;laquo;Brigantino&amp;raquo; &amp;egrave; necessario battere il berlusconismo e l&amp;rsquo;accattonaggio, ma non puntare sulla costruzione di uno Stato a s&amp;eacute;, che converrebbe solo al Nord.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I Movimenti meridionali conclude Patruno sono usciti dal folclore iniziale e oggi sono determinati fino all&amp;rsquo;entusiasmo, non fanno pesare le appartenenze politiche a destra e a sinistra e mentre si sentono &amp;laquo;nuovi briganti&amp;raquo; utili al Sud si fanno interpreti di un movimento di coscienze che ha visto fiorire libri film fiction e riletture storiche. Indicatori di una nuova mentalit&amp;agrave; e di un orgoglio meridionale come non si era mai visto prima d&amp;rsquo;ora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/movimenti_meridionali_in_«fuoco_del_sud».html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-04-13</pubDate>
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<title>Il Fuoco del SUD ci salverà</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Il Quotidiano &amp;ndash; domenica 3 aprile -&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Italia disunita. In un libro di Lino Patruno l&amp;rsquo;impietosa analisi di un paese dilaniato da forti spinte centrifughe&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IL FUOCO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DEL SUD&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CI SALVERA&amp;rsquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Romano Pitaro&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;180&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2011/Romano_Pitaro.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scriveva Giustino Fortunato: &amp;ldquo;Amico mio, adoperiamoci finch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Italia vivi e perduri, perch&amp;eacute; soltanto due o tre secoli di unit&amp;agrave; possono, forse, redimere il Mezzogiorno&amp;rdquo;.&amp;nbsp; In effetti 150 anni non sono bastati. Per il Sud, anzi, scarnificato dall&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;, sedotto e abbandonato,&amp;nbsp; &amp;egrave; stato un continuum di fallimenti.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al Nord&amp;nbsp; un&amp;rsquo;area ricca e competitiva come la Baviera, al Sud&amp;nbsp; l&amp;rsquo;area pi&amp;ugrave; depressa d&amp;rsquo;Europa che espelle giovani: a Milano nel 2009 sono giunti 15mila giovani siciliani e calabresi.&amp;nbsp; Impietosa la Svimez: in undici anni, dal 1998 al 2008, 700mila persone sono emigrate dal Sud al Centro-Nord. Due Italie mai cos&amp;igrave; lontane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi immergo&amp;nbsp;&amp;nbsp; nel &amp;ldquo;Fuoco del Sud&amp;rdquo;, lo&amp;nbsp; sferzante&amp;nbsp; libro di Lino Patruno (Rubbettino editore)&amp;nbsp;&amp;nbsp; prendendo in prestito&amp;nbsp; la&amp;nbsp; cautela suggerita da un meridionalista unitarista come Fortunato.&amp;nbsp; E s&amp;igrave;, perch&amp;eacute;&amp;nbsp; qualora&amp;nbsp; sulle&amp;nbsp; valutazioni razionali che inducono&amp;nbsp; ad&amp;nbsp; apprezzare -&amp;nbsp; nonostante tutto -&amp;nbsp;&amp;nbsp; il valore dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;, consapevoli che la storia non si fa con i se e che il Sud ha anche tanto da farsi perdonare (dal&amp;nbsp; referendum istituzionale del &amp;rsquo;46 quanto vot&amp;ograve; per&amp;nbsp; la monarchia, alla scelta di classi dirigenti miopi o &amp;lsquo;ascare&amp;rsquo;)&amp;nbsp; prevalessero le ragioni del cuore e ci&amp;nbsp; lasciassimo&amp;nbsp; avvincere&amp;nbsp;&amp;nbsp; dalla travolgente&amp;nbsp;&amp;nbsp; prosa di Patruno, saggista ed editorialista della Gazzetta del Mezzogiorno dopo averla diretta per tredici anni, rischieremmo di canticchiare a nostra insaputa qualche strofa di quella scoppiettante canzone di Eugenio Bennato: &amp;ldquo;Ommo se nasce, brigante se more/ma fino all&amp;rsquo;ultimo avimma spara&amp;rsquo;/ e se murimmo menate nu fiore/ e na bestemmia pe sta libert&amp;agrave;&amp;rdquo;.&amp;nbsp; Ed &amp;egrave; fatta!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Lega dei&amp;nbsp; &amp;ldquo;duri e puri&amp;rdquo;, pur sedendo negli scranni di Roma ladrona ormai&amp;nbsp; da un ventennio, non aspetta altro.&amp;nbsp; Che, insomma, anche&amp;nbsp; dal Sud&amp;nbsp; finalmente&amp;nbsp; tracimino&amp;nbsp; i veleni&amp;nbsp; mai evaporati contro l&amp;rsquo;annessione piemontese che&amp;nbsp; lo&amp;nbsp; mise a ferro e a fuoco. E&amp;nbsp; inizi,&amp;nbsp; anche il Sud,&amp;nbsp;&amp;nbsp; simmetricamente e con uguale intensit&amp;agrave; di cannoneggiamento, a professare la&amp;nbsp; secessione,&amp;nbsp; in vista di un addio all&amp;rsquo;Italia perennemente molesta nei suoi riguardi.&amp;nbsp; E quindi a&amp;nbsp;&amp;nbsp; sfilare la tela dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; che il grande preludio della rivoluzione giacobina del 1799, che iss&amp;ograve; la Repubblica napoletana poi capitolata nel sangue, ed i successivi moti insurrezionali, consegnarono all&amp;rsquo;Occidente&amp;nbsp;&amp;nbsp; dopo lo sbarco a Marsala. Ammonisce il ministro Brunetta: &amp;ldquo;Chi crede che&amp;nbsp; liberarsi di un pezzo d&amp;rsquo;Italia sia utile a prendere velocit&amp;agrave; illude se stesso, o non sa far di conto&amp;rdquo;. Bene, ma ai poteri forti che muovono la Lega (industria, finanza, banche, giornali, associazioni di categoria, sindacati, partiti e universit&amp;agrave;) in questa congiuntura critica, finita la Grande Abbuffata, fa comodo enfatizzare un Sud perduto, tutto &amp;ldquo;monnezza, spreco e criminalit&amp;agrave;&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo lavoro di Patruno ( l&amp;rsquo;ultimo &amp;egrave; &amp;ldquo;Alla riscossa terroni&amp;rdquo;) che giunge&amp;nbsp; non casualmente dopo l&amp;rsquo;euforia del 17 marzo, in effetti&amp;nbsp; ha l&amp;rsquo;aria di essere, piuttosto che l&amp;rsquo;ennesimo pamphlet sui torti subiti dal Sud con corredo di citazioni&amp;nbsp; e sussidi bibliografici, l&amp;rsquo;agile&amp;nbsp; &amp;ldquo;libretto rosso&amp;rdquo; messo a disposizione&amp;nbsp; della galassia di sigle, in verit&amp;agrave;&amp;nbsp; solo in parte inneggianti al&amp;nbsp; trono&amp;nbsp; e all&amp;rsquo;altare.&amp;nbsp; Associazioni, intellettuali&amp;nbsp; e&amp;nbsp; fondazioni,&amp;nbsp; case editrici, periodici e&amp;nbsp; siti web&amp;nbsp; appollaiati sul Mezzogiorno stanco e in procinto di lanciare&amp;nbsp; un piano di riscossa che dovrebbe inquietare le autorit&amp;agrave; costituite. Bench&amp;eacute; tuttora, e neppure dopo il prezioso ed inedito&amp;nbsp; scavo di Patruno nella&amp;nbsp; miniera &amp;ldquo;neoborbonica&amp;rdquo;, aldil&amp;agrave; delle arcinote recriminazioni&amp;nbsp; segnalate persino da Bolton King e Thomas Okey nel 1904 in un libro intitolato &amp;ldquo;L&amp;rsquo;Italia d&amp;rsquo;oggi&amp;rdquo; prefato da Benedetto Croce (&amp;ldquo;Il Mezzogiorno pu&amp;ograve; provare che dall&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; ha tratto pi&amp;ugrave; profitto il Settentrione sia finanziariamente sia economicamente; che &amp;egrave; gravato al di sopra della proporzione della sua ricchezza; che lo Stato spende lire 50 per ogni abitante nel Piemonte, nella Liguria e nel Lazio, mentre spende meno di lire 15 negli Abbruzzi, nella Basilicata e nelle Calabrie; che la gran massa della moneta pubblica, erogate in ferrovie, porti ed irrigazioni, ha preso la via del Settentrione e del Centro&amp;rdquo;) sia dato capire qual &amp;egrave;, se c&amp;rsquo;&amp;egrave;,&amp;nbsp; il disegno.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va bene l&amp;rsquo;indignazione, ma dopo? Nel denso&amp;nbsp; capitolo &amp;ldquo;Alla caccia del che fare&amp;rdquo; i suggerimenti traboccano. Di tutto e di pi&amp;ugrave;. Si va da chi asserisce che&amp;nbsp; &amp;ldquo;il Nord ha&amp;nbsp; esaurito la sua spinta propulsiva e costruire sul costruito gli causa solo forti inefficienze economiche che si scaricano sul resto del Paese sotto forma di aumento incontrollato di spesa pubblica&amp;rdquo; a chi ritiene che&amp;nbsp; &amp;ldquo;Investire nel Sud &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica possibilit&amp;agrave; di salvare il sistema dal fallimento generale&amp;rdquo;; c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi &amp;egrave; dell&amp;rsquo;avviso che &amp;ldquo;Il Sud deve arrabbiarsi di pi&amp;ugrave;&amp;rdquo; e chi auspica che&amp;nbsp; &amp;ldquo;Il Sud esca&amp;nbsp; dalla gabbia liberale&amp;rdquo;; c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi &amp;egrave; convinto che&amp;nbsp; &amp;ldquo;il blocco sociale su cui puntare &amp;egrave; la nostra grande emigrazione&amp;rdquo; e chi asserisce che&amp;nbsp; &amp;ldquo;bisogna cancellare la questione meridionale con una riforma costituzionale&amp;rdquo;; altri credono che&amp;nbsp; &amp;ldquo;bisogna costituirsi in maxiregione autonoma o in Stato indipendente federato con gli stessi confini del Regno delle Due Sicilie&amp;rdquo; e che&amp;nbsp; &amp;ldquo;Serve una rivoluzione dal basso, una nuova classe dirigente capace di traghettare il Sud dall&amp;rsquo;era nell&amp;rsquo;era post industriale&amp;rdquo;; c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi lo vuole &amp;ldquo;identitario&amp;rdquo; il Meridionalismo e chi rilancia le&amp;nbsp; teoria economiche di Nicola Zitara per il Sud &amp;ldquo;Stato indipendente&amp;rdquo;: servono banche, impegno contro la mafia e libert&amp;agrave; di amministrare le proprie risorse. Resta, per&amp;ograve;, il fatto&amp;nbsp; che le diverse sigle non riescono mai a parlare con una voce sola. Stanno nelle retrovie. Impotenti. Non incidono in alcun modo nelle decisioni politiche.&amp;nbsp; I tentativi di aggregarsi, tanti negli ultimi vent&amp;rsquo;anni,&amp;nbsp; sono andati a vuoto. Senza dire del&amp;nbsp; ghigno che offrono a chi fonda partiti per il Sud dall&amp;rsquo;alto (Lombardo, Poli Bortone), perch&amp;eacute; coriaceo &amp;egrave;&amp;nbsp; il sospetto sia per la forma partito che per &amp;ldquo;le sirene partitocratiche&amp;rdquo;. Genericit&amp;agrave; e frammentazione, da un lato. Ma dall&amp;rsquo;altro, scrive Patruno, i movimenti sono&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;ldquo;impegnati a lavorare sul futuro, battendosi per liberare il Sud dalla sudditanza subita&amp;rdquo; e, confidando sulla &amp;ldquo;Rete&amp;rdquo;,&amp;nbsp; per divulgare, come mai era accaduto, &amp;ldquo;il ritrovato orgoglio meridionale e il rifiuto di un Sud di nuovo allo stremo&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;rsquo; la parte pi&amp;ugrave; intrigante del libro,&amp;nbsp; quella che porta in superficie nomi e volti dei nostri giorni di tutte le regioni meridionali, le cui opinioni&amp;nbsp; spesso&amp;nbsp;&amp;nbsp; liquidate dalla pubblicistica&amp;nbsp; con l&amp;rsquo;aggettivo sprezzante di neoborbonico, sembrano voci nel deserto. Opinioni che&amp;nbsp; non hanno&amp;nbsp;&amp;nbsp; mai smesso di contrastare le&amp;nbsp; &amp;ldquo;logiche colonizzatrici&amp;rdquo;;&amp;nbsp; di chiedere perch&amp;eacute; Napoli, la pi&amp;ugrave; grande metropoli d&amp;rsquo;Italia prima dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;,&amp;nbsp; &amp;ldquo;la terza in Europa dopo Londra e Parigi con oltre 400mila abitanti&amp;rdquo;, sia stata di punto in bianco &amp;ldquo;ridotta a prefettura sabauda&amp;rdquo;; perch&amp;eacute; - lo documenta l&amp;rsquo;economista&amp;nbsp; Vittorio Daniele, docente all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Magna Grecia di Catanzaro &amp;ndash; il divario Nord/Sud inesistente durante il Regno delle Due Sicilie, cresce a dismisura con l&amp;rsquo;avvio della modernizzazione del Paese; perch&amp;eacute; il Sud fu espropriato delle sue banche (Banco di Napoli e di Sicilia) e vennero&amp;nbsp;&amp;nbsp; smantellate la pi&amp;ugrave; grande industria metalmeccanica del momento a Pietrarsa, dove lavoravano 1050 operai (l&amp;rsquo;Ansaldo di Genova occupava 480 operai),&amp;nbsp; e&amp;nbsp; il complesso siderurgico di Mongiana che diede il ferro per la realizzazione del primo ponte sospeso di 76 metri sul Garigliano; perch&amp;eacute; fu&amp;nbsp; introdotta una fiscalit&amp;agrave; feroce che con la tariffa doganale piemontese e&amp;nbsp; la tassa sul macinato svuotarono il Sud e aprirono le porte alla soluzione finale: la grande emigrazione meridionale, che vide scappare dal Sud tra il 1887 ed il 1914 sei milioni di persone.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gettano&amp;nbsp; fasci di luce le opinioni di questi &amp;ldquo;nuovi&amp;nbsp; briganti&amp;rdquo;&amp;nbsp; su tante bugie risorgimentali&amp;nbsp; sparse&amp;nbsp; a pieni mani nel dibattito pubblico. Commenta Patruno: &amp;ldquo;Al Sud servirebbero di nuovo i briganti, agguerrite bande a mano armata di megafono e non di moschetto, dell&amp;rsquo;ardimento della parola pi&amp;ugrave; che della proditoriet&amp;agrave; del gesto, briganti della comunicazione che stimolino le coscienze, suscitino la ripulsa soprattutto in un&amp;rsquo;Italia unita mai cos&amp;igrave; disunita&amp;rdquo;. Oltre le pubblicazioni e la convegnistica, dinanzi alle sempre pi&amp;ugrave; laceranti emergenze sociali, Patruno intuisce che nella pancia del Sud c&amp;rsquo;&amp;egrave; un sommovimento che non ha udienza nelle Istituzioni e cova rivalse, anche se non minacciano rivoluzioni n&amp;eacute; progettano tumulti. Non ha cittadinanza nei media nazionali torturati&amp;nbsp; dalla cronaca politica ed &amp;egrave; a questa galassia che si rivolge.&amp;nbsp; Spiega: &amp;ldquo;Il &amp;lsquo;Fuoco del Sud&amp;rsquo; sempre ignorato, macina con la inquietudine sotterranea di un vulcano mai spento, un&amp;rsquo;energia soffocata, la rabbia repressa di un torto subito. E proprio la convinzione dell&amp;rsquo;ingiustizia di una storia dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; scritta ancora una volta dalla parte dei vincitori e mai dei vinti &amp;egrave; la scintilla che attraversa un Sud sommerso e ribollente per quanto a lungo silente, frustrato, diviso, scoraggiato&amp;rdquo;.&amp;nbsp; Il libro mira, in apparenza almeno, a inserirsi nel lungo filone del recupero della memoria, ma &amp;egrave; chiaro che &amp;egrave; frutto, anch&amp;rsquo;esso, delle recriminazioni in cui s&amp;rsquo;immerge e su cui getta benzina. Fin&amp;nbsp; dal titolo,&amp;nbsp; infatti,&amp;nbsp; &amp;ldquo;Fuoco del Sud&amp;rdquo;,&amp;nbsp; amplifica&amp;nbsp; le doglianze, violenze patite, gli&amp;nbsp; eccidi, stupri e le rapine di ieri. E con il contributo di economisti ribalta luoghi comuni che oggi vorrebbero il Sud parassita e immobile.