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<title>Partito Politico "per il SUD"</title>
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<copyright>Copyright 2010 - Partito Politico "per il SUD"</copyright>
<lastBuildDate>Thu, 11 Mar 2010 00:01:11 +0100</lastBuildDate>
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<title>Lamezia Terme 16/01/2010</title>
<description><![CDATA[&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Brogliaccio del discorso tenuto da Domenico Iannantuoni a Lamezia Terme il 16/01/2010, in occasione del convegno ufficiale di candidatura del cav. Pippo Callipo alla presidenza della Regione Calabria.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Lamezia, 16 gennaio 2010&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Desidero cambiare per un attimo il punto di vista del Convegno&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&amp;hellip;..le ragioni della crisi profonda dell&amp;rsquo;economia italiana non sono solo da ricercare nell&amp;rsquo; avvento dell&amp;rsquo;Euro, che ha sicuramente causato la &amp;ldquo;liquefazione&amp;rdquo; della cosiddetta grande industria italiana, al semplice confronto con quella pi&amp;ugrave; avanzata ed organizzata degli stati centroeuropei, e nemmeno&amp;nbsp;nel pur devastante ingresso nel mercato globale delle emergenti economie orientali, causa della &amp;ldquo;sublimazione&amp;rdquo; delle piccole e medie imprese nazionali.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Le ragioni principali della crisi italiana sono ancora pi&amp;ugrave; remote e vanno individuate, appunto, nel mantenimento ostinato di un&amp;lsquo;insana politica di sviluppo asimmetrico del Paese a scapito, e sembra un paradosso dirlo, della parte pi&amp;ugrave; ricca. pi&amp;ugrave; vitale e pi&amp;ugrave; generosa: il SUD!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Il sistema produttivo &amp;ldquo;Italia&amp;rdquo;, infatti, basato fin dal 1861 su una crescita economica di tipo asimmetrico del territorio nazionale, ha generato una grave dicotomia del mercato interno in termini di capacit&amp;agrave; di consumo, oltre che di capacit&amp;agrave; produttiva, generando la cosiddetta sindrome coloniale del mezzogiorno d&amp;rsquo;Italia, perennemente sfruttato ma sempre furbescamente additato come dissipatore di sostanze.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: normal&quot;&gt;Diceva Paul Joseph Goebbels, ministro della propaganda nel Terzo Reich della Germania nazista dal 1933 al &lt;a title=&quot;1945&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/1945&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: windowtext; text-decoration: none; text-underline: none&quot;&gt;1945&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;: Una bugia? Ditela dieci, cento, mille, un milione di volte e diventer&amp;agrave; realt&amp;agrave;!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: normal&quot;&gt;In parte aveva ragione, solo in parte perch&amp;eacute; si era dimenticato di aggiungere che comunque le bugie hanno sempre le &amp;ldquo;gambe corte&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: normal&quot;&gt;Infatti il fallimento del sistema Italia &amp;egrave; sotto gli occhi di tutti, mentre il SUD muore, il Nord langue. La bugia si &amp;egrave; rivelata nella sua pienezza. Che fare?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: normal&quot;&gt;La risposta di noi di &amp;ldquo;per il SUD&amp;rdquo; &amp;egrave; semplice e razionale. Dobbiamo smettere di &amp;ldquo;costruire sul costruito&amp;rdquo;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: normal&quot;&gt;cio&amp;egrave; a Nord e sempre a Nord e guardare finalmente al SUD come ad una grande risorsa del nostro Paese&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;line-height: normal&quot;&gt;&amp;nbsp;e non pi&amp;ugrave; come una colonia da porre e mantenere in sfruttamento come &amp;egrave; stato fatto da 150 anni ai giorni nostri, al fine di garantire una pi&amp;ugrave; equa ripartizione delle risorse, dei servizi e delle opportunit&amp;agrave; lavorative in tutte le Regioni, come sancito dai princ&amp;igrave;pi delle Costituzioni Italiana ed Europea.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Parliamo della Calabria, una terra meravigliosa che fino al 1860 era un&amp;rsquo;area tra le pi&amp;ugrave; industrializzate,&amp;nbsp;considerata la Detroit d&amp;rsquo;Italia.&amp;nbsp;Qui si produceva il ferro pi&amp;ugrave; pregiato d&amp;rsquo;Europa a Mongiana, Cardinale Ferdinandea, prodotto da&amp;rsquo;&amp;rsquo;estrazione del minerale dalle miniere di Pazzano. Qui furono forgiate le strutture per il primo ponte sospeso in ferro d&amp;rsquo;Italia (1832 sul fiumeGarigliano), qui si produceva sapone, seta di sopraffina fattura, e poi il bergamotto, gli agrumi, l&amp;rsquo;olio, ed una infinit&amp;agrave; di&amp;nbsp;prodotti esportati in tutto il mondo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Oggi la Calabria &amp;egrave; ridotta all&amp;rsquo;ombra di s&amp;eacute; stessa con una emigrazione giovanile che ancora tocca punte di 10/15.000 unit&amp;agrave; ogni anno. Che scempio &amp;egrave; stato generato!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Come pu&amp;ograve; oggi un qualsiasi capo di Stato italiano o di Governo sedere tra i Grandi d&amp;rsquo;Europa in rappresentanza della regione pi&amp;ugrave; ricca, la Lombardia, e quella pi&amp;ugrave; povera, la Calabria, senza provar vergogna?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Si dice che la malavita organizzata sia la ragione di questo. Falso! La malavita organizzata non &amp;egrave; una malattia bens&amp;igrave; il sintomo di una malattia pi&amp;ugrave; grave che &amp;egrave; l&amp;rsquo;abbandono.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Infatti, soffermiamoci su un concetto mai espresso dai politici settentrionali e tantomeno d aquelli meridionali spesso ascari e loro&amp;nbsp;subalterni.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;La Lombardia ha un PIL di 300 MLD di &amp;euro;, ma la sua popolazione &amp;egrave; composta per il 50% ca. da meridionali e pertanto dobbiamo riattribuire al SUD almeno il 50% di detto PIL. Bene, di questo PIL , gi&amp;agrave; del SUD, ben il 30 % &amp;egrave; di competenza della sola Calabria con il suo milione di emigrati ivi residenti.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;I calabresi hanno fatto la ricchezza del Nord Italia! Eppure sono dileggiati. Hanno contribuito a costruire il progresso dell&amp;rsquo;Europa, delle Americhe, dell&amp;rsquo;Australia&amp;hellip;eppure sono abbandonati ad una immeritata povert&amp;agrave;.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;No signori miei, andando avanti cos&amp;igrave; non si va da nessuna parte. Dobbiamo cambiare e cambiare in fretta.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Come?&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Oggi la Calabria ha ca. 650.000 lavoratori su 2.000.000 di abitanti, contro i 4.600.000 della Lombardia con 9.500.000 abitanti. Vive uno scarto del 15%...quindi per portare la Calabria a parit&amp;agrave; proporzionale con la Lombardia, si dovrebbero generare ca. 300.000 nuovi posti di lavoro.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Oggi il PIL della Lombardia &amp;egrave; di 300. MLD di &amp;euro;, ben dieci volte quello della Calabria, ma tenendo conto del milione di calabresi l&amp;igrave; residenti, e riportando il loro PIL in Calabria pari a ca. 60 MLD di &amp;euro;, il riequilibrio sarebbe gi&amp;agrave; fatto. La Calabria quindi deve pretendere politicamente l&amp;rsquo;attribuzione del suo PIL prodotto in Lombardia! Figuriamoci se dovessimo aggiungere quello dei calabresi residenti nel resto d&amp;rsquo;Italia. La Calabria tornerebbe ad essere la regione pi&amp;ugrave; ricca d&amp;rsquo;Italia!&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Vediamo per sommi capi cosa &amp;egrave; stato sottratto alla Calabria (valori minimi attendibili di PIL e posti di lavoro) e quanto si pu&amp;ograve; e si deve ricreare attraverso una specifica ed oculata progettazione di sviluppo del tessuto economico calabrese.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;INDUSTRIA DELL&amp;rsquo;OLIO: un MLD di &amp;euro; pari a 30.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;INDUSTRIA ALIMENTARE:&amp;nbsp;600 MLN di &amp;euro; pari a 11.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;INDUSTRIA MANIFATTURIERA:&amp;nbsp;12 MLD di &amp;euro; pari a 230.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ENERGETICA:&amp;nbsp;250 MLN di &amp;euro; pari a 5.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;COSTRUZIONI : 570 MLN di &amp;euro; pari a 19.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;COMMERCIO E TURISMO : 3,5 MLd di &amp;euro; pari a 115.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;ATTIVITA&amp;rsquo; BANCARIE/FINANZIARIE : 1,6 MLd di &amp;euro; pari a 55.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;ATTIVITA&amp;rsquo; PROFESSIONALI: 4,3 MLD di &amp;euro; pari a 144.000 unit&amp;agrave; dirette ed indotte.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;PUBBLICA AMMINISTRAZIONE : La Calabria ha un surplus di 23.000 addetti ! A scapito di tanta sottrazione sopra elencata&amp;hellip;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; fattibile certo, ma senza una Grande Banca Calabrese diventa pi&amp;ugrave; difficile! E allora noi nel nostro programma la prevediamo e siamo certi che&amp;nbsp;la costruiremo coinvolgendo tutti i calabresi nel mondo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Con Callipo alla presidenza della regione Calabria questo grande progetto si avverer&amp;agrave;&amp;nbsp;in breve tempo ed &amp;egrave; per questo che anche noi di &amp;ldquo;per il SUD&amp;rdquo; abbiamo deciso di &amp;ldquo;restare in Calabria&amp;rdquo;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;Partito (per il SUD)&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/lamezia_terme_16/01/2010.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-03-07</pubDate>
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<title>L' "Alternative Investment Forum" di Bari e le IdeeForza di "per il Sud"</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Preceduto da una meritata e adeguata visibilit&amp;agrave; sulla stampa non solo cittadina ma anche nazionale, da annoverare all'operativit&amp;agrave; delle riconosciute eccezionali risorse che &amp;quot;per il Sud&amp;quot; ingloba tra le sue fila, ha avuto svolgimento a Bari nei giorni 4 e 5 marzo 2010 il 4^ Alternative Investment Forum, appuntamento ormai consolidato con la formazione e informazione economico-finanziaria. Un'iniziativa questa che, a ribadire quanto appena tracciato, &amp;egrave; da ascrivere all'oculatezza e luminosit&amp;agrave; professionale del dott. Giacomo Pellegrino, Consigliere di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; ma anche nel board della costituenda &amp;quot;Banca Popolare del Meridione&amp;quot;, con il supporto di uno staff di professionisti che compongono il team di lavoro del banchiere pugliese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Forum barese sugli investimenti alternativi, ovvero una diversificazione dei consueti canali di destinazione del risparmio, ha visto protagonisti gli attori principali del mondo economico finanziario - dirigenti bancari, economisti, trader privati e istituzionali, analisti e qualificati esponenti del mondo dell'informazione - che hanno animato la due giorni di tavole rotonde, dibattiti, analisi e confronti con il pubblico. L'atmosfera della sala congressuale mirava a sottolineare l'odierna necessit&amp;agrave; di una efficace educazione finanziaria: dopo i recenti avvenimenti di default che hanno toccato l'intero globo, diventa importante acquisire una maggior competenza in materia di strumenti finanziari, ai fini di scelte individuali pi&amp;ugrave; consapevoli e responsabili. Una assoluta novit&amp;agrave; del Forum pugliese, inoltre, &amp;egrave; stata l'occasione di assistere in diretta al lavoro di trader professionisti - in evidenza il Consigliere di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; dottor Michele Loglisci - impegnati in contestuali operazioni sui mercati finanziari internazionali in materia di azioni, obbligazioni, derivati, opzioni, futures...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco, a questo punto, l'interrogativo di fondo: poteva il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, gi&amp;agrave; presente con le sue migliori competenze per l'allestimento e la riuscita dell'evento, rimanere estraneo all'intenso dibattito che ha animato le due giornate finanziarie baresi? Certo che no, &amp;quot;per il Sud&amp;quot; ha fatto sentire forte la sua voce con la partecipazione del presidente Domenico Iannantuoni a due importanti convegni previsti per la giornata del 4 marzo: &amp;quot;Il mercato economico finanziario al Sud ante e post crisi&amp;quot;, nonch&amp;eacute; &amp;quot;Il sistema bancario e creditizio dell'Italia meridionale alla luce delle nuove banche del Sud&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ingegner Iannantuoni, nei suoi ascoltati e applauditi interventi, ha confermato alla folta platea del Forum l'eccellenza delle competenze del professionista e uomo d'impresa, ma anche la limpida e veridica visione del meridionalista e storico, con una puntuale analisi del mercato economico e finanziario del Sud allo stato presente e del passato pre-unitario. Gli excursus sull'economia meridionale, nel periodo precedente l'unit&amp;agrave; nazionale, hanno rivelato ai pi&amp;ugrave; una verit&amp;agrave; sostanziale sullo stato del territorio che non &amp;egrave; certo quella distorta impressa dai &amp;quot;vincitori&amp;quot; nei pedissequi libri scolastici. Le idee propositive del presidente di &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, miranti alla rinascita meridionale, non hanno mancato poi di raccogliere convinti consensi, anche nei suoi riferimenti ad un sistema bancario da rifondare. In questa direzione &amp;egrave; perfettamente incastonata l'iniziativa del gruppo di lavoro del Consigliere Giacomo Pellegrino, con i prestigiosi partner del progetto, di dar vita ad un nuovo istituto di credito sia nella genesi che negli intenti operativi. La &amp;quot;Banca Popolare del Meridione&amp;quot;, infatti, nell'imminenza dell'avvio delle proprie operazioni con lo sblocco degli ultimi passaggi burocratici, mira ad assumere il ruolo di depositaria di risorse finanziarie delle aree del Sud da destinare - ecco la vera novit&amp;agrave; - ad impieghi negli stessi territori d'insediamento, con particolare attenzione quindi per le idee progetti e capacit&amp;agrave; d'innovazione dell'imprenditoria del Mezzogiorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come si vede ancora una volta, se si cerca qualcosa di nuovo e di veramente efficace e concreto nel panorama politico italiano ovvero nell'ambito della efficiente progettualit&amp;agrave; d'impresa a favore del Meridione...bisogna guardare al Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; con le sue illuminanti IdeeForza e il suo poderoso competente think tank!&lt;br /&gt;
Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Avv. Francesco Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/l__alternative_investment_forum_di_bari_e_le_ideeforza_di_per_il_sud.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-03-06</pubDate>
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<title>Il Partito "per il Sud" che ci piace sostenere</title>
<description><![CDATA[&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;(&lt;em&gt;Lettera aperta di un Consigliere nazionale&lt;/em&gt;)&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;Sono Consigliere nazionale del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; da pochi mesi e in questo breve periodo ho consolidato ancor pi&amp;ugrave; la mia adesione ad un progetto che considero frutto di un sentire intellettualmente illuminato.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Se la politica &amp;egrave; sempre la politica con i suoi consolidati caratteri in qualsiasi contesto geografico, in Italia questo tratto essenziale della vita sociale e istituzionale ha assunto col tempo connotati patologici sempre pi&amp;ugrave; marcati: &amp;egrave; diventato difficile oggi stabilire dove finisca il malaffare come modello di vita e dove inizi l'attivit&amp;agrave; politica perch&amp;eacute; i due fenomeni sembrano non avere soluzione di continuit&amp;agrave;...L'intero apparato dirigente si presenta nell'odierno come la classica punta dell'&lt;em&gt;iceberg&lt;/em&gt;, sotto di esso giace un cumulo enorme di mala societ&amp;agrave; che lo sostiene e lo rende tronfio nella sua ostentata visibilit&amp;agrave;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;Ecco perci&amp;ograve; come il progetto che fa da struttura portante di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; si presenti degno della massima considerazione, l'idea fondante del &amp;quot;Rinascimento meridionale&amp;quot; va ad incidere su di un caposaldo della politica del malaffare italiano: ovvero l'idea che il Sud &amp;egrave; tenuto a rimanere schiavo dei poteri di vertice che lo sfrutteranno e ci speculeranno su come gli aggrada, addebitandogli per di pi&amp;ugrave; come beffa finale tutte le colpe di ogni intralcio nazionale.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;L'idea che sostiene il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, quindi, &amp;egrave; quella giusta perch&amp;eacute; pi&amp;ugrave; invisa ai potentati che stringono in pugno la nazione, tuttavia non fermiamoci solo all'idea. In questi mesi il Consigliere nazionale riferente alla mia persona ha avuto conferma di come all'interno di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; si agitino menti brillanti, acute, certamente capaci di grande forza propositiva e di operare su piani di concretezza efficienza e precisione d'intenti difficili da riscontrare altrove, perch&amp;eacute; mosse da ideali di assoluta profondit&amp;agrave;. Basta questo a tenere lontano e distinguere il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; da quella palude torbida in cui si &amp;egrave; trasformato il nostro sistema politico, laddove valori ideali e chiarezza d'intenti sono ormai sfumati ricordi e vocaboli privi di significato.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;La trasparenza nell'azione politica appare adesso rivoluzionaria e fuori dalle odierne regole che privilegiano il doppiogiochismo, l'illusoriet&amp;agrave; d'intenti se non la pi&amp;ugrave; spregevole circonvenzione. Il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, al contrario, pu&amp;ograve; essere solo trasparente nel perseguire il suo Rinascimento meridionale: i suoi motivi ideali e i suoi uomini pi&amp;ugrave; fedeli lo testimoniano sufficientemente in qualunque circostanza.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Molti sono creati dalla natura piccoli di persona e di fattezze, che hanno l'animo pieno di tanta grandezza et il cuore di s&amp;igrave; smisurata sensibilit&amp;agrave;, che se non cominciano cose difficili e quasi impossibili, e quelle non rendono finite con maraviglia di chi le vede, mai non danno requie alla vita loro&amp;quot;&lt;/em&gt; (Giorgio Vasari, Vite de' pi&amp;ugrave; eccellenti architetti, pittori e scultori italiani... - nonch&amp;eacute; degli appassionati sinceri concreti e moderni meridionalisti).&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il Responsabile della comunicazione istituzionale&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm&quot; lang=&quot;en-US&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman, serif&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Avv. Francesco Antonio Schiraldi&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/il_partito_per_il_sud_che_ci_piace_sostenere.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-03-01</pubDate>
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<title>Arduo ma a lode dei posteri il compito di chi vuol riformare il Sud...</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Il nostro Sud ha urgenza di rinnovamento e di concretizzare le sue enormi potenzialit&amp;agrave; di risorse umane e materiali, tuttavia bisogna chiedersi: a quali prospettive va incontro chi abbraccia l'intento riformatore nel proprio territorio ?&lt;br /&gt;
I primi meridionalisti ritenevano che il Mezzogiorno fosse difficile da valorizzare in quanto periferico, disagevole da raggiungere e da rendere economicamente produttivo soprattutto per la sua conformazione fisica. Queste ragioni del sottosviluppo, per&amp;ograve;, potevano valere forse per le zone pi&amp;ugrave; interne e montuose e in un'economia prevalentemente agricola, mentre il Mezzogiorno racchiude da sempre risorse di straordinaria entit&amp;agrave;, non ultime le potenzialit&amp;agrave; nel settore fotovoltaico ed eolico. Le difficolt&amp;agrave; logistiche, poi, sono oggi tecnicamente superabili se solo ci fosse una reale volont&amp;agrave; in tal senso: tutto ci&amp;ograve; serve a testimoniare che il Sud ha margini di crescita notevolissimi, con ritmi potenziali&amp;nbsp; a due cifre e tassi di sviluppo che Paesi a lungo fuori dal novero delle economie avanzate hanno conseguito in breve tempo sbloccando i propri potenziali produttivi.&lt;br /&gt;
Anche nel nostro Meridione, quindi, ci sarebbe una crescita della la ricchezza nel momento in cui si restituisse libert&amp;agrave; allo sviluppo, progredirebbe la qualit&amp;agrave; della vita e le giovani generazioni non sarebbero pi&amp;ugrave; costrette ad emigrare. Come evidente, perci&amp;ograve;, sussiste un enorme divario di benessere fra il Sud di oggi e il Sud come sarebbe se aprisse spazio alle proprie potenzialit&amp;agrave;. Allora perch&amp;eacute; non ci si affretta a mutare lo status quo e tranciare le catene che frenano lo sviluppo? &lt;br /&gt;
Di primo acchito si potrebbe pensare che gli ostacoli attuali siano il risultato di circostanze radicatesi nei secoli, difficili da modificare e di cui nessuno ha colpa: invece la visione cambia se si considerano taluni interessi e modi di agire di nuclei sociali ben individuati, i quali hanno convenienza affinch&amp;eacute; tutto rimanga come si trova. Va segnalata, a questo punto, prima di tutto la casta politico - amministrativa che gestisce le risorse pubbliche, vagliando questo sia dal punto di vista dei flussi di denaro e sia come potere di coercizione sui cittadini, avendo a disposizione una capacit&amp;agrave; di accentramento e di influenza che verrebbe meno in un contesto diverso e riformato. Vanno poi contemplati coloro che sono a stretto contatto con il cenacolo politico - amministrativo suddetto, ovvero determinati professionisti, taluni fornitori di servizi, esperti &amp;lt;&amp;lt;mediatori&amp;gt;&amp;gt; e un nucleo di imprenditori che si assicurano nell'insieme guadagni spesso altissimi che difficilmente otterrebbero se ci fosse reale competizione e quindi qualit&amp;agrave; efficienza e merito.&lt;br /&gt;
