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<title>Partito Politico "per il SUD"</title>
<link>http://www.perilsud.net</link>
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<copyright>Copyright 2008 - Partito Politico "per il SUD"</copyright>
<lastBuildDate>Thu, 28 Aug 2008 00:09:01 +0200</lastBuildDate>
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<title>Un neo federalismo contro l’aborto nordista ed il vecchio statalismo</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;130&quot; width=&quot;121&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/Bossi_dito_medio.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ognuno ha i suoi guai in questa nostra italietta filoeuropeista&lt;br /&gt;
extramoenia e disordinatamente governata intra. I quattro cavalieri&lt;br /&gt;
della Lega, che nell&amp;rsquo;ultimo raduno a Pontida straparlavano secondo un&lt;br /&gt;
linguaggio di arcaica faziosit&amp;agrave;, sono da qualche decennio il vero&lt;br /&gt;
problema del Nord, che con la mediazione di Roma e la colpevole&lt;br /&gt;
connivenza dei nostri politicanti ha da sempre comandato il gioco&lt;br /&gt;
economico in Italia, mentre loro,i leghisti, si lamentano! I nostri&lt;br /&gt;
laureati che sono andati ad insegnare nelle citt&amp;agrave; settentrionali,&lt;br /&gt;
lasciandovi tutto lo stipendio, hanno in realt&amp;agrave; seguito i figli dei&lt;br /&gt;
lavoratori che dal sud sono partiti a lavorare col&amp;agrave; nelle fabbriche. E,&lt;br /&gt;
tranne qualche evidenziata quanto naturale differenza e diffidenza,&lt;br /&gt;
tutto and&amp;ograve; bene finch&amp;eacute; la situazione non si ingarbugli&amp;ograve; con l&amp;rsquo;arrivo&lt;br /&gt;
della gente di colore ed extracomunitaria che hanno complicato la&lt;br /&gt;
vivibilit&amp;agrave; di quelle zone. L&amp;rsquo;egoismo dell&amp;rsquo;Italia che lavora ha fatto&lt;br /&gt;
spopolare i nostri paesi e le nostre regioni, con i guai che sono sotto&lt;br /&gt;
gli occhi di tutti. Ad aggravare la situazione ci fu la nascita della&lt;br /&gt;
lega che, nella buona sostanza, da una esigenza di federalismo nazionale&lt;br /&gt;
in nome di quel cambiamento politico istituzionale da tanti di noi&lt;br /&gt;
invocato, &amp;egrave; regredita, tapinescamente, nella richiesta demenziale e&lt;br /&gt;
riduttiva di una repubblichina,&amp;nbsp; improbabile giocattolo di un elettorato&lt;br /&gt;
commisurato e collegato al vano progetto, volto alla ricerca di chiss&amp;agrave;&lt;br /&gt;
quale promessa felicit&amp;agrave;. Mentre erano in vita, non erano granch&amp;eacute; seguiti&lt;br /&gt;
dai colonnelli della lega, i vari Miglio e Rossi, ideologi inutili per&lt;br /&gt;
scopiazzatori delle opportunit&amp;agrave; territoriali, intuite dal terzo&lt;br /&gt;
ispiratore il prof. valdostano Salvatori, anch&amp;rsquo;egli passato in&lt;br /&gt;
precedenza a miglior vita. Quindi Bossi e soci un successo l&amp;rsquo;hanno&lt;br /&gt;
ottenuto, quello personale,per cui vivono di politica! Di idee o ideali&lt;br /&gt;
nazionali non ne coltivano: una volta che hanno fatto naufragare il&lt;br /&gt;
federalismo esteso a tutto lo Stivale, vorrebbero si attuasse&amp;nbsp; un&lt;br /&gt;
federalismo fiscale. Roba da ridere! Si direbbe che l&amp;rsquo;animale politico&lt;br /&gt;
Bossi oggi si morda la coda, perch&amp;eacute; secondo lui gli altri dovrebbero&lt;br /&gt;
stare zitti e fermi davanti a proposte come questa, che non stanno n&amp;eacute; in&lt;br /&gt;
cielo n&amp;eacute; in terra! Quanto meno le proposte dovrebbero, per avere basi&lt;br /&gt;
onde stare in piedi, essere corroborate da consensi allargati e non&lt;br /&gt;
ristretti. Il povero Bossi sa tutto ci&amp;ograve; e si vuole votare all&amp;rsquo;aiuto di&lt;br /&gt;
improbabili alleati, che non potranno volere quant&amp;rsquo;egli propone a&lt;br /&gt;
parole, sapendo che non ce la far&amp;agrave;. I giornalisti non distratti&lt;br /&gt;
ricorderanno che secondo il progetto politico con &amp;ldquo; l&amp;rsquo;accordo&amp;rdquo; del prof.&lt;br /&gt;
Miglio e con l&amp;rsquo;accettazione di tanti professionisti, anche meridionali,&lt;br /&gt;
si erano create tre leghe: nord, centro e sud per il federalismo secondo&lt;br /&gt;
la costituzione di tre macroregioni.&amp;nbsp; A Roma era stato prescelto da&lt;br /&gt;
Bossi un certo dott. Cesare Crosta, magistrato della Corte dei Conti in&lt;br /&gt;
pensione, quale responsabile della Lega centro e referente anche della&lt;br /&gt;
lega sud. Un compito fiduciario per 2/3 d&amp;rsquo;Italia e quindi anche&lt;br /&gt;
sospetto, nel senso che si capiva a priori che, tanto se le cose&lt;br /&gt;
andavano o non andavano, per la lega lombarda faceva lo stesso se non&lt;br /&gt;
meglio come vedremo pi&amp;ugrave; avanti. Dopo un periodo di proficui rapporti in&lt;br /&gt;
cui gli attacchi alla vecchia partitocrazia traballante erano comuni e&lt;br /&gt;
concentrici, sia da posizioni diverse, si aprivano sedi nel centro e nel&lt;br /&gt;
sud con le nomine dei coordinatori regionali. Ad un certo momento, verso&lt;br /&gt;
la fine del 91, si ebbe netta l&amp;rsquo;impressione di un&amp;lsquo;interruzione&lt;br /&gt;
perentoria non solo con la lega nord di Bossi, ma anche con la sede&lt;br /&gt;
romana di Crosta. Tant&amp;rsquo;&amp;egrave; che, vieppi&amp;ugrave; che s&amp;rsquo;arrivava alla data delle&lt;br /&gt;
politiche del 92, il silenzio si faceva pi&amp;ugrave; assordante e quindi, quale&lt;br /&gt;
coordinatore della lega Calabria, chiesi spiegazioni a Patelli, l&amp;rsquo;allora&lt;br /&gt;
responsabile politico della Lega Nord e nel fax di risposta costui&lt;br /&gt;
confermava che un progetto comune per le elezioni&amp;nbsp; politiche ancora non&lt;br /&gt;
c&amp;rsquo;era! Finch&amp;eacute; con la presentazione delle liste, l&amp;rsquo;arcano non veniva&lt;br /&gt;
svelato seppur parzialmente. Non avendo fiducia nel referente romano,&lt;br /&gt;
mandammo come Lega Calabria tramite due emissari la nostra lista alla&lt;br /&gt;
lega nord a Milano. Il Bossi la respinse adducendo a pretesto che in&lt;br /&gt;
Calabria il movimento era troppo autonomista. Salvo che, fino allo&lt;br /&gt;
scadere della presentazione delle liste, venivamo tormentati da continue&lt;br /&gt;
telefonate di Roma, che voleva i nominativi di quanti formavano la&lt;br /&gt;
nostra lista&amp;nbsp; da disperdere, utilizzandoli come truppe anonime nelle&lt;br /&gt;
regioni centro meridionali. Ovviamente ci opponemmo a tale richiesta,&lt;br /&gt;
vanificando se ce ne fosse bisogno le mire tendenti a fregarci il nostro&lt;br /&gt;
lavoro da parte del Crosta e del suo usciere, i quali si imponevano come&lt;br /&gt;
capilista nelle nostre regioni, in maniera oramai apertamente invadente,&lt;br /&gt;
ma altrettanto inconcludente, visti i magri risultati riportati. Pur&lt;br /&gt;
tuttavia regioni come la Calabria, senza il nostro voto e la nostra&lt;br /&gt;
presenza, ottenevano la pi&amp;ugrave; alta percentuale in voti rispetto alle&lt;br /&gt;
regioni del Sud e del&amp;nbsp; centro Italia. Costoro in pratica non riuscirono&lt;br /&gt;
ad essere eletti in nessuna delle circoscrizioni e furono poi&lt;br /&gt;
definitivamente mollati da Bossi. Risultava chiarito che i leghisti&lt;br /&gt;
della bergamasca e del varesotto quando parlavano di nazione, parlavano&lt;br /&gt;
della repubblichina padania. Cos&amp;igrave; naufragavano definitivamente le idee&lt;br /&gt;
di Miglio e Rossi volte ad un riassetto italiano per via federalista. Le&lt;br /&gt;
ipotesi fatte furono molteplici, tra cui che l&amp;rsquo;allargamento democratico&lt;br /&gt;
poteva mettere in pericolo la leadership dei quattro del Nord;&amp;nbsp; oppure&lt;br /&gt;
che il Bossi e gli altri fossero stati intimiditi dalla mafia e&lt;br /&gt;
addirittura come ammette Bossi dalla newyorkese Cosa Nostra. Infatti in&lt;br /&gt;
una intervista a &amp;ldquo;la Repubblica&amp;rdquo; del 25/9/92 cos&amp;igrave; risponde: &amp;rdquo;&amp;egrave; una&lt;br /&gt;
storia vecchia di pi&amp;ugrave; di un mese, arrivata per canali sicuri. E&amp;rsquo; gi&amp;agrave; da&lt;br /&gt;
qualche tempo che viaggio scortato&amp;rdquo;. Si tenga conto che le elezioni&lt;br /&gt;