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Offre, mentre s&amp;rsquo;imbatte nella rabbia espressa nel web di un&amp;nbsp; movimento che ha radici nel Sud e in quell&amp;rsquo;altro Sud che &amp;egrave; il Nord zeppo di meridionali,&amp;nbsp;&amp;nbsp; parole d&amp;rsquo;ordine e&amp;nbsp; chiavi di lettura&amp;nbsp; a&amp;nbsp;&amp;nbsp; chi l&amp;rsquo;animosit&amp;agrave; verso l&amp;rsquo;annessione non l&amp;rsquo;ha mai deposta.&amp;nbsp; Il&amp;nbsp; libro tende a diventare il vademecum&amp;nbsp; di un movimento che, dal 1861 fino ai nostri giorni, non ha mai smesso di ricordare la pagina vergognosa del primo genocidio e della prima pulizia etnica&amp;nbsp; della nostra storia comune (Nino Bixio&amp;nbsp; sosteneva che &amp;ldquo;al Sud i nemici non basta ucciderli, bisogna straziarli, bruciarli vivi a fuoco lento. E&amp;rsquo; un paese che bisogna distruggere o almeno spopolare,&amp;nbsp; mandarli in Africa a farsi civili&amp;rdquo;)&amp;nbsp; con l&amp;rsquo;uccisione di&amp;nbsp; migliaia e migliaia di contadini definiti&amp;nbsp; briganti,&amp;nbsp; e che oggi denuncia non l&amp;rsquo;acrimonia&amp;nbsp; tra centrodestra e centrosinistra,&amp;nbsp; ma la guerra ininterrotta tra Nord e Sud.&amp;nbsp; Quel Nord che ha fatto del Sud &amp;ldquo;un paradiso abitato da diavoli&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Occorre per&amp;ograve; stare attenti, se si vuol evitare di sfondare l&amp;rsquo;Italia repubblicana&amp;nbsp; figlia di pi&amp;ugrave; vicende, di due guerre mondiali, della resistenza, della Costituzione e del &amp;ldquo;sogno europeo&amp;rdquo; che nel mondo disorientato &amp;egrave; un punto da cui ricominciare.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non dobbiamo&amp;nbsp; dimenticare che 150 anni sono pochi,&amp;nbsp; per permettere ad un Paese di fronteggiare spinte centrifughe di tale asprezza. Specie se all&amp;rsquo;irruenza politicamente&amp;nbsp; potente della Lega si sommasse il &amp;ldquo;Fuoco del Sud&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&amp;nbsp; E&amp;rsquo; vero che anche la&amp;nbsp; Francia (separatismo corso), la&amp;nbsp; Spagna ( l&amp;rsquo;Eta e il separatismo della Catalogna)&amp;nbsp; e l&amp;rsquo;Inghilterra (Ulster) hanno problemi interni, &amp;ldquo;ma - spiega Romano Bracalini nel suo &amp;ldquo;Brandelli d&amp;rsquo;Italia&amp;rdquo; edito anch&amp;rsquo;esso da Rubbettino - i tre Stati possono vantare una storia unitaria quasi millenaria e nessuno minaccia la loro stabilit&amp;agrave;.&amp;nbsp; Mentre l&amp;rsquo;Italia, non avendo risolto i problemi che mettono tuttora a repentaglio la sua unit&amp;agrave; nazionale, &amp;egrave; pi&amp;ugrave; simile alla Cecoslovacchia e al Belgio&amp;rdquo;. E sappiamo cos&amp;rsquo;&amp;egrave; successo da quelle parti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/il_fuoco_del_sud_ci_salvera.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-04-03</pubDate>
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<title>Lettera aperta ad Oscar Giannino</title>
<description><![CDATA[&lt;div style=&quot;text-align: center&quot;&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font size=&quot;4&quot;&gt;Lettera aperta ad Oscar Giannino&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;big /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img style=&quot;border-bottom: 1px solid; border-left: 1px solid; width: 192px; float: left; height: 250px; border-top: 1px solid; border-right: 1px solid&quot; hspace=&quot;1&quot; alt=&quot;&quot; vspace=&quot;1&quot; src=&quot;http://giovaniperilsud.altervista.org/Immagini/Pasquale_Farina.jpg&quot; /&gt;Gentile dott. Giannino,&lt;br /&gt;
ho seguito con grande interesse la puntata de &amp;ldquo;le nove in punto&amp;rdquo; di qualche settimana fa, in cui trattavate il tema dei festeggiamenti per i 150 anni dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia, con il ministro Meloni e l&amp;rsquo;on. Salvini.&lt;br /&gt;
Mi sarebbe piaciuto intervenire al tempo ma non sapevo come fare. So che oggi, data X, farete una puntata a tema, e pertanto mi permetto di inviare un mio commento. Il mio nome &amp;egrave; Pasquale Farina, vivo a Milano ma sono della provincia di Caserta. Ho apprezzato molto, da meridionale, lo spazio che &amp;egrave; stato offerto, in quella puntata, ad una rilettura della faccenda risorgimentale e soprattutto al riconoscimento, se pur marginale, delle ragioni delle popolazioni del Sud. La posizione del meridione d&amp;rsquo;Italia nei confronti di quel momento storico, a mio avviso, &amp;egrave; sicuramente diversa da quella che si &amp;egrave; continuata a propinare negli anni dalla storiografia ufficiale. &amp;Egrave; inaccettabile che non venga offerto il diritto ad un popolo, se pur vinto, di riconoscersi nella dignit&amp;agrave; del proprio passato e dei propri eroi. Son pur sempre eroi i soldati meridionali che hanno dato la vita sino all&amp;rsquo;ultimo giorno per difendere il proprio paese; son pur sempre morti le migliaia di persone massacrate nel meridione tra il 1860 e il 1867; i paesi interi rasi al suolo come Casalduni e Pontelandolfo sono un pezzo doloroso della nostra storia; le deportazioni nelle carceri di Fenestrelle e le esecuzioni sommarie fatte dai soldati Piemontesi sono una vergogna che non puoi cancellare solamente facendo finta di niente. Un paese incollato con il sangue non lo puoi tenere insieme con la retorica. L&amp;rsquo;unica soluzione &amp;egrave; un gesto di onest&amp;agrave; e, dopo 150 anni, ridonare alle genti del Sud la verit&amp;agrave;. Solo in questo modo si potr&amp;agrave; avere un popolo unito, se &amp;egrave; questo che si vuole, dove tutti hanno pari dignit&amp;agrave; e sono sullo stesso piano. Altrimenti avremo sempre un stato unico con popoli diversi. In ogni caso non mi dilungo sull&amp;rsquo;aspetto storico e politico della vicenda, dico solo che ho apprezzato anche le parole di Salvini in merito. &amp;Egrave; paradossale che sempre pi&amp;ugrave; spesso io debba sentire proprio gli esponenti della Lega prendere le posizioni dei popoli meridionali, e viceversa non cogliere alcun cenno in tal senso da parte dei politici del Sud. Questo la dice lunga, aim&amp;egrave;!&lt;br /&gt;
&lt;img style=&quot;border-bottom: 1px solid; border-left: 1px solid; width: 240px; float: right; height: 231px; border-top: 1px solid; border-right: 1px solid&quot; hspace=&quot;1&quot; alt=&quot;&quot; vspace=&quot;1&quot; src=&quot;http://giovaniperilsud.altervista.org/Immagini/Oscar_Giannino.jpg&quot; /&gt;La cosa su cui invece non mi trova d&amp;rsquo;accordo con quanto detto nella scors trasmissione, &amp;egrave; la faccenda economica. Ovviamente la mia stima nei suoi confronti ed il riconoscimento della sua preparazione in tema di economia non vengono meno, ma mi permetta di dissentire con la sua analisi sulla situazione economica pre-unitaria. La tesi che si &amp;egrave; voluta sempre far passare &amp;egrave; quella che vedeva un Sud arretrato e povero da prima dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; e che, nonostante l&amp;rsquo;unit&amp;agrave;, il gap non si &amp;egrave; colmato. Mi dispiace far notare che il gap invece si &amp;egrave; creato proprio dopo l&amp;rsquo;unit&amp;agrave;. Al momento dell&amp;rsquo;annessione circa il 40% del PIL dell&amp;rsquo;intera penisola Italiana veniva prodotto al Sud, nel quale abitava circa il 40% della popolazione italiana. Dunque il reddito procapite al Sud era pi&amp;ugrave; o meno lo stesso degli altri stati pre-unitari. Questo lo hanno dimostrato molto approfonditamente anche Vittorio Daniele e Paolo Malanima ne &amp;ldquo;il prodotto delle regioni ed il divario nord e sud (1861 &amp;ndash; 2004). Lo stesso Ricolfi nel suo libro (gi&amp;agrave; che &amp;egrave; stato citato da Salvini), in un paio di punti ammette che &amp;ldquo;forse&amp;rdquo; il divario tra Nord e Sud prima non c&amp;rsquo;era. Ed &amp;egrave; tutto dire, non trova?&lt;br /&gt;
Le vorrei ricordare che, se anche in maniera timida nei confronti di Inghilterra e Francia, i primi passi concreti verso una industrializzazione (intesa come grandi industrie) in Italia si facevano proprio nelle Due Sicilie. Io sono di Piedimonte Matese e nel mio paese esisteva una azienda tessile (Cotonificio degli Egg) che contava 2028 dipendenti quando la pi&amp;ugrave; grande al Nord (nel comasco, se non erro) ne contava 414. Nel 1849 il Piemonte, che inizi&amp;ograve; a costruire le prime strade ferrate, compr&amp;ograve; 7 locomotive dalla fabbrica di Pietrarsa perch&amp;eacute; loro al tempo non ne costruivano. Dai cantieri di Castellammare uscivano navi tra le pi&amp;ugrave; potenti e moderne dell&amp;rsquo;epoca e la prima nave a vapore messa in mare fu proprio duo-siciliana. Sono tanti gli esempi che si possono fare. I primati nel campo scientifico, economico e culturale delle Due Sicilie sono noti (anche se ben nascosti) e non sono poca cosa. Certo, ripeto, l&amp;rsquo;Italia tutta era ancora debole rispetto alle potenze industriali dell&amp;rsquo;epoca ma, non certamente il Sud era il pi&amp;ugrave; estraneo a tale rivoluzione.&lt;br /&gt;
Se non si &amp;egrave; d&amp;rsquo;accordo su questo non si &amp;egrave; d&amp;rsquo;accordo su nulla. Al di l&amp;agrave; della faccenda politica del risorgimento, quello che mi importa &amp;egrave; che si recuperi proprio la verit&amp;agrave; sulla situazione economica. &amp;Egrave; da l&amp;igrave; che si comprendono tante cose e nascono le migliori domande. Soprattutto si capiscono tante situazioni presenti. Non si dice mai che il ducato, moneta del Regno delle Due Sicilie, valeva 4,25 Lire, e questa non &amp;egrave; una opinione. Ora, non bisogna essere un esperto di economia per capire che se la moneta di un paese vale 4 volte quella di un altro paese una ragione ci sar&amp;agrave;. Non si pu&amp;ograve; pensare che un paese sottosviluppato abbia una della monete pi&amp;ugrave; forti a livello internazionale, al di l&amp;agrave; di tutti i meccanismi tecnici. Lo capirebbe chiunque, dunque si preferisce non dire. Si preferisce non dire che la ricchezza presente nel Banco di Napoli al momento della conquista era maggiore del totale di quella di tutti gli altri stati pre-unitari messi insieme (considerando anche Venezia e Roma che non erano ancora dentro). Si preferisce non dire che il primo parlamento &amp;ldquo;italiano&amp;rdquo; (chiamiamolo cos&amp;igrave;) che si riun&amp;igrave; nel 1861 fece un censimento sull&amp;rsquo;occupazione negli stati pre-unitari e risult&amp;ograve; che al sud l&amp;rsquo;occupazione nell&amp;rsquo;industria era pi&amp;ugrave; alta che al nord e che al sud quasi non esisteva la disoccupazione. Si &amp;egrave; preferito e si continua a preferire il non dire. Dunque io oggi cosa dovrei festeggiare, il non detto? Da meridionale, me lo dica lei, cosa avrei da festeggiare? I morti, le stragi, gli insulti, le menzogne, le industrie fatte chiudere, l&amp;rsquo;emigrazione, la consegna delle mie terre alle mafie, le economie del sud distrutte, il disprezzo? Cosa dovrei festeggiare?&lt;br /&gt;
Io vivo al nord ed adoro le persone del Nord e mi dispiace di non poter festeggiare oggi con loro abbracciandoli e dicendogli &amp;ldquo;auguri&amp;rdquo; con sentimento e convinzione. Ma non per colpa loro, ma per colpa di tutto questo. La verit&amp;agrave;! Un gesto di verit&amp;agrave;, non solo nel raccontare le cose del passato, almeno ai nostri figli, ma anche nel comportamento dello Stato nei confronti del Sud. Dalla verit&amp;agrave; possiamo ripartire e festeggiare, magari a 200, tutti insieme l&amp;rsquo;Italia unita.&lt;br /&gt;
Grazie mille&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;Pasquale Farina&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-03-20</pubDate>
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<title>Le lagne del Nord. la pazienza del Sud</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;di Romano Pitaro&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;A Schio, provincia di Vicenza,&amp;nbsp; i leghisti bruciano l&amp;rsquo;effigie di Garibaldi.&amp;nbsp;&amp;nbsp; A&amp;nbsp; Novara i dipendenti del comune&amp;nbsp; sono obbligati a prendere un giorni di ferie per il&amp;nbsp; 17 marzo.&amp;nbsp; In Lombardia la Lega ottiene una festa della Padania in chiave&amp;nbsp; antirisorgimentale. Di sicuro, fino a gioved&amp;igrave;, vedremo altro&amp;nbsp;&amp;nbsp; folklore. E&amp;rsquo; vero, a queste esibizioni&amp;nbsp; non bisognerebbe prestare&amp;nbsp; attenzione. Ma questo&amp;nbsp; giochetto, che i poteri forti del Paese lasciano fare, alla lunga potrebbe generare mostri. In ogni caso, la spinta del&amp;nbsp; Nord&amp;nbsp; a disfare ci&amp;ograve; che il Nord ha imposto&amp;nbsp; 150 anni fa, &amp;egrave; paradossale. Dato che&amp;nbsp; se c&amp;rsquo;&amp;egrave;&amp;nbsp; qualcuno che&amp;nbsp; dovrebbe fare un quarantotto, per come sono andate le cose, non&amp;nbsp; &amp;egrave; chi con l&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; s&amp;rsquo;&amp;egrave; arricchito. Se c&amp;rsquo;&amp;egrave; qualcuno a cui l&amp;rsquo;Italia dovrebbe chiedere scusa per come l&amp;rsquo;ha trattato, per esempio&amp;nbsp; definendo briganti gli insorti ed uccidendone&amp;nbsp;&amp;nbsp; un numero superiore ai&amp;nbsp; morti in tutti i moti e le guerre risorgimentali o rubando l&amp;rsquo;acciaio alla Calabria (le Ferriere di Mongiana) non &amp;egrave; il Nord, ma&amp;nbsp; il Sud. Che infatti,&amp;nbsp; dopo un secolo e mezzo, &amp;egrave; l&amp;rsquo;area&amp;nbsp; pi&amp;ugrave; economicamente arretrata d&amp;rsquo;Europa. Ed&amp;nbsp; oggi non ha nulla da offrire ai suoi figli. Se non il beffardo&amp;nbsp; suggerimento che De Gasperi diede ai meridionali negli anni Cinquanta: &amp;ldquo;Imparate una lingua ed emigrate&amp;rdquo;.&amp;nbsp; Chi&amp;nbsp; ha guadagnato di pi&amp;ugrave; con l&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; &amp;egrave; il Nord. Che adesso, dopo aver spremuto per bene met&amp;agrave; del Paese, vorrebbe, col federalismo hard,&amp;nbsp; tenersi il bottino e, profittando di una congiuntura politica&amp;nbsp;&amp;nbsp; in cui&amp;nbsp; la Lega d&amp;agrave; le carte,&amp;nbsp; liberarsi della zavorra Sud. Tutto ci&amp;ograve; va denunciato. E soprattutto interdetto. Non, per&amp;ograve;, ripulendo&amp;nbsp; il profilo cupo dei&amp;nbsp;&amp;nbsp; Borboni,&amp;nbsp;&amp;nbsp; di cui per fortuna il Sud s&amp;rsquo;&amp;egrave; affrancato&amp;nbsp; grazie all&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; che ha pure contribuito&amp;nbsp; a realizzare. Piuttosto mettendo il Sud nelle&amp;nbsp; condizioni&amp;nbsp; di camminare con le proprie gambe.