Tutto ci&amp;ograve; spiega perch&amp;eacute; &amp;egrave; difficile cambiare il contesto odierno: da una lato ci si scontra con tenaci percettori di rendite di posizione che impediscono lo sviluppo e l'ascesa in benessere del territorio, per altro verso occorrerebbero investimenti in servizi e infrastrutture con costi elevati ma scarsi &amp;quot;ritorni&amp;quot; immediati in fatto di consenso. Invece un utilizzo diverso e speculativo delle risorse finanziarie pubbliche assicura profitti tangibili e immediati sia di tipo elettorale che di altro segno...&lt;br /&gt;
Una personalit&amp;agrave; e un riformatore che volesse seriamente impegnarsi per lo sviluppo del Mezzogiorno deve perci&amp;ograve; essere conscio che nel medio - lungo termine sarebbe certo possibile ottenere benefici notevoli, di cui nel futuro un vasto ceto potrebbero godere, ma che nel breve termine andrebbe sicuramente incontro a forti inimicizie, pesanti malumori e possibili ritorsioni per le spiacevoli ragioni appena esposte. Tali evenienze, per&amp;ograve;, non dovrebbero essere tali da scoraggiare l'impegno riformatore di una forte leadership che senza limitarsi al gretto calcolo elettorale pu&amp;ograve; riuscire nell'impresa rinnovatrice, proponendosi come artefice di una personale sfida al pi&amp;ugrave; misero immobilismo politico&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il responsabile della comunicazione istituzionale &amp;quot;per il SUD&amp;quot;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Avv. Francesco Antonio Schiraldi&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/arduo_ma_a_lode_dei_posteri_il_compito_di_chi_vuol_riformare_il_sud.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-02-22</pubDate>
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<title>LE RAGIONI DEL MIO IMPEGNO PER LA CALABRIA - LETTERA APERTA AI CALABRESI</title>
<description><![CDATA[&lt;div&gt;&lt;img width=&quot;442&quot; height=&quot;480&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/Callipo.jpg&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;ldquo;Il Pd va verso le primarie e, a questo punto, dico: fa bene. E aggiungo: buon viaggio! Credo che non ci sia altro da dire su questo evento e che non sia pi&amp;ugrave; utile definirle farsa, perch&amp;eacute; tutti abbiamo capito di che si tratta. Siamo maturi e vaccinati, &amp;egrave; tempo di assumerci ognuno di noi la nostra parte di responsabilit&amp;agrave; come cittadini della regione pi&amp;ugrave; povera d&amp;rsquo;Europa. Mi spiacerebbe, per&amp;ograve;, che le primarie coprissero i nodi reali con cui la Calabria &amp;egrave; costretta a fare i conti. Da quando ho annunciato la mia candidatura, ho ricevuto un&amp;rsquo;attenzione strepitosa da parte dei calabresi. &amp;nbsp;Per me questo &amp;egrave; gi&amp;agrave; un successo. Dimostra che non &amp;egrave; vero che la Calabria &amp;egrave; rassegnata, ci sono tantissime energie fresche che non sopportano pi&amp;ugrave; di vivere in una terra che ha perso la stima del Paese a causa dell&amp;rsquo;inaffidabilit&amp;agrave; della sua politica. Il desiderio di voltare pagina &amp;egrave; molto forte ed io a quel desiderio mi rivolgo. Tuttavia noto che, nonostante la chiarezza del mio messaggio, si insinua una &amp;lsquo;lettura&amp;rsquo; sbagliata con l&amp;rsquo;intento di offuscarlo. Callipo, si dice, non &amp;egrave; espressione della politica, perci&amp;ograve; non potr&amp;agrave; cambiare la Calabria. In realt&amp;agrave;, la riflessione &amp;egrave; vera, ma solo in parte. Io non ho mai vissuto di politica, sono un imprenditore con una storia lunga ed orgogliosa che ha deciso di candidarsi per dare alla Calabria una speranza; &amp;egrave; falsa, invece, quando si sostiene che solo se questa politica lo vuole si pu&amp;ograve; cambiare. Io credo che oggi solo i calabresi possono salvare la Calabria. Questa &amp;egrave; la sfida a cui siamo chiamati oggi. E l&amp;rsquo;arma di cui disponiamo &amp;egrave; il voto. Girarsi dall&amp;rsquo;altra parte, ridare forza a questa politica vecchia che ha fallito e ha messo in ginocchio la nostra economia, impedendo ai nostri figli di avere prospettive e cancellando dal vocabolario della Calabria la parola futuro, sarebbe un errore gravissimo. Aldil&amp;agrave; delle &amp;ldquo;letture&amp;rdquo; capziose, sono convinto che i calabresi, insieme a me, siano intenzionati a dare una spallata a quanto di impresentabile vi &amp;egrave; in Calabria. E&amp;rsquo; una scelta, la nostra, frutto di tante riflessioni sulla Calabria. &amp;nbsp;Quando leggo della Calabria &amp;ldquo;palla al piede del Paese&amp;rdquo;, mi viene da segnalare le discrepanze tra la parola Calabria e la realt&amp;agrave; che molti commentatori conoscono poco e che, a tratti, &amp;egrave; drammatica. Molte aree sono in mano a mafie e cattiva politica il cui sfondo comune &amp;egrave; l&amp;rsquo;illegalit&amp;agrave; diffusa nella pubblica amministrazione e l&amp;rsquo;uso distorto della spesa pubblica. La sicurezza del cittadino &amp;egrave; a rischio, specie se osa discostarsi dal linguaggio che le regole omertose impongono; per chi non &amp;egrave; un &amp;ldquo;prenditore&amp;rdquo; ma un imprenditore che ha a cuore il suo business, vivere in Calabria &amp;egrave; un atto eroico. Si &amp;egrave; costretti a scontrarsi con cento problemi. La legalit&amp;agrave; &amp;egrave; marginale, imperversano altri codici che non sono quelli dello Stato, altre regole, altri metodi. In tutti i settori, la scuola, l&amp;rsquo;agricoltura, la sanit&amp;agrave; che non &amp;egrave; un&amp;rsquo;azienda dedita a soddisfare i bisogni dei pazienti, ma un coacervo di interessi politico-clientelari che, ancora adesso, dinanzi allo sfascio finanziario, la politica seguita a utilizzare per costruire candidature e drogare il voto.&amp;nbsp;Ora, dinanzi a tutto ci&amp;ograve;, c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi teme che la Calabria col federalismo possa inabissarsi, ma la Calabria &amp;egrave; gi&amp;agrave; fuori da tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; Europa: concorrenza democratica, competizione civile; ogni cosa &amp;egrave; finita - nell&amp;rsquo;indifferenza dello Stato - col corrompersi, sfuggire ad ogni controllo di legalit&amp;agrave; e di trasparenza. Da sempre i miei cavalli di battaglia sono lo sviluppo e la legalit&amp;agrave;. Due motivi che si scontrano con la cattiva politica. Dunque, io chiedo ai calabresi: vogliamo che niente cambi, tenendoci ancora questa classe politica e subendo la commistione di interessi tra politicanti, &amp;ldquo;prenditori&amp;rdquo; e malavitosi? O vogliamo insieme dare una scossa? La condizione sociale della Calabria &amp;egrave; straordinaria, occorrono, per un periodo di transizione, risposte forti e convergenti, per ristabilire il principio di legalit&amp;agrave;. Ridare dignit&amp;agrave; alla Calabria ed ossigeno all&amp;rsquo;economia stagnante: da qui prende le mosse il mio impegno, che la &amp;quot;casta&amp;quot; vede cosi male perch&amp;eacute; io non sono uno di loro. Alle soglie del voto per la Regione, l&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; che io vorrei offrire &amp;egrave; una liberazione dalle catene. Ci sono politici nazionali che, in verit&amp;agrave;, hanno compreso le difficolt&amp;agrave; della Calabria e con loro, sui temi della legalit&amp;agrave; e dello sviluppo, avrei voluto costruire qualcosa per la mia terra. Sulla Calabria ed i suoi guai, per&amp;ograve;, l&amp;rsquo;impressione che ho finora avuto &amp;egrave; che chi parla e scrive della Calabria spesso non sappia neppure dove sta di casa, perch&amp;eacute; parla di una Calabria ancora in bilico a cui &amp;egrave; data una possibilit&amp;agrave;. Ma da chi? Nessuno intende prendere in mano il destino della Calabria, ognuno lo evita perch&amp;eacute; teme di sporcarsi. A questo &amp;egrave; ridotta la nostra terra. Siamo noi calabresi che dobbiamo decidere il nostro futuro. Quando ho espresso il desiderio di fare qualcosa per la mia regione, alcuni mi hanno chiesto: ma chi te lo fa fare? Fatti gli affari tuoi, lascia che i calabresi si tengano la zavorra che meritano. Il problema, per&amp;ograve;, non &amp;egrave; solo affettivo, almeno per me, &amp;egrave; anche economico. La Calabria ed Il Sud che vedo io da imprenditore, ogni giorno, sono persi. Per la democrazia e per lo Stato italiano, che li hanno usati per tanti scopi, prima l&amp;rsquo;industrializzazione del Nord, poi le clientele per le cordate pentapartitiche e, insieme ad altri centri di potere, per lucrare le ingenti risorse nazionali e comunitarie finite nelle tasche di pochi. Il Paese, e anche il Sud, reggono per via della moltitudine di piccole realt&amp;agrave; economiche che, a costo di sacrifici immani, spingono la carretta. Il punto &amp;egrave; che lo Stato non funziona. Quante opere pubbliche incompiute ci sono in Calabria?&amp;nbsp;Nessuno risponde. Eppure si vorrebbe fare un Ponte che sarebbe un disastro. E i nostri politici sono cos&amp;igrave; poco autorevoli che nessuno a Roma li ascolta (la vertenza del porto di Gioia Tauro &amp;egrave; emblematica). E poi l&amp;rsquo;ostacolo delle mafie. Una lotta sistematica neppure si intravede. Il Governo manda i soldati per combattere la microcriminalit&amp;agrave; al Nord, io ho chiesto, ma invano, l&amp;rsquo;esercito contro la &amp;lsquo;ndrangheta e per il controllo del territorio. La mafia non ha ideologie, &amp;egrave; un cancro per il Sud e per chi ci vive, ma come pu&amp;ograve; la parte migliore del Sud ragionevolmente fronteggiarla, se dal centro continuamente si premia il peggio del Sud, se i flussi di danaro pubblico si disperdono? Qui &amp;egrave; lo Stato italiano che ha fallito. Ogni giorno che passa il Sud scivola pi&amp;ugrave; a Sud. Lo Stato dovrebbe aiutare quello che nell&amp;rsquo;inferno del Sud resiste, e che, se aiutato, potrebbe contrastare l&amp;rsquo;illegalit&amp;agrave; che spesso ha nella cattiva politica un alleato. Dovrebbe farlo con atti concreti e non con proclami; e dovrebbe farlo mettendo in carcere la mafia con la penna e contrastando la mafia che spara. Io dico che il Sud non &amp;egrave; una Repubblica a s&amp;eacute;, ma della Repubblica italiana &amp;egrave; parte e, purtroppo, questa Repubblica, con l&amp;rsquo;impotenza a risolvere i problemi gravi del Sud, dimostra di essere una Repubblica fragile. A non funzionare non &amp;egrave; il Sud (che ha centomila colpe) ma l&amp;rsquo;Italia e le sue classi dirigenti. Se vogliamo tentare di svoltare, dobbiamo organizzare il meglio che vi &amp;egrave; nello Stato con il meglio che vi &amp;egrave; nel Sud. Ognuno dovrebbe dire con chi sta e per fare cosa. In Calabria, per&amp;ograve;, a chiarirsi le idee deve essere anzitutto il calabrese: intendiamo andare avanti con questa brutta politica o decidiamo di cambiare? Io propongo di sconvolgere gli attuali assetti politici che si reggono su taciti compromessi e scambi di favori. Proprio qui, oltre alle tante associazioni che mi sono vicine, entrano in campo Idv, i Radicali, il partito &amp;ldquo;Per il Sud&amp;rdquo; che hanno condiviso il progetto di rinnovamento. Noi non intendiamo impossessarci di un angolino della Regione per soddisfare appetiti. Ma vorremmo - questo &amp;egrave; il disegno - chiamare a raccolta il meglio della Calabria e rompere, con una rivoluzione pacifica, gli asfittici equilibri politici che hanno condannato la regione al sottosviluppo&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;Pippo Callipo&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/le_ragioni_del_mio_impegno_per_la_calabria_-_lettera_aperta_ai_calabresi.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-02-14</pubDate>
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<title>Il Partito "per il Sud" artefice della sinergia vincente Calabria - Lombardia nel segno del candidato presidente Pippo Callipo</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Milano, 6 febbraio 2010, una citt&amp;agrave; innevata da perfetto inverno lombardo &amp;egrave; stata scenario del Convegno &amp;quot;Calabria e Lombardia - una sinergia vincente&amp;quot; presso l'Hotel Quark di via Lampedusa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0296_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cav. Pippo Callipo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ospite d'onore della speciale giornata il candidato alla presidenza della Regione Calabria cav. Pippo Callipo, mentre ha fatto da padrone di casa il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; con il suo presidente e i consiglieri nazionali: chi altri mai poteva organizzare una manifestazione di sostegno alla innovativa candidatura di vertice del cav. Callipo e, insieme, di promozione e sinergia tra la regione lombarda e quella calabrese ai fini di un rilancio del territorio meridionale? Siamo cittadini di un Paese dove, a fronte di un elefantiaco e onerosissimo apparato pubblico con poltrone e scranni lautamente remunerati, senza l'iniziativa privata a studiare concrete sinergie tra corregionali lontani e partnership imprenditoriali sull'asse Nord - Sud, tutto rimarrebbe nell'impasse...&lt;br /&gt;
Il connubio Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; - &amp;quot;Io resto in Calabria/con Callipo&amp;quot; esce ulteriormente rafforzato dal convegno milanese, se gli sviluppi politici prenderanno in Calabria il corso pi&amp;ugrave; opportuno potrebbe davvero realizzarsi la svolta tanto auspicata nel quadro istituzionale e amministrativo della regione, nel segno dell'illuminato imprenditore di Pizzo.&lt;br /&gt;
Ma, in concreto, che ha detto il convegno milanese curato da &amp;quot;per il Sud&amp;quot;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0233_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prof. Italo Richichi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Innanzitutto il meeting ha rivelato che i meridionali sanno farsi valere al Nord anche come giornalisti economici e brillanti moderatori, vedi l'editorialista di &amp;quot;Milano Finanza&amp;quot; Giuseppe Di Vittorio che ha saputo destreggiarsi con abilit&amp;agrave; fra relatori in presa diretta e in videoconferenza, fra interventi di qualificato spessore tecnico della illustre platea e intermezzi di giovanissime promesse canore...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0248_rid.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Dott. Giuseppe Di Vittorio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
S&amp;igrave;, d'accordo, ma quali sono i messaggi trasmessi dai relatori?&lt;br /&gt;
Ebbene, il cardiochirugo professor Richichi, presidente della FNCC (Federazione nazionale Circoli Calabresi), ha introdotto i lavori con una incisiva panoramica sull'attuale situazione calabrese, spaziando dal primato negativo del reddito pro capite pi&amp;ugrave; basso d'Italia alla realt&amp;agrave; di Roma quale pi&amp;ugrave; popolosa &amp;quot;citt&amp;agrave; calabrese&amp;quot;, dall'imponente volume d'affari della &amp;lt;&amp;lt; 'ndrangheta S.p.A.&amp;gt;&amp;gt; ad un presidente di regione che se ne accorge solo a fine mandato e un Consiglio regionale saturo di inquisiti. Per finire, naturalmente, ad una sanit&amp;agrave; indebitata fino al collo (2,5 mld di euro) ma con la previsione (a mezzo nuovi finanziamenti) di quattro ospedali di eccellenza per uno stanziamento complessivo di 900 milioni di euro: nella Pavia da quarant'anni patria d'adozione di Richichi un centro di eccellenza sar&amp;agrave; completato con appena 140 milioni di euro...quale sperequazione ma siamo sempre in Italia? &lt;br /&gt;
Insomma, secondo il professor Richichi non val niente essere pronti a creare rapporti con la propria terra dalla Lombardia se non cambia la mentalit&amp;agrave; dell'odierna Calabria, le associazioni di calabresi saranno vicine al candidato Pippo Callipo proprio perch&amp;eacute; rappresenta una svolta nella vita della regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0239_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dott. Giacomo Pellegrino&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pi&amp;ugrave; nello specifico e nel concreto della realt&amp;agrave; economico-finanziaria si &amp;egrave; calato ovviamente il dott. Giacomo Pellegrino, consigliere di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; nonch&amp;eacute; membro del board della neonata Banca Popolare del Meridione: il sistema bancario calabrese annovera due soli istituti con sede legale nella regione (Carime - Banca popolare del Mezzogiorno), pur in presenza di un insieme di circa 400 sportelli bancari. Strana dissonanza? Non tanto, trattandosi in gran parte di sportelli delle grandi banche con sede al Nord che raccolgono risparmio in loco per trasferirlo e impiegarlo nelle zone settentrionali, non solo, ma che si avvalgono anche di istituti assicurativi con sede al Nord per assolvere all'obbligo legale di assicurarsi, trasferendo anche in questo caso i benefici nelle tasche del Settentrione. Questa abnormit&amp;agrave; si riflette sulla stessa relationship banking, in quanto l'operatore economico calabrese in cerca di credito si sente rispondere dal funzionario di turno che la competenza ad esaminare la sua pratica risiede altrove (vale a dire nelle direzioni generali con sede al Nord), quindi il dossier viene valutato l&amp;igrave; dove non si ha nozione della realt&amp;agrave; economica del territorio e dove non si ha contatto e conoscenza con la stessa persona dell'imprenditore richiedente. Prevale tuttora la logica del Sud visto come terra di conquista, se sono migliorati indicatori e performance aziendali delle banche calabresi &amp;egrave; perch&amp;eacute; le teste pensanti si trovano al Nord sicch&amp;eacute; mentre per i servizi alle famiglie si denota una crescita, lo stesso non avviene per le imprese che scontano la lontananza e il distacco dei centri decisionali. Per di pi&amp;ugrave; si aggiunge la presenza annosa al Sud della cosiddetta &amp;lt;&amp;lt;gabbia dei tassi&amp;gt;&amp;gt;: i tassi di interesse sono da sempre pi&amp;ugrave; alti nel Meridione rispetto al Nord (circa il 2% - 3% in pi&amp;ugrave;), con costi necessariamente maggiorati per l'imprenditoria meridionale, senza dimenticare poi che per i nostri dirigenti di governo mentre &amp;egrave; lecito lasciar fallire il piccolo imprenditore del Sud si &amp;egrave; pronti ad ogni politica di sostegno per le grandi aziende settentrionali. Che fare allora? Non certo ricorrere a una fantomatica &amp;quot;Banca del Sud&amp;quot; di iniziativa ministeriale con l'esiguo e irriverente capitale di 5 mln di euro e credito gestito sempre al Nord, piuttosto sarebbe necessario lasciar fare le banche a chi nel Sud le sa realizzare (vedi il recente esempio della Banca Popolare del Meridione), conferendo maggior autonomia decisionale e soprattutto favorendo il federarsi tra banche meridionali in modo da preservare marchi e radicamento locale. Anche la Calabria perci&amp;ograve;, suggerimento finale della brillante e puntigliosa disamina del banchiere pugliese, meriterebbe un nuovo modo di fare banca e il cav. Callipo &amp;egrave; invitato a porre tale obiettivo tra le priorit&amp;agrave; del suo programma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0251_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Prof. Michele Di Cesare&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Il professor Michele Di Cesare, docente di Normativa Europea presso l'Universit&amp;agrave; di Belgrado e Pavia, ha sviluppato il suo lineare intervento in videoconferenza, ponendo in apertura il quesito che angustia attualmente le regioni meridionali: nel 2013 cambieranno gli scenari degli aiuti finanziari europei per le regioni svantaggiate, ebbene continueranno a beneficiarne Puglia e Calabria? Ovvero, &amp;egrave; fondata la critica in sede comunitaria alle nostre regioni meridionali di non aver saputo tirarsi fuori dall'enpasse nonostante gli incentivi europei per incapacit&amp;agrave; nell'uso dei fondi? Il professore di origine foggiana si &amp;egrave; cimentato in un esempio: se i Comuni del bergamasco hanno aderito numerosi (ben cinquanta!) ad una proposta di finanziamento per lo sviluppo delle energie alternative con richiesta di risorse per 150 mln di euro, il professor Di Cesare nel tentativo di coinvolgere la sua provincia di origine Foggia ha dovuto mestamente registrare la perdurante mancanza di risposta dei vari sindaci interpellati...In Italia e nel Sud, altra nota di biasimo, non si &amp;egrave; ancora in grado rispondere ai bandi europei (attuativi dei programmi UE) seguendo correttamente le indicazioni tracciate, con l'esito di progetti puntualmente respinti e non ammessi ai finanziamenti. Di qui l'invito al candidato presidente della Regione Calabria&amp;nbsp; Pippo Callipo di rispettare una efficace programmazione anticipata, al fine di sfuttare convenientemente le risorse europee, nonch&amp;eacute; di curare meticolosamente l'educazione degli imprenditori calabresi all'utilizzo dei fondi europei. Probabilmente l'accademico di Belgrado e Pavia sarebbe stato prodigo di ulteriori preziosi consigli per l'imprenditore di Pizzo in rampa di lancio, ma un inatteso black out&amp;nbsp; tecnologico (interruzione del collegamento in videoconferenza) ha sospeso l'erudita esposizione del docente di legislazione comunitaria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0273_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;l'ing. Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' toccato quindi avvicinarsi al podio dei relatori, secondo il disegno della giornata, all'ing. Domenico Iannantuoni, presidente del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; nonch&amp;eacute; padrone di casa e principale artefice del riuscito meeting milanese. Con approccio critico il presidente Iannantuoni si &amp;egrave; augurato la concreta nascita di una sinergia vincente Calabria - Lombardia, tema del convegno, in quanto non possiamo dirci davvero rappresentati e guidati da una dirigenza politica e imprenditoriale ripiegata su se stessa&amp;nbsp; e che spinge una societ&amp;agrave; &amp;quot;scollegata&amp;quot; a trascurare le sue reali esigenze per convergere piuttosto sul &amp;quot;Grande fratello&amp;quot; televisivo...Ma &amp;egrave; il passaggio successivo dell'intervento a spostarsi sugli argomenti di pi&amp;ugrave; forte coinvolgimento storico ed emotivo: secondo gli studi dell'economista Giacomo Savarese la Calabria nel 1861 possedeva i due terzi della ricchezza mobile degli stati componenti il Regno d'Italia, in antitesi ad un Piemonte fortemente indebitato. Fu proprio nel periodo post unitario che venne &amp;quot;scientificamente&amp;quot; programmato lo sviluppo del Nord a scapito dell'economia e del benessere meridionale, se la Calabria nel 1861 aveva pi&amp;ugrave; residenti della Lombardia oggi i ruoli si sono assurdamente invertiti con due milioni di calabresi e&amp;nbsp; nove milioni di Lombardi. Facciamo attenzione per&amp;ograve; ai dati che non possono assolutamente mentire: i calabresi residenti in Lombardia producono attualmente un Pil di 33 mld di euro, ovvero il 10% di quello lombardo e uguale a quello prodotto dall'intera Calabria. Non solo, ma se allarghiamo&amp;nbsp; il campo d'indagine veniamo a scoprire che i calabresi residenti nel Centro-Nord producono un reddito che &amp;egrave; tre volte il Pil della loro regione di origine e infine, se sommassimo il Pil di tutti i meridionali residenti nel Centro-Nord con quello delle regioni meridionali, arriveremmo ai due terzi dell'intero prodotto interno lordo nazionale! Le ardite teorie avanzate dal sociologo Luca Ricolfi nel suo recente pamphlet &amp;quot;Il sacco del Nord&amp;quot; vengono drasticamente smentite...&lt;br /&gt;