politiche si erano tenute ad aprile 92;&amp;nbsp; e a domanda perch&amp;eacute; la mafia&lt;br /&gt;
dovesse prendersela con lui cos&amp;igrave; risponde:&amp;rdquo;se la mafia &amp;egrave; politica, ci&lt;br /&gt;
pu&amp;ograve; essere una logica politica&amp;rdquo;. Forse fu cos&amp;igrave; che preso da paura, non&lt;br /&gt;
si realizz&amp;ograve; il federalismo in Italia. Ci furono in seguito le proteste&lt;br /&gt;
dei federalisti meridionali tra cui una lettera dell&amp;rsquo;avv. barese&lt;br /&gt;
Pasquale&amp;nbsp; Montesano che&amp;nbsp; scriveva a Bossi e per conoscenza a noi&lt;br /&gt;
coordinatori regionali della gravissima prevaricazione subita da noi&lt;br /&gt;
meridionali. Il tempo &amp;egrave; trascorso ma il problema della lega rimane&lt;br /&gt;
intatto. Infatti la questione settentrionale &amp;egrave; la lega stessa, con ci&amp;ograve;&lt;br /&gt;
di impopolare e prevaricante&amp;nbsp; essa propone. Prendendo a spunto un&lt;br /&gt;
intervento fazioso di un deputato leghista alla Camera, verso la fine&lt;br /&gt;
della scorsa legislatura,&amp;nbsp; mi ero rivolto per evidenziare l&amp;rsquo;anomalia&lt;br /&gt;
tanto al presidente on.Fausto Bertinotti, quanto all&amp;rsquo;allora Ministro dei&lt;br /&gt;
rapporti col Parlamento on.Chiti, i quali mi rispondevano ognuno per&lt;br /&gt;
proprio conto, che le mie rimostranze erano fondate.&amp;nbsp; Ma le cose non&lt;br /&gt;
sembrano cambiare, anzi si aggravano, se nell&amp;rsquo;attuale governo vi sono&lt;br /&gt;
ministri della lega che puntano i loro discorsi sempre contro il sud, n&amp;eacute;&lt;br /&gt;
lo potrebbero secondo me rappresentare n&amp;eacute; nel bene n&amp;eacute; nel male. I&lt;br /&gt;
leghisti cercano alleanza a destra e a manca per loro fini e quindi&lt;br /&gt;
anche a scapito degli altri. Nulla di ideologico perci&amp;ograve;, ma tutto un&lt;br /&gt;
calcolo da respingere al pi&amp;ugrave; presto, prima che le cose precipitino con&lt;br /&gt;
conseguenze molto pi&amp;ugrave; serie assumendo i provvedimenti pi&amp;ugrave; opportuni da&lt;br /&gt;
parte di chi come noi sentono meglio questo grosso problema pi&amp;ugrave;&lt;br /&gt;
meridionale che veramente italiano. Ma nel nostro meridione difetta&lt;br /&gt;
quella elite politica o politica di razza, rappresentante, come si dice&lt;br /&gt;
oggi, il territorio nelle&amp;nbsp;&amp;nbsp; sue peculiarit&amp;agrave; e interessi. Tutti&lt;br /&gt;
conosciamo i meccanismi subdoli e servili grazie ai quali si viene&lt;br /&gt;
eletti nei partiti: col risultato di avere rappresentanti partitici&lt;br /&gt;
utili al massimo per se stessi e per le loro cordate. Essi, in&lt;br /&gt;
situazioni come questa rappresentata, se opposizione faranno al&lt;br /&gt;
riduttivo progetto leghista, costituito appunto dal federalismo fiscale,&lt;br /&gt;
la faranno, avendone prima libert&amp;agrave; dai loro capi, al solo scopo di&lt;br /&gt;
difendere i mangia risorse, loro portatori di voti, i quali dal 1970 si&lt;br /&gt;
gestiscono i servizi a loro piacimento. Se dunque bisogner&amp;agrave; dire basta&lt;br /&gt;
ai leghisti, una buona volta bisogna dirlo anche ai nostri falsi&lt;br /&gt;
rappresentanti politico istituzionali. Sempre che da noi e per noi nasca&lt;br /&gt;
una nuova classe politica, che inverta il risultato di questa vergognosa&lt;br /&gt;
sproporzione tutta italiana tra regioni ricche e povere, tra Nord e Sud,&lt;br /&gt;
tra globalizzati e globalizzanti.&lt;br /&gt;
Un partito del Sud, che dica chiaramente nella Camera delle regioni o&lt;br /&gt;
Senato federale cosa e come debbono produrre le regioni stesse, per il&lt;br /&gt;
riequilibrio economico e quindi per il mantenimento dei grandi servizi&lt;br /&gt;
sociali di cui si sta discutendo.&lt;br /&gt;
E sar&amp;agrave; chiaro cos&amp;igrave; che&amp;nbsp; la contesa, o confronto che sia,&amp;nbsp; con i leghisti&lt;br /&gt;
del nord&amp;nbsp; trover&amp;agrave; finalmente nel partito autenticamente meridionale il&lt;br /&gt;
nuovo e vero interlocutore e protagonista per il riassetto di tutta la&lt;br /&gt;
nazione.&lt;br /&gt;
Esso perseguir&amp;agrave; obbiettivi, si direbbe, di omogeneit&amp;agrave; di produzione e&lt;br /&gt;
ricchezze in tutte le regioni d&amp;rsquo;Italia.&lt;br /&gt;
Infatti, quanti fino ad oggi hanno camminato a rimorchio di&lt;br /&gt;
globalizzanti locomotive dalla nascita della Repubblica, non possono&lt;br /&gt;
inventarsi&amp;nbsp; che falsi rimedi, in soccorso delle economicamente arretrate&lt;br /&gt;
nostre regioni. Ad esempio il catanese Lombardo col suo MPA&lt;br /&gt;
addomesticato al Potere, dalla sfumata fiscalit&amp;agrave; di vantaggio, oggi&lt;br /&gt;
passa ad un&amp;rsquo;altra improbabile fiscalit&amp;agrave; di sviluppo, magari per la sola&lt;br /&gt;
Sicilia. Sviluppo che senza la&amp;nbsp; redistribuzione delle produttivit&amp;agrave; e&lt;br /&gt;
delle leve economiche non arriver&amp;agrave; se non per se stesso e per i suoi&lt;br /&gt;
amici. Cos&amp;igrave; pure l&amp;rsquo;altro democristiano vagante, il pugliese Fitto, che&lt;br /&gt;
propone, bont&amp;agrave; sua, una grande riforma culturale nel sud, prima che&lt;br /&gt;
legislativa e costituzionale, si dovrebbe in primis rivolgere&amp;nbsp; alle&lt;br /&gt;
migliaia di cordate, che nel nome della democrazia rappresentativa e&lt;br /&gt;
gestionale divorano le risorse ai vari livelli. Costituendo queste s&amp;igrave; la&lt;br /&gt;
vera mafia che si pasce&amp;nbsp; di pubblico denaro, a scapito delle popolazioni&lt;br /&gt;
che dicono di volere rappresentare. Quindi questa immane panzana della&lt;br /&gt;
necessit&amp;agrave; di autocatarsi, da parte dei protagonisti responsabili, caro&lt;br /&gt;
Fitto, lascia il tempo che trova in questa estate piovosa al nord e&lt;br /&gt;
siccitosa al sud!&lt;br /&gt;
Si soffermi per un attimo a considerare il tribalismo imperante nelle&lt;br /&gt;
amministrazioni locali da parte degli uomini dei partiti. E si studi&lt;br /&gt;
piuttosto la genesi antistatalista al nord, che trae la sua motivazione&lt;br /&gt;
da una non certo nuova ambizione di federalismo per centralizzare e dare&lt;br /&gt;
importanza&amp;nbsp; alle loro&amp;nbsp; periferie.&amp;nbsp; Convinti&amp;nbsp; come siamo che questo&lt;br /&gt;
nostro partito di cui andiamo parlando inverta radicalmente rotta, per&lt;br /&gt;
dare voce anche&amp;nbsp; alla periferia sud, quale effettiva, esaltante&lt;br /&gt;
dimensione di questo Stato.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Dott. Roberto Pizzi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(per il SUD)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coordinatore per la Calabria&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/un_neo_federalismo_contro_l_aborto_nordista_ed_il_vecchio_statalismo.html</link>
<guid>http://www.perilsud.net/articoli/un_neo_federalismo_contro_l_aborto_nordista_ed_il_vecchio_statalismo.html</guid>
<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-08-26</pubDate>
</item>
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<title>Dal Federalismo Fiscale a quello Xenofobo</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;130&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;121&quot; src=&quot;/files/image/Bossi_dito_medio.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi di &amp;quot;per il SUD&amp;quot; lo avevamo gi&amp;agrave; detto e scritto: tra breve per giustificare un federalismo egoista i partiti del Nord (e i partiti, quelli veri, sono tutti del Nord!), con a capo la Lega, fomenteranno l'Opinione Pubblica italiana contro i meridionali, per intenderci i nati dal fiume Tronto in gi&amp;ugrave; e con questi i loro discendenti dai cognomi inequivocabili.&lt;br /&gt;
Dovranno giustificare, i &amp;quot;padroni della vaporiera Italia&amp;quot;, il fallimento socio-economico del Paese non certo ammettendo le chiare colpe di un'inadatta &amp;quot;casta dirigente&amp;quot;, tutta nordista a partire dal 1860/61 fino ad oggi, bens&amp;igrave; individuando nel Sud e nelle sue genti&amp;nbsp;l'ipotetico &amp;quot;cancro&amp;quot; del sistema &amp;quot;Italia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
La cosa non &amp;egrave; nuova. &lt;br /&gt;