&amp;nbsp; E&amp;nbsp; costringendo lo Stato a smetterla con le discriminazioni e&amp;nbsp; ad&amp;nbsp; occuparsi del Paese nella sua complessit&amp;agrave;,&amp;nbsp; incentivando, attraverso puntuali&amp;nbsp; politiche economiche,&amp;nbsp; lo sviluppo del Sud. Com&amp;rsquo;&amp;egrave; accaduto in ogni parte d&amp;rsquo;Europa. Dove, negli ultimi vent&amp;rsquo;anni, mentre l&amp;rsquo;Italia del Sud &amp;egrave; affondata, &amp;ldquo;le regioni meno sviluppate hanno recuperato il proprio ritardo nei confronti delle aree pi&amp;ugrave; sviluppate&amp;rdquo;. Mai&amp;nbsp; la&amp;nbsp; disunit&amp;agrave;&amp;nbsp; del Paese &amp;egrave; giunta al punto di oggi. E non per colpa di chi&amp;nbsp; avrebbe delle ottime&amp;nbsp; ragioni per imbufalirsi. Guardate la Sa/Rc. Quell&amp;rsquo;incompiuta non &amp;egrave; soltanto &amp;ldquo;il corpo del&amp;nbsp; reato pi&amp;ugrave; lungo&amp;nbsp; d&amp;rsquo;Italia&amp;rdquo;, &amp;egrave;&amp;nbsp; il simbolo di uno Stato che se ne infischia del&amp;nbsp; Sud. Proprio il Sud, se avesse un&amp;rsquo;occasione, avrebbe il diritto di mandare al diavolo il Nord. E andarsene per la sua strada. Per ironia della sorte, invece,&amp;nbsp; non il Sud sbeffeggia il tricolore, ma chi ne ha&amp;nbsp; avuto tutti i vantaggi. Se&amp;nbsp; il Sud dovesse dar retta ai suoi spiriti animali, come fanno le aree ricche, altro che fanfare il 17 marzo. Il Sud, in un ipotetico processo penale&amp;nbsp; all&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;, siederebbe&amp;nbsp;&amp;nbsp; nel banco dell&amp;rsquo;accusa. Con l&amp;rsquo;indice puntato, direbbe:&amp;nbsp; signori miei, 150 anni fa ci avete preso con la violenza; saccheggiando le nostre citt&amp;agrave; e distruggendole (Pontelandolfo); violentando le nostre donne; passando per le armi qualsiasi resistenza all&amp;rsquo;&amp;rsquo;annessione&amp;nbsp; che, per noi,&amp;nbsp; &amp;egrave; stata&amp;nbsp; fin da subito una catastrofe&amp;nbsp; sociale.&amp;nbsp; Adesso, va bene la festa, ma prima&amp;nbsp;&amp;nbsp; restituite&amp;nbsp; ci&amp;ograve; che ci avete tolto.&amp;nbsp; La verit&amp;agrave; &amp;egrave; che l&amp;rsquo;Italia dopo il&amp;nbsp;&amp;nbsp; 1861&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;egrave; l&amp;rsquo;Italia che ha&amp;nbsp; il Nord ricco e il Sud&amp;nbsp;&amp;nbsp; obbligato a professare sudditanza. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;altra lettura della storia nazionale. Anche includendo l&amp;rsquo;irresponsabilit&amp;agrave; delle classi dirigenti meridionali.&amp;nbsp; Contrariamente alle stupidaggini sparse dalla Lega,&amp;nbsp; non &amp;egrave; il Nord che soffre per il&amp;nbsp; Sud che arranca, ma&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;egrave; il Sud che continua a&amp;nbsp; pagare gravosi&amp;nbsp; tributi all&amp;rsquo;Italia.&amp;nbsp; Sono 150 anni che il Mezzogiorno ingrassa il Nord. E&amp;nbsp; pur insorgendo, nei momenti di pi&amp;ugrave; acuta crisi sociale, non mette mai&amp;nbsp; in discussione l&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;. N&amp;eacute;, per&amp;ograve;, trova&amp;nbsp; la forza d&amp;rsquo;imporre governi&amp;nbsp; geograficamente equi. Non s&amp;rsquo;&amp;egrave; mai visto un Paese unito, commenta&amp;nbsp; Lino Patruno (pronto a dare alle stampe con Rubbettino il suo nuovo lavoro Fuoco del Sud)&amp;nbsp; sulla &amp;ldquo;Gazzetta del Mezzogiorno&amp;rdquo;,&amp;nbsp; in cui una met&amp;agrave; dei suoi abitanti ha met&amp;agrave; in tutto rispetto all&amp;rsquo;altra met&amp;agrave;: met&amp;agrave; reddito, met&amp;agrave; strade, met&amp;agrave; treni, met&amp;agrave; lavoro (e il doppio dei disoccupati). Questa &amp;egrave; l&amp;rsquo;Italia prossima ai&amp;nbsp; 150 anni. Altro che &amp;ldquo;questione settentrionale&amp;rdquo;. Lo&amp;nbsp; scalcagnato Mezzogiorno&amp;nbsp; non ha motivi di esultare. E&amp;rsquo; un&amp;rsquo;area -&amp;nbsp; ed&amp;nbsp; &amp;egrave; la questione di cui un Paese serio dovrebbe occuparsi con urgenza - in cui chi nasce &amp;egrave; gi&amp;agrave; in partenza.&amp;nbsp; Perch&amp;eacute; non ha scuole dignitose.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non ha occasioni di lavoro. Non ha industria, banche, finanza. Non ha&amp;nbsp; categorie professionali, giornali, televisioni, centri culturali. Si gioca tutta al Nord la partita delle prospettive per l&amp;rsquo;Italia. E da&amp;nbsp; questa partita il Sud &amp;egrave; stato espulso.&amp;nbsp; E&amp;rsquo; iniziata subito dopo l&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;, la dimenticanza del Sud nelle strategie del Paese. Ed oggi continua con&amp;nbsp;&amp;nbsp; un federalismo che, dopo aver visto la gente del Sud&amp;nbsp; contribuire alla formazione della ricchezza del Nord,&amp;nbsp; vorrebbe che il&amp;nbsp; malloppo accumulato dal Nord restasse tutto l&amp;igrave;.&amp;nbsp; Dimenticando che quel malloppo &amp;egrave; frutto anche del lavoro e&amp;nbsp; del sudore del Sud.&amp;nbsp; E&amp;rsquo; stato&amp;nbsp; il&amp;nbsp; &amp;ldquo;Sole 24 Ore&amp;rdquo; a rilevare che con il tipo di federalismo alle viste, l&amp;rsquo;aumento delle addizionali locali sull&amp;rsquo;Irpef pu&amp;ograve; arrivare fino al 300 per cento. Sommate, le nuove&amp;nbsp; vessazioni, alle minori risorse destinate alle Regioni, l&amp;rsquo;esito sar&amp;agrave; quello di stroncare la poca vitalit&amp;agrave;&amp;nbsp; che nondimeno al Sud &amp;egrave; residuata.&amp;nbsp; Addio asili, addio treni per i pendolari, mense nelle scuole, assistenza agli anziani ed alle&amp;nbsp; famiglie disagiate. Il&amp;nbsp; federalismo fiscale sta definitivamente&amp;nbsp; cacciando il Sud ai margini dell&amp;rsquo;Europa.&amp;nbsp; Il disegno &amp;egrave; netto:&amp;nbsp; il Sud, finch&amp;eacute; abbiamo potuto, l&amp;rsquo;abbiamo prosciugato d&amp;rsquo;ogni risorsa, ora che &amp;egrave;&amp;nbsp; allo stremo va sganciato&amp;nbsp; dalla locomotiva padana.&amp;nbsp; Se il&amp;nbsp; Sud rappresenta &amp;ldquo;il principale difetto della nostra economia nazionale e il pil pro capite delle regioni del Nord&amp;nbsp; &amp;egrave; tra i pi&amp;ugrave; alti del mondo&amp;rdquo;, bisogna guardare alle politiche nazionali. A causa delle quali le&amp;nbsp;&amp;nbsp; imprese del Sud sono un sistema fragile, l&amp;rsquo;influenza sull&amp;rsquo;economia del pubblico &amp;egrave; il triplo di quanto avviene al Nord, l&amp;rsquo; assenza di appeal&amp;nbsp; del Sud per gli investimenti esteri &amp;egrave; una grave criticit&amp;agrave;, l&amp;rsquo;abbandono scolastico ha cifre da capogiro&amp;nbsp; mentre&amp;nbsp;&amp;nbsp; la corruzione e la mafia danno l&amp;rsquo;idea di una societ&amp;agrave; lacerata.&amp;nbsp; Ma se tutto questo &amp;egrave; vero, a che serve un&amp;nbsp; federalismo che acuisce le&amp;nbsp; emergenze?&amp;nbsp; Le istituzioni nazionali fanno bene a preoccuparsi delle rivoluzioni degli altri. Ma dovrebbero anche preoccuparsi della polveriera sociale che il Sud sta diventando. Perch&amp;eacute; se scoppia,&amp;nbsp; il Sud&amp;nbsp; non curer&amp;agrave; di organizzare&amp;nbsp;&amp;nbsp; la sua separazione. E&amp;rsquo; il caso di ricordare che, se si dovesse giungere a tanto, e i colpi della&amp;nbsp; storia (come insegna il Maghreb dove proprio il malcontento dei giovani ha scatenato il finimondo)&amp;nbsp; spesso&amp;nbsp; sono imprevedibili, non saranno i tratti razionali a prevalere. Troppa&amp;nbsp; pazienza si esige ancora&amp;nbsp; dal Sud.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Perci&amp;ograve; sarebbe&amp;nbsp; meglio non scherzare col fuoco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/le_lagne_del_nord_la_pazienza_del_sud.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-03-15</pubDate>
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<title>Milleproroghe e i film della Lega</title>
<description><![CDATA[&lt;div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center; margin: 12pt 0cm 6pt&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt&quot;&gt;&lt;strong&gt;I tagli del &amp;quot;Milleproroghe&amp;quot; al FUS con il rincaro dei biglietti&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center; margin: 12pt 0cm 6pt&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;cinematografici e il flop &amp;ldquo;Barbarossa&amp;rdquo; della Lega&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center; margin: 12pt 0cm 6pt&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt&quot;&gt;&lt;img width=&quot;220&quot; height=&quot;290&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2011/Barbarossa.jpg&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 6pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In una Italia distratta da particolari vicende personali e con risvolti poco raccomandabili che vedono ormai consumati protagonisti i nostri vertici istituzionali, in Parlamento si &amp;egrave; posto il voto di fiducia sul decreto cosiddetto &amp;quot;Milleproroghe&amp;quot;, con una congerie di multiformi provvedimenti in cui vogliamo addentrarci per segnalare alcune sequenze davvero emblematiche del Ventennio leghista (non sono vent'anni come evidente ma i danni che alla fine ne subiremo come italiani e soprattutto come cittadini del Sud valgono sicuramente altrettanto...).&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 6pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt&quot;&gt;&amp;nbsp;Approfondendo i dati concreti, osserviamo come nel decreto &lt;em&gt;omnibus&lt;/em&gt; sono indicati i finanziamenti previsti per il Fondo Unico per lo Spettacolo, ebbene, dei 150 milioni di euro solennemente promessi dal Ministro Sandro Bondi ne sono assegnati solo 15: non solo, ma le uniche Fondazioni che ricevono finanziamenti (3 milioni l'una) sono, guarda che combinazione, la Scala di Milano e l'Arena di Verona...Traspare nettamente il risultato di una decisione imposta dalla Lega Nord e che fa rimanere all'asciutto tutte le altre Fondazioni lirico-sinfoniche italiane, vedi il Petruzzelli di Bari, il San Carlo di Napoli, il Massimo di Palermo...ma i parlamentari di queste regioni, ci chiediamo, a quale titolo sono a Roma? Non conoscono la vergogna di rimanere inerti di fronte all'insistente spadroneggiare della Lega ai danni del Mezzogiorno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 6pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt&quot;&gt;Andiamo avanti, per&amp;ograve;, nell'esame del decreto &amp;quot;Milleproroghe&amp;quot;, in quanto le sorprese non sono certamente finite.&amp;nbsp; Fra le novit&amp;agrave; del provvedimento, infatti, vi &amp;egrave; la previsione di una tassa di un euro che incide sull'industria del cinema: dal prossimo 1 luglio il biglietto d'ingresso nelle sale coster&amp;agrave; un euro in pi&amp;ugrave;, con eslcusione dei soli cinema parrocchiali (chiss&amp;agrave; se questi sotterfugi saranno sufficienti per Qualcuno a recuperare la credibilit&amp;agrave; agli occhi della chiesa cattolica...). La tassa introdotta dovrebbe servire a coprire le agevolazioni fiscali per il settore, ma le reazioni immediate di chi non &amp;egrave; d'accordo con la misura finanziaria parlano di una tassa-vergogna contro il cinema italiano...e costoro potrebbero non avere tutti i torti, se guardiamo alla vicenda del film &amp;quot;Barbarossa&amp;quot; risalente a poco pi&amp;ugrave; di un anno fa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 6pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt&quot;&gt;Proseguiamo con ordine, a questo punto, perch&amp;eacute; i fatti meritano attenzione proprio alla luce dell'aggravio imposto sui prezzi dei biglietti cinematografici per recuperare risorse finanziarie.&amp;nbsp; Il film &amp;quot;Barbarossa&amp;quot;, uscito sugli schermi nell'ottobre 2009, si &amp;egrave; trovato al centro di una ambiziosa operazione politica orchestrata da Bossi e dai suoi fidi, in quanto rappresenta una pellicola fortemente voluta dalla Lega Nord all&amp;rsquo;ossessiva ricerca di un passato da mitizzare. Un &amp;laquo;kolossal&amp;raquo; prodotto al 40% dalla RAI (RAI Fiction e RAI Cinema) e al 10% dal Ministero dei Beni Culturali e di cui non si conoscono con esattezza i costi effettivi, considerato che fra dichiarazioni e smentite &amp;egrave; risultato quasi impossibile conoscere l&amp;rsquo;ammontare degli investimenti. Il budget iniziale di circa trenta milioni di euro si sarebbe rivelato esagerato, per cui si &amp;egrave; parlato poi di trenta milioni di dollari, vale a dire venti milioni di euro. Lo stesso regista Renzo Martinelli (un autore pur lodevole per impegno ma abbonato ai flop del botteghino) ha calcolato i costi in dieci milioni di euro per la produzione, pi&amp;ugrave; due per la promozione: anche queste sono cifre comunque notevoli per le medie del nostro cinema, sempre che le si voglia prendere per buone...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 6pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt&quot;&gt;D&amp;rsquo;altra parte, le notizie sui costi effettivi di questa opera prima della cinematografia padana sono necessarie, per capire se il film &amp;egrave; stato un disastro o solo una delusione: a differenza del budget, infatti, rimane certo che l&amp;rsquo;incasso di &amp;ldquo;Barbarossa&amp;rdquo;, durante il suo primo fine settimana di programmazione, si &amp;egrave; aggirato intorno ai 450.000 euro. Facendo un po&amp;rsquo; di conti, dividendo i 450.000 euro per le 284 sale in cui il film &amp;egrave; stato distribuito (un numero davvero notevole per gli standard nazionali) risulta una media di 1584 euro a sala. Computando 7 euro al biglietto si ottengono 226 spettatori per cinema, 64.000 spettatori in totale: pochi davvero per un kolossal storico di cui si &amp;egrave; parlato molto anche per via dei costi rimasti inaccessibili. Se si calcola, poi, che la vita in sala di un lungometraggio &amp;egrave; in media di tre settimane, dopo di che, a meno di un miracolo, il pubblico si avvia su una china discendente, si pu&amp;ograve; apertamente parlare di flop, ovvero di una operazione di bassa politica debole e insensata, orchestrata senza badare a spese da Bossi e dai suoi accoliti (sorvoliamo per carit&amp;agrave; di patria sulla qualit&amp;agrave; della pellicola pur citando uno dei commenti critici che suona cos&amp;igrave;: &amp;laquo;In 24 anni di cinema non avevo mai visto nulla di simile, mai nessun &amp;quot;film&amp;quot; era arrivato cos&amp;igrave; vicino al senso del ridicolo, mai nessun &amp;quot;film&amp;quot; era arrivato cos&amp;igrave; vicino ad infangare il senso stesso di settima arte, fino all&amp;rsquo;arrivo di questo &amp;quot;Barbarossa&amp;quot;, autentico mix propagandistico e parodistico a met&amp;agrave; tra Braveheart, Fantaghir&amp;ograve;, Giovanna d&amp;rsquo;Arco e Robin Hood&amp;raquo;...e con lo stesso personaggio di Alberto da Giussano scelto come simbolo che &amp;egrave; privo di sufficienti riscontri storici).&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In definitiva, quella appena illustrata appare n&amp;eacute; pi&amp;ugrave; e n&amp;eacute; meno che la cronaca di un flop annunciato, ma a spese di tutti contribuenti se consideriamo l&amp;rsquo;oneroso esborso di mamma RAI e del Ministero dei Beni culturali. Per cui adesso &amp;egrave; lecito chiedersi, alla luce degli ultimi tagli di risorse operati: a chi va imputata oggi la drastica mancanza di fondi per il FUS e il rincaro dei prezzi dei bilglietti di ingresso nelle sale contenuto nel decreto &amp;quot;Milleproroghe&amp;quot;? Quanta seriet&amp;agrave; e senso delle istituzioni c'&amp;egrave; nel comportamento della dirigenza leghista che si autoassegna finanziamenti per le Fondazioni della Scala di Milano e dell'Arena di Verona dopo aver dilapidato fondi pubblici nella sconsiderata e propagandistica operazione &amp;quot;Barbarossa&amp;quot;? Chi &amp;egrave; che sta realmente saccheggiando la vituperata &amp;quot;Roma ladrona&amp;quot;?&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Francesco Antonio Schiraldi (Partito per il SUD)&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-03-01</pubDate>