A questo punto, passando all'azione propositiva, il presidente Iannantuoni svela il progetto fortemente sostenuto dal Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; e che motiva un convegno come quello allestito nella cintura milanese. La Lombardia ha un Pil di circa 350 mld di euro contro una Calabria con un prodotto interno di appena di 33 mld, mentre per&amp;ograve; la regione lombarda &amp;egrave; ormai &amp;quot;satura&amp;quot; il territorio calabrese presenta notevoli potenzialit&amp;agrave; di sviluppo: allora perch&amp;eacute; non trasferire questo sviluppo proprio in Calabria con una sinergica relationship economica e imprenditoriale che possa provocare crescita l&amp;igrave; dove ci sono spazi, risorse umane e materiali che la rendono possibile?&amp;nbsp; Iannantuoni rimprovera all'imprenditoria settentrionale di esibirsi invece nell'ennesimo &amp;quot;sacco&amp;quot; del Sud in tema di energie alternative,&amp;nbsp; rubando vento e sole alle regioni meridionali e trasferendo ricchezza al Nord con un misero contentino per l'agricoltore meridionale.&lt;br /&gt;
Insomma, il presidente di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; offre alla platea la constatazione di uno sviluppo nordcentrico ormai fallito e la proposta di una nuova e salvifica via di sviluppo per l'intera nazione, come necessari e coinvolgenti motivi di riflessione in aderenza al tema della giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0279_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Cav. Pippo Callipo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
L'attesa e l'interesse che avvolgevano l'ospite pi&amp;ugrave; atteso della mattinata, il candidato presidente alla Regione Calabria cav. Pippo Callipo, hanno trovato esito quando l'industriale prestato alla politica ha preso la parola per il previsto intervento. Fin dall'avvio ha colpito i presenti la sincera espressione e attenzione dell'uomo per il rilancio della regione calabrese, con il suo sottolineare come la risorsa pi&amp;ugrave; importante della Calabria di oggi siano i tanti giovani entusiasti e fiduciosi, loro che, insieme proprio con i calabresi residenti al Nord e le loro notevoli abilit&amp;agrave; acquisite, possono permettere alla regione di tirarsi fuori da una enpasse che la vede preda del gruppo di politici del PUC (Partito Unico Calabrese) collusi con una cerchia di imprenditori anche settentrionali e con le associazioni delinquenziali che affossano la Calabria. Gli esempi di recente cattiva e interessata politica vengono citati passando dalla legge approvata a fine mandato dal Consiglio regionale per assicurare una lauta buonuscita ai consiglieri non rieletti, ai paventati assessori regionali supplenti (come se non bastassero i costi gi&amp;agrave; sopportati dalla collettivit&amp;agrave;), per menzionare infine la possibilit&amp;agrave; riconosciuta ai consiglieri uscenti di di mettere in piedi liste elettorali senza la prevista sottoscrizione e raccolta delle firme. &lt;br /&gt;
Pippo Callipo conferma che il suo impegno in politica &amp;egrave; legato all'amore personale per la Calabria, il suo &amp;egrave; il tentativo di realizzare una &amp;quot;rivoluzione pacifica&amp;quot; che riporti la regione alla normalit&amp;agrave; contro un sistema distorto guidato dall'odierno &amp;quot;cenacolo&amp;quot; politico calabrese. Il suo programma? Apparentemente non si discosta da quello di altri possibili candidati pur nelle sue peculiarit&amp;agrave;, imperniato com'&amp;egrave; su sicurezza, lavoro, sanit&amp;agrave;, ambiente e naturalmente infrastrutture: senza guardare per&amp;ograve; al fantomatico ponte sullo Stretto, piuttosto cercando di cancellare la nomea di &amp;quot;statale della morte&amp;quot;&amp;nbsp; attribuita alla famigerata S.S. 106 Ionica, come pure studiando di migliorare la viabilit&amp;agrave; che penalizza e provoca lo spopolamento dei paesi dell'interno. Si tratta di localit&amp;agrave; paesaggisticamente straordinarie che, adeguatamante collegate alle due coste in cui si specchia la regione, potrebbero diventare anch'esse protagoniste del turismo estivo e marino. &lt;br /&gt;
Insomma, il candidato presidente Callipo chiede anche ai calabresi del Nord idee per il suo governo regionale e per un progetto ancora in itinere, non dimenticando di fare cenno in conclusione anche alla relazione del banchiere Giacomo Pellegrino per sottolineare come il vero problema per l'imprenditoria calabrese non sia tanto il costo del credito, quanto la stessa difficolt&amp;agrave; nella concessione del credito: un vero miglioramento potrebbe derivare piuttosto dall'impegno dei fondi di rotazione di cui dispone la Calabria per creare e potenziare gli utilissimi Confidi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2010/DSCN0305_RID.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il bimbo prodigio Luigi Merola&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In chiusura di convegno, va doverosamente lodato il brillante intermezzo canoro del ragazzino prodigio Luigi Merola (Associazione &amp;quot;Mino Reitano&amp;quot;), come va anche apprezzato il compito che i calabresi del Nord affidano al candidato presidente Pippo Callipo, ovvero cancellare finalmente dai resoconti di viaggio in Calabria dei loro amici lombardi lo stereotipo secondo cui &amp;quot;Si', la Calabria &amp;egrave; bella, per&amp;ograve;...&amp;quot;, uno stant&amp;igrave;o e abusato &amp;quot;per&amp;ograve;...&amp;quot; che il cavalier Callipo prende l'impegno di eliminare dagli appunti di viaggio nella sua amatissima regione facendo leva sulle capacit&amp;agrave; della pi&amp;ugrave; sana e illuminata managerialit&amp;agrave; d'impresa calabrese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il Responsabile della comunicazione istituzionale&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Avv. Francesco Antonio Schiraldi&amp;nbsp; &lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-02-11</pubDate>
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<title>Milano sbloccherà l’impasse regionale calabrese, Callipo presidente!</title>
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&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;img width=&quot;200&quot; vspace=&quot;10&quot; hspace=&quot;10&quot; height=&quot;291&quot; align=&quot;left&quot; src=&quot;/files/image/2010/Pippo_Callipo.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;Cosa fa in convegno in Lombardia il candidato alla Presidenza della Regione Calabria Filippo Callipo, candidato appoggiato dal partito &amp;quot;Per il sud&amp;quot; , da 80 associazioni, da Italia dei Valori, dalla lista Pannella-Bonino&amp;hellip;e si dice anche da altre importanti forze dell&amp;rsquo;agone politico calabrese, ma soprattutto dall&amp;rsquo;intera Societ&amp;agrave; Civile?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;La risposta alla domanda si sapr&amp;agrave; sabato 6 febbraio alle ore 9 a Milano, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;presso l'hotel Quark, Via Lampedusa 11/A&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;, ove si terr&amp;agrave; il convegno, organizzato dal &amp;ldquo;partito per il SUD&amp;rdquo; presente in Lombardia con numerosi circoli, avente come argomento &amp;quot;Calabria e Lombardia una sinergia vincente&amp;quot;. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;Certo, &amp;egrave; la prima volta in assoluto che un candidato alla presidenza di una regione del SUD fa campagna elettorale al NORD, ma la cosa per&amp;ograve; non dovrebbe stupire se pensiamo che nella sola Lombardia risiedono almeno un milione di calabresi, praticamente pi&amp;ugrave; del 50% degli attuali abitanti della Calabria; mentre nel solo NordOvest se ne contano oltre due milioni ed in tutto il CentroNord almeno cinque milioni, praticamente quasi tre Calabrie&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;messe insieme!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;E&amp;rsquo; questo sicuramente segno di una mutazione epocale del modo di far politica. Callipo viene in Lombardia s&amp;igrave; per incontrare i suoi conterranei, ma soprattutto per far sentir loro che il senso di appartenenza alla loro terra di origine non deve pi&amp;ugrave; limitarsi all&amp;rsquo;idealizzazione, ma deve concretamente dare risposte ad una improcrastinabile necessit&amp;agrave; di rinascimento di una terra, la Calabria, martoriata economicamente, ingiuriata socialmente, saccheggiata per troppo tempo&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;nella sua risorsa pi&amp;ugrave; preziosa: la sua gente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;Ora che il sacrificio del popolo calabrese ha contribuito a far grande il Nord Italia, &amp;egrave; giunto il momento di invertir rotta, &amp;egrave; giunto il momento di lavorare per il SUD e per il riequilibrio economico del Paese Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;Questo il significato profondo del convegno, questo il progetto di Pippo Callipo, di &amp;ldquo;per il SUD&amp;rdquo; e di tutti i sostenitori di una nuova politica di sviluppo economico leale verso tutte le regioni d&amp;rsquo;Italia.&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Questo nuovo criterio di sviluppo equipotenziale pu&amp;ograve; agevolmente e velocemente attuarsi attraverso una politica di collaborazione tra le regioni ricche e quelle meno, con grande beneficio per l&amp;rsquo;intera Societ&amp;agrave; italiana e rinnovata fiducia nel futuro per le giovani generazioni . &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;I temi pi&amp;ugrave; importanti che si affronteranno durante il Convegno sono :&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 37.5pt; text-indent: -18pt;&quot; class=&quot;MsoListParagraphCxSpFirst&quot;&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;middot;&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;Funzione, integrazione e sinergia socioeconomica in Lombardia della comunit&amp;agrave; calabrese &lt;strong style=&quot;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 37.5pt; text-indent: -18pt;&quot; class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot;&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;middot;&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;Il sistema bancario calabrese e meridionale:&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;scenari futuri, alleanze e politiche &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 37.5pt; text-indent: -18pt;&quot; class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot;&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;middot;&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;Come raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo di convergenza economica della Calabria, strumenti e opportunit&amp;agrave; dati dall&amp;rsquo;Unione Europea&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 37.5pt; text-indent: -18pt;&quot; class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot;&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;middot;&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;L&amp;rsquo;emigrazione del malato meridionale, danno economico e danno biologico per il sistema Italia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 37.5pt; text-indent: -18pt;&quot; class=&quot;MsoListParagraphCxSpMiddle&quot;&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;middot;&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;Il significato economico dell&amp;rsquo; emigrazione calabrese nel mondo ed in Lombardia e nuove prospettive per il rinascimento della Calabria con &amp;ldquo;Pippo Callipo, Presidente&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-left: 37.5pt; text-indent: -18pt;&quot; class=&quot;MsoListParagraphCxSpLast&quot;&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Symbol;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;middot;&lt;span style=&quot;font: 7pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;em style=&quot;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%; font-family: Arial;&quot;&gt;Perch&amp;eacute; un imprenditore al governo della Regione Calabria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;Pippo Callipo, noto nel mondo per la sua qualificata attivit&amp;agrave; imprenditoriale principalmente nel settore agroalimentare, &amp;egrave; stato Presidente della Confindustria calabrese dal 2001 al 2006; sul finire del mandato denunci&amp;ograve; pubblicamente i racket mafiosi inviando una lettera al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi .&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;In diverse circostanze ha denunciato il pericolo della &amp;quot;mafia con la penna&amp;quot;, cio&amp;egrave; dei colletti bianchi&lt;span style=&quot;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e dei politici, detti &amp;ldquo;prenditori&amp;rdquo;, che bloccano lo sviluppo e tengono sotto ricatto gran parte della societ&amp;agrave; calabrese. E&amp;rsquo; un uomo che ha deciso di &amp;ldquo;restare in Calabria&amp;rdquo; per cambiarla e per portarla in Europa con la dignit&amp;agrave; che merita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;Domenico Iannantuoni&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;p align=&quot;right&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;em&gt;(presidente del partito &amp;ldquo;per il SUD&amp;rdquo;)&lt;/em&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;!--EndFragment--&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/milano_sblocchera_l_impasse_regionale_calabrese,_callipo_presidente.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-02-02</pubDate>
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<item>
<title>LETTERA APERTA DELL’INDUSTRIALE PIPPO CALLIPO, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE, AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO: “LA CALABRIA RISCHIA DI DIVENTARE LA SOMALIA DELL’OCCIDENTE”</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;em&gt;Illustrissimo Signor Presidente Napolitano,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; dopo i terribili fatti di Rosarno, che anzitutto chiedono il rispetto per l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; delle persone, intervenga Lei per la Calabria abbandonata. La Sua decisione di venire in Calabria in qualche modo &amp;egrave; rincuorante.&amp;nbsp; La reazione di alcuni Ministri, l&amp;rsquo;inesistenza della Regione persino sul fronte dell&amp;rsquo;assistenza socio-sanitaria, l&amp;rsquo;impotenza del volontariato e di tutte le benemerite &amp;ldquo;agenzie&amp;rdquo; in favore degli immigrati, dopo il fuoco e le fiamme di Rosarno nella Piana di Gioia Tauro, ci dicono che vi &amp;egrave; una sottovalutazione drammatica del &amp;ldquo;caso&amp;rdquo; Calabria. Rosarno non &amp;egrave; che un punto critico di un quadro regionale che oggi &amp;egrave; gi&amp;agrave; fuori dalle regole democratiche. Chi Le scrive non &amp;egrave; una &amp;ldquo;Cassandra&amp;rdquo; ma un imprenditore che vive ed opera in Calabria.&amp;nbsp; Non soltanto Rosarno &amp;egrave; un problema grave, ma la Calabria intera &amp;egrave; una polveriera sociale. Se le Istituzioni nazionali, compresi i vertici dei partiti, non interverranno per tempo, la Calabria ha il destino segnato: sar&amp;agrave; un&amp;rsquo;area senza sviluppo, senza regole, con un&amp;rsquo;infima qualit&amp;agrave; della vita, con ampie sacche del territorio inquinate e con una delle mafie pi&amp;ugrave; pericolose;&amp;nbsp; e la Calabria &amp;egrave; Italia, Europa. &lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;Occidente, egregio Presidente, sta lasciando che la Calabria diventi la sua Somalia.&amp;nbsp; Ecco il punto su cui, sommessamente, La invito a riflettere. Non si diventa la Somalia solo per i rifiuti tossici l&amp;igrave; scaricati in cambio di armi. Si diventa come la Somalia per l&amp;rsquo;estrema povert&amp;agrave; di larghe fasce della popolazione; per l&amp;rsquo;erosione di affidabilit&amp;agrave; di un sistema istituzionale ed economico in cui la politica, chiusa nel Palazzo, &amp;egrave; separata dalla societ&amp;agrave; civile; per l&amp;rsquo;assenza di regole e per l&amp;rsquo;alto tasso di corruzione, nonch&amp;eacute; per la presenza di una criminalit&amp;agrave; invasiva e ostativa a qualsiasi forma di sviluppo. Ecco a cosa l&amp;rsquo;Italia sta andando incontro. Altro che festeggiamenti per il 150mo anniversario dell&amp;rsquo;Unit&amp;agrave;. A Lei, che rappresenta autorevolmente il Paese, rivolgo un appello ad intervenire, per evitare che la solitudine della Calabria si tramuti in rancore sociale e dopo la protesta violenta di Rosarno, le cui condizioni erano a tutti note da anni, possano accadere episodi di ribellione pi&amp;ugrave; gravi o che la Calabria si consegni mani e piedi alla &amp;lsquo;Ndrangheta. La bomba al portone della Procura Generale di Reggio Calabria, l&amp;rsquo;esplosione violenta della guerriglia di Rosarno, la crisi dello scalo di Gioia Tauro il pi&amp;ugrave; importante porto del Mediterraneo: queste sono soltanto alcune delle criticit&amp;agrave; sulle quali l&amp;rsquo;attenzione del Governo dovrebbe essere straordinaria e non, com&amp;rsquo;&amp;egrave; al momento, effimera e interamente indirizzata a fabbricare slogan come il Ponte sullo Stretto e la Banca del Sud. La democrazia in Calabria &amp;egrave; sospesa e di fatto sono sospesi alcuni dei pi&amp;ugrave; importanti diritti costituzionali dei cittadini: il lavoro, la libert&amp;agrave;, la sicurezza, la salute. Dinanzi agli indicatori economici che la pongono agli ultimi posti di ogni classifica, al divario crescente di sviluppo rispetto al Paese e alle stesse regioni del Sud, alla fuga dei cervelli e dei giovani, il silenzio delle Istituzioni &amp;egrave; inquietante. Dinanzi a tutto ci&amp;ograve; non c&amp;rsquo;&amp;egrave; alcuna mano tesa dello Stato alla Calabria migliore che chiede un aiuto e un sostegno che chiede di poter stringere un &amp;ldquo;patto&amp;rdquo; per uscire dal tunnel e guardare con speranza alla vita.&amp;nbsp; Da Roma, anzi, si guarda agli inciuci della politica politicante calabrese con indifferenza o condivisione, si assiste all&amp;rsquo;esclusione dei giovani, delle donne e dei talenti dalla politica senza operare alcuna correzione nei metodi di selezione prevalenti, che esigono servilismo, dedizione ai voleri dei cacicchi, nessun senso critico ma obbedienza e ossequio. Egregio Presidente, questa &amp;egrave; diventata la mia regione! Eppure le risorse dello Stato e dell&amp;rsquo;Unione europea non sono mancate, anzi sono state e sono massicce ma finiscono nelle tasche di &amp;ldquo;prenditori&amp;rdquo; che non il rischio d&amp;rsquo;impresa hanno in animo, bens&amp;igrave; le ruberie e le truffe di ogni colore. A questo punto, c&amp;rsquo;&amp;egrave; da domandarsi: cosa aspetta ancora l&amp;rsquo;Italia? Cos&amp;rsquo;altro deve accadere, in Calabria, perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;Italia intervenga risolutamente per tranciare il connubio fra la malapolitica e il malaffare? La parte migliore del Paese che ha compreso, dovrebbe dare un appoggio alla parte migliore che vive nell&amp;rsquo;inferno calabrese per aiutarla a venire fuori, ad avere magari pi&amp;ugrave; coraggio, pi&amp;ugrave; fiducia. Ma se questo non dovesse accadere, sono del parere che ci aspettano giorni peggiori. In queste condizioni difficilmente, in Calabria, il cittadino creder&amp;agrave; che l&amp;rsquo;unica via da percorrere sia quella del rispetto delle leggi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;em&gt;Pippo Callipo, Imprenditore.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/lettera_aperta_dell_industriale_pippo_callipo_candidato_alla_presidenza_della_regione_al_presidente_della_repubblica_giorgio_napolitano.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-01-13</pubDate>
</item>
<item>
<title>La porta stretta che dobbiamo attraversare</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;434&quot; src=&quot;/files/image/2009/Callipo.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riportiamo di seguito questo interessante intervento di Pippo Callipo, imprenditore calabrese che noi di &amp;quot;per il SUD&amp;quot; sosteniamo nelle&amp;nbsp;imminenti competizioni elettorali alla presidenza della regione Calabria. Come il lettore potr&amp;agrave; evincere dalla lettura dell'articolo, il nostro Candidato Presidente non si presenta all'elettorato come un politico qualsiasi, anche perch&amp;egrave; egli non&amp;nbsp;ha mai abbracciato in vita sua la carriera politica dedicandosi con pazienza e professionalit&amp;agrave; solo alla sua attivit&amp;agrave; imprenditoriale a tutti nota e che ha reso grande il nome della Calabria in Italia ed all'estero; egli si presenta all'elettorato come umile servitore della Sua terra calabrese che ormai si trova in uno stato fisiologico di premorienza. Ma non &amp;egrave; colpa dei calabresi, diciamo noi, almeno non di tutti i calabresi. Infatti se la Calabria era fino al 1860 ricca ed oggi &amp;egrave; povera, certo che non pu&amp;ograve; essere solo colpa delle sue genti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo Pippo Callipo lo sa benissimo e le nostre IdeeForza, vanto e unico patrimonio del nostro piccolo partito &amp;quot;per il SUD&amp;quot;, egli le accoglie e le rafforza in un progetto meraviglioso che &amp;egrave; &amp;quot;Io resto in Calabria!&amp;quot;. Per noi sostenere Pippo Callipo significa non solo sostenere un imprenditore che ha tutte le capacit&amp;agrave; per far rifiorire a nuova ricchezza economica ed in piena legalit&amp;agrave; la Calabria, in grado di portare questa&amp;nbsp;stupenda regione, cui &amp;egrave; stato incostituzionalmente sottratto il diritto allo sviluppo,&amp;nbsp;dentro l'economia euorpea e mondiale a pari dignit&amp;agrave;&amp;nbsp;&amp;nbsp;con la Lombardia; sostenere Pippo Callipo per noi&amp;nbsp;significa anche e soprattutto sostenere tutto il SUD.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Grazie Cav. Pippo Callipo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(per il SUD)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;LA PORTA STRETTA CHE DOBBIAMO ATTRAVERSARE&lt;br /&gt;
(Intervento pubblicato da il Quotidiano della Calabria del 5 gennaio 2010)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