Chi scrive ha vissuto con sofferenza l'inserimento al Nord e come tanti altri milioni di&amp;nbsp; suoi simili pu&amp;ograve; confermare che la discriminazione nei confronti di noi meridionali emigrati nel triangolo industriale &amp;egrave; sempre stata praticata a partire dai cartelli &amp;quot;non si affitta ai meridionali&amp;quot; degli anni '50, fino alla preclusione quasi totale, mai scritta nei contratti di lavoro ma sempre praticata, delle mansioni di importanza dirigenziale in ogni tipologia di azienda.&lt;br /&gt;
Il meridionale al Nord, insomma, doveva essere relegato a lavori di basso livello; carne da lavoro, punto! Se ci fu, e tuttora c'&amp;egrave;, qualche eccezione, soprattutto nel settore Pubblico, essa conferma la regola.&lt;br /&gt;
Ma si rammenti bene: ieri come oggi il Governo del Paese &amp;egrave; stato chiaramente e saldamente nelle mani di una stretta oligarchia tutta nordista che affonda le sue radici nella Societ&amp;agrave; Nazionale promotrice del tanto celebrato &amp;quot;risorgimento&amp;quot;.Si vedano i dati ministeriali.&lt;br /&gt;
A parte Aldo Moro e forse qualche altro raro rappresentante, il Sud ha potuto immettere nel circo &amp;quot;Barnum&amp;quot; della politica italiana solo uomini e donne dedite all'antica costumanza della pulizia del &amp;quot;fondo schiena&amp;quot; del padrone nordista.&lt;br /&gt;
Eppure, a parte gli emigrati all'estero, noi del Sud rappresentiamo il 65% della popolazione italiana (20 MLN al SUD e 18 MLN al Centro Nord).&lt;br /&gt;
Dunque noi del Sud produciamo il 65% del PIL nazionale ma non abbiamo la maggioranza del Consiglio d'Amministrazione del Paese!&lt;br /&gt;
Una situazione aberrante che non si trova in nessun'altro paese.&lt;br /&gt;
Oggi la carica pietrificata della presidenza della Repubblica dimostra in modo lampante la logica di acquiescenza del Sud rispetto al Nord.&lt;br /&gt;
Ma come!? Urlano i leghisti incazzatissimi. Ovunque vai nel Nord sono tutti meridionali: poliziotti, carabinieri, militari di professione, impiegati postali, giudici, negozianti, baristi, ristoratori, meccanici, idraulici, muratori, infermieri, &amp;nbsp;INSEGNANTI!!!&lt;br /&gt;
La Lega Nord, che prende assurdamente il 30% dei suoi voti dal meridionale emigrato ( cos&amp;igrave; loro dicono e ci crediamo), lo ripaga con denigranti sbeffeggiamenti.&lt;br /&gt;
Ascoltate, per credere, le loro trasmissioni radiofoniche di RadioPadaniaLibera e vergognatevi di essere appunto i-taliani.&lt;br /&gt;
E' vero noi del Sud non siamo italiani. Napoleone lo aveva capito bene fermando i confini del Regno d'Italia (1796/1802/1805/1815) proprio al Tronto. Noi del Sud non lo siamo mai stati. Infatti Italiani furono appunto i liberatori nordisti che prima con fattezze garibaldesche e poi savoiarde, conquistarono con il ferro ed il fuoco il ricco e pacifico Stato delle Due Sicilie per farsi &amp;quot;sciur&amp;quot; (signori..benestanti da pezzenti che erano) e diventare ci&amp;ograve; che sono ora &amp;quot;ARROGANTI PADRONI&amp;quot; a spese del Sud.&lt;br /&gt;
La conquista l'hanno chiamata RISORGIMENTO (del NORD).&lt;br /&gt;
I conquistati, noi, abbiamo pagato tutte le spese e continuiamo a farlo ancora oggi.&lt;br /&gt;
E' il Sud che paga, Signori miei, il conto salato di una unificazione fatta da orribili avventurieri oggi santificati e proseguita da incapaci banchieri da gioco del &amp;quot;monopoli&amp;quot; ed improvvisati industriali buoni solo a fare officina da &amp;quot;cantina&amp;quot;.&lt;br /&gt;
Fatta l'unit&amp;agrave; fu detto: Ora siamo tutti uguali!&lt;br /&gt;
Abbiamo provato questa uguaglianza nei banchi di scuola degli anni '50, con pesanti discriminazioni, scherniti ed emarginati.&lt;br /&gt;
Le cose cambiarono in meglio solo negli anni '70, quando negli stessi banchi di scuola la maggioranza fu dei ragazzi meridionali...&lt;br /&gt;
Cambiarono quando il boom&amp;nbsp; economico voluto dal Nord a spese del Sud, comport&amp;ograve; quella orrenda, immorale, incivile, anticostituzionale, emigrazione meridionale&amp;nbsp; di oltre 10 MLN di individui. Ancora oggi questa assurda diaspora dei meridionali verso il Nord prosegue senza sosta che impoverisce il SUD di oltre sei miliardi di &amp;euro; di PIL/annui,&amp;nbsp; senza menzionare l'indotto, il mancato guadagno futuro ed il pesantissimo ed incalcolabile danno biologico&amp;nbsp;procurato alle&amp;nbsp;famiglie di origine.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
Allora vi fu bisogno di aumentare in modo esponenziale il personale scolastico, amministrativo, postale e cos&amp;igrave; via...accadde che la penuria di &amp;quot;figli del Nord&amp;quot; , tanto adorati e sponsorizzati dalla Lega, comportasse l'inevitabile moltiplicazione dei &amp;quot;travet&amp;quot; di sudista provenienza.&lt;br /&gt;
Fu quindi una necessit&amp;agrave; dell'economia del Nord ad imporre l'assunzione dei meridionali. Fu una scelta da &amp;quot;tregenda&amp;quot; di cui oggi tutti vediamo i risultati fallimentari di un Paese sviluppato solo a met&amp;agrave;, funzionante solo al Nord, culturalmente avanzato solo nel bacino delle Alpi con il limite inferiore di Firenze e Bologna.&lt;br /&gt;
E' semplicemente stomachevole che nessuno del Sud, che bazzichi anche se da&amp;nbsp;umile servitore le stanze del potere parlamentare,&amp;nbsp;prenda le difese di queste genti emigrate usate e schernite, oggi come non mai sulle pagine dei quotidiani. A gi&amp;agrave; se lo facessero perderebbero il POSTO in men che meno! Loro tengono famiglia e non &amp;egrave; cosa da farsi n&amp;egrave; da chiedersi.&lt;br /&gt;
Proprio stamattina 24 agosto 2008, si leggeva su La Repubblica On-line che la ministra Gelmini (bresciana) proponeva corsi di formazione per gli insegnanti meridionali vincitori di cattedre al Nord in quanto cos&amp;igrave; come sono declasserebbero il livello culturale del Nord!&lt;br /&gt;
Che vergogna ho provato nei confronti della Gelmini e di tutti coloro che l'hanno spinta a tale affermazione.&lt;br /&gt;
Fosse anche vero che tra le decine di migliaia di docenti meridionali costretti ancora ad emigrare al Nord, perch&amp;egrave; il Nord ne ha bisogno, li pretende perch&amp;egrave; senn&amp;ograve; la sua crescita economica imploderebbe, dovesse anche esserci qualche cialtrone raccomandato tuttora prossimo&amp;nbsp; all'analfabetismo, beh questo non giustificherebbe comunque, e mai, la generalizzazione del declassamento.&lt;br /&gt;
Proprio mentre scrivevo, nel pomeriggio di oggi, arrivava puntuale la smentita della Gelmini...si s&amp;agrave; antica tattica machiavellica, l'importante &amp;egrave; dire ci&amp;ograve; che si pensa anche se poi si smentisce; l'importante &amp;egrave; che chi ha avuto orecchie per intendere abbia inteso.&lt;br /&gt;
Il federalismo fiscale che malcela l'ulteriore spremitura degli ultimi giovani residenti nel nostro Mezzogiorno, dicevamo,&amp;nbsp; ha bisogno, per giustificarsi, di un federalismo parallelo di tipo razziale ovvero xenofobo.&lt;br /&gt;
Oggi tocca ai Professori, domani toccher&amp;agrave; alle Forze dell'Ordine, poi alla Magistratura, poi ai professionsiti e cos&amp;igrave; via.&lt;br /&gt;
I rappresentanti della minoranza dominante del Nord (meno del 30% del popolo i-taliano) hanno intrapreso un conflitto, per ora fortunatamente&lt;br /&gt;
ancora ideologico, contro la maggioranza (pi&amp;ugrave; del 65% del popolo i-taliano) di remissivi centromeridionali.&lt;br /&gt;
Questo conflitto noi sappiamo dove porter&amp;agrave; e lo sanno anche loro: alla disgregazione dell'unit&amp;agrave; d'Italia.&lt;br /&gt;
Noi di &amp;quot;per il SUD&amp;quot; n&amp;egrave; ce ne dogliamo n&amp;egrave; lo temiamo anzi, speriamo che essa sia la pi&amp;ugrave; celere possibile e che porti alla nascita di una nuova classe dirigente sia nel Nord sia nel Sud del Paese, una classe dirigente che pensi meno a s&amp;egrave; stessa e pi&amp;ugrave; lealmente agli altri e soprattutto alle generazioni future.&lt;br /&gt;
Vengano dunque le necessarie dissacrazioni al Sud dei falsi padri della falsa patria...si scioglieranno cos&amp;igrave; le catene del colonialismo nordista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partito &amp;quot;per il SUD&amp;quot;&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/dal_federalismo_fiscale_a_quello_xenofobo.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-08-24</pubDate>