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<title>Missione Compiuta!</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img border=&quot;1&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;170&quot; height=&quot;113&quot; src=&quot;/files/Bandiere allo Stadio.jpg&quot; /&gt;Missione Compiuta! Ebbene si potremmo dire proprio cos&amp;igrave;, perch&amp;eacute; si &amp;egrave; trattata di una vera e proprio missione storico culturale quella svolta Domenica sera dall&amp;rsquo;Associazione Giovani per il Sud, da Insieme per la Rinascita ed il Movimento Vanto di Angelo Forgione durante l&amp;rsquo;incontro di calcio Napoli - Catania. Nonostante qualche sequestro coatto da parte delle forze dell&amp;rsquo;ordine, nei settori Curva B e Distini, giustificato da una improbabile &amp;ldquo;connotazione politica&amp;rdquo;, i partecipanti sono riusciti a mostrare i Vessilli Storici del nostro amato e glorioso Regno.&lt;br /&gt;
Molti spettatori incuriositi si sono avvicinate facendoci i complimenti per l&amp;rsquo;iniziativa, altre hanno chiesto spiegazioni per la nostra rivendicazione storica, poich&amp;eacute; ancora oggi troppe persone non conoscono la Bandiera del Regno delle Due Sicilie, nonostante da diversi anni i tifosi Napoletani, abbiano inserito le effigia Borboniche su molte sciarpe e cappelli.&lt;br /&gt;
Per la cronaca la partita &amp;egrave; terminata 1-0 per il Napoli con rete di Zuniga. Alla fine dell&amp;rsquo;incontro i rappresentanti di &amp;ldquo;Insieme per la Rinascita&amp;rdquo; si sono recati nel settore Ospiti, per donare ai tifosi del Catania alcune t-shirt di Napolimania di Enrico Durazzo, gesto ricambiato da con il regalo di maglie e Sciarpe Etnee.&lt;br /&gt;
Infine il partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, intende ringraziare il giornalista Alessandro Alciato, il quale durante un collegamento da bordo campo a segnalato l&amp;rsquo;evento e ci ha regalato un bellissimo primo piano.&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Mam_5WeSiGo&amp;amp;feature=player_embedded&quot;&gt;www.youtube.com/watch&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-02-22</pubDate>
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<title>Le Lamentele del Nord</title>
<description><![CDATA[&lt;div&gt;di Ettore d'Alessandro&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;img width=&quot;100&quot; height=&quot;130&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/users_images/ettore_d_alessandro.jpg&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Continua la campagna mediatica che vede centri di potere politico, economico e culturale &amp;ndash; localizzati nel Nord Italia &amp;ndash; impegnati nella comunicazione di rapporti informativi sulla discrepanza organizzativa del Settentrione rispetto al Meridione. Si &amp;egrave; lamentato negli anni l&amp;rsquo;esistenza di una parte d&amp;rsquo;Italia &amp;ndash; la Padania -, sempre pi&amp;ugrave; produttiva e contributiva alla crescita del sistema Paese, che ha generato la percentuale maggiore del Prodotto Interno Lordo italiano, avvalendosi delle sole&amp;nbsp;proprie capacit&amp;agrave; organizzative e risorse interne senza un adeguato sostegno economico governativo. La &amp;ldquo;Roma ladrona&amp;rdquo;, invece avrebbe, nei centocinquant&amp;rsquo;anni di Unit&amp;agrave; nazionale, banchettato con le Province meridionali gran parte delle risorse finanziarie dello stato. E&amp;rsquo;,cos&amp;igrave;, apparso sui quotidiani di questi giorni l&amp;rsquo;ennesimo grido di allarme della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese di Mestre, il cui Centro Studi &amp;egrave; tanto impegnato sui progetti di attuazione del federalismo fiscale) che punta il dito sull&amp;rsquo;esistente dualit&amp;agrave; del gettito fiscale italiano, secondo la quale le uniche quattro regioni (Lombardia,Emilia Romagna,Veneto e Piemonte) cedono allo stato -in tasse ed imposte- pi&amp;ugrave; di quanto ottengono in servizi e finanziamenti. Tale rapporto, riferito all&amp;rsquo;anno 2008, ha evidenziato come ogni abitante della Lombardia abbia&amp;nbsp;&amp;ldquo;donato in solido&amp;rdquo; al resto d&amp;rsquo;Italia circa 2.900 euro. A fronte di questa &amp;ldquo;beneficenza&amp;rdquo; forzata dei ricchi padani, che per&amp;ograve; genera &amp;ldquo;protesta tra gli imprenditori e i sindaci del Nord&amp;rdquo;, fa contrasto il quadro negativo di molte regioni del Sud, in particolare la Campania (con disavanzo fiscale negativo:-15 mil.di) e la Sicilia (-18 mil.di). L&amp;rsquo;associazione, comunque, non &amp;egrave; nuova a tali denunce di sfruttamento del settentrione da parte del resto del paese. Nel 2009 lo stesso ufficio studi della Cgia nell&amp;rsquo;analizzare la complessa e difficile situazione di indebitamento del Mezzogiorno, sproporzionata rispetto al PIL realizzato, si sofferm&amp;ograve; sul &amp;ldquo;lavoro nero&amp;rdquo; ivi esistente, quale mezzo di sostegno per far sbarcare il lunario a migliaia di famiglie ed imprese meridionali. Questo messaggio moralistico verso il Sud, evasore delle regole civili di una nazione europea (a cui va ad allinearsi l&amp;rsquo;opportuno esposto del leghista Borghezio circa il fraudolento utilizzo dei 720 mila euro di fondi comunitari per lo sviluppo turistico a favore del concerto di Elton John), &amp;egrave; per&amp;ograve; dimentico delle stra-miliardarie elusioni e frodi fiscali realizzate dai grandi gruppi industriali-bancari con sede nel &amp;ldquo;triangolo industriale&amp;rdquo;. &amp;nbsp;Purtroppo, tale propaganda culturale, gi&amp;agrave; retaggio della classe liberal-capitalista pre e postunitaria (sostenitrice dei grandi &amp;ldquo;mali&amp;rdquo; oscurantisti del regno delle Due Sicilie da estirpare con la nascente nazione), di esaltazione del Nord produttivo e contributivo, nonch&amp;eacute; di biasimo del Sud &amp;ldquo;parassita e malavitoso&amp;rdquo; &amp;egrave; sempre pi&amp;ugrave; incalzante negli anni della riforma federalista. Di recente,simile cultura ha prontamente sostenuto le giuste richieste degli sfortunati alluvionati veneti che a novembre rivendicavano aiuti immediati e sostanziosi al &amp;ldquo;governo del fare&amp;rdquo;, contribuendo all&amp;rsquo;ottenimento di rassicuranti garanzie con la prossima finanziaria. Il leader leghista Bossi,tra l&amp;rsquo;altro, si &amp;egrave; reso immediatamente partecipe delle richieste dei danneggiati della calamit&amp;agrave; garantendo che &amp;ldquo;il governo dar&amp;agrave; gli sghei&amp;rdquo; grazie &amp;ldquo;all&amp;rsquo;amico Tremonti che &amp;egrave; veneto&amp;rdquo;. Ma l&amp;rsquo;attenzione dei mass-media per questi cittadini non &amp;egrave; stata di eguale misura verso gli alluvionati del Cilento, che nel medesimo periodo subivano analoghe perdite ed ingenti danni, ed ancor meno verso i terremotati aquilani, che stanno protestando per la non completa ricostruzione delle loro citt&amp;agrave;. Il Nord sta, quindi, rivendicando la cultura delle lamentele, tanto criticata dalla moderna politica quale prerogativa dell&amp;rsquo;economia assistenziale meridionale, per arrogarsi il diritto di un maggior sostegno dello Stato, in barba ai veritieri sondaggi statistici dell&amp;rsquo;Istat o dell&amp;rsquo;Isveimer circa la preoccupante situazione deficitaria del Mezzogiorno,dove - dati Bankitalia &amp;ndash; vive la met&amp;agrave; delle famiglie italiane (2 milioni e mezzo) &amp;nbsp;senza nessuno che lavora. Questa cultura, che vorrebbe vedere alla &amp;ldquo;gogna&amp;rdquo; gli inetti e maldestri amministratori dei disastri ambientali campani (ove si &amp;egrave; scoperto la complicit&amp;agrave; di imprenditori settentrionali nello scandalo casertano del reciclaggio dei rifiuti tossici), dell&amp;rsquo;emergenza rifiuti nel napoletanto (fonte energetica sottovalutata anche dalle stesse regioni padane non disposte a smaltirli nei propri territori), del degradato patrimonio archeologico (con Pompei che da anni rincorre finanziamenti di fondi per la manutenzione e gestione), &amp;egrave; stata anche &amp;ldquo;testimonial&amp;rdquo; delle recenti velleitarie rivendicazioni di trasferimento dei ministeri capitolini al Nord. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-02-19</pubDate>
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<title>Bandiere delle Due Sicilie allo stadio San Paolo</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;!--StartFragment --&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;img width=&quot;250&quot; height=&quot;180&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/Bandiera Borbonica Stadio.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;Durante la partita di campionato Napoli - Catania del prossimo 20 Febbraio, nei settori Distinti ed Ospiti dello stadio San Paolo, numerosi gruppi meridionalisti raduneranno i propri iscritti muniti delle bandiere dell&amp;rsquo;antico e glorioso Regno delle Due Sicilie, per manifestare contro le celebrazioni del centocinquantenario dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia. Lo riferisce, tramite il suo presidente Stefano Lo Passo, l&amp;rsquo;associazione Insieme per la rinascita che ha lanciato l&amp;rsquo;organizzazione dell&amp;rsquo;iniziativa sul noto social network Facebook, raccogliendo un sorprendente numero di adesioni. Tra i primi mobilitatisi a lanciare l&amp;rsquo;iniziativa si sono gi&amp;agrave; presentati gli esponenti delle associazioni: V.A.N.T.O., Rinascita del Sud, l'Associazione Giovani per il Sud, Neoborbonici, Contro Vento ed il partito &amp;ldquo;per il Sud&amp;rdquo;. Lo scopo &amp;egrave; ristabilire le verit&amp;agrave; storiche su cosa ha subito il Sud durante il cos&amp;igrave; detto &amp;ldquo;Risorgimento&amp;rdquo; e ci&amp;ograve; che ne &amp;egrave; derivato: eccidi, sottosviluppo, guerre mondiali e tanta emigrazione. Diffondere tali rilevanze storiche &amp;egrave; un modo per permettere al Sud di rivendicare un trattamento ben differente da quello riservato dalla Politica Nazionale, dunque un invito ad unire il paese soprattutto da un punto di vista del welfare, dopo 150 anni sarebbe&amp;nbsp;l&amp;rsquo;ora!&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2011-02-05</pubDate>
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<title>Ai confini del Sud</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;356&quot; height=&quot;368&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/Italia_Capovolta.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ai confini del Sud&lt;br /&gt;
Di Giuseppe Romeo&lt;br /&gt;
28 dicembre 2010&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&amp;hellip;) Il figliolo stava cheto, il pastore suo padre gli diceva scuro: &amp;ldquo;Antonello, tu verrai con me in paese. Te la senti di camminare?&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Si padre&amp;rdquo;. &amp;ldquo; Ci sono sei ore di strada&amp;rdquo;. &amp;ldquo;Camminer&amp;ograve;&amp;rdquo;. &amp;ldquo;C&amp;rsquo;&amp;egrave; la luna del resto, e si andr&amp;agrave; bene, freschi&amp;rdquo;. &amp;ldquo; Camminer&amp;ograve;&amp;rdquo;, disse Antonello, &amp;ldquo;sono forte io&amp;rdquo;. (&amp;hellip;)&lt;br /&gt;