di Pippo&amp;nbsp; Callipo*&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho apprezzato lo spirito dell&amp;rsquo;editoriale di fine anno del direttore del Quotidiano della Calabria Matteo Cosenza. Non solo perch&amp;eacute;, nell&amp;rsquo;augurarsi un&amp;rsquo;inversione di rotta nella costruzione di prospettive autentiche per il Sud (e non - assistenziali e clientelari) ha avuto buona compagnia, dato che il &amp;ldquo;messaggio&amp;rdquo; del Presidente della Repubblica - che non finiremo mai di ringraziare per l&amp;rsquo;attenzione che ci riserva - ha insistito, in alcuni passaggi, sullo stesso tema; ma anche perch&amp;eacute;, contrariamente a quanto asserisce il presidente Loiero, proprio il futuro della Calabria, vista l&amp;rsquo;ampia e documentata (Banca d&amp;rsquo;Italia, Svimez, Confindustria) criticit&amp;agrave; del presente, &amp;egrave; l&amp;rsquo;incognita pi&amp;ugrave; grave del momento. La Lombardia - dicono le rilevazioni sui redditi delle persone fisiche 2008 rese pubbliche l&amp;rsquo;altro giorno - &amp;egrave; la regione pi&amp;ugrave; ricca e la Calabria la pi&amp;ugrave; povera. E questo non &amp;egrave; uno slogan. Come sanno bene i calabresi che sbarcano il lunario alla meglio e gli imprenditori che tirano la carretta con sacrifici e lotte quotidiane. Abbiamo settori esposti ad ogni vento e fuori controllo come la sanit&amp;agrave; i cui effetti disastrosi ricadono sulle spalle dei calabresi. Una sanit&amp;agrave; il cui debito supera i 2 milioni di euro (contenziosi a parte) e ciononostante, pur sapendo che negli ospedali si muore e che le inefficienze organizzative sono all&amp;rsquo;ordine del giorno, la Regione non &amp;egrave; riuscita a darsi - in cinque anni - neppure un Piano sanitario. Sul &amp;ldquo;Piano Casa&amp;rdquo; l&amp;rsquo;unica Regione d&amp;rsquo;Italia che non ha legiferato &amp;egrave; la Calabria, che, infatti, &amp;egrave; stata commissariata e non si &amp;egrave; trattato di una promozione; e meno male, perch&amp;eacute; se fosse passato il disegno di legge che, in extremis, il presidente Loiero ha portato alla discussione dell&amp;rsquo;Aula a fine anno, saltando ogni iter formale e l&amp;rsquo;esame delle Commissioni, per la Calabria (viste le denunce pubbliche dell&amp;rsquo;on. Pasquale&amp;nbsp; Tripodi) sarebbero stati dolori. Paradossalmente, l&amp;rsquo;assist per una riflessione seria sui problemi della Calabria ce lo fornisce, ad inizio anno, il ministro dell&amp;rsquo;Interno, il leghista Maroni, che punta l&amp;rsquo;indice sulla spesa pubblica distorta nel Mezzogiorno. Da qui, esattamente da com&amp;rsquo;&amp;egrave; stato finora amministrato il danaro pubblico, a mio avviso occorre prendere le mosse, se si vuole dare una sterzata in Calabria nella prossima legislatura.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
E&amp;rsquo;, questa, la porta stretta che dobbiamo attraversare, se non vogliamo chiudere la Regione Calabria ormai al limite della bancarotta, altro che prospettive culturali per i giovani. Una Regione, &lt;br /&gt;
tra l&amp;rsquo;altro, giusto per stare sulla cultura, che si &amp;egrave; accorta di uno scrittore calabrese come Strati, le cui opere sono imprescindibili per leggere il Sud e il rapporto Sud/Paese, soltanto quando il Quotidiano ha pubblicato il suo accorato appello, ma che non &amp;egrave; stata in grado di valorizzarne la figura, cosi come non &amp;egrave; stata capace di tessere un rapporto soddisfacente con la Calabria della diaspora. Pezzi di Calabria sparsi nel mondo con cui la Regione non ha alcun dialogo costruttivo che sia visibile, quantificabile ed oggetto di disamina oggettiva.&amp;nbsp; Ma &amp;egrave; l&amp;rsquo;argomento spesa pubblica a pioggia e senza alcuna progetto d&amp;rsquo;insieme, il vero nodo su cui i calabresi debbono avere la pazienza di riflettere. Se la spesa non &amp;egrave; finalizzata ed &amp;egrave; improduttiva, infatti, tutto &amp;egrave; possibile: enti inutili a iosa, consulenze a perdere di cui non si conosco i nomi n&amp;eacute; l&amp;rsquo;utilit&amp;agrave;. Mi meraviglia come, tuttora, l&amp;rsquo;attenzione su questo nodo non interessi, come dovrebbe, i vertici dei partiti nazionali del centrosinistra e lo stesso sindacato. Se non riqualifichiamo la spesa, in Calabria soprattutto, finalizzandola ad investimenti produttivi, non avremo mai neppure la speranza di poter cambiare. D&amp;rsquo;altronde quali speranze, se la Regione Calabria - lo asseriscono i tecnici del Ministero dell&amp;rsquo;Economia - &amp;egrave; l&amp;rsquo;unica tra le Regioni italiane a non avere un bilancio scritto, &amp;ldquo;ma rappresenta l&amp;rsquo;unico caso di Regione in cui il bilancio &amp;egrave; orale&amp;rdquo;? &lt;br /&gt;
Sui fondi comunitari purtroppo il successo &amp;egrave; solo di facciata. Siamo ancora una regione depressa dell&amp;rsquo;Obiettivo 1 per l&amp;rsquo;Europa: anche questo &amp;egrave; un dato certo, non chiacchiere. Il fallimento nell&amp;rsquo;utilizzazione dei fondi comunitari, di cui sono responsabili questa Giunta di centrosinistra e la Precedente di centrodestra - aldil&amp;agrave; di valutazioni pi&amp;ugrave; o meno positive su singoli aspetti e aldil&amp;agrave; della stessa capacit&amp;agrave; di spendere i soldi (che per&amp;ograve; ha un senso se incide durevolmente nel territorio ma non ne ha alcuno se invece risulta essere a pioggia e priva della capacit&amp;agrave; di modificare lo status quo), consiste in questo: nonostante decenni di finanziamenti comunitari, la Calabria ha un divario di sviluppo rispetto alle altre regioni italiane ed europee molto amplio e non &amp;egrave; riuscita a stringerlo. Anzi, secondo uno studio di Confindustria, nonostante i fondi comunitari, il dislivello Nord/Sud non solo non &amp;egrave; stato ridotto, ma addirittura &amp;egrave; aumentato, peggio &amp;egrave; accaduto in&lt;br /&gt;
Calabria che arretra persino rispetto alle altre regioni del Sud. Con la Campania, la Puglia e la Sicilia, la nostra regione rappresenta il buco nero del Paese, infatti il Sud non &amp;egrave; tutto uguale, l&amp;rsquo;Abruzzo, la Basilicata, la Sardegna e in parte la Puglia viaggiano dentro i canoni dello sviluppo e non &amp;egrave; un caso se in queste ultime regioni le relazioni politica/affari/criminalit&amp;agrave; sono assai meno incidenti. In realt&amp;agrave;, la sfida &amp;egrave; alta per l&amp;rsquo;intero Mezzogiorno. E&amp;rsquo; una sfida anzitutto tra vecchio e nuovo. In Calabria questo scontro &amp;egrave; pi&amp;ugrave; limaccioso e sfuggente, ma non meno pericoloso. Siamo l&amp;rsquo;ultima delle regioni de&amp;rsquo;Europa per ricchezza e qualit&amp;agrave; della vita. Dove pu&amp;ograve; succedere, come a Kabul, di tutto. Bambini uccisi mentre giocano a calcio, banditi che minacciano gli operai della Sa/Rc, ammazzamenti in pieno giorno, intimidazioni agli amministratori locali e agli imprenditori, lutti che deprimono il desiderio di vivere in una terra a democrazia fragile. Rispetto a questi fatti la risposta della Regione &amp;egrave; di poco conto, la sua credibilit&amp;agrave; &amp;egrave; pressoch&amp;eacute; zero e la sfiducia dei cittadini &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;nel suo operato non ha bisogno di commenti. Inoltre: non si dica che questa &amp;egrave; &amp;ldquo;la Regione delle regole&amp;rdquo;, sarebbe una presa in giro. Quali regole? Le primarie approvate con una legge impugnata dal Governo (insieme a tantissime altre in verit&amp;agrave;) per manifesta anticostituzionalit&amp;agrave; e in seguito approvate con l&amp;rsquo;intento di mettere le mani nelle tasche dei calabresi per la modica cifra di 2, 5 miliardi?&amp;nbsp; O le regole statutarie che hanno portato a oltre 60 i Consiglieri regionali?&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Mentre lo Stato d&amp;agrave; il via al taglio di assessori e consiglieri negli enti locali, pronuncia il de profundis per le comunit&amp;agrave; montane, la Regione Calabria - ultima regione d&amp;rsquo;Europa per Pil e qualit&amp;agrave; della vita - porta i Consiglieri regionali, con una riforma ad hoc dello Statuto, da 50 (nella scorsa legislatura erano 40) a circa 65, quando, a voler essere generosi, di Consiglieri regionali in Calabria ne servirebbero non pi&amp;ugrave; di 30. Bel modo di interpretare il processo riformatore. Sono state cancellate la Consulta per il Controllo delle Leggi (cui avrebbero dovuto far parte esperti di diritto, magistrati e alte personalit&amp;agrave; nella speranza di limitare i danni di una legislazione spesso abborracciata e lacunosa), la Consulta per l&amp;rsquo;Ambiente (quando la Regione lamenta il disinteresse del Governo su questo fronte assai critico) e il Comitato per la concertazione sociale (concertazione che, come nel caso della sanit&amp;agrave; e del Piano di rientro &amp;egrave; stata violata sistematicamente). Ma non &amp;egrave; tutto, lo stesso Parlamento prevede la riduzione dei parlamentari ma la Regione del presidente Loiero introduce addirittura i Consiglieri regionali supplenti ed i Sottosegretari, che si sommano alla caterva di consulenti, direttori generali, capistruttura, esperti (un direttore esterno persino per il Burc e un Sottosegretario per le riforme). In questo clima, tuttavia, il desiderio di cambiare &amp;egrave; per fortuna forte. Per chi non &amp;egrave; un &amp;ldquo;prenditore&amp;rdquo; opporsi a questa brutta politica &amp;egrave; una necessit&amp;agrave;. La legalit&amp;agrave; &amp;egrave; marginale ed in Calabria vigono codici che non sono quelli dello Stato. Dinanzi a tutto ci&amp;ograve;, sorprende vedere nel dibattito nazionale che c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi teme che il Sud col federalismo fiscale possa inabissarsi, perch&amp;eacute; alcune parti del Sud sono gi&amp;agrave; fuori da tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; Europa: concorrenza democratica, competizione civile.&amp;nbsp; I miei cavalli di battaglia sono da sempre lo sviluppo e la legalit&amp;agrave;.&amp;nbsp; Due motivi che si scontrano con la cattiva politica. Perci&amp;ograve; ora io chiedo ai calabresi: vogliamo che niente cambi, tenendoci ancora questa classe politica e subendo la commistione d&amp;rsquo;interessi tra politicanti, &amp;ldquo;prenditori&amp;rdquo; e malavitosi? La condizione sociale della Calabria &amp;egrave; straordinaria, occorrono risposte forti con l&amp;rsquo;obiettivo di ridare prospettive ai giovani e ossigeno all&amp;rsquo;economia stagnante: da qui il mio impegno che certa politica vede male perch&amp;eacute; io non sono uno di loro. Ho nutrito qualche speranza sulla sensibilit&amp;agrave; di taluni politici nazionali, ma invano. Tocca a noi interrogarci e agire. Se la nostra risposta &amp;egrave; sbagliata o perdente, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; scampo. Nessuno da Roma intende occuparsi della Calabria che &amp;egrave; percepita, a causa della sua classe politica, come un&amp;rsquo;appestata.&amp;nbsp; Siamo noi calabresi gli artefici del nostro futuro. Il Sud che vedo io da imprenditore &amp;egrave; perso per lo Stato che lo ha usato: prima l&amp;rsquo;industrializzazione del Nord, poi le clientele per le cordate pentapartitiche e, insieme con altri centri di potere, per lucrare le ingenti risorse affluite nelle tasche di pochi. Gli slogan sul Ponte dello Stretto e della Banca per il Sud, rivelano una scarsa volont&amp;agrave; del Governo di mettere mano ai veri problemi. E poi l&amp;rsquo;ostacolo delle mafie: un cancro. Ma come pu&amp;ograve; la parte migliore del Sud fronteggiarla, se dal centro si premia il peggio del Sud e i flussi di danaro pubblico si disperdono? Lo Stato dovrebbe aiutare quello che nell&amp;rsquo;inferno del Sud resiste e che, se sostenuto, potrebbe contrastare l&amp;rsquo;illegalit&amp;agrave;. Il Sud &amp;egrave; parte della Repubblica italiana, ma questa Repubblica dimostra di essere smemorata. Se vogliamo tentare di svoltare, dobbiamo organizzare il meglio che vi &amp;egrave; nello Stato con il meglio che vi &amp;egrave; nel Sud. Pu&amp;ograve; sembrare retorica, ma &amp;egrave; la verit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
*Imprenditore, Candidato alla Presidenza della Regione Calabria&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2010-01-06</pubDate>
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<title>Lo scippo di Zaia</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; width=&quot;300&quot; height=&quot;366&quot; src=&quot;/files/image/2009/ladro.gif&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che bel regalo in arrivo per Foggia e per tutto il Sud, da parte di questo governo Tosco-Padano. L'Agenzia Nazionale per la sicurezza alimentare che nella scorsa legislatura&amp;nbsp; era stata localizzata in Capitanata, precisamente nella citt&amp;agrave; di Foggia, ora potrebbe prendere altra destinazione, quale? Il Veneto naturalmente, cos&amp;igrave; come ha promesso in apertura della sua campagna elettorale l'attuale Ministro dell'Agricoltura, Luca Zaia della Lega Nord. &lt;br /&gt;
L'esponente leghista &amp;egrave; peraltro candidato per il centro destra alla guida del governo della Regionale Veneto e tra i diversi obiettivi della sua campagna elettorale figura anche quello del trasferimento dell'importante presidio da Foggia in una citt&amp;agrave; veneta, molto probabilmente Verona, la quale all'epoca anch&amp;rsquo;essa present&amp;ograve; un voluminoso dossier a sostegno della sua candidatura.&lt;br /&gt;
C&amp;rsquo;&amp;egrave; poco da meravigliarsi per tale scelta politica, poich&amp;eacute; gia al tempo il Ministro fu tra i pi&amp;ugrave; polemici quando matur&amp;ograve; la scelta di collocare l'Agenzia in una citt&amp;agrave; del mezzogiorno, scelta che poi cadde su Foggia. &lt;br /&gt;
Zaia protest&amp;ograve; duramente e non &amp;egrave; un caso che quando divenne Ministro dell'Agricoltura il progetto si sia del tutto insabbiato tra mille meandri burocratici e partitocratici&amp;nbsp; e che l'Agenzia non sia mai decollata del tutto. &lt;br /&gt;
Prima vi fu la revoca dei finanziamenti gi&amp;agrave; concessi dalla Legge Finanziaria del 2008, succesivamente si not&amp;ograve; un atteggiamento chiuso ed ostile da parte di questo Governo Tosco-Padano che evidentemente premeditava un preciso piano strategico ed una precisa volont&amp;agrave; politica volta alla sottrazione dell&amp;rsquo;Agenzia alla citt&amp;agrave; di Foggia.&lt;br /&gt;
A differenza di altre occasioni occorse in passato, questa volta sembra che la classe politica pugliese si stia svegliando veramente, poich&amp;eacute; il Consiglio Regionale ha votato all'unanimit&amp;agrave; un ordine del giorno, con cui si impegna ad intervenire sul Governo Nazionale affinch&amp;eacute; resti a Foggia la sede individuata per l'Agenzia Nazionale per la sicurezza alimentare.&lt;br /&gt;
Un Paese che si definisce civile, ma soprattutto leale verso i suoi cittadini, se in passato sceglie Parma ed il suo distretto agroalimentare per l&amp;rsquo;ubicazione dell&amp;rsquo;Autorit&amp;agrave; Europea per la sicurezza alimentare, al fine di garantire un equo sviluppo del Paese e di distribuire in maniere uniforme le ricchezze che il Paese possiede, allora non pu&amp;ograve; scegliere Verona come sede dell&amp;rsquo;Agenzia Nazionale per la sicurezza alimentare, ma ha un dovere deontologico di collocare tale struttura nel mezzogiorno d&amp;rsquo;Italia.&lt;br /&gt;
Ma si sa queste sono solo parole, la realt&amp;agrave; e che questo Governo che pare oggi sempre pi&amp;ugrave; succube delle scelte politiche leghiste non &amp;egrave; molto dissimile da quelli del passato quando si tratta di derubare il Sud.&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-12-29</pubDate>
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<title>Il microcredito nelle IdeeForza di "per il SUD"</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;300&quot; height=&quot;300&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2009/LOGO_COMPLETO_300.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Economia e finanza: le IdeeForza di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; e i Monti Frumentari di Pier Francesco Orsini nell'ottica dell'Alternative Investment Forum &lt;br /&gt;
di Bari del 4 e 5 marzo 2010&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tragitto ideale che scorra gli impervi sentieri di economia e finanza ci consentirebbe un'ampia riflessione la cui articolazione ben illustrerebbe tale possibile svolgimento...&lt;br /&gt;
Le IdeeForza di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; rappresentano un ineguagliabile patrimonio di valori, principi e contenuti tali da rappresentare una peculiarit&amp;agrave; per un partito altamente caratterizzato nei suoi motivi ispiratori e nei suoi ideali.&lt;br /&gt;
Se guardiamo poi ai temi strettamente inerenti all'economia, ci imbattiamo in autentici capisaldi che hanno l'obiettivo di offrire maggiore armonia allo sviluppo del Paese, certamente oggi poco rispettoso di tutti i protagonisti sulla scena produttiva e finanziaria. &lt;br /&gt;
Si orienta in questo senso la proposta di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; di giungere ad una concreta regionalizzazione delle produzioni di beni e servizi, con il decentramento nelle aree di produzione di tutte le attivit&amp;agrave; correlate fino al prodotto finito. L'obiettivo &amp;egrave; garantire la massimizzazione del valore aggiunto nelle aree di origine, un aspetto della vicenda economica che oggi purtroppo penalizza fortemente il Sud. A ci&amp;ograve; si aggiungerebbero incentivi alle piccole imprese e cooperative che promuovono lo sviluppo specifico delle aree di insediamento, mettendo a frutto le produzioni locali, con piani organici di assistenza scientifica ed economica per le aziende che in agricoltura volessero rivolgersi al mercato biologico e di nicchia.&lt;br /&gt;
Ma &amp;quot;per il Sud&amp;quot; va oltre, proponendo altres&amp;igrave; un prelievo fiscale proporzionale al reddito con la correzione di opportuni coefficienti moltiplicatori che tutelino il minimo reddito sostenibile, secondo reali parametri di costo della vita. Ci&amp;ograve; tenendo conto della ricchezza regionale e dei servizi effettivamente erogati, puntando a fare in modo che le regioni oggi pi&amp;ugrave; povere fungano da aree - incentivo per gli investimenti. Complementare, in questo senso, un sistema contributivo per le aziende che adotti un coefficiente riduttivo proporzionale al numero di addetti, cos&amp;igrave; da incentivare le assunzioni nelle aree pi&amp;ugrave; bisognose, insieme ad una tassazione in senso riduttivo proporzionale all'innovazione tecnologica applicata e al successo conseguito come penetrazione nel mercato nazionale e soprattutto internazionale.&lt;br /&gt;
A sostegno dell'intera architettura fin qui tracciata, il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; ritiene indispensabile la promozione di un sistema bancario radicato nel Mezzogiorno e che investa nel Mezzogiorno, in collaborazione (e non in subordinazione) con il sistema bancario nazionale e internazionale, privilegiando nei tassi e nei finanziamenti coloro che investono nel sud della Penisola.&lt;br /&gt;
Come si nota, quello illustrato &amp;egrave; un programma mirante a riequilibrare un'economia ed una societ&amp;agrave; fortemente sbilanciate verso aree ben definite del Paese, per riassestare un paradigma di sviluppo poco attento alle necessit&amp;agrave; di tanti operosi cittadini delle importanti regioni meridionali. &lt;br /&gt;
Investigando nella storia, non &amp;egrave; difficile accostare questo intento riformatore che anima &amp;quot;per il Sud&amp;quot; all'opera illuminata di una spiccata personalit&amp;agrave; del Mezzogiorno, Pier Francesco Orsini, figlio di Ferdinando III Orsini duca di Gravina di Puglia e divenuto papa con il nome di Benedetto XIII. &lt;br /&gt;
Uomo di profonda cultura, particolarmente incline allo studio e dotato di spiccata versatilit&amp;agrave; d'ingegno, nato a Gravina il 2 febbraio 1649 Pier Francesco Orsini divenne ecclesiastico nel 1671 e in seguito noto professore e oratore. A soli ventitr&amp;eacute; anni, il 22 febbraio 1672 fu nominato cardinale, assumendo successivamente la titolarit&amp;agrave; delle sedi arcivescovili di Manfredonia, quindi Cesena e infine Benevento, citt&amp;agrave; dove risiedette per ben trentotto anni. Alla morte di Innocenzo XIII, il 7 marzo 1724, partecip&amp;ograve; al quarto conclave apertosi di l&amp;igrave; a poco e, pur cercando di evitare ogni personale candidatura, fu eletto papa il 29 maggio 1724 scegliendo il nome di Benedetto XIII, ultimo membro della nobile famiglia Orsini a divenire papa.&lt;br /&gt;
Pier Francesco Orsini, nella sua lunga e proficua opera pastorale, si distinse soprattutto per la costante attenzione ai problemi sociali, ai suoi tempi scarsamente avvertiti, affrontandoli peraltro in modo singolare a dimostrazione di un ingegno versatile ed eccelso. Fu lui, infatti, che si prodig&amp;ograve; per la grande diffusione dei Monti Frumentari, nati alla fine del XV secolo per prestare ai contadini pi&amp;ugrave; poveri il grano e l'orzo per la semina e poi sviluppatisi&amp;nbsp; nei secoli XVI e XVII. Essi si rivolgevano ai tanti in condizioni di pura sussistenza quando, per il bisogno, erano costretti a mangiare anche quanto doveva essere riservato per la semina. &lt;br /&gt;
La funzione dei Monti era quella di costituire un supporto al ciclo agrario e gli stessi contadini partecipavano alla loro attivit&amp;agrave; con giornate di lavoro gratuito (roadie) in occasione della semina e del raccolto, i cui esiti erano conservati come semenze da distribuire ai contadini che ne erano privi. &lt;br /&gt;
Quando nei magazzini c'erano grosse eccedenze, una parte era venduta e il denaro cos&amp;igrave; ottenuto era utilizzato per la creazione dei Monti Pecuniari, al fine di prestare agli agricoltori le somme per le spese del raccolto ad un tasso del 5%. Per il prestito di cereali l'interesse era calcolato invece nella tradizione di misurare in sede di prestito, all'epoca della semina il grano &amp;quot;a raso&amp;quot; dell'unit&amp;agrave; di misura e di restituirlo &amp;quot;a colmo&amp;quot; all'epoca del raccolto.&lt;br /&gt;
Tanto i Monti Frumentari che quelli Pecuniari operavano, quindi, nelle aree rurali e con la loro opera questi Monti si proponevano di arginare la piaga dell'usura nei confronti di chi, troppo povero per essere considerato solvibile dagli scarsi istituti finanziari dell'epoca, spesso cadeva vittima degli strozzini. Tutte queste iniziative, inoltre, elargendo i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessit&amp;agrave; (con il sistema dell'attuale microcredito), possono essere visti come i primi finanziatori del credito al consumo o come Banche dei poveri ante litteram.&lt;br /&gt;
Pier Francesco Orsini, vescovo di Benevento, fond&amp;ograve; nella citt&amp;agrave; sannita il 14 febbraio 1694 un Monte Frumentario per aiutare i contadini bisognosi di sementi, con lo scopo precipuo di sollevare il bracciantato e formare una classe di piccoli proprietari terrieri liberi dalla schiavit&amp;ugrave; dell'usura. Ispirandosi ai principi del moderno credito agrario, si concedeva un prestito in grano per la semina, dietro un pegno e un interesse, che ancor oggi &amp;egrave; da considerare veramenrte esiguo. Tanto che i Monti Frumentari fondati dal vescovo Orsini divennero presto numerosissimi, a riprova del favore incontrato presso la classe popolare cui andavano le maggiori cure e attenzioni del prelato. &lt;br /&gt;