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<title>Tentano sempre di azzerare il nostro Statuto?Generalizziamo la questione ai fratelli del "Sud"</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Ormai &amp;egrave; quasi certo. Il federalismo di Calderoli sar&amp;agrave; una bufala per la Sicilia: niente applicazione del nostro Statuto (alla faccia della costituzione), niente Alta Corte, niente sconti energetici o proventi tributari su questi prodotti, niente di niente. Anzi, forse, persino la minaccia di toglierci il &amp;quot;pezzo di carta&amp;quot;, una volta che ne chiediamo l'applicazione. Per il sud continentale poi si profila una vera e propria tragedia nazionale, l'ennesima, l'ultimo saccheggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi li difender&amp;agrave;? Chi ci difender&amp;agrave;?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il PD, l'IDV? Non possono, hanno paura che una politica troppo meridionalistica faccia loro perdere voti al nord. Ma a noi non ce ne frega niente dei voti al nord!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'MPA chiede, va riconosciuto, anche con fermezza, che il federalismo sia al contempo non troppo sfavorevole al sud e rispettoso degli statuti speciali esistenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non lo ascoltano, non ne hanno bisogno:la ditta Berlusconi, Bossi e Tremonti va come un rullo compressore a colpi di fiducia, forte di un Parlamento fatto di camerieri e di veline, incapace di dire di no al &amp;quot;padrone&amp;quot; che li ha messi l&amp;agrave;, non scelti, in quanto individui, da nessuno!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E che pu&amp;ograve; fare allora Lombardo? Impuntarsi, e nulla pi&amp;ugrave;. Avr&amp;agrave; il coraggio di minacciare realmente ed eventualmente di mettere in atto una sua fuoriuscita dalla maggioranza se non gli concederanno neanche un minimo? Dovrebbe farlo, altrimenti &amp;egrave; finita. Gi&amp;agrave; stanno infatti progettando di farlo fuori dalle europee con lo sbarramento: anche se in Sicilia prendesse il 25 % non avrebbe ugualmente alcun diritto di tribuna (e dire che le liste autonomiste alle regionali hanno superato complessivamente il 22 %!).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo governo, che si preoccupa (giustamente) del diritto di tribuna della Sardegna e che vuole sopprimere ogni residua rappresentanza al Parlamento Europeo di una nazione (la Sicilia) pi&amp;ugrave; grande di met&amp;agrave; degli stati europei, non promette nulla di buono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E del resto lui, come noi, &amp;egrave; l'unico che pu&amp;ograve; fregarsene dei &amp;quot;voti al nord&amp;quot;, della millantata &amp;quot;questione settentrionale&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se hanno gli attributi i settentrionali chiedano la secessione, o altrimenti stiano in Italia da persone civili. Nel primo caso non saremo certo noi Siciliani a trattenerli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come fare, per&amp;ograve;, a conciliare la questione meridionale con la questione siciliana?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come fare a salvare le prerogative e l'identit&amp;agrave; della Sicilia senza restare isolati dagli stessi meridionali, risultando minima parte elettorale?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi un suggerimento l'abbiamo, la carta vincente che risolve finalmente il dualismo italiano. Ne facciano gli autonomisti una bandiera! Escano allo scoperto i tanti pavidi ancora nascosti nei partiti nazionali. E sar&amp;agrave; la vittoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come? Semplicissimo: unire le 6 regioni meridionali continentali in un'unica &amp;quot;Macroregione&amp;quot; a statuto speciale CON L'IDENTICO STATUTO AUTONOMO DI CUI OGGI GODE LA SICILIA! Unica modifica potrebbe essere quella di unire la nostra e la loro &amp;quot;Alta Corte&amp;quot; in un'unica &amp;quot;Alta Corte delle Due Sicilie&amp;quot;, con sede a Roma, a tutela della nostra e della loro autonomia. Se vogliono unirsi a questa lotta di liberazione i Sardi, ben vengano, ovviamente mantenendo come noi siciliani, ma anche pi&amp;ugrave; di noi, la loro autonomia e la loro specificit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
In ogni caso mantenendo, come &amp;egrave; sempre stata viva aspirazione dei Siciliani, le due regioni-stato distinte, i due Popoli delle Due Sicilie marcerebbero ora loro come un rullo compressore lasciando le briciole a Berlusconi e Veltroni che invece dovrebbero rifugiarsi dai loro tanto amati elettori del centro-nord!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fratelli Napolitani, raccogliete questo nostro suggerimento!&lt;br /&gt;
Studiate il nostro Statuto: sar&amp;agrave; la Vostra libert&amp;agrave;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Modifichiamo appena l'art.1 Statuto Speciale della REGIONE NAPOLITANA &amp;quot;I Comuni della Repubblica Italiana il cui territorio gi&amp;agrave; era ricompreso nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie, ivi compresi Pontecorvo e Benevento, sono costituiti in regione autonoma... La citt&amp;agrave; di Napoli &amp;egrave; capoluogo della Regione....&amp;quot; e cos&amp;igrave; via, con una sola modifica in seguito per unificare le due &amp;quot;Alte Corti&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensateci: avremo di nuovo Banco di Napoli e Banco di Sicilia rifondati che emetterano moneta pubblica e non soggetta a signoraggio (art. 40 statuto); avremo ciascuno un nostro ordinamento tributario sovrano (36); le imprese che avranno sede fuori dalla regione dovranno versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (37) e non in base alla sede legale; con la potest&amp;agrave; esclusiva nelle scuole elementari potremmo ricreare l'identit&amp;agrave; negata dei nostri popoli; tutte le funzioni statali nel territorio passerebbero alle regioni che diventerebbero cos&amp;igrave; semi-indipendenti e non continuiamo solo per brevit&amp;agrave;. E cos&amp;igrave; i &amp;quot;padagni&amp;quot; non rompono pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;
Chiediamo solo ai cittadini dell'Aquila, di Campobasso, di Bari, di Potenza e di Catanzaro, di mettere da parte i campanilismi che servono solo al malgoverno italiano per mantenere inoffensivi e divisi i &amp;quot;meridionali&amp;quot;. Le attuali province possono bene ereditare le funzioni amministrative delle regioni e trasformarsi in &amp;quot;liberi consorzi di comuni&amp;quot; come in Sicilia. Potrete proclamare lingua ufficiale, accanto all'Italiano, il Napoletano (parlato e compreso dappertutto, in diverse varianti, tranne in Calabria e in Salento, dove potreste/dovreste riconoscere il Siciliano nelle sue due varianti locali).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Italia pu&amp;ograve; forse reprimere 5 milioni di Siciliani, ma non potr&amp;agrave; mai reprimerne 5 + 14 di DuoSiciliani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se non avrete mire &amp;quot;imperialistiche&amp;quot; sulla Sicilia che come in altri tempi ci porterebbero alla rovina, nessuno potr&amp;agrave; fermarci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi non siamo poveri per natura, lo siamo perch&amp;eacute; depredati di tutto. Spezziamo insieme le catene del colonialismo italico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viva la Sicilia! Viva la Napolitania! Viva le Due Sicilie!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(&lt;a href=&quot;http://www.laltrasicilia.org/&quot;&gt;www.laltrasicilia.org&lt;/a&gt; ) - Francesco Paolo Catania&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;77&quot; width=&quot;77&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/altrasicilia.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-08-23</pubDate>