C.Alvaro. Gente in Aspromonte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Siamo arrivati al capolinea del 2010. Si chiude un anno&amp;nbsp; che si &amp;egrave; caratterizzato per poca serenit&amp;agrave;, poca chiarezza di idee e molta confusione. Un anno dove l&amp;rsquo;assenza di strategie politiche di medio termine &amp;egrave; stata e sar&amp;agrave; la vulnerabilit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; significativa con cui ci si dovr&amp;agrave; confrontare nel gestire gli eventi che saranno presto alla porta del Nuovo Anno. E non si tratta solo di politica. I primi dieci anni del nuovo secolo non sono stati ci&amp;ograve; che ci aspettavamo. Ovvero anni di riforme, di riorganizzazione del Paese e delle sue comunit&amp;agrave; politico-amministrative. Si sono presentati come dilatazione senza tempo, purtroppo, di una mai desueta forma di politica&amp;nbsp; e di interpretazione dell&amp;rsquo;azione amministrativa come riserva di caccia del politico di turno, del potere fine a se stesso, dell&amp;rsquo;autoreferenzialit&amp;agrave; trasformata in regola. Anche alcune Istituzioni hanno definito in maniera chiara e senza ombra di dubbio una volont&amp;agrave; di sostituirsi alla politica con una condotta solo apparentemente omogenea ed articolata -&amp;nbsp; comprensibile per la confusione politica, ma non giustificabile in termini di unitariet&amp;agrave; dell&amp;rsquo;azione e di equit&amp;agrave; - negli effetti, nei risultati. In questo confronto senza&amp;nbsp; via d&amp;rsquo;uscita sino ad oggi, se i presupposti rimangono personalismi e lotte tra poteri, il Sud pagher&amp;agrave; il suo prezzo ancora una volta. Ancora una volta rimane fotografata l&amp;rsquo;immagine di un Sud che emerge solo come pattumiera a cielo aperto o come territorio per far numeri su una criminalit&amp;agrave; che non si debella mai, che si riproduce da padre in figlio oltre ogni limite di natura. O come centro di costo senza rendita, senza ricchezza da investire per il futuro. Un Sud che ha un capitale umano - potremmo dire sociale prendendo in prestito un termine coniato in questi ultimi mesi - di giovani laureati che restano fuori da ogni possibilit&amp;agrave; di diventare, trasformarsi in protagonisti della loro e nella loro terra. Il mito del posto fisso, sicuro, affascina ancora oggi e rende i nostri ragazzi ostaggi della politica&amp;nbsp; e del politico, vittime consapevoli di una spirale senza fine per evitare di trasformarsi in passeggiatori acculturati. Tutti cercano ancora oggi la famosa &amp;ldquo;sistemazione&amp;rdquo;, il posto in banca piuttosto che statale, regionale, provinciale o in ultima analisi comunale. I politici che conducono questo gioco perverso continuano a creare danni all'economia tirando fuori dal cilindro magico, come sempre in prossimit&amp;agrave; delle elezioni, nuovi attrazioni,&amp;nbsp; nuovi posti possibili e nuove consulenze sul nulla di fatto. Alcune regioni del nostro Sud spesso restituiscono i fondi per l'imprenditoria perch&amp;eacute; non utilizzati,&amp;nbsp; perch&amp;eacute; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;idea, un progetto, una prospettiva di medio-lungo termine contenuto in un disegno di programma che rilanci infrastrutture, scuole, imprese in un network regionale di sviluppo. Il risultato di questo suicidio del futuro &amp;egrave; che i giovani non si espongono. L&amp;rsquo;imprenditoria &amp;egrave; stata e viene gestita da molti imprenditori del Nord, che varcano i confini del Sud, come accaduto in un passato non lontano, come un&amp;rsquo;occasione&amp;nbsp; per realizzare degli pseudo-insediamenti industriali completamente sganciati dalle capacit&amp;agrave; di offerta del territorio e da una domanda utile per dar via ad uno start up sostenibile nel tempo. La criminalit&amp;agrave;, poi, in tutto questo &amp;egrave; un&amp;rsquo;altra storia, non l&amp;rsquo;unico ostacolo se riteniamo altrettanto censurabile la mancata onest&amp;agrave; intellettuale nel costruire una realt&amp;agrave; diversa da parte delle istituzioni.&amp;nbsp; La verit&amp;agrave;, insomma, &amp;egrave; che in tale dipinto a tinte &amp;ndash; a questo punto - volutamente fosche la Calabria potrebbe avere un futuro se si intervenisse concretamente e&amp;nbsp; non strumentalmente per far si che i giovani migliori possano attingere ai fondi per l'imprenditoria in modo fluido e meno burocratico. Combattere la paura del futuro e l&amp;rsquo;emorragia di chi ha&amp;nbsp; il coraggio di superare altri confini significa creare un clima di fiducia, cambiare una classe politica giunta da tempo al capolinea, insostenibilmente provinciale e familistica. Il futuro del Sud &amp;egrave; e deve essere nelle&amp;nbsp; mani dei giovani, non solo tali anagraficamente, ma giovani &amp;ldquo;politicamente&amp;rdquo;. Di coloro i quali guardano alla luce e non si nascondono dietro le ombre e lo sconforto manipolato da chi ha costruito, e mantiene, il proprio potere&amp;nbsp; o affida la propria immagine, sulle paure altrui. Di chi non ha paura del confronto perch&amp;eacute; ha chiara la propria storia e le proprie idee. La politica ai confini del Sud non pu&amp;ograve; e non deve pi&amp;ugrave; essere figlia delle segreterie politiche. Essa dovr&amp;agrave; essere azione e cuore. Dovr&amp;agrave; assumersi la responsabilit&amp;agrave; di guidare un territorio attraverso innovazioni, idee e progetti che sono il risultato solo di menti indipendenti, non ricattabili, non egoiste ma generose con i meno fortunati e, soprattutto, capace di non rendersi strumento di lusinghe del potere criminale, o, ancor peggio, della criminalit&amp;agrave; di un potere che costruisce e distrugge amici e avversari secondo l&amp;rsquo;idea prevalente, la tesi emergente, e il solito l&amp;rsquo;interesse personale.&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/ai_confini_del_sud.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-12-28</pubDate>
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<title>Banca del Sud: come portare i nostri risparmi al servizio della Lega Nord</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;100&quot; height=&quot;130&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/users_images/domenico_iannantuoni.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;Egrave; del tutto evidente che nell&amp;rsquo;ottica del futuro federalismo, teoricamente imminente, Tremonti &amp;amp; C. spingano per una banca del Sud ancora sotto le grinfie del governo del Nord. Solo uno sprovveduto pu&amp;ograve; non capirne la manovra. C&amp;rsquo;&amp;egrave; da augurare buona&amp;nbsp; fortuna a chi porter&amp;agrave; alla Lega i propri risparmi in modo ancora pi&amp;ugrave; fraudolento.&lt;br /&gt;
Tuttavia le forze resistenti al Sud, per tale tramontiano progetto, sono pochissime. Tra queste c&amp;rsquo;&amp;egrave; il Partito per il Sud che, se pur senza rappresentanza parlamentare, si pone quale stimolatore delle coscienze dei meridionali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La recente esperienza della Banca del Meridione, se pur tragica, avvalora comunque il concetto che al Sud tutti vogliono un sistema bancario vocato al territorio ma anche che vi sono forze strane, spesso convergenti se pur di diversa natura, che fanno abortire pressoch&amp;eacute; sul nascere ogni iniziativa. Mi viene in mente anche la triste esperienza della Banca Popolare di Giovinazzo, solo per restare in zona Puglia, ma di esempi ve ne sono diversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le iniziative che effettivamente decollano al Sud sono nei fatti sotto il controllo del Nord. Un esempio per tutti la&amp;nbsp; Banca del Sud nata a Napoli e felicemente operante da quasi tre anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il maggior azionista &amp;egrave; la Fondazione Banco di Napoli al 15 % ( cio&amp;egrave; Banca Intesa-S. Paolo di Torino), la Fondiaria Sai al 5 % ( Milano), Romiti al 2,5 % ( Roma), Banca di Puglia e Basilicata 10% dipendente da &amp;hellip;&amp;hellip;&amp;hellip;&amp;hellip; e cos&amp;igrave; via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensiamo forse noi che la Banca del Sud possa adoperarsi&amp;nbsp; al 100 % per il Mezzogiorno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non facciamo illusioni!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La risoluzione del problema &amp;ldquo;Banca del SUD&amp;rdquo; &amp;egrave; solo politica e sta dentro tutti noi. Consumiamo i prodotti del Sud, prediligiamoli, facciamoci noi, nel nostro piccolo, promotori di tali importantissime idee che saranno la forza del nostro futuro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedrete che questo &amp;ldquo;stile&amp;rdquo; di vita, questa vera politica del territorio che non &amp;egrave; contro nessuno ma solo &amp;ldquo;per&amp;rdquo; il benessere leale di tutti i cittadini italiani, si allargher&amp;agrave; in fretta dando frutti meravigliosi. Far crescere le produzioni ed i servizi locali, e noi qui vogliamo e dobbiamo sostenere in particolare quelli del Mezzogiorno, far&amp;agrave; bene all&amp;rsquo;intero sistema economico italiano ed aumenter&amp;agrave; la ricchezza di tutti. Viceversa restare supini a far subire al SUD la colonizzazione delle produzioni delle regioni del Nord Italia non comporter&amp;agrave; altro che un effimero beneficio di queste ultime, ma a scapito di una maggior crescita di tutti. Anzi, possiamo affermare che la ragione prima del fallimento del sistema economico italiano sta proprio in questa asimmetria economica voluta da una classe dirigente nordista e sudista, senza esclusioni di colpe, assolutamente inadatta a competere in un mercato europeo e globale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma per ribaltare questa situazione dobbiamo credere nelle potenzialit&amp;agrave; del SUD ed agire di conseguenza; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; spazio per le vane parole.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi meridionalisti incalliti, con questa politica di predilezione delle produzioni agroalimentari del SUD, con il nostro slogan &amp;ldquo;COMPRASUD&amp;rdquo;, abbiamo fatto parzialmente cambiare idea ad Esselunga, Coop, Auchan, Finiper,&amp;nbsp; pian piano, nel corso dell&amp;rsquo;ultimo decennio, queste catene, pur tutte a capitale nordista, hanno ampliato progressivamente le referenze del Sud. In fondo i commercianti vendono soprattutto ci&amp;ograve; che il cliente vuole o crede di volere per loro conta il &amp;ldquo;business&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intendiamoci in modo inequivocabile. Consumare a Bari Caff&amp;egrave; Saicaf anzich&amp;eacute; Illy caff&amp;egrave; deve essere un fiore all&amp;rsquo;occhiello di tutti noi e dei nostri amici, deve essere un motivo di orgoglio! E cos&amp;igrave; per Kimbo a Napoli e Mauro o Guglielmo in Calabria&amp;hellip;e se poi questa scelta di acquisto viene anche sostenuta nelle regioni del Nord, come gi&amp;agrave; accade, allora la spinta allo sviluppo delle aziende meridionali &amp;egrave; assicurato e con esso nascer&amp;agrave; il sistema bancario e finanziario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Solo attraverso la tutela dell&amp;rsquo;economia del Sud possono nascere le nuove banche del Sud&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Papa Benedetto XIII - Vincenzo Maria Orsini da Gravina in Puglia&lt;br /&gt;
Diceva Vincenzo Maria Orsini Papa Benedetto XIII, uno dei pi&amp;ugrave; grandi economisti della storia del SUD e vero artefice del rilancio economico del Regno di Napoli tra il diciassettesimo e diciottesimo secolo: &amp;ldquo;Prima vengono i monti frumentari e poi quelli pecuniari!&amp;rdquo; E con questo criterio diede un impulso sbalorditivo dell&amp;rsquo;economia agricola liberando dall&amp;rsquo;infeudamento centinaia di migliaia di contadini e gettando le basi di quella che poi divent&amp;ograve; la terza banca europea fino al 1860, Il Banco di Napoli&amp;nbsp; e di Sicilia poi Banco delle Due Sicilie dopo il 1815.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensare ad un processo inverso e cio&amp;egrave; che la semplice fondazione di banche con nomignoli richiamanti il Mezzogiorno in generale possano rappresentare garanzia di sviluppo del SUD &amp;egrave; pura follia poich&amp;eacute; le vere banche del Sud, quelle che potranno e dovranno nascere per garantire i reinvestimenti sul territorio,&amp;nbsp; non saranno null&amp;rsquo;altro che la conseguenza &amp;ldquo;contabile&amp;rdquo; della quantit&amp;agrave; di denari che resteranno nel circuito dell&amp;rsquo;economia del Sud. Consumiamo dunque i prodotti del SUD se vogliamo le Banche del SUD.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(Presidente del Partito &amp;quot;per il SUD&amp;quot;)&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/banca_del_sud_come_portare_i_nostri_risparmi_al_servizio_della_lega_nord.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-12-12</pubDate>
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<title>il pallone del FARE</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;292&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/balotelli.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;F.A.R.E. , ovvero acronimo di &amp;ldquo;Football Against Racism in Europe&amp;rdquo; &amp;egrave; lo slogan che l&amp;rsquo;U.E.F.A. ha adottato per abbattere il razzismo all&amp;rsquo;interno degli impianti sportivi in tutta Europa. Ma al &amp;ldquo;Pallone del Fare&amp;rdquo; &amp;egrave; proibito rimbalzare su campi di calcio italiani. Poich&amp;eacute; finch&amp;egrave; si tratta di stupidi episodi che colpisco calciatori come Eto&amp;rsquo;o, Balotelli o Zuniga, allora scattano prima le denuncie e poi le ammende, ma quando i destinatari dei cori razzisti sono i Napoletani, allora il &amp;ldquo;Pallone del Fare&amp;rdquo; si affloscia inesorabilmente. &amp;ldquo;Vesuvio, lavali col Fuoco&amp;rdquo;. Dallo Stadio Olimpico di Roma &amp;egrave; arrivata in tutte le case sintonizzate sull&amp;rsquo;incontro Lazio-Napoli, pi&amp;ugrave; forte che mai, l&amp;rsquo;esortazione al vulcano. Dov&amp;rsquo;&amp;egrave; la novit&amp;agrave;? Ormai siamo abituati. Ed &amp;egrave; proprio questo il problema. Ignorare il razzismo significa accettarlo. Nonostante ci&amp;ograve;, il direttore dell&amp;rsquo;incontro Lazio-Napoli, il Sig. Mauro Bergonzi di Genova, non ha ravvisato gli estremi per la sospensione temporanea della gara, ed ancora una volta, il Capitano del Napoli Paolo Cannavaro, a cui spettava il compito di richiedere all&amp;rsquo;arbitro la sospensione della gara in simili situazioni, ha perso nuovamente l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; per avvalersi dei suoi diritti, nonostante le molteplici segnalazioni ricevute.&lt;br /&gt;
Quella contro i partenopei &amp;egrave; una forma di razzismo da stadio esistente, ma evidentemente legalizzato. Ricordiamo i tantissimi striscioni razzisti comparsi durante gli incontri Inter - Napoli o Verona &amp;ndash; Napoli come &amp;ldquo;Napoli Fogna d&amp;rsquo;Italia, Hitler con gli Ebrei anche i Napoletani e Basta con i Massacri in Bosnia facciamoli a Napoli&amp;rdquo; e da quest&amp;rsquo;anno il razzismo anti partenopeo approda anche in Inghilterra, dove durante l&amp;rsquo;incontro di Europa League Liverpool - Napoli i tifosi inglesi esibiscono lo striscione &amp;ldquo;Lavatevi con acqua e Sapone&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