Se si considerano i tempi e la vita sociale dell'ultimo Seicento, l'opera dell'illuminato ecclesiastico di Gravina di Puglia ci appare sempre pi&amp;ugrave; profetica e precorritrice di tempi a noi vicini. I Monti Frumentari si ispiravano infatti ai dettami dell'odierno credito agrario, divenendo perci&amp;ograve; oggetto delle accuse di quanti non potevano pi&amp;ugrave; continuare tranquillamente a sfruttare il misero bracciantato agricolo. Pier Francesco Orsini, come arcivescovo di Benevento, invit&amp;ograve; i suoi parroci ad incoraggiare e sostenere inziative simili, poi, eletto papa nel 1724, ordin&amp;ograve; a tutti i vescovi dell'Italia centro - meridionale di assecondare in ogni modo l'apertura di nuovi Monti. &lt;br /&gt;
Le benemerite istituzioni dei Monti Frumentari continuarono proficuamente la loro attivit&amp;agrave; sotto l'egida dei sovrani Borbone, regolamentati efficacemente da un Decreto regio emanato il 29 dicembre 1826 da Francesco I le cui garanzie diedero un grande impulso allo sviluppo dei Monti: nel 1860, alla vigilia della conquista del Mezzogiorno, se ne contavano oltre mille a testimoniare il successo della fondamentale iniziativa. &lt;br /&gt;
Dopo il 1863 i nuovi ordinamenti unitari non solo impedirono la formazione di ulteriori Monti Frumentari, ma una legge del 10 marzo 1865 li pose, in qualit&amp;agrave; di opere Pie, sotto la tutela delle Deputazioni Provinciali, abolendo l'obbligo per gli amministratori di rendicontare l'operato tramite la presentazione di bilanci preventivi e la verifica di quelli consuntivi. Questa mancanza di controllo decret&amp;ograve; rapidamente la fine di un'esperienza secolare, i Monti furono presto trasformati in Casse di risparmio mentre le loro funzioni furono in parte ricoperte dalle Casse rurali, che trovarono grande diffusione soprattutto per merito del clero cattolico pi&amp;ugrave; vicino alle istanze sociali.&lt;br /&gt;
Abbiamo visto quindi che, adottando il sistema dell'attuale microcredito, i Monti Frumentari elargivano i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessit&amp;agrave; dei contadini, assumendo la veste di primi finanziatori del credito al consumo ovvero Banche dei poveri ante litteram. Questo privilegio per le fasce deboli, il fornire supporto finanziario necessario per condurre l'attivit&amp;agrave; agricola ponendo in grado di ripagare il debito e conquistare l'indipendenza economica, avvicina senz'altro i Monti frumentari ai canoni dell'odierna finanza etica. La microfinanza infatti e soprattuto il microcredito, rivolti alle fasce di popolazioni pi&amp;ugrave; deboli, rappresentano applicazioni degli strumenti finanziari che individuano la moderna finanza etica. &lt;br /&gt;
L'Alternative Investment Forum (su iniziativa della Trading On Line News by Pellegrino e Partners S.r.l. - Delta Merchant S.r.l. - Banca Popolare del Meridione - ASEF&amp;nbsp; Associazione Sud Europa Economia e Finanza), appuntamento ormai consolidato di formazione e informazione economico - finanziaria in svolgimento a Bari il 4 e 5 marzo 2010 nella sua 4^ edizione, all'interno di un nutrito programma assegna un ruolo di rilievo proprio al dibattito sulla finanza etica, una nuova cultura che vede finanza e investimento non solo con intenti speculativi ma anche con caratteristiche etiche: il finanziatore e l'investitore puntano ad attivit&amp;agrave; che rispondano a certi requisiti di responsabilit&amp;agrave; sociale e ambientale.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
La finanza etica oltre che nell'investimeno si traduce nella microfinanza a mezzo delle Banche etiche, istituti impegnati nell'erogazione di prodotti finanziari caratterizzati da importi unitari molto bassi e a favore di clienti da altri non considerati. Il servizio pi&amp;ugrave; apprezzato di queste istituzioni &amp;egrave; il microcredito, cio&amp;egrave; l'erogazione di piccoli prestiti a favore di&amp;nbsp; microimprese sulla fiducia e in modo informale per eliminare ogni spesa burocratica e rendere la gestione conveniente: sono i funzionari che, nel Terzo mondo, vanno di villaggio in villaggio per raccogliere risparmio o erogare prestiti dopo aver valutato le singole richieste. In tal modo, concedendo prestiti di modesto importo, si consente a piccoli imprenditori (artigiani commercianti coltivatori) di avviare una nuova attivit&amp;agrave; o migliorare quanto gi&amp;agrave; fanno.&lt;br /&gt;
I Paesi attualmente considerati ricchi, da parte loro, rivestono una grande tradizione in fatto di microrisparmio, attraverso depositi vincolati poliennali che minimizzano le spese di gestione incoraggiando il loro mantenimento per lunghi periodi: esempio classico, ancora negli anni Novanta, i buoni fruttiferi delle Poste Italiane, che al lordo raddoppiavano dopo sette anni&amp;nbsp; e triplicavano dopo undici (ovvero buoni ventennali con tassi crescenti all'aumento del periodo di deposito). &lt;br /&gt;
Il microcredito &amp;egrave; stato invece trascurato per lungo tempo nell'Occidente, sebbene proprio in Paesi come l'Italia, abbiamo osservato, vi sia una evidente tradizione al riguardo con gli istituti dei Monti Frumentari e Pecuniari: iniziative che hanno operato, come appena notato, fino al XIX secolo, anche se l'aumento dei &amp;quot;nuovi poveri&amp;quot; negli anni di crisi sta inducendo ad importare in Occidente l'esperienza delle Banche etiche sulla scia dei successi conseguiti nelle nazioni disagiate.&lt;br /&gt;
L'Alternative Investment Forum di Bari, quindi, nei suoi dibattiti e interventi formativi che coinvolgono i principali protagonisti dell'economia e della finanza in una occasione peculiare per il Mezzogiorno, ponendo tra i temi di discussione un rigoroso approfondimento della finanza etica si riallaccia alla migliore tradizione italiana della finanza sociale, di cui si &amp;egrave; fatto or ora cenno. In particolar modo, si fa trasparente riferimento a quella microfinanza etica sviluppata nel Meridione con i Monti Frumentari ascritti all'acume intellettuale e altezza morale di Pier Francesco Orsini - Benedetto XIII. Un modello di azione riformatrice e di lungimirante sviluppo economico a cui il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, a sua volta, si ispira e di cui ambisce continuare ad essere tenace e fedele assertore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/il_microcredito_nelle_ideeforza_di_per_il_sud.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-12-24</pubDate>
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<title>La direttiva morale e l'imperativo categorico di chi è convinto fautore di "per il SUD" </title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Si arricchiscono le Idee Forza con la direttiva morale e l'imperativo categorico di chi &amp;egrave; convinto fautore di &amp;quot;per il Sud&amp;quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono prerogative fondamentali della ragione che rappresentano la condizione e la norma dell'azione morale.&lt;br /&gt;
L'uomo, in quanto tale, non pu&amp;ograve; fare a meno della morale e per agire moralmente deve essere libero. La morale infatti esiste e deve essere universale e necessaria, perch&amp;eacute; altrimenti non sarebbe valida, non pu&amp;ograve; essere condizionata da interessi particolari. &lt;br /&gt;
Deve essere perci&amp;ograve; determinata da una modalit&amp;agrave; a priori della ragione, proprio per il motivo di &lt;strong&gt;dover essere&lt;/strong&gt; universale e necessaria.&lt;br /&gt;
Questa modalit&amp;agrave; a priori della ragione si deve esprimere nella forma di imperativo perch&amp;eacute; la morale mi dice qualcosa da fare, non qualcosa di gi&amp;agrave; fatto: mi dice un dover essere, non un &amp;quot;essere&amp;quot;.&lt;br /&gt;
L'imperativo categorico &amp;egrave; un comando cui la volont&amp;agrave; deve obbedire incondizionatamente, non ammette dubbi o eccezioni: &lt;strong&gt;tu devi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Da ci&amp;ograve; deriva che secondo la morale quello che vale &amp;egrave; la&lt;strong&gt; retta intenzione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
La filosofia morale parte da un dato di fatto: se l'uomo pu&amp;ograve; fare a meno del sapere pi&amp;ugrave; profondo, non pu&amp;ograve; fare a meno della morale, ovvero pu&amp;ograve; rinunciare a conoscere cosa &amp;egrave; la realt&amp;agrave; in s&amp;eacute;, ma &lt;strong&gt;non pu&amp;ograve; rinunciare a chiedersi cosa deve fare in pratica e come deve agire perch&amp;eacute; la sua azione sia morale&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
L'uomo perci&amp;ograve; non pu&amp;ograve; fare a meno di una morale proprio perch&amp;eacute; vive nella realt&amp;agrave; pratica.&lt;br /&gt;
La morale con il suo dover essere, con la libera attivit&amp;agrave;, con il &lt;strong&gt;tu devi&lt;/strong&gt; o imperativo categorico ci immette nel regno della libert&amp;agrave;, perch&amp;eacute; se noi fossimo condizionati da qualcosa non saremmo capaci di moralit&amp;agrave; in quanto la vita morale &amp;egrave; coscienza di un dover essere e perci&amp;ograve; di attivit&amp;agrave; libera e il &amp;quot;libero&amp;quot; &amp;egrave; naturalmente incondizionato...&lt;br /&gt;
Il principio della moralit&amp;agrave; pu&amp;ograve; fornirmelo solo la pura ragione, perch&amp;eacute; si tratta di principio conoscitivo.&lt;br /&gt;
Qual &amp;egrave;? &lt;strong&gt;Tu devi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
Questa prerogativa sostanziale &amp;egrave; chiamata da Kant &lt;strong&gt;imperativo&lt;/strong&gt;, perch&amp;egrave; la morale implica una direttiva, un obbligo, un &amp;quot;dover essere&amp;quot; e quindi si presenta come un comando.&lt;br /&gt;
L'imperativo categorico &amp;egrave; un comando a cui la volont&amp;agrave;, solo perch&amp;eacute; ragionevole, deve obbedire incondizionatamente: impone un fine a cui si deve riferire ogni nostra azione perch&amp;eacute; abbia valore morale, infatti quando contravveniamo a quel fine troviamo immediatamente la condanna del nostro atto: se abbiamo violato la legge morale, ne sentiamo il rimorso (lo sprone del genitore: studia, perch&amp;eacute; &amp;egrave; &lt;strong&gt;tuo dovere&lt;/strong&gt; studiare).&lt;br /&gt;
Solo gli imperativi categorici sono &lt;strong&gt;leggi pratiche&lt;/strong&gt;, hanno un valore universale e necessario, quella universalit&amp;agrave; e necessit&amp;agrave; che deve avere la legge pratica per poter essere valida per tutti gli esseri ragionevoli. La ragione pura comanda direttamente alla volont&amp;agrave;, senza condizionare il valore del comando all'eventuale valore contingente degli effetti, solo essa assicura l'universalit&amp;agrave; e la validit&amp;agrave; incondizionata ed assoluta della legge pratica o legge morale.&lt;br /&gt;
La legge morale &amp;egrave; espressione della ragione nella sua universalit&amp;agrave; e la presenza della ragione in tutti gli uomini fa di ciascuno di essi una persona, un fine in s&amp;eacute;. Quindi la legge deriva da quella stessa ragione che vive negli uomini, i quali sono &lt;strong&gt;obbligati&lt;/strong&gt; all'osservanza di essa. E' la ragione vera &amp;quot;legislatrice universale&amp;quot;: quindi l'uomo, in quanto veicolo di ragione, &amp;egrave; autore di quella stessa legge morale alla quale &amp;egrave; soggetto. Obbedendo alla legge, obbedisce al suo pi&amp;ugrave; &lt;strong&gt;vero Io&lt;/strong&gt;, obbedisce a se stesso. E' un essere autonomo e l'autonomia implica indipendenza da cause estranee, assenza di passivit&amp;agrave;: implica quindi la libert&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
La piena esplicazione dell'attivit&amp;agrave; morale nella sua completa totalit&amp;agrave; pone e suppone, quindi, valori, postulati e il primo postulato &amp;egrave; la libert&amp;agrave;, vera condizione della vita morale.&lt;br /&gt;
La libert&amp;agrave; &amp;egrave; &amp;quot;ratio essendi&amp;quot; del dovere, condizione del dovere (cio&amp;egrave;: se non sono libero non posso agire moralmente e compiere il &lt;strong&gt;dovere&lt;/strong&gt;, attuare il &lt;strong&gt;Tu devi&lt;/strong&gt;), mentre il dovere &amp;egrave; &amp;quot;ratio cognoscendi&amp;quot; della libert&amp;agrave;, l'unico indizio per poterla affermare (cio&amp;egrave;: il dovere mi d&amp;agrave; l'avvio per affermare, ammettere la libert&amp;agrave;).&lt;br /&gt;
Alla luce di quanto esposto, appare chiaro adesso come l'entusiastico esponente di &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, in quanto persona libera da condizionamenti e clientelismi, in quanto persona ragionevole capace di orientare direttamente la propria volont&amp;agrave;, in quanto consapevole del dovere di osservanza di quella legge morale scaturente dalla stessa ragione, in quanto fermamente volto a dare ascolto al suo pi&amp;ugrave; &lt;strong&gt;vero Io&lt;/strong&gt;,&amp;nbsp; pu&amp;ograve; avere un solo fine cui ricondurre ogni sua azione perch&amp;eacute; sia morale, &lt;strong&gt;un solo imperativo categorico&lt;/strong&gt; quale legge pratica cui obbedire incondizionatamente, un solo &lt;strong&gt;Tu devi&lt;/strong&gt; che ne caratterizzi l'operato: contribuire con tutto se stesso al propizio Rinascimento meridionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/la_direttiva_morale_e_l_imperativo_categorico_di_chi_e_convinto_fautore_di_per_il_sud.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-12-11</pubDate>
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<title>Leadership padana sconfessata: al meridionale ing. Pertosa l'ambita designazione di "Imprenditore dell'anno in Italia" </title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;129&quot; height=&quot;191&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2009/Pertosa.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ing. Pertosa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Mezzogiorno comincia a puntare i piedi e far valere le proprie specificit&amp;agrave; e professionalit&amp;agrave;: per la prima volta il prestigioso riconoscimento di &amp;quot;Imprenditore dell'anno&amp;quot;, il premio di vincitore assoluto in Italia nella categoria &amp;quot;Innovazione&amp;quot;, conferito da una delle pi&amp;ugrave; importanti societ&amp;agrave; di certificazione e consulenza del mondo, la &amp;quot;Ernst &amp;amp; Young&amp;quot;, va ad un industriale del Meridione. Nonostante sconti anche lui come tutti i tenaci&amp;nbsp; industriali del Sud il deficit del sistema creditizio e infrastrutturale, l'ingegner Vito Pertosa, presidente della MerMec di Monopoli, nella mattinata del 19 novembre &amp;egrave; stato insignito dell'ambito riconoscimento di &amp;quot;Imprenditore dell'anno&amp;quot; nel corso della cerimonia ufficiale svoltasi a Milano, a Palazzo Mezzanotte. Il valente imprenditore pugliese e la sua azienda, inoltre, concorreranno alla classifica internazionale dell'eccellenza imprenditoriale che la stessa &amp;quot;Ernst &amp;amp; Young&amp;quot; elabora annualmente e la cui cerimonia di premiazione si terr&amp;agrave; a Montecarlo.&lt;br /&gt;
Di l&amp;agrave; dalla motivazione ufficiale del riconoscimento attribuito alla MerMec, illustrata a Palazzo Mezzanotte fra segnali di sconforto dell'ortodossia leghista presente, la stessa vicenda imprenditoriale dell'ingegner Pertosa &amp;egrave; degna di essere additata alla notoriet&amp;agrave; e alla unanime stima.&lt;br /&gt;
Il punto di partenza di un'ascesa che, nel giro di vent'anni, ha condotto alla creazione di un complesso imprenditoriale unico nel panorama internazionale, &amp;egrave; rappresentato dalla Meridional Meccanica, azienda di famiglia fondata da Angelo Pertosa (il padre dell'ingegner Vito) in tempi ormai lontani. Rilevata personalmente nel 1988 l'azienda paterna con la nuova denominazione di MerMec, il giovane imprenditore monopolitano ha dato origine ad una scia di successi che hanno condotto alla realt&amp;agrave; attuale: la MerMec S.p.A., di cui Vito Pertosa &amp;egrave; presidente, &amp;egrave; capofila del gruppo MerMec che controlla tecnogamma S.p.A. in Italia (Treviso), MerMec France S.a r.l. in Francia (Marsiglia) e Imagemap Inc. negli Stati Uniti (Columbia, Carolina del Sud).&lt;br /&gt;
Il Gruppo industriale, con base a Monopoli, &amp;egrave; leader mondiale nella progettazione, sviluppo e fornitura di soluzioni ad alta tecnologia per l'efficiente e sicura gestione delle infrastrutture ferroviarie. Oggi la holding conta pi&amp;ugrave; di 450 dipendenti, con clienti in 37 Paesi del mondo tra ferrovie ordinarie e alta velocit&amp;agrave;, metropolitane e tramvie. Lo scorso 2008, sotto l'aspetto operativo, si &amp;egrave; chiuso con un fatturato consolidato di 80 milioni di euro, di cui il 15%, come ogni anno, sar&amp;agrave; investito in attivit&amp;agrave; di ricerca e innovazione. Da sottolineare, infatti, come la MerMec sia la societ&amp;agrave; pi&amp;ugrave; premiata d'Italia per l'innovazione con ben sei premi tra nazionali e internazionali: diventa acuta, a questo punto, l'insofferenza della tanto decantata infrastrutturalmente ricca e bancariamente ben assistita imprenditoria padana...&lt;br /&gt;
&amp;quot;Ogni giorno ci sono &amp;lt;sgambetti&amp;gt; da schivare&amp;quot;, dice l'ingegner Vito Pertosa, &amp;quot;ma riuscire a far arrabbiare i concorrenti che cercano di ostacolarti e raggiungere comunque gli obiettivi &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grande delle soddisfazioni&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Per la prima volta, perci&amp;ograve;, il riconoscimento di &amp;quot;Ernst &amp;amp; Young&amp;quot; per l'innovazione viene assegnato al Sud, proprio quel Sud da dove Pertosa ha intrapreso il proprio cammino e dove torna puntualmente. &amp;quot;La Puglia &amp;egrave; la nostra base decisionale, il nostro quartier generale&amp;quot;, conferma infatti l'industriale monopolitano di successo.&lt;br /&gt;
Le prossime sfide del Gruppo MerMec riguardano nuove acquisizioni nel settore dell'alta tecnologia, per quanto afferisce al comparto aerospaziale e biomedicale, sempre prendendo avvio dalla Puglia perch&amp;eacute; come sostiene l'ingegnere pugliese &amp;quot;il lavoro e l'attaccamento alla propria terra pagano&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Vito Pertosa, per completezza di figura imprenditoriale, &amp;egrave; anche amministratore delegato del Consorzio Sud Space (prodotti e servizi per il settore aerospaziale), nonch&amp;eacute; amministratore unico del Consorzio 2 Mcliv (prodotti e servizi per l'automazione industriale). &lt;br /&gt;
Il prestigioso curriculum dell'ingegnere monopolitano, tuttavia, non si ferma qui: a dispetto di chi vede uomini d'impresa e avveduti operatori dell'economia e della finanza&amp;nbsp; solo nell'uggiosa Padania, Pertosa &amp;egrave; attualmente reggente con funzione di censore per la Filiale di Bari della Banca d'Italia, componente del Comitato locale regione Puglia Banca Unicredit, nonch&amp;eacute; membro del prestigioso Sap Advisory National Council. In Italia, inoltre, &amp;egrave; tra gli esperti del Ministero dell'Universit&amp;agrave; e della Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico, responsabile di progetti di ricerca nazionali ed europei.&lt;br /&gt;
In conclusione, pu&amp;ograve; assennatamente sostenersi che c'&amp;egrave; un'altra imprenditoria che opera in situazioni di difficolt&amp;agrave; infrastrutturali e di accesso al credito che meriterebbe pi&amp;ugrave; attenzione, senza far costante riferimento a quella realt&amp;agrave; industriale padana tanto osannata e finanziariamente assistita per intercessione dei numi tutelari leghisti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-11-23</pubDate>
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<title>Il Partito "per il Sud" e Pippo Callipo  connubio vincente per la Calabria</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;/files/image/2009/1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;In un'atmosfera di serrata propositivit&amp;agrave; e di fervido impegno per la rinascita della regione calabrese, la conferenza stampa svoltasi nella mattinata del 16 novembre negli ambienti dell'Hotel Eurolido di Falerna ha ufficialmente sancito l'appoggio del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; alla candidatura del cavalier Filippo Callipo quale presidente della Regione Calabria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L'incontro con la stampa, avvenuto a seguito della concorde intesa della direzione politica del Partito, ha voluto essere un segno tangibile della fiducia che &amp;quot;per il Sud&amp;quot; ripone in un candidato di prestigio quale Filippo Callipo, nota figura dell'imprenditoria meridionale gi&amp;agrave; presidente degli industriali calabresi. Espressione della pi&amp;ugrave; attenta societ&amp;agrave; civile della regione, il cavalier Callipo sar&amp;agrave; innegabilmente in grado di apportare nuovi stimoli e nuovi indirizzi all'evolversi della politica calabrese, all'insegna di un rinascimento civile culturale ed economico obiettivo caratterizzante dell'impegno elettorale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;/files/image/2009/2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Gli interventi svoltisi durante la conferenza, in attesa del sopraggiungere degli inviati della stampa locale, hanno voluto rimarcare i contrasti tra un passato di vivacit&amp;agrave; economica della Calabria e un presente frutto del dissesto e dell'incuria post unitari (relazione introduttiva del presidente di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; Domenico Iannantuoni), mentre l'attuale emarginazione della regione dai circuiti che contano in Italia e nell'Unione Europea per la colpevole insufficienza degli stessi esponenti politici calabresi &amp;egrave; stata sottolineata dal candidato Filippo Callipo, insieme alla necessit&amp;agrave; di spezzare la catena che lega le negativit&amp;agrave; del tessuto sociale ad una corrosiva malapolitica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;L'opportunit&amp;agrave; di collocare la persona al primo posto nell'attenzione di chi muove i fili delle istituzioni (esempio su tutti la gestione della sanit&amp;agrave;), gi&amp;agrave; rimarcata dall'aspirante presidente, &amp;egrave; stata ribadita da Franco Gallelli di Calabria Protagonista, in rappresentanza del comitato di associazioni calabresi (esito dell'efficace opera svolta da monsignor Bregantini) che sostengono la candidatura di Filippo Callipo. Anche Gallelli, come gi&amp;agrave; l'industriale neo-politico, ha confermato la piena adesione alle Idee Forza del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, illustrate dal presidente Iannantuoni nell'intervento di esordio con particolare riferimento alla realt&amp;agrave; calabrese.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;/files/image/2009/3.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;La dura battaglia elettorale che attende Filippo Callipo &amp;egrave; stata evidenziata dal vicepresidente di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; Michele Ladisa, profondo conoscitore della societ&amp;agrave; calabrese per la vicinanza a due valenti meridionalisti della regione come l'avvocato Tassone di Vibo Valentia e Salvatore Farina, da anni emigrato a Norimberga. Da parte sua, il vicepresidente della neonata Banca Popolare del Meridione nonch&amp;eacute; consigliere di &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, Giacomo Pellegrino, riallacciandosi ad un cenno del cavalier Callipo circa la necessit&amp;agrave; di un nuovo corso per il sistema bancario calabrese, dopo aver riconosciuto all'imprenditore di Pizzo il coraggio di essersi proposto in prima persona anzich&amp;eacute; delegare le aspettative ai soliti politici, ha convenuto come, dopo l'avvenuto fagocitamento della struttura bancaria della regione da parte dei grandi istituti settentrionali, &amp;egrave; indispensabile che anche al Sud si sviluppi una diversa cultura di fare banca che ponga al centro la persona e le sue capacit&amp;agrave; di creare impresa e lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Bruno Ciciarello, di &amp;quot;Alleanza per il Sud&amp;quot;, ha confermato l'adesione del proprio movimento (in piena organizzazione) al progetto in itinere, soffermandosi sull'aspetto del rilancio dell'economia calabrese e del sistema creditizio. Sul quale ultimo, con impeto e originalit&amp;agrave;, ha voluto innestare il proprio intervento l'esponente di &amp;quot;per il Sud&amp;quot; Michele Loglisci, proponendo al candidato presidente l'istituzione di una tassa regionale sul denaro che le banche, dopo la raccolta sul territorio, investono fuori della Calabria e in particolar modo al nord della penisola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;/files/image/2009/4.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Il progetto di rinascimento del Sud e quindi della Calabria &amp;egrave; stato fatto proprio anche dalla professoressa Falcone, esponente di quella sinistra calabrese in cui si sta realizzando una rottura con i vecchi schemi e ai cui occhi il candidato presidente Filippo Callipo, nella competizione in atto, sintetizza la migliore tradizione dell'imprenditoria calabrese come anche un nuovo modello per la democrazia nella regione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;A chiusura della conferenza stampa, il presidente Iannantuoni ha invitato con decisione a passare dalle parole ai fatti, animando l'auspicio che il cav. Callipo diventi il presidente di tutti i calabresi, compresi i residenti all'estero e nel nostro Settentrione: di qui l'invito a presenziare alla conferenza ufficiale dei calabresi in Lombardia che si terr&amp;agrave; prossimamente a Milano. La necessit&amp;agrave; di una pronta attivazione della macchina del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; in Calabria, per essere il linea anche con i tempi burocratici e i meccanismi elettorali, insieme alla consegna a Filippo Callipo della bandiera del Partito e del volumetto programmatico &amp;quot;La riconquista del Sud&amp;quot;, hanno chiuso l'ambito incontro con la stampa di Falerna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;Francesco Antonio Schiraldi &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/il_partito_per_il_sud_e_pippo_callipo_connubio_vincente_per_la_calabria.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-11-18</pubDate>