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<title>Calabria: la regione più derubata dal 1860 ad oggi!</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;349&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;259&quot; src=&quot;/files/image/Calabria_15080_kmq.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono nato in Calabria e l&amp;igrave; ho vissuto quasi il primo terzo della mia vita. &lt;br /&gt;
Il mio universo, fisico e culturale aveva in quei luoghi il suo epicentro. Godevo della mia territorialit&amp;agrave; e la consideravo quasi un privilegio. Rimasi molto male, quando crescendo ed affacciandomi al mondo, mi resi conto&amp;nbsp; di come la mia terra, ed il meridione tutto, era considerata la parte debole ed arretrata della nazione Italia. Mi resi conto di quanto negletta fosse, e quando considerata, lo era solo per la sua arretratezza, ignoranza, infingardaggine, malaffare.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;albagia dei vari pubblicisti e commentatori, molti del nord, rendeva ancora pi&amp;ugrave; acuto il mio disagio, quando leggevo nei loro scritti quanto il sud pesava e quanti problemi dava. L&amp;rsquo;orgoglio della mia nascita cominciava a pesarmi e di questo me ne accorsi quando giovane allievo ufficiale venni inserito in una piccola babele di origini, dove la mia alle volte faceva le spese di distinguo e sottolineature non sempre piacevoli.&lt;br /&gt;
Avevo letto della sua passata grandezza, dei suoi filosofi, della sua storia, del suo contributo al territorio che poi divenne (anche se in malo modo) la nostra Patria. E non mi rendevo conto come in una nazione che malgrado la mancanza di risorse, con la sua inventiva e la sua intelligenza era stata capace di creare fonti di reddito con attivit&amp;agrave; che si imponevano nel mondo, solo il sud, a parte alcune piccole nicchie, dipendenti&amp;nbsp; soprattutto dalla peculiarit&amp;agrave; del suo clima, per il resto fosse assente.&lt;br /&gt;
Solo in et&amp;agrave; un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; vicina alla maturit&amp;agrave; mi resi conto che forse alla base di tutto questo vi erano responsabilit&amp;agrave; non solo nostre; la storia non era quella che ci insegnavano a scuola. Molte cose ci erano tenute nascoste, altre avevano evidenze diverse da quelle che immaginavamo.&lt;br /&gt;
Alcuni servizi comparsi su un quotidiano economico nazionale conferm&amp;ograve;, con l&amp;rsquo;autorevolezza delle proprie firme, quanto nelle varie e disordinate letture avevo intravisto e cercato di approfondire e divulgare. Mi consentiva di parlare di una regione che fino all&amp;rsquo;unit&amp;agrave; era tutt&amp;rsquo;altra cosa di quella che si presenta oggi alla pubblica conoscenza. Quegli articoli, che cercher&amp;ograve; di evidenziare e un poco ampliare, narravano di tempi in cui il meridione non aveva bisogno di quell&amp;rsquo;assistenza dello stato sempre rinfacciata dai nostri connazionali del nord; producevamo, tanto e bene, materiali e beni pregiati che con i loro proventi assicuravano al popolo della mia terra un benessere, che contestualizzato in una regione di circa 1,200 milioni di abitanti, poteva essere superiore a quello di molti altri posti ora pi&amp;ugrave; ricchi e per questo ritenuti pi&amp;ugrave; civili. Citer&amp;ograve; dal quotidiano &amp;ldquo;il sole 24 ore&amp;rdquo; una serie di servizi comparsi nel marzo del 2004 a firma di Bruno Bisogni:&lt;br /&gt;
Un'opera singolare quanto meritoria. Un archivio virtuale che documenta oltre un secolo di testimonianze su quello che ha rappresentato il pi&amp;ugrave; importante stabilimento metallurgico nel Mezzogiorno prima dell'Unit&amp;agrave; d'Italia. Lo ha realizzato il Laboratorio di documentazione del dipartimento di Linguistica dell'Universit&amp;agrave; della Calabria.&lt;br /&gt;
Un Archivio cartaceo delle Reali Ferriere della Mongiana, in effetti, gi&amp;agrave; esisteva, conservato dal 1951 nei locali dell'Archivio di Stato di Catanzaro. Si tratta di un fondo costituito da 90 unit&amp;agrave; archivistiche, molto poco funzionale alle esigenze di chi cerca informazioni puntuali e in tempi relativamente brevi. La brillante attivit&amp;agrave; degli studiosi dell'ateneo calabrese non ha trasformato la realt&amp;agrave; materiale della memoria storica della Mongiana, ma si &amp;egrave; invece concretizzata nella realizzazione di una schedatura analitica delle unit&amp;agrave; archivistiche, riordinate logicamente ma solo sul piano virtuale. Attraverso il sito &lt;a href=&quot;http://www.linguistica.unical.it/laboratorio-doc/pubblicazioni/RealiFerriere/index.htm&quot;&gt;www.linguistica.unical.it/laboratorio-doc/pubblicazioni/RealiFerriere/index.htm&lt;/a&gt;, &amp;egrave; infatti possibile consultare la straordinaria documentazione disponibile, distribuita in oltre mille unit&amp;agrave; tra fascicoli e sottofascicoli, contenuti in novanta &amp;quot;buste&amp;quot;. In tal modo, il ricercatore-navigatore pu&amp;ograve; individuare i documenti che gli interessano, visualizzarli, confrontarli simultaneamente con gli altri materiali. Un'autentica manna per chi vuole riscoprire un pezzo importante della storia industriale del Sud e approfondirne personaggi e situazioni. La schedatura del Laboratorio di documentazione del dipartimento di Linguistica dell'Universit&amp;agrave; della Calabria &amp;egrave; stata effettuata &amp;laquo;secondo i correnti parametri archivistici, evidenziando, ai fini della consultazione, la corrispondenza tra vecchia e nuova segnatura&amp;raquo;. E stato cos&amp;igrave; ricostruito l'ordinamento originario degli atti, che ripartiva la documentazione nelle seguenti tematiche: Contabilit&amp;agrave; finanze (stati di contabilit&amp;agrave;), Contabilit&amp;agrave; materie (stati di rimesse e consumi; quadro degli altiforni), Inventari, Stati di situazione, Stati dei lavori, Processi verbali, Registri copialettere, Protocolli, Corrispondenza, Contratti, Disegni, Tariffe.&lt;br /&gt;
Gli accademici calabresi si sono poi avvalsi del' prezioso materiale per realizzare i testi del sito dedicato alle Reali Ferriere, completo di immagini e riferimenti storici.&lt;br /&gt;
Ancora:&lt;br /&gt;
Mongiana&lt;br /&gt;
La realizzazione, nella provincia di Vibo Valentia, in Calabria, di uno dei pi&amp;ugrave; importanti stabilimenti metallurgici d'Europa non &amp;egrave; un progetto per riconvertire la regione italiana meno industrializzata. &amp;Egrave; storia.&lt;br /&gt;
La storia del complesso della Mongiana, avviato alla fine del Settecento e inserito in un comprensorio industriale sito tra Monteleone a Gerace, in mezzo a boschi e corsi d'acqua, a poca distanza da Serra San Bruno.&lt;br /&gt;
Le Reali Ferriere della Mongiana giunsero a dare occupazione fino a 1.500 operai. Vi si lavorava il minerale di ferro estratto dalle vicine miniere statali di Pazzano. Si realizzavano manufatti di utilizzo civile e soprattutto militare. Di grande rilevanza, tra le produzioni per uso civile, le componenti (bulloni, maglie, catene) dei primi ponti sospesi in ferro realizzati in Italia, costruiti sui fiumi Garigliano e Calore nel 1829.&lt;br /&gt;
Mongiana rappresent&amp;ograve; un autentico modello di civilt&amp;agrave; industriale per l'epoca. Accanto agli stabilimenti produttivi, furono edificate case per gli operai e gli ufficiali d'artiglieria che vi presidiavano, una chiesa, una struttura sanitaria e perfino un teatro.&lt;br /&gt;
Un'autentica comunit&amp;agrave;, insomma, costruita attorno a un impianto che assicurava lavoro e sviluppo a un vasto territorio. Rispetto ad altre aree del regno borbonico, inoltre, il Mongiana godeva di un regime lavorativo pi&amp;ugrave; umano. Non vi era, come altrove, sfruttamento della manodopera femminile, e lo stesso lavoro minorile veniva circoscritto nelle mansioni e ridotto negli orari.&lt;br /&gt;
La localizzazione delle Reali Ferriere in mezzo a distese boschive non era casuale. All'epoca infatti, per le fucine di simili opifici occorrevano straordinarie quantit&amp;agrave; di legno da trasformare in carbone. Il che determinava autentici scempi ecologici. Le fonderie della Mongiana erano state impiantate per sostituire le antiche ferriere di Stilo, risalenti all'epoca angioina, e declinate proprio per la carenza di boschi ancora vergini nelle vicinanze.&lt;br /&gt;