Eppure le nuove norme della Federcalcio che regolano le &amp;ldquo;Responsabilit&amp;agrave; per Comportamenti Discriminatori&amp;rdquo; parlano chiaro: &amp;ldquo;le societ&amp;agrave; sono responsabili per l&amp;rsquo;introduzione o l&amp;rsquo;esibizione negli impianti sportivi da parte dei propri sostenitori di disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni di discriminazione. Esse sono altres&amp;igrave; responsabili per cori, grida e ogni altra manifestazione espressiva di discriminazione che comporti offesa, denigrazione, incitamento all&amp;rsquo;odio o insulto per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalit&amp;agrave;, origine territoriale o etnica, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori. In caso di manifestazioni e cori razzisti, l&amp;rsquo;arbitro ha la facolt&amp;agrave; di sospendere temporaneamente la partita in corso e, nel caso di atteggiamento razzista prolungato, anche la discrezione di fischiare la conclusione anticipata della gara&amp;rdquo;. Quindi l&amp;rsquo;invocazione al Vesuvio si configura chiaramente come una discriminazione razziale e un incitamento all&amp;rsquo;odio. Ricordiamolo ignorare il razzismo significa accettarlo e Paolo Cannavaro prenda esempio da Marco Andr&amp;egrave; Zoro del Messina, primo ed unico calciatore che ha osato ribellarsi a cori razzisti in Italia, dando una lezione di civilt&amp;agrave; alla nostra italietta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Giovanni De Crescenzo&lt;br /&gt;
Partito &amp;ldquo;per il SUD&amp;rdquo;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/il_pallone_del_fare.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-11-23</pubDate>
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<title>La Banca d'Italia e una scellerata unità nazionale</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;STEFANO FENOLTEA - CARLO CICCARELLI&lt;br /&gt;
&amp;quot;Through the Magnifying Glass: Provincial Aspects of industrial Growth in Post-Unification Italy&amp;quot;&amp;nbsp; -&amp;nbsp; &amp;quot;Per una VERA TRASPARENZA: Aspetti su base provinciale della crescita industriale nell'Italia della post-unificazione&amp;quot;&lt;br /&gt;
Quaderni di Storia Economica della Banca d'Italia (n. 4, luglio 2010)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;319&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/Loglisci.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;DOPO 150 DI MENZOGNE UNO STUDIO DELLA BANCA D'ITALIA CONFERMA:&amp;nbsp; E' L'UNIT&amp;Agrave; CHE HA CREATO IL SOTTOSVILUPPO DEL MEZZOGIORNO!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il processo di verit&amp;agrave; storica che da tempo sta squarciando il muro di obl&amp;igrave;o eretto a difesa di una mistificata interpretazione delle vicende unitarie e post unitarie della nostra nazione, ha trovato nuovo e solidissimo impulso per merito di una pubblicazione scientifica edita da un'istituzione dall'indiscussa affidabilit&amp;agrave; quale la Banca d'Italia. Se fino ad oggi si &amp;egrave; potuto confutare, su basi storiografiche peraltro tutte da verificare, quanto asserito da chi, carte alla mano, mira a dimostrare come il presunto processo unitario si sia risolto nei fatti in una feroce e avvilente colonizzazione del Mezzogiorno, oggi scende in campo la Banca d'Italia, con il suo indiscusso prestigio, a sancire, sulla base di incontestabili analisi e dati statistici, la verit&amp;agrave; di fatti troppo a lungo vergognosamente manipolati.&lt;br /&gt;
Ebbene, a contraddire definitivamente un'ideologia mistificatrice della realt&amp;agrave; di episodi che hanno costretto il Mezzogiorno ad una immeritata situazione d'inferiorit&amp;agrave;, irrompono con l'autorevolezza&amp;nbsp; che gli deriva dalla reputazione di studiosi il Prof. Stefano Fenoaltea, docente di Economia Applicata all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Tor Vergata (Roma), insieme al collega Carlo Ciccarelli, Dottore di Ricerca in Teoria economica ed Istituzioni nella stessa Universit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
Nel loro accuratissimo saggio, il cui alto valore scientifico ha meritato per i due economisti l'onore della pubblicazione da parte della Banca d'Italia, gli studiosi dell'Universit&amp;agrave; di Tor Vergata hanno non solo reso manifesto, potremmo dire, ma bens&amp;igrave; confermato come all'origine dell'attuale sottosviluppo del Sud ci sia una bugiarda unificazione nazionale. Sin dalle prime pagine del loro lavoro di ricerca, apparso peraltro solo in lingua inglese nei &amp;quot;Quaderni di Storia Economica di Bankitalia&amp;quot;, n. 4, luglio 2010 (domanda: perch&amp;eacute; non in italiano e con adeguato resoconto pubblico?), Stefano Fenoaltea e Carlo Ciccarelli affermano cos&amp;igrave; esplicitamente: &amp;ldquo;L&amp;rsquo;arretratezza industriale del Sud, evidente gi&amp;agrave; all&amp;rsquo;inizio della prima guerra mondiale non &amp;egrave; un&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Italia pre-unitaria&amp;raquo; (Through the Magnifying Glass: Provincial Aspects of industrial Growth in Post-Unification Italy, pag.22).&lt;br /&gt;
A scrupoloso fondamento del loro studio, corredato da minuziose tabelle statistiche, gli economisti di Tor Vergata prendono in esame i censimenti ufficiali del neonato Stato italiano, precisamente negli anni 1871, 1881, 1901 e 1911. La disponibilit&amp;agrave; di una notevole massa di dati nazionali e regionali ha offerto l'opportunit&amp;agrave; a Fenoaltea e Ciccarelli di comprendere a fondo, come sostanzia loro ricerca,&amp;nbsp; lo sviluppo dell&amp;rsquo;Italia nei primi decenni dopo l&amp;rsquo;unificazione. Orbene, il meticoloso lavoro eseguito aggiunge, ai dati gi&amp;agrave; disponibili, un&amp;rsquo;analisi dei dati disaggregati relativi alla produzione industriale in 69 province tra il 1871 e il 1911, determinando gli studiosi a svelare che: &amp;laquo;Il loro esame disaggregato rafforza le principali ipotesi revisioniste suggerite dai dati regionali&amp;raquo;. Pi&amp;ugrave; eloquente di cos&amp;igrave;...e, si sottolinea ancora, qui sono i numeri che parlano esplicitamente!&lt;br /&gt;
La tabelle pubblicate da Fenoaltea e Ciccarelli mostrano che nel 1871 il tasso di industrializzazione del Piemonte era del l&amp;rsquo;1.13%, quello della Lombardia 1.37%, quello della Liguria 1.48%. Da evidenziare come, a questo punto, fossero gi&amp;agrave; trascorsi dieci anni di smantellamento dell&amp;rsquo;apparato industriale dell&amp;rsquo;ex Regno delle Due Sicilie, con il ridimensionamento di importanti stabilimenti come le officine metallurgiche di Pietrarsa, a Portici (Napoli) (oltre 1000 addetti prima dell&amp;rsquo;unificazione ridotti a 100 nel 1875), nonch&amp;eacute; quelle di Mongiana in Calabria (950 addetti nel 1850 ridotti a poche decine di guardiani nel 1873): ebbene, nonostante l'opera devastatrice dei presunti liberatori scesi dal Settentrione, l&amp;rsquo;indice di industrializzazione della Campania era ancora dello 1.01%, con Napoli, nel dato provinciale, all&amp;rsquo;1.44% e quindi pi&amp;ugrave; di Torino che era solo all&amp;rsquo;1.41%. &lt;br /&gt;
L'indice di inustrializzazione della Sicilia era allo 0.98%, quindi agli stessi livelli del Veneto che era al 0.99%, la Puglia era allo 0.78% con la provincia di Foggia allo 0.82%: molto pi&amp;ugrave; di province lombarde come Sondrio, allo 0.56%, e vicinissima ai livelli di industrializzazione dell&amp;rsquo;Emilia, lo 0.85%. La Calabria era allo 0.69%, con la provincia di Catanzaro allo 0.78% e perci&amp;ograve; allo stesso livello di Reggio Emilia e pi&amp;ugrave; di Piacenza, che era allo 0.76%, ma anche di Ferrara allo 0.74%. &lt;br /&gt;
Il tasso di industrializzazione della Basilicata era allo 0.67%, un indice che per quanto a prima vista basso era comunque pi&amp;ugrave; alto di aree liguri come Porto Maurizio che era allo 0.61%. L&amp;rsquo;Abruzzo era invece allo 0.58%, con L&amp;rsquo;Aquila a 0.63%.&lt;br /&gt;
Detto questo, appare drammatico come, quarant&amp;rsquo;anni dopo, nel 1911, l&amp;rsquo;indice di industrializzazione del Piemonte fosse salito all&amp;rsquo;1.30% mentre quello della Campania era sceso a 0.93%, con Napoli all&amp;rsquo;1.32%. La Lombardia era arrivata all&amp;rsquo;1.67%, la Liguria all&amp;rsquo;1.62%, mentre la Sicilia era crollata allo 0.65%, la Puglia allo 0.62%, la Calabria allo 0.58%, la Basilicata allo 0.51%.&lt;br /&gt;
Questo resoconto piuttosto tragico ma fondato su incontrovertibili riscontri scientifici, perch&amp;eacute; i numeri si possono occultare ma se resi noti non possono certamente ingannare, rende chiaro come la Banca d'Italia, pubblicando il qualificato studio di Stefano Fenoaltea e Carlo Ciccarelli, abbia certificato ufficialmente con la sua autorevolezza come l&amp;rsquo;arretratezza industriale del Sud non sia un&amp;rsquo;eredit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Italia pre-unitaria ma bens&amp;igrave; un sottosviluppo voluto da una unificazione nazionale strumentalizzata in modo scellerato ai danni del Mezzogiorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Dott. Michele Loglisci&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Consigliere Nazionale Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/la_banca_d_italia_e_una_scellerata_unita_nazionale.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-11-03</pubDate>
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<title>La nuova Forza del Sud dell'on. Miccichè sta nella fregatura dei Fondi FAS</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Non ci ha colto certamente di sorpresa la nascita del &amp;ldquo;nuovo&amp;rdquo; (si fa per dire) partito &amp;ldquo;Forza del Sud&amp;rdquo; ideato dal sottose-gretario on. Gianfranco Miccich&amp;egrave;. &lt;/strong&gt;Ci chiediamo cosa c'&amp;egrave; di nuovo in un partito fondato da chi, gi&amp;agrave; al governo di questo Paese, avrebbe potuto solo con il buon senso indirizzare la politica in modo appropriato . &lt;br /&gt;
Ma &amp;egrave; un nuovo partito, un partito gi&amp;agrave; schierato con il centrodestra, che ha confermato fedelt&amp;agrave; al premier, che continua a far parte del gruppo PDL?&lt;br /&gt;
E ancora: quale credibilit&amp;agrave; pu&amp;ograve; avere un politico che per essere eletto ha orientato il proprio elettorato giurando e sper-giurando sulla bont&amp;agrave; di questo federalismo fiscale previsto dal programma e che ora ne disconosce i contenuti? &lt;br /&gt;
Appare quanto meno strano, per non dire sospetto, questa &amp;ldquo;gettata&amp;rdquo; di nuovi partiti e partitini che si dichiarano meridionalisti mentre il Sud, questo maledettissimo Sud, peggiora le proprie condizioni di giorno in giorno. &lt;br /&gt;
Dalle prime dichiarazioni di stampa in ordine a quella che si dichiara essere la &amp;ldquo;Forza del Sud&amp;rdquo; non traspare nulla di propositivo e di rivoluzionario.&amp;nbsp; I fondi Fas sono diventati la base o la scusa per creare un nuovo partito.&amp;nbsp; Dei fondi fas &amp;ldquo;Forza del Sud&amp;rdquo; ne chiede, come tutti, lo sblocco come se questo rappresentasse la soluzione definitiva di tutti i proble-mi della nostra Terra. Abbiamo il fondato sospetto che lo sblocco dei fas&amp;nbsp; sia utile solo a gestire&amp;hellip;&amp;nbsp; la propria clientela elettorale. &lt;br /&gt;
Ma dove erano i parlamentari di Forza del Sud quando si sono utilizzati i Fas dirottandoli per un miliardo e mezzo in spese che nulla avevano a che fare con il Sud?&amp;nbsp; Come possono aver dimenticato&amp;nbsp;&amp;nbsp; i 100 milioni per il G8 in Sardegna marchiato dagli scandali, i 50 milioni per l'alluvione in Piemonte e Valle d'Aosta, la copertura degli oneri del decreto anticrisi 2008 e gli accantonamenti della legge finanziaria, i 50 milioni per gli interventi per la banda larga e per il fi-nanziamento dell'abolizione dell'Ici ? &lt;br /&gt;
Primo di Nicola sull'Espresso del 10 maggio afferm&amp;ograve; &amp;ldquo;La 'rivoluzione' del 2008 &amp;egrave; costituita dalla trovata di Berlusconi e Tremonti di riprogrammare e concentrare le risorse del Fas (ridotto nel frattempo a 52 miliardi 400 milioni) su obiettivi considerati &amp;quot;prioritari per il rilancio dell'economia nazionale&amp;quot;. Come? Anzitutto, attraverso la suddivisione dei soldi tra amministrazioni centrali (25 miliardi 409 milioni) e Regioni (27 miliardi). Poi con la costituzione di tre fondi settoriali: uno per l'occupazione e la formazione; un altro a sostegno dell'economia reale istituito presso la presidenza del Consiglio; un terzo denominato Infrastrutture e che dovrebbe curare il potenziamento della rete infrastrutturale a livello nazionale, comprese le reti di telecomunicazioni e energetiche, la messa in sicurezza delle scuole, le infrastrutture museali, archeologiche e carcerarie. Denominazioni pompose ma che in realt&amp;agrave; nascondono un unico disegno: dare il via al saccheggio finale.&lt;br /&gt;
Ma il vero colpo al Sud viene dall'interno del fondo Infrastrutture per 12 miliardi 356 milioni e il&amp;nbsp; Sud vede poco o niente. Le sue dotazioni spariscono per coprire i pi&amp;ugrave; svariati provvedimenti governativi: 900 milioni per l'adeguamento dei prezzi del materiale da costruzione (cemento e ferro) necessario per riequilibrare i rapporti contrattuali tra stazioni appaltanti e imprese esecutrici dopo i pesanti aumenti dei costi; 390 per la privatizzazione della societ&amp;agrave; Tirrenia; 960 per finanziare gli investimenti del gruppo Ferrovie dello Stato; un altro miliardo 440 milioni per i contratti di servizio di Trenitalia; 15 milioni per gli interventi in favore delle fiere di Bari, Verona, Foggia, Padova.&lt;br /&gt;
Ancora: 330 milioni vanno a garantire la media-lunga percorrenza di Trenitalia; 200 l'edilizia carceraria (penitenziari in Emilia Romagna, Veneto e Liguria) e per mettere in sicurezza quella scolastica; 12 milioni al trasporto nei laghi Maggiore, Garda e Como. Pesano poi sul fondo Infrastrutture l'alta velocit&amp;agrave; Milano-Verona e Milano-Genova; la metro di Bologna; il tunnel del Frejus e la Pedemontana Lecco-Bergamo. E poi le opere dell'Expo 2015 che comprendono il prolungamento di due linee della metropolitana milanese per 451 milioni; i 58 milioni della linea C di quella di Roma; i 50 per la laguna di Venezia; l'adeguamento degli edifici dei carabinieri di Parma (5); quello dei sistemi metropolitani di Parma, Brescia, Bologna e Torino (110); la metrotranvia di Bologna (54 milioni); 408 milioni per la ricostruzione all'Aquila; un miliardo 300 milioni a favore della societ&amp;agrave; Stretto di Messina. E non per le spese di costruzione della grande opera pi&amp;ugrave; discussa degli ultimi 20 anni, ma solo per consentire alla societ&amp;agrave; di cominciare a funzionare.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;
Bene, se in tutto questo Miccich&amp;egrave; e accoliti hanno avuto un ruolo o comunque semplicemente per aver zittito consentendo al governo di saccheggiare i Fas destinati al meridione, stiamo proprio freschi su questa Forza del Sud prona agli interessi del Nord.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Francesco Romano&lt;/strong&gt;, consigliere Nazionale del Partito per il Sud&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/la_nuova_forza_del_sud_dell_on_micciche_sta_nella_fregatura_dei_fondi_fas.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-11-01</pubDate>