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<title>La Banca del SUD? Lasciamola fare al SUD che ne è più che capace!</title>
<description><![CDATA[&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;191&quot; src=&quot;/files/image/2009/sudati_risparmi.jpg&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Lo stop del Senato all'idea del Ministro TREMONTI (PDL) di far nascere una Banca al Sud, &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;dipeso da ragioni tecnico-procedurali, &amp;egrave; senz'altro una buona notizia.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Infatti, a mio avviso, la costituzione di essa banca avrebbe creato tanto......lavoro a procure e &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;collegi giudicanti come&amp;nbsp; &amp;egrave; avvenuto per il passato con le leggi &amp;quot;finanziarie&amp;quot; e &amp;quot;carrozzoni&amp;quot; &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;finanziari di interventi straordinari in favore del Mezzogiorno.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Anche se le buone intenzioni del proponente erano di non duplicare le Sacrestie Politiche, &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;certamente la Banca del Mezzogiorno, atteso che il progetto venisse realizzato per la co&lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;munit&amp;agrave; del Sud&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;, avrebbe generato una serie di aspettative per quei miopi imprenditori che &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;pi&amp;ugrave; che generare posti di lavoro, duplicano presidenze, segreterie, poltrone ed...auto blu!.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Certamente il sistema creditizio meridionale meriterebbe maggiore attenzione da parte delle Auto&lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;rit&amp;agrave; preposte&amp;nbsp;visto che&amp;nbsp;che lo stesso, spesso, ha le gambe al Sud e la testa al Nord; ma mi piacereb&lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;be immaginare che il Governo anzich&amp;egrave; promuovere una nuova Banca al Sud, dia&amp;nbsp; fondi &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;alle Banche neo costituite al Sud (Banca del Sud Spa, Banca Popolare del Meridione Scpa ed altre ancora che per brevit&amp;agrave; non cito) e &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;capitalizzi i COFIDI meridionali, attori delle garanzie in favore delle PMI del Sud sottocapitalizzate.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Il Ministro TREMONTI aveva rilasciato interviste commentando che, in maniera univoca, lo Stato &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;nella fondazione della Banca del Mezzogiorno, si sarebbe limitato solo alla funzione di volano e &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;socio promotore; ma avuto riguardo che spesso la mano pubblica non recita parti di comparsa &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;bens&amp;igrave; di primo attore &amp;quot;stonato&amp;quot;, certamente avrebbe pilotato le scelte del nuovo organismo verso &lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;beneficiari bravi pi&amp;ugrave; nella anticamere del POTERE che negli uffici del MERCATO, con la conse&lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;guenza che ancora una volta si sarebbe fotocopiato l'elargizione del credito agli &amp;quot;amici amici&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Giacomo Pellegrino&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;font size=&quot;2&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;Gi&amp;agrave; Presidente della &lt;br /&gt;
Banca Popolare del Levante, consigliere della costituita Banca Popolare del Meridione, presidente della Pellegrino Group S.p.A.&amp;nbsp;e&amp;nbsp;consigliere Nazionale di &amp;quot;per il SUD&amp;quot;&amp;nbsp;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/la_banca_del_sud_lasciamola_fare_al_sud_che_ne_e_piu_che_capace.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-11-17</pubDate>
</item>
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<title>SputtaNapoli deve finire!</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Riportiamo di seguito un toccante articolo di Nando Dic&amp;egrave;, massimo esponente del movimento &amp;quot;Insorgenza Meridionale&amp;quot;. I lettori vorranno comprendere la rudezza con cui l'Autore affronta il problema &amp;quot;SUD&amp;quot; snocciolando tutte le accuse&amp;nbsp; , ora giustamente &amp;quot;urlate&amp;quot;, al sistema politico nordcentrico non pi&amp;ugrave; oltre sostenibile, ma egli, che vive la realt&amp;agrave; napoletana ed &amp;egrave; consapevole del crescente degrado che dalla conquista garibaldesca ha progressivamente distrutto l'economia meridionale e annichilito la sua Societ&amp;agrave; fino a sottrargli il &amp;quot;Diritto allo Sviluppo&amp;quot;, ne ha ben donde.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ringraziamo Nando Dic&amp;egrave; per il prezioso contributo di cui ci autorizza la pubblicazione sul nostro sito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SputtaNapoli deve finire!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;di Nando Dic&amp;egrave;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo &amp;ldquo;Stato Italiano&amp;rdquo;, che italiano non &amp;egrave; (perch&amp;eacute; come sanno tutti, lo stato Italiano &amp;egrave; l&amp;rsquo;organizzazione di controllo degli italiani da parte della finanza internazionale che non conserva nessuna sovranit&amp;agrave;, n&amp;eacute; Politica &amp;ndash; delegata all&amp;rsquo;economia- n&amp;eacute; economia &amp;ndash; delegata col signoraggio alle banche &amp;ndash; n&amp;eacute; militare &amp;ndash; delegata alla NATO (leggasi Usa) prima ha tentato di ammazzarci tutti (1861-1875) causando un milione di morti su nove milioni di abitanti. Poi ha tentato di deportarci tutti nel pacifico, come facevano gli inglesi coi criminali (1865). Infine ci ha costretti a lasciare la nostra terra (30 milioni di meridionali hanno lasciato il Sud in 150 anni, nel 1861 Torino era la terza citt&amp;agrave; del Sud, per abitanti dopo Napoli e Palermo ed oggi Roma &amp;egrave; la citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; grande della Calabria) e poi si &amp;egrave; inventato lo &amp;ldquo;Sputtanapoli&amp;rdquo; per convincere noi meridionali che il tutto &amp;egrave; colpa nostra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma Sputtanapoli continua ancora. Veniamo ai fatti. L&amp;rsquo;avamposto prefettizio dello Stato a Napoli diffonde un video dove un uomo uccide un altro uomo, in mezzo a gente indifferente. Scopo ufficiale? Chiedere alle persone presenti di riconoscere l&amp;rsquo;assassino, in quanto, le indagini non hanno portato a risultati. Effetto di questa scelta balorda? La stampa, gli opinionisti e i commentatori vari, denigrano Napoli e con essa tutti i meridionali, tacciandoli di indifferenza, scarso senso civico, mancata collaborazione con le istituzioni. Risultato? I colpevoli della camorra a Napoli sono i Napoletani!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sputtanapoli ha raggiunto i suoi scopi reali. Convincere i Napoletani che la colpa di tutto &amp;egrave; &amp;ldquo;geneticamente&amp;rdquo; loro, che tutto rester&amp;agrave; uguale e che non c&amp;rsquo;&amp;egrave; altra strada se non quella di emigrare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A questo punto siamo stanchi di subire questo ignobile gioco al massacro che serve ad una sola cosa: far scaricare sui governati le esclusive colpe dei governanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per dimostrare questa cosa dobbiamo fare alcuni esempi di Sputtanapoli, ad ogni livello. Livello basso: I tifosi del Napoli, come tutti i tifosi d&amp;rsquo;Italia, vanno in trasferta, facendo un poco di casino? Titoloni di giornali che evidenziano l&amp;rsquo; &amp;ldquo;incivilt&amp;agrave;&amp;rdquo; dei meridionali. Dopo un anno si scopre che era tutta una montatura: due trafiletti e nessuna scusa ai tifosi, ai Napoletani e a tutto il Sud.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma saliamo di livello. Napoli sommersa dall&amp;rsquo;immondizia? Veniamo umiliati nel mondo e la colpa &amp;egrave; solo dei napoletani che sono incivili. Quando si scopre che lo Stato dal 2001 al 2006 d&amp;agrave; 15 euro per ogni cittadino del nord per lo smaltimento dei rifiuti e 4,6 ad ogni cittadino del sud, nessun titolo contro lo Stato colpevole. Quando si scopre che i rifiuti che invadono le discariche sono tutti rifiuti industriali del nord, nessuno incolpa il nord di essere il miglior partner commerciale della Camorra e quando si evidenziano le responsabilit&amp;agrave; del Governatore, sinistro, Bassolino, invece di mandarlo in galera, lo Stato ed il governo, di destra, lo promuovono responsabile della bonifica. Ed ai napoletani che hanno subito l&amp;rsquo;ingiuria mondiale? Nemmeno una riga di scuse. Non vi dico l&amp;rsquo;imbarazzo e lo sforzo che lo Sputtanapoli deve fare una volta raggiunto l&amp;rsquo;obbiettivo di dimostrare che i napoletani sono, da sempre (sic), un popolo di munnezza quando noi meridionalisti facciamo girare un documento che dimostra che al sud dal 1836, cio&amp;egrave; quando eravamo italiani senza lo Stato Italiano, avevamo la prima legge sui rifiuti differenziati d&amp;rsquo;Italia e del mondo, dimostrando lo stato di civilt&amp;agrave; in cui vivevamo prima che il nord ci venisse ad invadere. Per non parlare del fatto che continuano a nasconderci che le regioni a pi&amp;ugrave; alto tasso di &amp;ldquo;reati ambientali&amp;rdquo; sono il Veneto ed il Trentino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E vogliamo fare qualche riferimento storico? Appena fatta l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; costruirono la superiorit&amp;agrave; razziale nordista sulle teorie di Lombroso, basate sul fatto che i meridionali erano geneticamente inferiori in quanto avevano il cranio tondo e l&amp;rsquo;assenza di una fantomatica vertebra. Conseguenze? Gli italiani venivano divisi sotto la Statua della Libert&amp;agrave;, dall&amp;rsquo;ufficio emigrazione americano, in tre categorie. I nordisti in &amp;ldquo;bianchi&amp;rdquo;, i meridionali in &amp;ldquo;non bianchi&amp;rdquo; e i Siciliani i &amp;ldquo;negri di colore chiaro&amp;rdquo;. Quando si scopr&amp;igrave; l&amp;rsquo;assurdit&amp;agrave; di tale razzismo, (&amp;ldquo;grazie&amp;rdquo; alle leggi razziali del fascismo) nessuno si preoccup&amp;ograve; di chiedere scusa ai meridionali, neppure gli anti-razzisti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma andiamo avanti. Titoloni di giornali negli anni 70 &amp;ldquo;&amp;hellip;percentuale altissima di bambini affetti da malattie infettive a Napoli&amp;rdquo;. Subito si scatena l&amp;rsquo;attacco di &amp;ldquo;Sputtanapoli&amp;rdquo; sui meridionali &amp;ldquo;scarsamente attenti&amp;rdquo; all&amp;rsquo;igiene, abituati a &amp;ldquo;mangiare nel sudiciume&amp;rdquo;, affetti da endemico colera, incivili da sempre (noi, gli eredi della Magna Grecia). Quando si scopr&amp;igrave; che tale percentuale era dovuta al fatto che a differenza del Nord che aveva pi&amp;ugrave; ospedali che potevano curare le malattie infettive al Sud c&amp;rsquo;era un solo ospedale e che, a conti fatti, le percentuali erano inferiori al sud che al nord? Silenzio. E nessuno che ricordi che al Nord esisteva la malattia endemica della Pellagra che rende geneticamente stupidi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed ancora. Ve li ricordate i soldi del terremoto? Titoloni enormi su come al Sud eravamo tutti ladri, pure quelli che sono rimasti 30anni nelle roulotte, dimenticando sempre di dire che i politici meridionali erano sempre eletti in partiti asserviti agli interessi del Nord, magari proprio dalle industrie che affittavano o costruivano roulot&amp;hellip; Ma poi quando il Fondo Monetario Internazionale scopre che i soldi del terremoto sono andati per l&amp;rsquo;87% ad aziende del Nord che succede? Nessuno si preoccupa di chiederci scusa o di accusare i nordici di ladrocinio, in combutta con camorra e giudici corrotti. Sara stata una dimenticanza?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci hanno &amp;ldquo;scartavetrato&amp;rdquo; la coscienza loro e la &amp;ldquo;Cassa del mezzogiorno&amp;rdquo; ed il Nord che lavora ed il Sud che ruba, il Nord che paga e il Sud che incassa&amp;hellip;..ma poi quando l&amp;rsquo;accademia dei Lincei, dimostr&amp;ograve; che grazie alle rimesse degli emigranti meridionali, e solo dei meridionali, il Sud dava allo stato 32 volte quello che lo stato dava al Sud attraverso la cassa del mezzogiorno, nessuno ha parlato, nessun politico del cazzo meridionale ha urlato la verit&amp;agrave;, nessun giornale ha chiamato quelli del Nord con il loro vero nome: cio&amp;egrave;, ladri, bugiardi, cassaintegrati coi soldi nostri, pezzenti arricchiti, ignoranti, falliti cronici salvati dallo Stato e quindi da noi, bancarottieri alla Parmalat, criminali storici dai tempi di Don Rodrigo&amp;hellip; la cosa assurda e che nessuno degli economisti di stato, che stanno sempre li a farci conti in tasca si &amp;egrave; mai domandato: &amp;ldquo;scusate ma di quei 31 che restano dei meridionali, lo stato che ne ha fatto?&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma i Napoletani si sa, sono incapaci a gestirsi, prova ne &amp;egrave;, il Banco di Napoli pieno di debiti. Ed infatti lo Sputtanapoli invoglia i laboriosi nordisti ad &amp;ldquo;aiutarci&amp;rdquo;. Loro, come Garibaldi 150anni prima, scendono e si prendono il Banco di Napoli, perch&amp;eacute; sono &amp;ldquo;bravi ed onesti&amp;rdquo;. Dopo 13 mesi si scopre che gli incapaci meridionali avevano il Banco di Napoli con 9 miliardi di sofferenza, ma soprattutto che a comprarsi il Banco, sono venuti i Torinesi che ne avevano 11. Come mai nessuno ha chiamato i Torinesi, pezzenti e incapaci? Ma soprattutto perch&amp;eacute; gli sputtanatori di Napoli, non hanno subito chiesto di togliere agli incapaci debitosi torinesi la loro banca?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed arriviamo al video dell&amp;rsquo;omicidio di Mariano Bacioterracino avvenuta l&amp;rsquo;11 maggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La colpa &amp;egrave; dei meridionali che non denunciano? Scusate ce lo siamo dimenticati che fine ha fatto Giancarlo Siani? E di quelli ammazzati perch&amp;eacute; avevano denunciato le estorsioni, dai camorristi lasciati liberi dopo solo 2 anni? Qualcuno vorrebbe ricordare che il pizzo nel Casertano si pagava nella caserma dei vigili urbani? E che per diventare Vigile bisognava essere raccomandati?&amp;nbsp; Che a Giugliano la caserma dei carabinieri &amp;egrave; abusiva, significher&amp;agrave; qualcosa? Ce lo possiamo chiedere, assistendo ogni giorni a scandali e denuncie se partiti politici e camorra sono la stessa cosa, e che quindi lo Stato, fatto dai partiti, per la propriet&amp;agrave; transitiva &amp;egrave; fatto da camorristi? Lo vogliamo ricordare che questa alleanza fra Stato e malavita &amp;egrave; nata proprio con l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; d&amp;rsquo;Italia&amp;nbsp; e che &amp;egrave; con Garibaldi ed i piemontesi che la malavita si definisce organizzata perch&amp;egrave; si organizz&amp;ograve;, insieme allo Stato, per impedire che i meridionali, tutti, si ribellassero ai Savoia? E dell&amp;rsquo;accordo degli americani con la Mafia per sbarcare i Sicilia? E del bacio di Andreotti? Di Salvo Lima? Vogliamo parlarne? Sputtanapoli vuole convincerci che al sud lo stato combatte la mafia. Ma &amp;egrave; di qualche settimana fa la notizia che lo stato trattava con la mafia e che le stragi di via d&amp;rsquo;Amelio e Capaci non furono altro che armi di contrattazione fra stato e criminalit&amp;agrave;. E di quando lo stato tratt&amp;ograve; con Cutolo per liberare il generale della NATO? E dei servizi segreti che facevano entrare ed uscire camorristi dalle carceri come denunciarono Buscetta e Cutolo? E qualcuno vorrebbe far notare ai giornalisti che nelle zone ad alta criminalit&amp;agrave; ci sono delle &amp;ldquo;anomalie&amp;rdquo; elettorali? E quando parlano di &amp;ldquo;compravendita di voti&amp;rdquo;? Secondo voi fra chi &amp;egrave; la compravendita ed in cambio di cosa? E che dire di tutti i comuni sciolti per infiltrazione mafiosa in Campania e mai nessun giornalista che chieda di togliere il diritto di voto ai camorristi? Tutte queste cose i napoletani le sanno, le sentono, le vivono&amp;hellip; secondo voi&amp;nbsp; bastano a dimostrare che la camorra &amp;egrave; nei partiti, che i partiti sono nello stato e che quindi la camorra &amp;egrave; lo stato dal 1861 SONO la stessa cosa? Secondo noi, s&amp;igrave;. E quindi accusare i napoletani di indifferenza, facendoli passare per complici della camorra mentre lo stato &amp;egrave; costantemente in contatto con la camorra nella completa indifferenza degli interessi dei meridionali &amp;egrave; o non &amp;egrave; un atto di malafede e di sputtanamento senza fondamento? Istigazione al suicidio: l&amp;rsquo;invito ai napoletani di denunciare i camorristi allo stato sarebbe come chiedere di denunciare Hide a Jekyll.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fin quando al potere ci saranno partiti antimeridionali e fin quando la stampa tutta sar&amp;agrave; tutta di propriet&amp;agrave; di poteri forti nordisti, NON CI ASPETTIAMO SCUSE, ma non aspettatevi che subiremo in silenzio ancora per molto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E quindi vi diciamo apertamente cosa siete. In realt&amp;agrave; siete solo dei pezzi di merda. Perch&amp;eacute; se volevate trovare il killer, non c&amp;rsquo;era bisogno di mostrare il video, ma solo il frame, con la foto. Se volevate far ricordare il luogo alla gente che avrebbe potuto vederlo, potevate tagliare le scene cruente e i gesti di indifferenza. E siete anche dei pezzi di merda infami. Perch&amp;eacute; se volevate una certezza che quelle persone non parleranno mai e poi mai, l&amp;rsquo;unica cosa che non dovevate fare era quella di mostrare i loro volti, in modo da farli riconoscere dai vostri killer, chiamati camorristi (al posto vostro Putin ha dovuto ricorrere ai servizi segreti per fare degli omicidi di stato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma voi non volevate i colpevoli, anzi sicuramente il nome del colpevole lo sapete gi&amp;agrave;, voi non volete combattere i vostri compagni di merenda camorristi, voi volevate una sola cosa SPUTTANARE NAPOLI.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma fin quando avremo la forza per farlo, noi meridionali VI INSORGEREMO CONTRO!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Nando Dic&amp;egrave; (Movimento Insorgenza Meridionale)&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-11-14</pubDate>
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<title>S.O.S. dal comparto agricolo pugliese</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img style=&quot;width: 438px; height: 433px&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;466&quot; src=&quot;/files/image/2009/nord_mangia_sud.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; segnala la grande preoccupazione che serpeggia in Puglia per la grave crisi che sta investendo il sistema agricolo, con effetti rovinosi sulle imprese, i lavoratori e i nuclei familiari. Una situazione di squilibrio che ha determinato un difficilissimo momento per l'agricoltura della regione, su cui incidono pesantemente forme di concorrenza del tutto inedite e distorsive, insieme alle difficolt&amp;agrave; nell'individuare le giuste strategie in una economia sempre pi&amp;ugrave; globalizzata ma senza regole. Sono pi&amp;ugrave; che noti, infatti i danni provocati al sistema agroalimentare dalla vera e propria pirateria di taluni protagonisti del settore, refrattari al rispetto di regole e disposizioni normative.&lt;br /&gt;