Il ventenne Ferdinando IV di Borbone (poi divenuto Ferdinando I, re delle Due Sicilie) decise dunque, nel 1771, di dare vita al moderno stabilimento in un'area immersa tra faggi e abeti, tra il Tirreno e lo Ionio. La costruzione richiese diversi anni. Per assicurare all'impianto una tecnologia d'avanguardia, Ferdinando si assicur&amp;ograve; la consulenza di scienziati, quali Faicchio, Melograni, Savaresi e Tor&amp;iacute;di, che avevano in precedenza condotto appositi studi in alcuni degli stati pi&amp;ugrave; industrializzati d'Europa, primi fra tutti Francia e Inghilterra.&lt;br /&gt;
Il periodo murattiano (1808-1815) diede impulso all'attivit&amp;agrave; siderurgica. Non a caso, nel 1814 il complesso di Mongiana era giunto a triplicare la sua produzione, sfornando 14 mila quintali di ferro.&lt;br /&gt;
La successiva politica di sviluppo industriale, voluta dal nuovo re Ferdinando II, contribu&amp;igrave; a favorire la crescita del colosso metallurgico calabrese, tanto che, a met&amp;agrave; degli anni Trenta, le Ferriere furono rafforzate con la costruzione di una nuova fonderia di prima fusione, la Ferdinandea. Una struttura di notevole interesse architettonico che, oltre ai locali per le lavorazioni, prevedeva alloggi per l'esercito e perfino appartamenti reali.&lt;br /&gt;
La fonderia della ferriera, da parte sua, aveva tre altiforni e poteva avvalersi di macchine a vapore Sofisticata fu anche la concezione della fabbrica d'armi, progettata e realizzata nell'ambito del complesso industriale, a met&amp;agrave; secolo, da Domenico Savino.&lt;br /&gt;
All'ingresso aveva colonne di ghisa che, quasi come un ammiccamento pubblicitario, richiamavano l'attivit&amp;agrave; produttiva. &lt;br /&gt;
All'interno, c'era anche una scuola per i figli degli operai. Nella fabbrica d' armi gli occupati oscillarono tra le 100 e le 200 unit&amp;agrave;. In parte erano &amp;quot;filiati&amp;quot;, ovvero esentati dal servizio di leva, a condizione di restare legati allo stabilimento per almeno un decennio.&lt;br /&gt;
Il drastico ridimensionamento del gigante metallurgico arriva subito dopo l'unificazione del Paese. Passano infatti appena due anni, e la produzione si dimezza.&lt;br /&gt;
I motivi stanno soprattutto nell'improvviso abbattimento delle barriere doganali, nell'incremento delle imposte e n&amp;eacute;i pesanti tagli agli ordinativi per forniture militari e ferroviarie decisi dal nuovo Governo. Poco fondate sono invece le giustificazioni, pure addotte all'epoca, che riguardavano una presunta relativa qualit&amp;agrave; dei prodotti. Se cos&amp;igrave; fosse stato, non si spiegherebbero i numerosi riconoscimenti assegnati all'opificio. Dalla medaglia con diploma&amp;nbsp; attribuita in occasione dell'Esposizione industriale di Firenze del 1861, ai premi per prodotti delle ex Reali Ferriere, quali lame damascate, sciabole e carabine di precisione, disposti all'Esposizione internazionale di Londra del 1862.&lt;br /&gt;
La Mongiana e la Ferdinandea chiusero definitivamente i battenti poco dopo la cessione, nel 1873, a un privato, il deputato ex garibadin o&amp;nbsp;&amp;nbsp; Achille Fazzari.&lt;br /&gt;
La Mongiana e la Ferdinandea non esaurivano il patrimonio industriale della Calabria ottocentesca. La regione, anzi, costituiva, l'area pi&amp;ugrave; industrializzata del Regno dopo quella di Napoli &amp;ndash; Caserta &amp;ndash; Salerno. Sempre nella siderurgia, non si pu&amp;ograve; non ricordare lo stabilimento di Cardinale, nel bosco di Razzona, impianto privato noto come la ferriera del principe di Satriano, avviato da Carlo Filangieri nel 1824 e che risulta attrezzato fin dal 1839 con ben nove fornelli di fusione. E da l&amp;igrave; che, assieme alle Reali Ferriere di Mongiana, uscirono la gran parte dei componenti utilizzati per-la costruzione dei primi ponti sospesi in ferro d'Italia, sui fiumi Garigliano e Calore. Filangieri riusc&amp;igrave; a far quadrare i conti della sua ferriera per molti anni, malgrado dovesse importare il ferro dall'isola d'Elba, non potendo utilizzare il minerale estratto dalle miniere statali di Pazzano. Un grosso aiuto gli venne dagli abili artigiani locali, maestri nella lavorazione del&amp;nbsp; materiale. &lt;br /&gt;
L'opificio giunse cos&amp;igrave; ad annoverare fino a 200 addetti. La fine fu decretata da un evento naturale, l'alluvione del 18: che rec&amp;ograve; danni irreparabili e strutturali.&lt;br /&gt;
Un'altra fonderia, che produceva spranghe di ferro, era localizzata a Fuscaldo, nella Calabria citeriore. &lt;br /&gt;
Accanto all'industria siderurgica figurava in primo luogo quella estrattiva. A Lungro per l'estrazione del sale, erano attivi all'epoca pi&amp;ugrave; di un migliaio di operai. &lt;br /&gt;
Pi&amp;ugrave; che notevole era la presenza dell'industria tessile, nel cui ambito operavano anche imprenditori stranieri. In particolare la Calabria citeriore era nota per la lavorazione della lana, le Serre e il Poro per quella della seta. Alla nascita dello Stato italiano, nel 1860, le imprese del settore disponevano complessivamente nella regione di circa 11 mila telai. Nella sola industria della seta operavano oltre tremila persone, con larga presenza femminile.&lt;br /&gt;
Sin dall'inizio dell'Ottocento, in Calabria si erano andate sviluppando, specie nell'area di Reggio e di Cosenza, imprese di distillazione da vino e frutta per produrre spirito. Un'attivit&amp;agrave; il cui successo era testimoniato da una clientela vasta, spesso anche extraregionale, e che si &amp;egrave; protratta, tra alterne vicende, fino alla seconda guerra mondiale. &lt;br /&gt;
Agli inizi del XV secolo si consolida in Calabria la coltivazione del gelso per il baco da seta (gelso bianco) che viene avviato per le particolari doti climatiche nelle aree di Bisignano, Catanzaro e Reggio Calabria. Nel 1589, si ha notizia di una produzione di circa 400.000 libbre a Catanzaro e Bisignano e di altre 100.000 libre a Reggio Calabria.&lt;br /&gt;
Una produzione formidabile per l&amp;rsquo;epoca pur se sottoposta a forti fenomeni di depauperamento a causa del contrabbando - sia della seta che dei bachi -, anche se le pene,&amp;nbsp; per chi esercitava questa attivit&amp;agrave; illecita, erano estremamente severe.&lt;br /&gt;
L&amp;rsquo;andamento di questa attivit&amp;agrave; produttiva continua ad essere ottimale anche nel XVII secolo, quando la crisi colpisce molte aree dell&amp;rsquo;Italia per una generale carenza di innovazioni tecnologiche.&lt;br /&gt;
Paradossalmente questa carenza tecnologica incentiva tanto il contrabbando quanto la commercializzazione - quasi obbligata - dei semilavorati di seta e soprattutto dei bachi.&lt;br /&gt;
Al confine tra industria e artigianato, la Calabria riusciva anche ad assicurare ai mercati sia nazionali che esteri una produzione manifatturiera svariata, dai cappelli alla pelletteria, dai mobili ai saponi, all'oggettistica in metallo, fino ai fiori artificiali.&lt;br /&gt;
La coltivazione intensiva dell&amp;rsquo;ulivo, oltre a renderla la regione pi&amp;ugrave; produttiva di olio alimentare, le dava anche il primato nella produzione di olio lampante, che in un periodo in cui non esisteva l&amp;rsquo;illuminazione a gas o elettrica, e non essendo stati ancora messi a punto gli impieghi del petrolio minerale, costituiva la materia prima atta all&amp;rsquo;illuminazione e alla produzione di saponi. &lt;br /&gt;
La pianta della liquirizia di Calabria, &amp;egrave; stata fonte di altra ricchezza per la gente del posto. Infatti la storia della sua trasformazione &amp;egrave; molto antica ed &amp;egrave; legata alle vicende del latifondo e delle famiglie feudatarie calabresi. Le sue radici, tanto lunghe che si diceva arrivassero all&amp;rsquo;inferno, pur contribuendo ad azotare il terreno, dovevano essere estirpate prima di procedere a qualsiasi coltura. La loro raccolta, in un&amp;rsquo;economia strettamente dipendente dall&amp;rsquo;agricoltura, consentiva di sfruttare il terreno nell&amp;rsquo;anno di riposo della rotazione, dando lavoro ai propri contadini nonch&amp;eacute; a gruppi di immigrati stagionali provenienti da zone ancor pi&amp;ugrave; depresse.&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Nel 1500, quindi, si inizia a estrarre il succo di liquirizia e nel 1731, secondo la tradizione, l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; si espanse e fu dato particolare impulso nel 1800 con il miglioramento dei trasporti marittimi e con i privilegi e le agevolazioni fiscali concesse dai Borbone a queste industrie tipiche.&lt;br /&gt;