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<title>I briganti di Terzigno</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;I &amp;ldquo;briganti&amp;rdquo; di Terzigno nel 150&amp;deg; anniversario dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;width: 222px; height: 180px&quot; width=&quot;404&quot; height=&quot;336&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/TER2.jpg&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
di Ettore d&amp;rsquo;Alessandro di Pescolanciano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;attesa ricorrenza celebrativa delle moderne forze politiche risorgimentaliste, che in quest&amp;rsquo;autunno di importanti commemorazioni nazionaliste progettavano una pausa parlamentare non conflittuale e di coesione nel ricordo storico dei 150 anni di Unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia, &amp;egrave; stata disillusa e seriamente compromessa, agli occhi dell&amp;rsquo;opinione pubblica internazionale, dalla rivolta cittadina di Terzigno.&lt;br /&gt;
Gli organi d&amp;rsquo;informazione, prontamente intervenuti a rapportare gli episodi di scontri e violenze di una parte dei manifestanti verso i rappresentanti delle Istituzioni statali con i loro tutori dell&amp;rsquo;ordine pubblico, hanno eretto a simbolo di tale protesta l&amp;rsquo;atto provocatorio di un cittadino colto a bruciare il simbolo di questa Unit&amp;agrave;: la bandiera &amp;ldquo;Tricolore&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;229&quot; height=&quot;139&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/TER_1.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La campagna mediatica, fortemente influenzata dagli organismi politici governativi, ha preso spunto dalla guerriglia scaturita da questi gruppi di facinorosi sobillatori e probabilmente pi&amp;ugrave; arrabbiati per etichettare, come &amp;egrave; consuetudine da un secolo e mezzo dalla nascita del nostro Paese, tali nuovi &amp;ldquo;briganti&amp;rdquo;, quali emissari dei clan malavitosi della Camorra organizzata. Per comprendere un simile parallelismo informatico degli attuali organi di stampa con quelli della seconda met&amp;agrave; dell&amp;rsquo;ottocento, bisognerebbe sfogliare le pagine di alcuni giornali storici &amp;ldquo;democratici-liberali&amp;rdquo; (la Nazione di Bettino Ricasoli, il Secolo dei fratelli Sonzogno,il Corriere della Sera di Eugenio Torelli) e riscontrare le recensioni nazionaliste che condannavano,allora, la lotta per la difesa di taluni diritti esistenziali di interi paesi del Mezzogiorno, tacciandola di ribellione anti-unitaria e brigantesca. La carenza di una seria riflessione storico-sociale, per tali episodi di malessere, tra i giornalisti di ieri e di oggi &amp;egrave; rispondente ad una societ&amp;agrave; fortemente arroccata su un modello antropologico preconcettuale, tanto vicino a quello razziale di Lombrosiana memoria, il cui museo torinese sta suscitando l&amp;rsquo;assoluta indignazione di moltissimi meridionali e di altrettanti settentrionali che si sentono doppiamente oltraggiati da un&amp;rsquo;etichetta &amp;ldquo;antimeridionalista&amp;rdquo;, rinnovata appunto con la riapertura di tale orribile museo in Torino, che non appartiene loro n&amp;egrave; per cultura n&amp;egrave; per senso civico.&lt;br /&gt;
In verit&amp;agrave;, la rabbia di Terzigno, che ha prodotto ferimenti, danneggiamenti e disordini alla societ&amp;agrave; napoletana, &amp;egrave; quella estrema difesa del diritto ad una qualit&amp;agrave; di vita pi&amp;ugrave; sopportabile in un&amp;rsquo;area territoriale provinciale, defraudata dalle sue ataviche ricchezze naturali ed ormai depressa per un&amp;rsquo;economia sfruttante la meno abbiente compagine sociale. I briganti post-unitari combatterono i piemontesi che con le loro normative Sabaude imponevano dazi fiscali,obblighi di leva, abitudini comportamentali, e senza alcuna comprensione delle tradizioni locali soffocarono nel sangue ogni forma di protesta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;256&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/TER5.JPG&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggid&amp;igrave;, l&amp;rsquo;improvviso risveglio dell&amp;rsquo;opinione pubblica nazionale che trova un Sud in piazza ad erigere barricate per ostacolare l&amp;rsquo;ennesimo scempio legalizzato della seconda discarica di rifiuti nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio, con le ben note inefficenze gestionali della raccolta differenziata ed i facili traffici di rifiuti tossici dal Nord, &amp;egrave; segno di simile inadeguatezza a comprendere il crescente malessere del Mezzogiorno d&amp;rsquo;Italia, che non riesce pi&amp;ugrave; a sopportare una politica di disequilibrio rispetto al Nord pi&amp;ugrave; avanzato. E&amp;rsquo; la prima spontanea reazione di una popolazione del Sud che prende atto del suo devastante sviluppo socio-economico ed urbanistico, facilitato dagli &amp;ldquo;ascari&amp;rdquo; politici locali poco attenti delle sorti della propria terra per interessi prettamente personali, acuitosi negli ultimi sessant&amp;rsquo;anni di repubblica. Tra questi nemici della propria&amp;nbsp; Patria c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi continua a sostenere che &amp;ldquo;senza soldi non si cantano messe&amp;rdquo; (riferendosi all&amp;rsquo;aspettativa contributiva di 16 milioni di euro per far decollare in Campania la differenziata), onde poter continuare ad attingere risorse ed alimentare quel bacino di voti familiari, utili per rimanere &amp;ldquo;democraticamente&amp;rdquo; nei rispettivi posti di governo. Ma i giorni dell&amp;rsquo;assistenzialismo garantista sono al termine, causa il crollo economico del mercato globalizzato, mentre emerge il modello federalista nella gestione fiscale e sanitaria. Il cambio epocale vede, per&amp;ograve;, l&amp;rsquo;affermarsi della resa dei conti per le mancate opportunit&amp;agrave; di sviluppo del Sud e per una recente disarmonica politica governativa, molto pi&amp;ugrave; attenta alla crisi del Settentrione d&amp;rsquo;Italia. Infine,le dichiarazione repressive dei nuovi ministri Crispini per i fatti di Terzigno (quello padano dell&amp;rsquo;Interno che ha invitato &amp;ldquo;a deporre le armi &amp;ndash;pena- il necessario intervenire in modo pi&amp;ugrave; duro&amp;rdquo; o quello ascaro della Difesa che ha rievocato l&amp;rsquo;uso dell&amp;rsquo;esercito) impongono l&amp;rsquo;obbligo di gridare solidariet&amp;agrave; alla causa di questi nuovi &amp;ldquo;briganti&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ettore d'Alessandro duca di Pescolanciano ( Consigliere nazionale del Partito &amp;quot;per il SUD&amp;quot;)&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/i_briganti_di_terzigno.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-10-28</pubDate>
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<title>Situazione rifiuti in Campania</title>
<description><![CDATA[&lt;div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Il Nostro &amp;quot;inviato speciale&amp;quot; Fabio Noviello&amp;nbsp;&amp;nbsp;ci aggiorna sui fatti di Terzigno...notizie terribili e molto diverse da quelle propinateci dalla TV e dai giornali.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Ringraziamo Fabio&amp;nbsp;per i preziosi e periodici aggiornamenti.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Terzigno/Boscoreale 23/09/10&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Sono state sollevate barricate ovunque.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;La conurbazione di Boscoreale/Terzigno &amp;egrave; chiusa da tutti i lati ed &amp;egrave; impossibilie accedervi se non da una sola strada - via Grotta - che non &amp;egrave; stata chiusa in quanto&amp;nbsp;tanto stretta da non permettere il passaggio Compattatori.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Uscendo dalla statale 268 che collega tutti i comuni del lato interno del Vesuvio non si pu&amp;ograve; che tornare indietro verso Angri/Scafati.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Alle 23.00&amp;nbsp;i roghi sono dappertutto; tutta la citt&amp;agrave; &amp;egrave; in piazza.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Non si pu&amp;ograve; parlare di pochi facinorosi, come da qualche lato &amp;egrave; stato detto; pochi facinorosi non possono alzare barricate su quasi tutte le vie della citt&amp;agrave;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Mi &amp;egrave; giunta notizia che sono state allertate due compagnie di &amp;quot;bersaglieri&amp;quot; a Caserta che dovebbero intervenire in caso di scontri prolungati; in piazza questa voce si &amp;egrave; gi&amp;agrave; diffusa e c'&amp;egrave; chi ha commentato evidenziando che se verranno i militari i pi&amp;ugrave;&amp;nbsp;violenti impugneranno le armi e potrebbe scapparci il morto.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;La situazione &amp;egrave; critica e non sembra calmare gli animi l'offerta del governo Berlusconi di 14 milioni di euro a Comune come risarcimento danni.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Oggi ci saranno altre manifestazioni di piazza e molto probabilmente stanotte ci saranno altre auto incendiate.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;A presto.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;F.N.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/situazione_rifiuti_in_campania.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-10-24</pubDate>
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<item>
<title>La verità sui rifiuti a Napoli </title>
<description><![CDATA[&lt;div&gt;La verit&amp;agrave; sui rifiuti a Napoli&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Scafati, 03/10/10&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E&amp;rsquo; il trenta settembre del 2010. Nella piazza principale della citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; popolosa del circondario pullulano manifesti a lutto. La sera prima poco distante giaceva, ormai totalmente distrutto dalle fiamme un autocompattatore, il secondo di una serie che non si pensa sia finita.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Il 29 settembre alcuni autisti che dirigevano gli autocompattatori alle discariche sono stati minacciati, a scopo intimidatorio, da due cittadini armati, altri cittadini, invece, hanno avviato una pubblica protesta con striscioni, inni e urla contro il loro governo calpestando fisicamente la bandiera nazionale ed altri ancora, pur di dare una maggiore eco alla propria protesta, hanno iniziato lo sciopero della fame.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Sembra l&amp;rsquo; inizio di un romanzo ma &amp;egrave; soltanto la cronaca di quanto sta accadendo nell&amp;rsquo; area intorno al Vesuvio, a Boscoreale, Boscotrecase e a Terzigno, nel bel mezzo del Parco Nazionale;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;quello che avrebbe dovuto essere volano di sviluppo di un territorio, per le amenit&amp;agrave; del luogo stesso, per la bellezza dei panorami, unici al mondo e per la fertilit&amp;agrave; delle proprie terre, sta morendo sotto la scure del governo regionale e nazionale.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ma la vera tragedia &amp;egrave; che tutto tace; le televisioni nazionali appena accennano alla crisi rifiuti e le testate nazionali sono pi&amp;ugrave; interessate agli appartamenti a Montecarlo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ormai &amp;egrave; pi&amp;ugrave; che chiaro &amp;hellip; dobbiamo smetterla di pensare che qualcuno ci aiuti!&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Qualche sera fa ad Annozero, ci &amp;egrave; stato dato un po&amp;rsquo; di spazio ma nulla che rendesse realmente l&amp;rsquo; idea della tragedia che stiamo vivendo in Campania.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E quello che stiamo vivendo lo ha sintetizzato con una chiarezza estrema Andrea, uno dei boschesi intervistati da Santoro, dicendo, nei pochi minuti che gli sono stati concessi, che lo stato Italiano in Campania sta &amp;ldquo;derogando&amp;rdquo; alle leggi &amp;hellip; le stesse leggi che la comunit&amp;agrave; si &amp;egrave; data per convivere civilmente. C&amp;rsquo; &amp;egrave; un'altra organizzazione in Campania che &amp;ldquo;deroga&amp;rdquo; alle leggi ed &amp;egrave; la Camorra, l&amp;rsquo; unica differenza &amp;egrave; che lo stato quando lo fa lo mette per iscritto, la Camorra se lo dice a voce!&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Ma aldil&amp;agrave; dell&amp;rsquo; analogismo, la Camorra con questo problema non c entra proprio nulla !&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;N&amp;eacute; c entrano i cittadini che ormai da anni fanno anche la raccolta differenziata (per esempio a Boscotrecase fanno la raccolta porta a porta); qui c entra solo lo stato.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Uno stato che continua a stuprare questi territori come ha sempre fatto !&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Qui bisogna armarsi e risolvere da soli i problemi, con la forza se necessario.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E&amp;rsquo; gi&amp;agrave; stato fatto a pochi passi, in Kosovo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Fortunatamente la popolazione lo sta capendo e sta reagendo, da sola e di moto spontaneo, purtroppo senza un leader e senza un partito che la rappresenti.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;E questo &amp;egrave; l&amp;rsquo; unico fatto positivo.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Nel calpestare il tricolore, nel protestare e nel reagire in maniera decisa si evidenzia il seme di un orgoglio Napoletano e Meridionale che si sta risvegliando.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Cosi si crea una coscienza di appartenenza che permette un colpo di reni per tirarsi su.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Il problema &amp;egrave; che la forza di cui disponiamo &amp;egrave; ancora troppo flebile.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Per questo scrivo queste righe; per risvegliare le coscienze per toccare i cuori e per far si che ognuno di voi faccia qualcosa. Qualsiasi cosa &amp;hellip; basterebbe anche che ciascuno andasse a raccontare ai propri amici quanto &amp;egrave; stato sbagliato il Risorgimento e quanto sia fragile l&amp;rsquo; Unit&amp;agrave; che ne &amp;egrave; derivata.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Dr. Fabio Noviello (simpatizzante di &amp;quot;per il SUD&amp;quot;)&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/la_verita_sui_rifiuti_a_napoli.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-10-15</pubDate>