L'assessore regionale pugliese alle risorse agroalimentari, Dario Stef&amp;agrave;no, mantiene uno stretto contatto con tutte le organizzazioni sindacali e di categoria, per vagliare ogni possibile iniziativa anche straordinaria di cui il governo regionale possa farsi promotore, compresa la dichiarazione dello stato di crisi. L'obiettivo principale &amp;egrave; quello di innalzare le forme di pressione nei confronti del governo nazionale: il ministro per le politiche agricole Luca Zaia, in realt&amp;agrave;, appare ancora &amp;quot;disattento&amp;quot; verso la crisi pugliese, del tutto insufficiente nell'apprestare opportuni interventi. Non vorremmo che ci&amp;ograve; accadesse perch&amp;eacute; le difficolt&amp;agrave; investono una regione del Mezzogiorno, essendo nota la stretta militanza politica pi&amp;ugrave; volte esplicitata dal ministro leghista...&lt;br /&gt;
In ogni caso, su iniziativa dell'assessorato pugliese alle Risorse agroalimentari, con la pronta disponibilit&amp;agrave; del presidente della Conferenza Stato - Regioni, Vasco Errani, &amp;egrave; stato fissato un incontro con il sottosegretario Gianni Letta proprio per coinvolgere e stimolare maggiormente il governo nazionale.&lt;br /&gt;
&amp;quot;La sopravvivenza del sistema agricolo pugliese &amp;egrave; indispensabile per la tenuta dell'intero sistema economico regionale. Per questo mi metter&amp;ograve; a capo delle iniziative che dalla Puglia intenderanno muoversi verso Roma e Bruxelles&amp;quot;, conferma lo stesso assessore regionale Dario Stef&amp;agrave;no.&lt;br /&gt;
La Puglia, quindi, vuole essere in prima fila per difendere la peculiarit&amp;agrave; e dignit&amp;agrave; del proprio comparto agricolo, mobilitando l'intero sistema delle Regioni all'interno delle sedi decisionali, con lo scopo di sensibilizzare adeguatamente il governo nazionale perch&amp;eacute; adotti i pi&amp;ugrave; efficaci interventi nell'evidenza dello stato di crisi.&lt;br /&gt;
Le priorit&amp;agrave;, a questo proposito, vengono individuate nella moratoria per i pagamenti INPS e per le azioni esecutive in danno delle aziende agricole, nel finanziamento del Fondo di solidariet&amp;agrave; a fronte dei danni provocati dalle calamit&amp;agrave;, nelle misure di sostegno all'accesso al credito.&lt;br /&gt;
Come gi&amp;agrave; attuato da altri governi europei, perci&amp;ograve;, &amp;egrave; indispensabile che il nostro governo ponga in essere un piano straordinario, ridefinendo la centralit&amp;agrave; del tema dell'agricoltura il quale deve tornare ad essere un obiettivo strategico dell'azione ministeriale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/s_o_s_dal_comparto_agricolo_pugliese.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-11-11</pubDate>
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<title>L'innegabile blocco sociale del nostro Paese e i suoi possibili rimedi. "Italia Futura" e le IdeeForza di "per il SUD"</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, con le sue Idee Forza orientate al superamento delle sperequazioni sociali, spesso fonte di penalizzazione per brillanti personalit&amp;agrave; dei territori del Mezzogiorno, accoglie con compiacimento le note di seguito illustrate, spiraglio di moderato ottimismo per l'avvenire.&lt;br /&gt;
***** &lt;br /&gt;
&amp;quot;Italia futura&amp;quot;, associazione creata da Luca Cordero di Montezemolo, ha dedicato alla mobilit&amp;agrave; sociale il suo primo lavoro di ricerca di ampio respiro, con l'obiettivo di promuovere il dibattito sul futuro del nostro Paese.&lt;br /&gt;
Se si guarda alle condizioni della famiglia di origine dei nati prima del 1950, confrontandole con le attuali situazioni di vita, ben il 41 per cento di questi italiani possono dire di aver migliorato il proprio stato sociale. Ma se si prendono in considerazione i figli di questi stessi fortunati, ecco rovesciarsi la prospettiva: solo il 6 per cento dei giovani di 20 anni dice di trovarsi&amp;nbsp; in condizioni migliori dei propri genitori, mentre il 20 per cento ritiene addirittura che il proprio stato sociale sia peggiorato.&lt;br /&gt;
Siamo quindi lontanissimi dall'Italia che ha preceduto il &amp;quot;boom&amp;quot; economico, una nazione che aveva grande fiducia nel futuro accingendosi a costruire un avvenire migliore. Oggi siamo un Paese socialmente bloccato, per cui chi nasce in una famiglia benestante rimane benestante, mentre chi nasce in un nucleo familiare indigente rimane indigente. &lt;br /&gt;
Tutto ci&amp;ograve; rappresenta un evidente disagio per chiunque, in quanto, venendo meno la precedente mobilit&amp;agrave; sociale, viene meno l'incentivo ad investire nello studio, nel lavoro nella speranza di un futuro migliore per s&amp;eacute; e per i propri figli.&lt;br /&gt;
Lo studio dell'Associazione &amp;quot;Italia Futura&amp;quot; dal titolo &amp;quot;L'Italia &amp;egrave; un Paese bloccato. Muoviamoci!&amp;quot;, vuole essere non solo un'analisi dei problemi legati alla scarsa mobilit&amp;agrave; sociale che caratterizzano l'Italia degli ultimi decenni, ma anche una proposta di possibili soluzioni da rivolgere alla pubblica discussione.&lt;br /&gt;
Le chiavi di volta per il superamento dell'empasse, nell'indagine degli esperti di &amp;quot;Italia Futura&amp;quot;, sono individuate in tre soluzioni di concreto impatto sociale, particolarmente incidenti l&amp;igrave; dove pi&amp;ugrave; si fa sentire il disagio economico.&lt;br /&gt;
La prima e pi&amp;ugrave; incisiva proposta della nuova associazione &amp;egrave; rappresentata dal &amp;quot;Fondo opportunit&amp;agrave;&amp;quot;, consistente nell'intestare ad ogni bambino che nasce un conto in banca, al quale lui stesso avr&amp;agrave; accesso dopo il superamento dell'esame di maturit&amp;agrave;. L'ammontare iniziale del conto, uguale per tutti, &amp;egrave; previsto in 1.000 euro, come uguale per tutti &amp;egrave; il contributo versato sul &amp;quot;Fondo opportunit&amp;agrave;&amp;quot; per ogni anno della scuola elementare, 600 euro. A partire dalla frequenza della scuola media e successivamente, l'entit&amp;agrave; del versamento diventa legato strettamente al merito, potendo variare da zero a 1.400 euro per anno.&lt;br /&gt;
Con questa prospettiva, i ragazzi pi&amp;ugrave; bravi saranno in grado di sommare, al termine delle scuole superiori, un bel gruzzolo di 20 mila euro. Chi si dovesse fermare alla maturit&amp;agrave; ne incassarebbe il 40 per cento, mentre, proseguendo negli studi, si avrebbe diritto al resto dei soldi nella forma di un mini stipendio mensile per un periodo massimo di tre anni. &lt;br /&gt;
Lo scopo palese &amp;egrave; quello di spingere i giovani a studiare e frequentare l'universit&amp;agrave;, mentre oggi il 20 per cento dei ragazzi tra i 18 e 24 anni abbandona le scuole superiori senza orientarsi su progetti di formazione. Addirittura, talvolta ad abbandonare sono proprio i ragazzi pi&amp;ugrave; capaci, costretti ad interrompere gli studi da uno stato familiare che non consente di mantenere un figlio all'universit&amp;agrave;: inutile dire che &amp;egrave; il Mezzogiorno con maggior frequenza a soffrire di tali rinunce. Il &amp;quot;Fondo opportunit&amp;agrave;&amp;quot; mira proprio ad impedire che talenti indiscussi vengano perduti dalla nostra societ&amp;agrave;, che si priverebbe di un preziosissimo apporto per il suo indispensabile sviluppo.&lt;br /&gt;
Ovviamente, il progetto delineato richiede un valido criterio per misurare il merito, in quanto su di esso, come abbiamo visto, si parametrerebbero i contributi del &amp;quot;Fondo opportunit&amp;agrave;&amp;quot;. I criteri qui proposti si incentrano sia su test standard per tutto il territorio nazionale, da privilegiare, ma anche, per contenere i costi, sul confronto tra i voti, ponderati tuttavia con la media della scuola di appartenenza: un otto conseguito in una scuola dove gli stessi abbondano, varr&amp;agrave; meno di un sette ottenuto l&amp;igrave; dove la media &amp;egrave; quella del sei.&lt;br /&gt;
La seconda soluzione elaborata da &amp;quot;Italia Futura&amp;quot; per superare il blocco dell'ascensore sociale &amp;egrave; &lt;br /&gt;
l' &amp;quot;affitto di emancipazione&amp;quot;. Ogni giovane fra i 22 e i 30 anni che lavora e che ha lasciato la casa dei genitori riceverebbe un sussidio mensile di 200 euro, in un sistema che comprenderebbe inoltre l'introduzione di un forte sconto fiscale per i proprietari che affittano a chi ha meno di 35 anni. L'obiettivo, in questo caso, &amp;egrave; quello di sostenere la mobilit&amp;agrave; &amp;quot;fisica&amp;quot; dei giovani, evitando il rifiuto di un lavoro fuori del proprio Comune, ovvero ridurre la crescita percentuale dei figli che continuano a vivere a casa dei genitori.&lt;br /&gt;
La terza proposta, infine, &amp;egrave; &amp;quot;il pacchetto per le giovani famiglie&amp;quot;, nei casi in cui tutti e due i genitori lavorano e ci sono figli con meno di sei anni. Si prevede per tale ipotesi la cumulabilit&amp;agrave; dell'affitto di emancipazione, insieme al rimborso parziale delle spese per la baby sitter. A ci&amp;ograve; va aggiunto l'abbattimento della base imponibile dei primi 10 mila euro per il reddito delle mamme che lavorano, per evitare che la cura di un figlio induca le donne a rinunciare all'occupazione e restare a casa, con inevitabili ricadute sul reddito della famiglia e sulle stesse scelte future dei figli.&lt;br /&gt;
L'associazione &amp;quot;Italia Futura&amp;quot;, quindi, con &amp;quot;L'Italia &amp;egrave; un Paese bloccato. Muoviamoci!&amp;quot;, manifesta la sua missione volta a far emergere temi che investono l'avvenire del Paese, per sollecitare a questo scopo uno stimolante e utile dibattito. Con Luca Cordero di Montezemolo, ideatore del volenteroso &amp;quot;think tank&amp;quot;, hanno aderito all'iniziativa, come soci fondatori e finanziatori, imprenditori e banchieri come Diego Della Valle, Maria Paola Merloni, Corrado Passera e Luigi Marino di Confcooperative, insieme ad un network di iscritti intesi a spingere la societ&amp;agrave; civile e politica &amp;quot;ad andare finalmente oltre le patologie di una transizione politica infinita e ripetitiva&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Il Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, da parte sua, g&amp;agrave; caratterizzato dalle proprie Idee Forza sul Benessere sociale, la Societ&amp;agrave; e il Rinascimento culturale, non pu&amp;ograve; che accogliere positivamente progetti tesi ad eliminare squilibri di reddito e di economie, consentendo che la mobilit&amp;agrave; sociale, come delineata nello studio di &amp;quot;Italia Futura&amp;quot;, possa realizzarsi soprattutto al Sud, dove le intelligenze traboccano ma vengono penalizzate da condizioni di partenza disomogenee rispetto alle aree attualmente pi&amp;ugrave; fortunate del Paese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Il responsabile della comunicazione istituzionale&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/l_innegabile_blocco_sociale_del_nostro_paese_e_i_suoi_possibili_rimedi.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-11-10</pubDate>
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<title>Sotto la spinta del Partito "per il SUD" e di Lega Meridionale </title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;/files/image/2009/19102009015.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;quot;Una federazione per il Rinascimento politico, sociale e culturale del Sud&amp;quot; &amp;egrave; il nucleo tematico dell'incontro promosso a Bari, presso l'Hotel 7 Mari, dal Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot; del presidente Iannantuoni e dalla Lega Meridionale guidata dal leader Michele Ladisa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;10&quot; alt=&quot;&quot; vspace=&quot;10&quot; align=&quot;left&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;/files/image/2009/19102009016.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Sotto l'abile conduzione del moderatore Lino Patruno, direttore editoriale della &amp;quot;Gazzetta del Mezzogiorno&amp;quot;, si sono susseguiti gli interventi di apertura e di saluto dei responsabili regionali Carlo Cirasola (Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;) e Francesco Romano (Lega Meridionale), padroni di casa nell'occasione, insieme a Rosario Polizzi di &amp;quot;Io Sud&amp;quot; della senatrice Adriana Poli Bortone.&lt;br /&gt;
Naturalmente le attenzioni dei presenti si sono presto focalizzate sugli interventi dei responsabili nazionali delle formazioni politiche, sapientemente introdotti dal moderatore Lino Patruno ben addentro, da par suo, agli impegnativi temi in discussione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Domenico Iannantuoni, del Partito &amp;quot;per il Sud&amp;quot;, con Michele Ladisa, della Lega Meridionale, hanno intrattenuto l'attento pubblico in sala con le loro relazioni dalla diversa impostazione ma centrate ambedue su un motivo comune: la necessit&amp;agrave; di dare finalmente una scossa alla cultura e al movimento meridionalista. Se le parole di Ladisa hanno toccato aspetti di pi&amp;ugrave; marcata impronta politica, a sottolineare una tradizione ormai risalente negli anni della sua Lega Meridionale, l'ingegner Iannantuoni ha sciorinato una serie di indici, dati finanziari e anomalie nei vari settori della nostra economia che testimoniano il perdurante stato di estrema soggezione di cui ancora oggi &amp;egrave; vittima il Mezzogiorno, a causa del predominio di noti e consolidati potentati economici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
L'intervento successivo della senatrice Adriana Poli Bortone, leader di &amp;quot;Io Sud&amp;quot;, ha voluto essere da un lato l'apprezzamento e il compiacimento per gli organizzatori della serata, testimoni di convinto zelo per il nostro Mezzogiorno, dall'altro un ribadire la sua attuale posizione politico - istituzionale che ha visto una svolta decisamente di impronta meridionalista. La lunga frequenza dei piani alti della politica nazionale hanno consentito alla parlamentare salentina di riversare sull'uditorio riflessioni e considerazioni di chi, consapevole di quanta trascuratezza avvolga tuttora il Sud nelle stanze romane, a dispetto delle continue roboanti ma stucchevoli prese di posizione di leader e subordinati, ha deciso di avviare un percorso che segni il riscatto di territori troppo a lungo negletti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img hspace=&quot;10&quot; alt=&quot;&quot; vspace=&quot;10&quot; align=&quot;left&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;/files/image/2009/19102009017.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;/files/image/2009/19102009014.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
Una intenzione di riscatto che ha condotto all'incontro di Bari, a manifestare adesione all'iniziativa, esponenti meridionalisti provenienti dalla lontana Santa Maria di Leuca e gi&amp;ugrave; dalla Calabria, ansiosi tutti di un imminente e favorevole Rinascimento politico sociale e culturale del Sud.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;em&gt;Francesco Antonio Schiraldi &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/sotto_la_spinta_del_partito_per_il_sud_e_lega_meridionale_le_forze_politiche_meridionaliste_si_incontrano_a_bari.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-10-22</pubDate>
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<title>"Barbarossa": uno spot - polpettone leghista a spese di tutti i cittadini</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;160&quot; height=&quot;200&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2009/Barbarossa.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Federico I, detto il Barbarossa&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Recensione di Franceso Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cinema e storia, uniti dalla stessa forza evocativa del racconto, sono i protagonisti di un affresco che diremmo sfumato, dai contorni talvolta non chiari.&lt;br /&gt;
&amp;quot;Ogni racconto&amp;quot;, dice oggi la critica pi&amp;ugrave; accurata, &amp;quot;&amp;egrave; una forma di organizzazione retorica, con una soggettivit&amp;agrave; incancellabile. E questo vale a maggior ragione nell'arte&amp;quot;. &lt;br /&gt;
Il cinema, quindi, non pu&amp;ograve; esso stesso sfuggire alla tentazione di sovrapporre alla fedele narrazione storica un punto di vista particolare. Tutto poi si complica se si prende a soggetto un evento medievale. Spiega l'annalista e docente Raffaele Licinio: &amp;quot;Il Medioevo non &amp;egrave; un'et&amp;agrave; della storia. E' un prodotto culturale e, come tale, &amp;egrave; soggetto a continue distorsioni prospettiche. Il cinema non rappresenta il Medioevo, ma solo immagini dello stesso&amp;quot;, favorendone, potremmo aggiungere noi, la reinvenzione a fini spesso di propaganda.&lt;br /&gt;
Ne &amp;egrave; recentissimo esempio la figura immaginifica di Alberto da Giussano, principe senza pari dell'iconografia leghista e in realt&amp;agrave; personaggio romanzato e idealizzante creato dalla penna di un frate domenicano del 1300, a pi&amp;ugrave; di un secolo di distanza dai fatti di cui sarebbe stato protagonista. A conferma indiretta, nell'occasione, sovviene lo stesso Giuseppe Verdi, non certo uno sprovveduto, il quale nell'opera lirica &amp;quot;La battaglia di Legnano&amp;quot; non mette il prode Alberto neppure tra le comparse che movimentano la scena...&lt;br /&gt;
L'interprete principale dell'iconografia bossiana, quindi, non fu affatto partecipe della storica battaglia di Legnano (realmente svoltasi il 29 maggio del 1176), al contrario di quanto epicamente racconta nel suo discusso e bizzarro &amp;quot;Barbarossa&amp;quot; il regista Renzo Martinelli. Ma addentriamoci per ordine in questa ennesima e quanto mai dispendiosa sceneggiata dell'epopea leghista.&lt;br /&gt;
Innanzitutto c'&amp;egrave; da chiedersi chi sia Renzo Martinelli, il cineasta che ha scritto, diretto e prodotto questo kolossal padano, opera che, fra l'altro, ha avuto una ridicola premi&amp;egrave;re al Castello Sforzesco di Milano con tutto il Carroccio in grande spolvero, il Presidente del Consiglio al solito benedicente, nonch&amp;eacute; altri membri del governo parecchio imbarazzati da quanto si svolgeva sullo schermo. Orbene, il nostro Martinelli &amp;egrave; un regista dalla filmografia comunque interessante, che tocca le lotte interne ai gruppi partigiani (&amp;quot;Porzus&amp;quot;), le colpe di politici e amministratori nel dissesto del territorio (&amp;quot;Vajont&amp;quot;), gli anni cupi del terrorismo con l'assassinio di Moro (&amp;quot;Piazza delle Cinque Lune&amp;quot;). Tuttavia la vera incognita &amp;egrave; la seguente: come riesce l'autore a portare avanti produzioni simili, mal ripagate successivamente dagli incassi al box office? Come pu&amp;ograve; un regista, pur lodevole per impegno, ma abbonato ai flop del botteghino, continuare a sfornare film con budget ultramilionari in un panorama asfittico come quello del nostro cinema (inizialmente per &amp;quot;Barbarossa&amp;quot; si &amp;egrave; parlato addirittura di 30 milioni di euro...)?&lt;br /&gt;
Renzo Martinelli, sia chiaro, &amp;egrave; grande amico dell'irascibile Senatur padano, se proviamo a ricordare che la sua ultima realizzazione &amp;egrave; al centro di un'ambiziosa operazione politica orchestrata proprio da Bossi e dalla Lega, ecco dissolversi le nubi sulle risorse finanziarie a disposizione del regista lombardo...Questa svolta pi&amp;ugrave; militante, per&amp;ograve;, non giova al baldo Martinelli sul piano artistico, perch&amp;eacute; il risultato, come vedremo, &amp;egrave; un polpettone indigesto ed enfatico appena riscattato dagli ormai consueti effetti speciali. &lt;br /&gt;
Affrontiamo, quindi, il film vero e proprio. Questo &amp;quot;Barbarossa&amp;quot; &amp;egrave; innanzitutto un lungometraggio dal titolo civetta, per attirare un pubblico pi&amp;ugrave; vasto di quello strettamente legato alla parabola leghista: quanti italiani sarebbero accorsi, altrimenti, a deliziarsi dell'immaginifica vita dell'epico Alberto da Giussano? &lt;br /&gt;
Si tratta, come gi&amp;agrave; accennato, di una pellicola fortemente voluta dalla Lega Nord, all'ossessiva ricerca di un passato da mitizzare, un &amp;quot;kolossal&amp;quot; prodotto al 40% dalla RAI (RAI Fiction e RAI Cinema) e al 10% dal Ministero dei Beni Culturali. Di questa produzione non si conoscono con esattezza i costi effettivi, considerato che fra voci di corridoio, dichiarazioni e smentite &amp;egrave; quasi impossibile conoscere l'ammontare degli investimenti. Il budget iniziale, infatti, circa trenta milioni di euro, si sarebbe rivelato esagerato, tanto &amp;egrave; vero che si &amp;egrave; parlato poi di trenta milioni di dollari, ovvero venti milioni di euro. Pi&amp;ugrave; di recente lo stesso Renzo Martinelli, in un'intervista ad un periodico, ha calcolato i costi in dieci milioni di euro per la produzione, pi&amp;ugrave; due per la promozione, comunque cifre notevoli per le medie del nostro cinema, sempre che le si voglia prendere per buone. &lt;br /&gt;
Un consistente impegno finanziario, bisogna dire, nonostante il film sia stato girato interamente in Romania, con figuranti del luogo, fra cui gruppi di etnia rom, promossi sul campo a eroici &amp;quot;lumbard&amp;quot; senza macchia n&amp;egrave; impronte digitali (un vero scherzo la&amp;nbsp; presenza gratutita di Umberto Bossi che si &amp;egrave; voluto ritagliare una particina di comparsa fra centinaia di rom!).&lt;br /&gt;
&amp;quot;Forse &amp;egrave; paradossale girare qui in Romania una storia del genere&amp;quot;, riconosce il regista di &amp;quot;Barbarossa&amp;quot; con sincerit&amp;agrave;, &amp;quot;ma in Italia i costi si sarebbero almeno triplicati&amp;quot;. Lo stesso cineasta assicura, a testimonianza della sua oculatezza di produttore, di essere &amp;quot;totalmente contrario al cinema assistito&amp;quot;, tanto biasimato di recente dal furioso ministro Brunetta. Viene da chiedersi allora: ma i cospicui sovvenzionamenti pubblici,&amp;nbsp; RAI e Ministero, cos&amp;igrave; generosamente elargiti per intercessione dei numi tutelari leghisti, che fine hanno fatto? Certamente non si sono persi nelle tasche del &amp;quot;zingarume rumeno&amp;quot; sfruttato come manovalanza a 400 euro la settimana, cui fa esplicito cenno Martinelli con espressioni questa volta degne del suo iracondo sponsor Borghezio.&lt;br /&gt;
D'altra parte, le notizie sui costi effettivi di questa opera prima della cinematografia padana sono necessarie, per capire se il film &amp;egrave; stato un disastro o solo una delusione. A differenza del budget, infatti, &amp;egrave; certo che l'incasso di &amp;quot;Barbarossa&amp;quot;, durante il primo fine settimana di programmazione, si &amp;egrave; aggirato intorno ai 450.000 euro. Facendo un po' di conti, dividendo i 450.000 euro per le 284 sale in cui il film &amp;egrave; stato distribuito (un&amp;nbsp; numero notevole per gli standard nazionali) risulta una media di 1584 euro a sala. A 7 euro al biglietto fa 226 spettatori per cinema, 64.000 spettatori in totale: davvero pochi per un kolossal storico di cui si &amp;egrave; parlato fin troppo, anche per via, ovviamente, dei costi tuttora inaccessibili. Se si calcola, poi, che la vita in sala di un lungometraggio &amp;egrave; in media di tre settimane, dopo di che, a meno di un miracolo, il pubblico si avvia su una china discendente, si pu&amp;ograve; apertamente parlare di flop, ovvero di un'operazione politica debole e insensata.&lt;br /&gt;