Importanti sul piano locale erano anche le attivit&amp;agrave; di estrazione oltre che della liquirizia quella del tannino dal castagno&lt;br /&gt;
Gi&amp;agrave; nel XIV secolo risultano tracce di un agrume esclusivo del sud della Calabria Limon pusillus calaber. L'etimologia pi&amp;ugrave; verosimile &amp;egrave; Begarmundi, cio&amp;egrave; pero del signore in turco, per la sua similarit&amp;agrave; con la forma della pera bergamotta.&lt;br /&gt;
La prima piantagione intensiva di alberi di bergamotto (bergamotteto) fu opera nel 1750 Originariamente l'essenza veniva estratta dalla scorza per pressione manuale e fatta assorbire da spugne naturali (procedimento detto &amp;quot;a spugna&amp;quot;) collocate in dei recipienti appositi (detti concoline).&lt;br /&gt;
Nel 1844, si documenta la prima vera industrializzazione del processo di estrazione dell'olio essenziale dalla buccia grazie a una macchina di invenzione del reggino Nicola Barill&amp;agrave;, denominata macchina calabrese che garantiva una resa elevata in tempi brevi, ma anche un'essenza di ottima qualit&amp;agrave; se paragonata a quella estratta a spugna.&lt;br /&gt;
Inoltre durante questo secondo periodo borbonico si registrarono in tutta la Calabria importanti cambiamenti. Prima di tutto c'era la quasi completa possibilit&amp;agrave; di esercitare gli usi civici che consentivano a larghe masse di contadini di utilizzare i vasti demani della Sila e del Marchesato. La popolazione aument&amp;ograve; notevolmente tra il 1801 ed il 1861, passando dai 750.000 a 1.140.000 abitanti. A Mongiana, nelle montagne delle Serre, come detto, funzionavano le Regie Ferriere con quasi duemila operai. Secondo alcuni, era il pi&amp;ugrave; importante polo siderurgico italiano, che subito dopo l'Unit&amp;agrave; venne completamente smantellato. Nel 1859, Ferdinando II moriva. Gli successe il giovane figlio Francesco II. Infuriava la seconda guerra di indipendenza e per il Regno delle Due Sicilie i tempi volgevano all'impossibile. Il giglio della dinastia era destinato ad appassire presto e con questo sarebbe appassita anche la Calabria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Antonio Nicoletta&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(per il SUD)&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/calabria_la_regione_piu_derubata_dal_1860_ad_oggi.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-08-02</pubDate>
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<title>Generalizziamo la questione ai fratelli del "Sud"</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Riportiamo questo interessantissima proposta de 'L'Altra Sicilia&amp;quot; a firma dell'amico Francesco Paolo Catania...una riflessione &amp;egrave; necssaria. La nascente Confederazione dei Partiti del SUD e per il SUD sicuramente ne prender&amp;agrave; atto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;77&quot; width=&quot;77&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/altrasicilia.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il PD, l'IDV? Non possono, hanno paura che una politica troppo meridionalistica faccia loro perdere voti al nord. Ma a noi non ce ne frega niente dei voti al nord!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'MPA chiede, va riconosciuto, anche con fermezza, che il federalismo sia al contempo non troppo sfavorevole al sud e rispettoso degli statuti speciali esistenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma non lo ascoltano, non ne hanno bisogno:la ditta Berlusconi, Bossi e Tremonti va come un rullo compressore a colpi di fiducia, forte di un Parlamento fatto di camerieri e di veline, incapace di dire di no al &amp;quot;padrone&amp;quot; che li ha messi l&amp;agrave;, non scelti, in quanto individui, da nessuno!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E che pu&amp;ograve; fare allora Lombardo? Impuntarsi, e nulla pi&amp;ugrave;. Avr&amp;agrave; il coraggio di minacciare realmente ed eventualmente di mettere in atto una sua fuoriuscita dalla maggioranza se non gli concederanno neanche un minimo? Dovrebbe farlo, altrimenti &amp;egrave; finita. Gi&amp;agrave; stanno infatti progettando di farlo fuori dalle europee con lo sbarramento: anche se in Sicilia prendesse il 25 % non avrebbe ugualmente alcun diritto di tribuna (e dire che le liste autonomiste alle regionali hanno superato complessivamente il 22 %!).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo governo, che si preoccupa (giustamente) del diritto di tribuna della Sardegna e che vuole sopprimere ogni residua rappresentanza al Parlamento Europeo di una nazione (la Sicilia) pi&amp;ugrave; grande di met&amp;agrave; degli stati europei, non promette nulla di buono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E del resto lui, come noi, &amp;egrave; l'unico che pu&amp;ograve; fregarsene dei &amp;quot;voti al nord&amp;quot;, della millantata &amp;quot;questione settentrionale&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se hanno gli attributi i settentrionali chiedano la secessione, o altrimenti stiano in Italia da persone civili. Nel primo caso non saremo certo noi Siciliani a trattenerli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come fare, per&amp;ograve;, a conciliare la questione meridionale con la questione siciliana?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come fare a salvare le prerogative e l'identit&amp;agrave; della Sicilia senza restare isolati dagli stessi meridionali, risultando minima parte elettorale?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi un suggerimento l'abbiamo, la carta vincente che risolve finalmente il dualismo italiano. Ne facciano gli autonomisti una bandiera! Escano allo scoperto i tanti pavidi ancora nascosti nei partiti nazionali. E sar&amp;agrave; la vittoria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Come? Semplicissimo: unire le 6 regioni meridionali continentali in un'unica &amp;quot;Macroregione&amp;quot; a statuto speciale CON L'IDENTICO STATUTO AUTONOMO DI CUI OGGI GODE LA SICILIA! Unica modifica potrebbe essere quella di unire la nostra e la loro &amp;quot;Alta Corte&amp;quot; in un'unica &amp;quot;Alta Corte delle Due Sicilie&amp;quot;, con sede a Roma, a tutela della nostra e della loro autonomia. Se vogliono unirsi a questa lotta di liberazione i Sardi, ben vengano, ovviamente mantenendo come noi siciliani, ma anche pi&amp;ugrave; di noi, la loro autonomia e la loro specificit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;
In ogni caso mantenendo, come &amp;egrave; sempre stata viva aspirazione dei Siciliani, le due regioni-stato distinte, i due Popoli delle Due Sicilie marcerebbero ora loro come un rullo compressore lasciando le briciole a Berlusconi e Veltroni che invece dovrebbero rifugiarsi dai loro tanto amati elettori del centro-nord!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fratelli Napolitani, raccogliete questo nostro suggerimento!&lt;br /&gt;
Studiate il nostro Statuto: sar&amp;agrave; la Vostra libert&amp;agrave;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Modifichiamo appena l'art.1 Statuto Speciale della REGIONE NAPOLITANA &amp;quot;I Comuni della Repubblica Italiana il cui territorio gi&amp;agrave; era ricompreso nella parte continentale del Regno delle Due Sicilie, ivi compresi Pontecorvo e Benevento, sono costituiti in regione autonoma... La citt&amp;agrave; di Napoli &amp;egrave; capoluogo della Regione....&amp;quot; e cos&amp;igrave; via, con una sola modifica in seguito per unificare le due &amp;quot;Alte Corti&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensateci: avremo di nuovo Banco di Napoli e Banco di Sicilia rifondati che emetterano moneta pubblica e non soggetta a signoraggio (art. 40 statuto); avremo ciascuno un nostro ordinamento tributario sovrano (36); le imprese che avranno sede fuori dalla regione dovranno versare le imposte in base al reddito prodotto o ai consumi manifestati nella regione (37) e non in base alla sede legale; con la potest&amp;agrave; esclusiva nelle scuole elementari potremmo ricreare l'identit&amp;agrave; negata dei nostri popoli; tutte le funzioni statali nel territorio passerebbero alle regioni che diventerebbero cos&amp;igrave; semi-indipendenti e non continuiamo solo per brevit&amp;agrave;. E cos&amp;igrave; i &amp;quot;padagni&amp;quot; non rompono pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;