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<title>A Nicola Zitara</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;280&quot; height=&quot;354&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/nicola_zitara_young.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nicola Zitara, grande Cittadino Duosiciliano&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;ldquo;Noi siamo un esercito disarmato costretto a difendersi con il cuore, &lt;br /&gt;
contro frecce avvelenate che ci piovono addosso ogni giorno&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;
( Giammarco Venturini)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa frase mi veniva spesso in mente quando analizzavo la situazione delle nostre terre che, da molti anni, sono&amp;nbsp; costrette a combattere dei nemici pi&amp;ugrave; crudeli del pi&amp;ugrave; crudele nemico, pi&amp;ugrave; infidi del peggior serpente, pi&amp;ugrave; scaltri del peggior scaltro. Ma, grazie a persone come Nicola Zitara, &amp;egrave; stato possibile costruirci uno scudo; dapprima non molto forte, ma pian piano sempre pi&amp;ugrave; robusto; e pi&amp;ugrave; passava il tempo e pi&amp;ugrave; questo scudo diventava tenace, grazie all&amp;rsquo;arrivo di sempre pi&amp;ugrave; persone . E&amp;rsquo; grazie a personalit&amp;agrave; come Zitara che&amp;nbsp; ci &amp;egrave; stato spiegato come la spoliazione di tutto al Sud sia stata possibile; e ad ogni spiegazione, ad ogni indicazione, ad ogni fatto spiegato con una analisi lucida e razionale seguiva un rafforzamento di quello scudo. Adesso ci ritroviamo senza una grande guida, ma con i suoi insegnamenti che sono l&amp;igrave;, che aspettano di essere messi in pratica, per far s&amp;igrave; che tutto il suo lavoro sia servito.&amp;nbsp;&amp;nbsp; Voglio&amp;nbsp; pensarlo, dobbiamo&amp;nbsp; pensarlo, innanzitutto&amp;nbsp; per lui; e se quelle frecce, e lo sappiamo, continuano ad arrivare sempre pi&amp;ugrave; numerose, dobbiamo sapere anche che la strada per vincere ci &amp;egrave; stata indicata; &amp;egrave; l&amp;igrave;, sta' a noi seguirla.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Emilio Zangari (Consigliere nazionale di &amp;quot;per il SUD&amp;quot;)&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-10-04</pubDate>
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<title>Luigi Cerritelli</title>
<description><![CDATA[L'amico Luigi Cerritelli, cofondatore del partito "per il Sud", ci ha lasciati dopo una lunga malattia. Ne ha dato comunicazione ieri sera il figlio Sem al cui cordoglio mi unisco con sincero affetto così come si unisce l'intero Consiglio di "per il Sud" e tutti i suoi iscritti.
Luigi Cerritelli, già vicepresidente di per il Sud ed illustre matematico di valenza nazionale, resterà sempre nel nostro ricordo.
Domenico Iannantuoni
]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2012-08-27</pubDate>
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<title>Zangari Ambasciatore Di Motta S. Lucia (cz)</title>
<description><![CDATA[Il Sindaco di Motta S. Lucia, Avv. Amedeo Colacino comunica che il sig. Emilio Zangari è stato nominato ambasciatore per la provincia di Lecco. Incarico onorifico ma politicamnte di grande rilevanza trattandosi del primo in Italia avente come scopo lo sviluppo economico itercittadino. ]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2012-04-03</pubDate>
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<title>Autotrasportatori Siciliani</title>
<description><![CDATA[Il Partito "per il SUD" condivide le motivazioni che hanno indotto gli autotrasportatori siciliani alla serrata di protesta.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2012-01-19</pubDate>
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<title>Spettacolo Terroni</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Spettacolo Terroni" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1317760316.jpg" width="100" /></p>Sarà ospite d'onore lo scrittore Pino Aprile , autore dell'omonimo libro. 
L'opera teatrale di D'Alessandro, oltre a trattare gli argomenti della nostra storia negata, dedica un lungo, riflessivo ed esilarante monologo sul Dott. Lombroso e sulle sue nefaste teorie mentre il maestro Mimmo Cavallo ne sintetizza le assurdità scientifiche con un'arguto pezzo musicale \"Ezechia da Verona\".
Ulteriori informazioni per l'acquisto dei biglietti sono sul sito www.miosud.it al link: http://www.miosud.it/forum/viewtopic.php?f=42&t=433]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-10-04</pubDate>
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<title>Firmiamo Contro La Legge "porcellum"</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Spettacolo Terroni" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1317760316.jpg" width="100" /></p>Il partito "per il SUD" invita i propri iscritti e simpatizzanti a sottoscrivere l'iniziativa on corso volta alla celebrazione del referendum per l'abrogazione dell'attuale Legge elettorale.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-09-18</pubDate>
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<title>Piattaforma Miosud</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Spettacolo Terroni" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1317760316.jpg" width="100" /></p>Invito ai Consiglieri, agli iscritti ed ai simpatizzanti di "per il SUD", a partecipare ed a promuovere la Piattaforma Aggregativa www.miosud.it  Grazie, Domenico Iannantuoni ]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-04-25</pubDate>
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<title>Invito Al Gruppo "fuoco Del Sud"</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Spettacolo Terroni" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1317760316.jpg" width="100" /></p>Invito ai Consiglieri, agli iscritti ed ai simpatizzanti di "per il SUD", a partecipare ed a promuovere il gruppo aperto su  Facebook e denominato "Fuoco del SUD", avente tra i suoi scopi anche quello di esperire ogni iniziativa possibile tesa all'aggregazione dei partiti e movimenti meridionalisti. 
Grazie, 
Domenico Iannantuoni


http://www.facebook.com/pages/Comitato-No-Lombroso/114693798572591#!/home.php?sk=group_142259392505088]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-03-21</pubDate>
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<title>Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298151026.jpeg" width="100" /></p> Domani, tutti allo stadio S. Paolo con le Bandiere delle Due Sicilie.E' iniziato il risveglio. Il SUD, quello vero, non festeggia il 150esimo d'Italia ma ricorda il 150esimo anno di occupazione militare, economica e sociale del SUD.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-02-19</pubDate>
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<title>Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere </title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Domani, tutti allo stadio S. Paolo con le Bandiere delle Due Sicilie.E' iniziato il risveglio. Il SUD, quello vero, non festeggia il 150esimo d'Italia ma  ricorda il 150esimo anno di occupazione militare, economica e sociale del SUD.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-02-19</pubDate>
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<title>Costruire Un Progetto Per Il Sud</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Il giorno 29 Gennaio presso l'Hotel Executive, via don Luigi Sturzo, 45- alle ore 14,30 avrà luogo il convegno "Costruire un Porgetto per il SUD"; il convegno è promosso dall'AIMI ( Associazione emigrati per lo sviluppo del Sud) e dal Comitato No Lombroso - Seguiranno ulteriori dettagli -]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2011-01-03</pubDate>
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<title>Terzo Congresso Di "per Il Sud"</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Si comunica che il Consiglio Nazionale di "per il SUD" ha deliberato le date del terzo Congresso Nazionale per i giorni 28 e 29 Gennaio 2011.
Tutti i Consiglieri Nazionali, compresi coloro che hanno in corso di perfezionamento la loro nomina, sono pregati di ritenersi impegnati.
Il luogo ove si terrà il Congresso Nazionale e le informazioni logistiche saranno comunicate a breve.
Chi necessitasse di ulteriori informazioni può richiederle via posta elettronica all'indirizzo info@perilsud.net]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-11-12</pubDate>
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<title>Assemblea Ordinaria In Bari</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Ai membri del Consiglio Nazionale del partito “per il SUD”  e a tutti gli iscritti, loro sedi.
PRECONGRESSO DI BARI 
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA 

in seconda convocazione il: 
6 Novembre 2010, ore 8:30 a Bari  Via Francesco Lombardi 70122 Bari, 45- tel 080 5216551 
h 8:45 Proposte  per la convocazione del Congresso finale atto alla nomina dei nuovi organi direttivi 
h 9:15 Proposte  della sede ove si dovrà tenere il Congresso finale . 

h 9:45 Nomina dei Consiglieri responsabili organizzatori del Congresso finale ]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-10-23</pubDate>
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<title>Assemblea Ordinaria Di Precongresso A Bari</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Si informano tutti gli iscritti ed i simpatizzanti che i giorni 5 e 6 di Novembre si terrà l'Assemblea ordinaria di PreCongresso a Bari, prologo al Congresso per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo del partito "per il SUD".
Seguiranno a breve ulteriori comunicazioni e la definizione del programma.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-10-11</pubDate>
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<title>Morte Di Nicola Zitara</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Nicola Zitara classe 1927,
Meridionalista, economista, filosofo, ideologo, romanziere, poeta, brigante, è morto poche ore fa. Il partito "per il SUD"  si associa al cordoglio della famiglia.
Nicola Zitara resterà sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori mentre il suo insegnamento è e resterà vivo per guidarci verso la rinascita del SUD.
Grazie Nicola per tutto ciò che hai fatto.
Partito "per il SUD" ]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-10-01</pubDate>
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<title>Precongresso A Milano</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Si comunica a tutti gli iscritti di "per il SUD" che il giorno 9, alle ore 12,30, subito dopo il convegno con Pino Aprile, in un secondo disitinto momento nella sala Cristallo dell'EXECUTIVE di Milano in Via Don Sturzo, 45, si terrà la programmata Assemblea di precongresso.
Tra breve saranno disponibili i dettagli nella sezione Annunci.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-09-24</pubDate>
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<title>Congresso Milanese 2010</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Si conferma che il giorno 3 o in seconda indizione il giorno 9 Ottobre 2010, si terrà il programmato congresso di "per il SUD" a Milano. Seguiranno a breve ulteriori comunicazioni]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-08-09</pubDate>
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<title>Congresso In Calabria</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Il Consigliere Cesare Stranges comunica che sabato 31 Luglio alle ore 18:30 a Feroleto Antico (CZ) si terrà il congresso regionale Calabrese, seguirà Domenica 01 Agosto riunione del consiglio direttivo, seguirà programma dettagliato.
]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-07-14</pubDate>
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<title>Tavola Rotonda A Pizzo Calabro</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Domenica 11 luglio alle ore 18:30 a Pizzo, nei locali della loggia della Tonnara.
\"Tavola rotonda\"  :
 Pippo Callipo, Pino Aprile e Domenico Iannantuoni : “tre modi di stare a Sud”.

L'iniziativa parte dall'idea della presentazione del libro \"Terroni\" di Pino Aprile e si perfeziona con la nostra riguardante l'impeachment post mortem di Cesare Lombroso.
Sullo sfondo la sempre più evidente attualità del progetto \"per il SUD\" in ambito locale e nazionale ed il crescente attivismo di \"Io resto in Calabria\" ormai volto ad un allargamento ultraregionale.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-07-02</pubDate>
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<title>Tavola Rotonda Con Pino Aprile E Pippo Callipo</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Il giorno 11 Luglio si terrà a Pizzo un 
interessante incontro in cui anche 
"per il Sud" parteciperà.
Seguiranno a breve ulteriori dettagli 
informativi.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-06-28</pubDate>
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<title>Tavola Rotonda Con Pino Aprile E Pippo Callipo</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Il giorno 11 Luglio si terrà a Pizzo un 
interessante incontro in cui anche 
"per il Sud" parteciperà.
Seguiranno a breve ulteriori dettagli 
informativi.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-06-28</pubDate>
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<title>Assemblea Cn</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Domani Tutti Allo Stadio S. Paolo Con Le Bandiere " src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1298150729.jpg" width="100" /></p>Si comunica che in data 19 giugno a 
Messina, si terrá assemblea di 
Consiglio Nazionale.
Seguiranno ulteriori dettagli via mail]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-06-05</pubDate>
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<title>Italica democrazia</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Italica democrazia" src="http://www.perilsud.net/files/Image/strips/1241339772.jpg" width="400" /></p>]]></description>
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<category>Vignette</category>
<pubDate>2009-05-03</pubDate>
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