Ma cerchiamo di soffermarci sulla qualit&amp;agrave; della pellicola, per chiederci se almeno sul piano artistico si giustifica il consistente impegno profuso, politicamente prima ed economicamente poi, seppur su fondamenta decisamente malferme quale si rivela l'iconografia leghista. Illuminante, a questo punto, il commento critico dell'Osservatore Romano, un organo di stampa certamente non sospettabile di simpatie sinistrorse e quindi di avversione per i verdi padani: &amp;quot;Se l'aspirazione era quella di avere finalmente un eroe di riferimento, in Italia molti simpatizzanti della Lega Nord resteranno delusi dal tanto atteso &amp;quot;Barbarossa&amp;quot;, del regista Renzo Martinelli, che nelle aspettative avrebbe dovuto fornire, sia pure solo cinematograficamente, un appiglio storico sul quale fondare le loro rivendicazioni. Il film, in uscita con ben 250 copie, ha la pretesa di essere epico e invece naufraga, affondato proprio dal suo volere palesemente ammiccare a quanti cercano una storia e un personaggio credibili in cui riconoscersi...E poco importa che il personaggio scelto come simbolo, Alberto da Giussano, non abbia sufficienti riscontri storici&amp;quot;. Come accennato, infatti, parliamo di un personaggio creato dalla penna di un frate domenicano del XIV secolo, il milanese Galvano Fiamma, in una cronaca storica del capoluogo lombardo scritta&amp;nbsp; per compiacere Galeazzo Visconti, signore di Milano, ricostruendo le vicende medievali del Comune insubre in toni eroici. &lt;br /&gt;
A parte le falsit&amp;agrave; storiche di un &amp;quot;compilatore negligente, credulo, privo di senso critico&amp;quot;, sbugiardate dagli esperti e su cui ci sarebbe da dilungarsi (esauriente l'articolo del noto&amp;nbsp; medievista dell'Universit&amp;agrave; di Firenze Franco Cardini sul quotidiano &amp;quot;Il Tempo&amp;quot;), secondo altra voce critica: &amp;quot;Il film &amp;egrave; un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi. Concetti e parole d'ordine da sempre sbandierati dal Carroccio, che suonano fuori luogo. Assurdamente, infatti, nel corso della pellicola &amp;egrave; riscontrabile il classico &amp;lt;Roma ladrona&amp;gt; buttato l&amp;igrave; all'interno della frase &amp;lt;Barbarossa...un oppressore tiranno, ridotto a simbolo di Roma ladrona&amp;gt;, ovvero &amp;lt;Libert&amp;agrave; contro l'invasore e le tasse&amp;gt; e tante altre piccole frasi di apologia sul popolo lombardo&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&amp;quot;Al di l&amp;agrave; delle legittime convinzioni politiche di ognuno&amp;quot; continuano le recensioni, &amp;quot;stupisce che un regista del calibro e della capacit&amp;agrave; di Martinelli, autore di pellicole come &amp;quot;Vajont&amp;quot; e &amp;quot;Porzus&amp;quot;, abbia potuto realizzare un prodotto cinematografico cos&amp;igrave; scadente, non al livello dei precedenti. Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili. Sembra una pellicola propagandistica, neppure riuscita tanto bene&amp;quot;.&lt;br /&gt;
C'&amp;egrave; chi &amp;egrave; andato gi&amp;ugrave; in modo ancora pi&amp;ugrave; pesante, affermando che: &amp;quot;In 24 anni di cinema non avevo mai visto nulla di simile. Mai nessun &amp;lt;film&amp;gt; era arrivato cos&amp;igrave; vicino al senso del ridicolo. Mai nessun film era arrivato cos&amp;igrave; vicino ad infangare il senso stesso di &amp;lt;settima arte&amp;gt;. Fino all'arrivo di questo &amp;lt;Barbarossa&amp;gt;, autentico mix propagandistico e parodistico a met&amp;agrave; tra Braveheart, Fantaghir&amp;ograve;, Giovanna d'Arco e Robin Hood. Un eroe in calzamaglia...&amp;quot;.&lt;br /&gt;
D'altra parte, che altro ci si poteva aspettare da un cast di attori composto da &amp;quot;rimasugli&amp;quot; esteri? Raz Degan (Alberto da Giussano) ha un curriculum d'attore quasi inesistente, Rutger Hauer (l'imperatore Barbarossa) vive da vent'anni di piccole parti e ruoli in prodotti televisivi di bassa caratura, F. Murray Abraham (l'infido siniscalco Barozzi) lavora quasi esclusivamente in Italia da dieci anni e ha visto il suo momento di gloria a met&amp;agrave; degli anni Ottanta. Piuttosto, secondo i critici, si tratta di un'occasione persa per la polacca Kasia Smutniak (nel film l'amata Eleonora), ritenuta dalla stampa brava, bella e meritevole certamente di migliori opportunit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
In definitiva, quella appena illustrata si rivela n&amp;eacute; pi&amp;ugrave; e n&amp;eacute; meno che la cronaca di un flop annunciato, a spese di tutti contribuenti, considerato l'oneroso esborso di Mamma RAI e del Ministero dei Beni culturali. Per amor di patria sorvoliamo, in ultimo, sull'estemporanea pretesa finale del precedente ministro Roberto Castelli, il quale, candidamente, ha chiesto spiegazioni sul fatto che al prossimo premio Oscar sia candidato &amp;quot;Baar&amp;igrave;a&amp;quot; di Tornatore anzich&amp;eacute; l'autentico gioiellino medievale concepito dallo stato maggiore leghista...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/barbarossa_uno_spot_-_polpettone_leghista_a_spese_di_tutti_i_cittadini.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-10-21</pubDate>
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<title>L'élite culturale veneta "scomunica" la Lega Nord</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;img width=&quot;198&quot; height=&quot;244&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/2009/Zanzotto.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Andrea Zanzotto&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi di rozzezza e fanatismo ferisce di anatema culturale perisce: potrebbe sintetizzarsi cos&amp;igrave; la diatriba che vede odierni protagonisti il vate cantore del Veneto, Andrea Zanzotto, uno dei maggiori poeti italiani del nostro tempo, in aperto antagonismo con gli esponenti del Carroccio.&lt;br /&gt;
In una fresca intervista televisiva intrattenuta con il giornalista Gad Lerner, Zanzotto non esita a rivelare quello che pensa da sempre nei confronti della Lega: &amp;quot;E' come una peste...vuol convincere ogni paese che &amp;egrave; meglio di quello vicino!&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Ma &amp;egrave; nel libro - conversazione a cura di Marzio Breda, &amp;quot;In questo progresso scorsoio&amp;quot;, che Andrea Zanzotto argomenta meglio la sua insofferenza per il partito di Bossi. Il letterato accusa la Lega di complicit&amp;agrave; nello scempio del territorio regionale, soprattutto deplora il Carroccio di eccitare sentimenti che non appartengono alla vera tradizione veneta: &amp;quot;Aggressivit&amp;agrave;, umori rancorosi, intolleranza e spietatezze mai viste, secondo la logica di sbrogliare la crisi sociale etnicizzandola&amp;quot;, dice il grande poeta nella conversazione con Breda.&lt;br /&gt;
A ben considerare, il pi&amp;ugrave; fedele cantore del paesaggio veneto, del suo dialetto e delle sue tante voci potrebbe costituire un padre nobile della Lega, quella voce lirica che ancora manca all'immaginifico disegno culturale di Umberto Bossi. Ma Zanzotto non se ne d&amp;agrave; per inteso, anzi rincara la dose ritenendo che la memoria sia minacciata proprio &amp;quot;dalla falsa difesa delle radici e dell'identit&amp;agrave; che &amp;egrave; basata sul fraintendimento e dall'ignoranza che generano per contrapposizione i fondamentalismi localistici&amp;quot;.&lt;br /&gt;
I colonnelli di Bossi, naturalmente, hanno tentato una difesa d'ufficio, come il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che ha liquidato il cantore di Pieve di Soligo con un commento che denota scarsissimo retaggio culturale: &amp;quot;La sua &amp;egrave; solo l'opinione di uno dei quattro milioni di elettori veneti...&amp;quot;. Ci permettiamo di chiarire al sindaco Tosi che l'opinione di un candidato al Nobel per la letteratura forse vale qualcosa di pi&amp;ugrave; delle stesse astiose ripicche di un rancoroso politicante emulo bossiano...&lt;br /&gt;
Lo stesso ministro dell'Agricoltura, il rigoroso militante Luca Zaia (per intenderci quello che vorrebbe ricondurci ai secoli bui della Penisola con gli organi d'informazione in vieto dialetto...) non ha mancato di far sentire la sua voce: &amp;quot;Circa il livore di Andrea Zanzotto nei nostri confronti, ho una mia spiegazione. Ritengo che Zanzotto avrebbe voluto che i veneti rimanessero per sempre quelli che erano, poveri e magari ignoranti. La Lega invece rappresenta il riscatto sociale del popolo e questo probabilmente a lui non va bene&amp;quot;. &lt;br /&gt;
A questo punto &amp;egrave; indispensabile ricordare al ministro leghista che il riscatto sociale del Veneto, dal dopoguerra in poi, &amp;egrave; avvenuto quando il Carroccio con il suo folcloristico apparato coregrafico era ancora molto di l&amp;agrave; da venire. Va ringraziato quindi il tanto bistrattato Stato centrale, se, con opportune politiche di favore (peccato non si sia provveduto a fare in modo ugualmente oculato con il Meridione almeno dal punto di vista infrastrutturale...), ha consentito ai veneti di raggiungere le odierne posizioni di rilievo. La rabbia e il livore per tanti versi incomprensibile di cui il Carroccio sta caricando un'intera area della Penisola (&amp;quot;Roma ladrona&amp;quot; li ha colmati e continua a colmarli di quel ricco corredo di infrastrutture presupposto per qualsiasi sviluppo!), l'aggressivit&amp;agrave; e le intolleranze che non rappresentano certo tradizione della nostra nazione (altro che &amp;quot;italiani brava gente&amp;quot;!), rischiano invece di condurre ad un'identit&amp;agrave; fortemente regressiva, tale da vanificare quanto di buono si &amp;egrave; riusciti fin qui ad ottenere nonostante il rovinoso pensiero unico leghista degli ultimi tempi.&lt;br /&gt;
Se, come dice il sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo, &amp;quot;la Serenissima ha permesso all'Europa di porre i fondamenti dei diritti umani poich&amp;eacute; arrivavano qui da ogni landa...qui venivano gli armeni, gli ebrei, tutti&amp;quot;, &amp;egrave; pur vero che la grettezza di animo se non proprio la deriva razzista che sta fagocitando il leghismo, le attuali posizioni di retroguardia degli indegni eredi di Alberto da Giussano su temi di grande valenza culturale e sociale, contraddicono la presunta magnificenza del passato veneto e contribuiscono a rendere pi&amp;ugrave; oscuri i tempi che stiamo vivendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Francesco Antonio Schiraldi&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/l_elite_culturale_veneta_scomunica_la_lega_nord.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2009-10-12</pubDate>
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<title>Trucco Di Stato</title>
<description><![CDATA[Ma allora secondo il decreto interpretativo sulla legge elettorale, anche noi di "per il SUD" avremmo potuto presentare le nostre liste in Calabria!
Siamo costernati oltre che impotenti di fronte a tale assurda prevaricazione nei confronti dei cittadini più deboli. Dobbiamo certamente vergognarci di essere italiani!]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-03-06</pubDate>
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<title>Nostri Consiglieri Candidati In "io Resto In...</title>
<description><![CDATA[Si comunica atutti gli iscritti e simpatizzanti che in nostri Consiglieri Luigi De Luca e Gregorio Procopio sono stati candidati nelle liste di "Io resto in Calabria", rispettivamente nella provincia di Cosenza e di Crotone.
]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-03-02</pubDate>
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<title>Fine Raccolta Firme</title>
<description><![CDATA[Cesare Stranges comunica che la raccolta firme di "per il SUD", per quanto copiosa, non ci ha consentito di superare il quorum in almeno tre province calabresi. La collaborazione con la lista "Io Resto In Calabria" di Pippo Callipo, ci consentirà comunque di avere nostri candidati alle elezioni. Seguirà comunicato]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-02-27</pubDate>
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<title>Ci Si Appresta Alla Conta Delle Firme</title>
<description><![CDATA[Cesare Stranges comunica dalla Calabria l'imminenza dei termini per la raccolta delle firme e dei certficati elettorali che dovranno essere consegnati presso il suo punto di raccolta entro Giovedì 25, Ch volesse ancora contribuire è pregato di afferttarsi nella raccolta]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-02-22</pubDate>
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<title>Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Le avverse condizioni del tempo che hanno praticamente paralizzato Milano tra il 5 ed il 6 febbraio, non hanno impedito a Pippo Callipo, candidato alal presidenza  della Calabria, ed a molti suoi sostenitori, insieme con i presidenti dei circoli di "per il SUD", dei Calabresi e di diversi piccoli imprenditori lombardi di partecipare al Convegno organizzato da "per il SUD" con tema : Calabria e Lombardia, una sinergia vincente. Seguirà a breve resoconto dettagliato dell'importante e fruttuoso evento milanese.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-02-07</pubDate>
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<title>Convegno Programmatico A Polla</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il giorno 23 Gennaio 2010 a Polla (SA), organizzata dal Giovanni De Lauso, fondatore di Autonomia Meridionale, si è tenuto un Convegno, presente il Sindaco di Polla, con la nostra partecipazione e quella di Insorgenza. Al tavolo dei relatori si sono succeduti: il Dott. Trione (economista), il vicepresidente di "per il SUD" Michele Ladisa, Domenico Iannantuoni (presidente"per il SUD\"), Nando Dicè (Insorgenza Civile) e Giovanni De Lauso (Aut.Meridionale). Ottimo il successo, preludio ad una prossima aggregazione strutturale delle forze politiche meridionaliste presenti.
]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-01-24</pubDate>
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<title>Riunione Programmatica Multipartitica</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il giorno 23 Gennaio 2010 a Polla (SA), organizzata dal Giovanni De Lauso, fondatore di Autonomia Meridionale, si è tenuto un Convegno, presente il Sindaco di Polla, anche con la nostra partecipazione e quella di Insorgenza Civile.
Al tavolo dei relatori si sono succeduti: il Dott. Trione (economista), il vicepresidente di "per il SUD" Michele Ladisa, Domenico Iannantuoni (presidente"per il SUD"), Giovanni De Lauso (Autonomia Meridionale). Ottimo successo per i contenuti del Convegno e preludio ad una prossima aggregazione strutturata delle forze politiche meridionaliste presenti.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-01-24</pubDate>
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<title>Convegno "per Il Sud" A Milano</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il giorno 6 febbraio a Milano si terrà una Convention organizzata da "per il SUD" per presentare ai cittadini lombardi il progetto del candidato presidente alla regione Calabria Cav. Pippo Callipo, seguiranno a breve ulteriori dettagli.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-01-11</pubDate>
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<title>A S. Lorenzo</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il giorno 9 gennaio a S. Lorenzo e Lamezia Terme, la D.P. di "per il SUD" si riunirà per confermare alcune partecipazioni di nostri candidati alle prossime elezioni regionali calabresi. 
Saranno anche prese decisioni in merito alal convention Callipo dle 16 gennaio.
Seguiranno ulteriori notizie. Contattare Cesare Stranges per eventuali ragguagli qualora alcuni consiglieri volessero partecipare all'incontro.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2010-01-04</pubDate>
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<title>A Pizzo L Ad.p. Di "per Il Sud"</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il giorno 17 la Direzione Politica di "per il SUD" si incontrerà a Pizzo in Calabria, presso la sede operativa politica del cav.Pippo Callipo per programmare e concertare in modo sinergico gli interventi sul territorio calabrese in occasione della imminente campagna elettorale regionale. Nell'ambito del sostegno al candidato alla presidenza Pippo Callipo, per il SUD dovrà formare proprie liste e sarà quindi impegnato per la raccolta firme.Chi volesse collaborare è pregato di contattare telefonicamente Cesare Stranges.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-12-12</pubDate>
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<title>Convocazione Assemblea Ordinaria</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Si Ricorda a membri del Consiglio 
Nazionale che la prossima Assemblea 
si terrà il giorno 7 Dicembre 2009 ore 
10:00 a Ceglie Messapica.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-12-01</pubDate>
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<title>Assemblea Ordinaria</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Errata Corrige.
Si comunica che il giorno 7 di dicembre pv, presso la sala conferenze in Via Istria, Ceglie Messapica, si terrà Consiglio Nazionale per discutere e deliberare in merito alle imminenti elezioni regionali con particolare riguardo in Calabria, ove siamo già ufficialmente impegnati, ed in Puglia. Seguirà a breve comunicato ufficiale.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-11-23</pubDate>
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<title>Assemblea Consiglio Nazionale</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Si comunica che il giorno 6 di dicembre pv, presso la sala conferenze in Via Istria, Ceglie Messapica, si terrà Consiglio Nazionale per discutere e deliberare in merito alle imminenti elezioni regionali con particolare riguardo in Calabria, ove siamo già ufficialmente impegnati, ed in Puglia. Seguirà a breve comunicato ufficiale.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-11-22</pubDate>
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<title>Riunione Del Consiglio Nazionale</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Si comunica che il giorno 6 o 7 di dicembre si terrà in terra di Puglia il Consiglio Nazionale per discutere e deliberare in merito alle imminenti elezioni regionali con particolare riguardo in Calabria, ove siamo già ufficialmente impegnati, ed in Puglia.
Seguiranno a breve ulteriori dettagli della riunione.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-11-18</pubDate>
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<title>Conferenza Stampa "per Il Sud"</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il giorno 16 novembre alle ore 11, 
presso il Lido Hotel, il partito "per il 
Sud" confermerà il proprio sostegno 
alla candidatura del dott. Filippo 
Callipo alla presidenza della regione 
Calabria. Seguiranno a breve 
ulteriori comunicazioni.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-11-09</pubDate>
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<title>Assemblea Ordinaria</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Si comunica a tutti gli iscritti e simpatizzanti che il giorno 31 Ottobre, a Lamezia Terme, si terrà l'assemblea ordinaria di "per il SUD". Seguiranno tra breve ulteriori dettagli che saranno pubblicati nella sezione annunci.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-10-14</pubDate>
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<title>Convegno A Bari</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Calabria E Lombardia, Una Sinergia Vincente" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1265552523.jpg" width="100" /></p>Il Partito "per il SUD"  e Lega Meridionale invitano la Stampa, i Rappresentanti delle Forze Politiche, le Istituzioni e tutti i Cittadini per il giorno
Lunedì 19 Ottobre alle ore 18,00 
presso l'hotel Settemari in Bari
Tema del Convegno: “UNA FEDERAZIONE PER IL RINASCIMENTO SOCIALE, ECONOMICO E CULTURALE DEL SUD”
Parteciperà al Convegno, tra i numerosi rappresentanti di altre forze politiche
meridionaliste, la Sen. Adriana Poli Bortone fondatrice del movimento “Io SUD”]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-10-12</pubDate>
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<title>Solidarietà</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Solidarietà" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1254593718.jpg" width="100" /></p>Il Partito "per il SUD" esprime il più profondo cordoglio per le vittime dell’alluvione di Messina. Ci auguriamo che tutte le forze sane della Società Civile possano nel più breve tempo possibile riportare alla normalità la nostra bella Sicilia.
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-10-02</pubDate>
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<title>Assemblea Consiglio Nazionale E Degli Iscritti</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Solidarietà" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1254593718.jpg" width="100" /></p>Entro il 31 Ottobre, in data ed orario ancora da definire, si terrà un'assenblea per deliberare in merito alle proposte di organizzazione del Partito scaturite in occasione del recente incontro a Palazzo Marini.
Per garantire una giusta turnazione delle regioni, la presidenza propone che l'assemblea si terrà in Calabria.
Seguiranno ulteriori dettagli.
Pregansi gli iscritti e i Consiglieri di attivarsi per l'organizzazione.]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-09-27</pubDate>
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<title>Incontro A Roma</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Solidarietà" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1254593718.jpg" width="100" /></p>L'on Domenico Scilipoti, di "Italia dei Valori", ha organizzato un meeting con tutti i Consiglieri Nazionali del Partito "per il SUD", il giorno 25/09/2009 a Roma, a Palazzo Marini,  per uno scambio di idee sulle  politiche più opportune volte all'effettivo rilancio del Mezzogiorno, oggetto primario delle nostre IdeeForza. ]]></description>
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<category>Notizie Flash</category>
<pubDate>2009-08-04</pubDate>
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<title>Assemblea Consiglio Nazionale</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Solidarietà" src="http://www.perilsud.net/files/Image/flash_news/1254593718.jpg" width="100" /></p>E' indetta per il giorno 18/07/2009 l'assemblea del Consiglio Nazionale. Si terrà in Napoli presso l'Hotel Europa. Seguiranno a brevissimo i dettagli organizzativi.]]></description>
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<pubDate>2009-06-22</pubDate>
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<title>Italica democrazia</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="Italica democrazia" src="http://www.perilsud.net/files/Image/strips/1241339772.jpg" width="400" /></p>]]></description>
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<category>Vignette</category>
<pubDate>2009-05-03</pubDate>
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