Chiediamo solo ai cittadini dell'Aquila, di Campobasso, di Bari, di Potenza e di Catanzaro, di mettere da parte i campanilismi che servono solo al malgoverno italiano per mantenere inoffensivi e divisi i &amp;quot;meridionali&amp;quot;. Le attuali province possono bene ereditare le funzioni amministrative delle regioni e trasformarsi in &amp;quot;liberi consorzi di comuni&amp;quot; come in Sicilia. Potrete proclamare lingua ufficiale, accanto all'Italiano, il Napoletano (parlato e compreso dappertutto, in diverse varianti, tranne in Calabria e in Salento, dove potreste/dovreste riconoscere il Siciliano nelle sue due varianti locali).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Italia pu&amp;ograve; forse reprimere 5 milioni di Siciliani, ma non potr&amp;agrave; mai reprimerne 5 + 14 di DuoSiciliani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se non avrete mire &amp;quot;imperialistiche&amp;quot; sulla Sicilia che come in altri tempi ci porterebbero alla rovina, nessuno potr&amp;agrave; fermarci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Noi non siamo poveri per natura, lo siamo perch&amp;eacute; depredati di tutto. Spezziamo insieme le catene del colonialismo italico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viva la Sicilia! Viva la Napolitania! Viva le Due Sicilie!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ufficio stampa &lt;br /&gt;
L'ALTRA SICILIA - Antudo &lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-07-28</pubDate>
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<title>IN GALERA LI PANETTIERI!</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;267&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;400&quot; src=&quot;/files/image/panettiere.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima di tutto ammetto che sono stato un ingenuo: stimavo Del Turco e ancora adesso faccio fatica ad accettare la verita&amp;rsquo;, questo non perche&amp;rsquo; Del Turco e&amp;rsquo; di sinistra ma perche&amp;rsquo; e&amp;rsquo; uno di noi, uno della nostra gente e per di piu&amp;rsquo; uno che ci rappresentava ufficialmente.Non mi accodo, quindi, all&amp;rsquo; entusiasmo dei tanti che gioiscono del suo arresto, non mi accodo a chi urla, contento: in galera li panettieri! Per noi questa dev&amp;rsquo;essere una notizia triste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per chi non lo sapesse, in galera li panettieri e&amp;rsquo; un&amp;rsquo;antica canzone che celebra ironicamente l&amp;rsquo; arresto di fornai speculatori in tempo di carestia, come se con il loro arresto il problema del pane fosse risolto.Ecco Del Turco non e&amp;rsquo; che uno di questi panettieri, un volgare speculatore ma nostro il dramma non e&amp;rsquo; questo. La soluzione vera dei nostri problemi di sana e onesta amministrazione non e&amp;rsquo; l&amp;rsquo; arresto del panettiere di turno ma individuare e combattere le cause della carestia che, tra l&amp;rsquo;altro, genera, tra i tanti mali anche gli speculatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qual&amp;rsquo; e&amp;rsquo; la carestia, allora, visto che e&amp;rsquo; molto facile individuare i panettieri? E&amp;rsquo; la crisi morale, esistenziale, ideale del nostro popolo, dei nostri amici, dei nostri fratelli, di noi stessi che siamo nel popolo e del popolo come gli altri.Perche&amp;rsquo; non si tratta solo di tangenti ma anche e soprattutto del perche&amp;rsquo; si raccoglievano le tangenti. Sapevate perche&amp;rsquo; rubava Del Turco? Per comprare qualche senatore e contare di piu&amp;rsquo; nel PD! Non ricattava e chiedeva tangenti ai signorotti liberali come certi nostri briganti per comprare i cavalli, i fucili, le munizioni con cui cacciare i Piemontesi invasori e i maiali loro collaboratori che divoravano le nostre ricchezze e affamavano la nostra gente, NO! Del Turco non aveva un progetto rivoluzionario, importante da portare avanti, altrimenti avremmo dovuto aiutarlo a prendere i soldi, perche&amp;rsquo; senza soldi non si cantano messe e non si fanno manco le rivoluzioni!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;NO! Del Turco era un panettiere, quelli volevano avere un po&amp;rsquo; di piu&amp;rsquo;, lui voleva contare un po&amp;rsquo; di piu&amp;rsquo;, non aveva idee da portare avanti, non aveva progetti da portare avanti, doveva solo comprare qualche senatore porco o scemo.Ecco la carestia che ci sta distrugendo, una carestia di idee, di progetti, di etica. Parlo di etica, non di moralismo, ripeto, se servono per la rivoluzione, ecco, io sono il primo che va a chiedere riscatti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allora non e&amp;rsquo; arrestando i panettieri che che sconfiggeremo la carestia, questi si, devono pure essere arrestati, per carita&amp;rsquo;, ma per vincere questa carestia dobbiamo ogni giorno costruire dentro noi stessi per primi un popolo nuovo e portare avanti una idea di mondo e di uomo diversa da quella miserabile che ci viene propinata. Ad esempio, quando pensiamo allo sviluppo della nostra citta&amp;rsquo;, della nostra terra, non dobbiamo accettare di trasformarla nel divertimentificio dei deficienti ma dobbiamo pensare a sviluppare le industrie, dobbiamo pretendere che siano buttati via i puttanai con i rincoglioniti che passano tutte le sere a sbronzarsi e a litigare in preda ai fumi dell&amp;rsquo; alcool o delle droghe per delle minchiate, via l&amp;rsquo;ennesima notte bianca del deficiente, dobbiamo lottare perche&amp;rsquo; i soldi, i nostri soldi, siano usati per fabbriche, scuole, ospedali e anche per il divertimento ma che sia quello intelligente, sobrio, casereccio, semplice ed economico. Freghiamocene una volta tanto di aumentare la domanda turistica, basta con tutti sti turisti! Qui servono fabbriche, centri di formazione, studi di progettazione, centri di ricerca, contadini e operai, non ancora camerieri, pizzaioli e pagliacci da animazione turistica! Se saremo un popolo operoso e serio, forte e gentile, allora non ci saranno piu&amp;rsquo; i panettieri al potere e se qualche panettiere ladro ci scappa, beh, sara&amp;rsquo; solo una questione di polizia, non di carestia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Giulio Larosa&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/in_galera_li_panettieri.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-07-20</pubDate>
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<title>La truffa dei banditi della tavola</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Si riporta di seguito un interessante articolo uscito oggi su &amp;quot;la Repubblica&amp;quot; on-line in merito ad un a truffa alimentare. Leggendolo si nota come l'autore rimarchi pi&amp;ugrave; volte il fatto che uno&amp;nbsp;o due malfattori siano siciliani o campani, con lo scopo di orientare il lettore ad attribuire la responsabilit&amp;agrave; del delitto alla solita parte d'Italia tanto vituperata. In realt&amp;agrave;, chi legge attentamente,&amp;nbsp;si render&amp;agrave; conto che la truffa alimentare ai danni dei consumatori &amp;egrave; frutto di una architettata sinergia tra&amp;nbsp;grandi aziende del settore (tutte del Nord...ndr)&amp;nbsp;tra cui spicca anche la Galbani e le vere responsabilit&amp;agrave; non possono essere certo attribuite solo ad eventuali &amp;quot;manovratori&amp;quot; ma, in massima parte se non in tutta,&amp;nbsp; alle dirigenze delle aziende coinvolte che erano tutte ben al corrente dei misfatti che garantivano loro profitti strabilianti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi infatti vendeva consapevolmente il prodotto scaduto per poi riacquistarlo e rivenderlo di nuovo?&amp;nbsp;Loro. Questo fatto mi ricorda tra l'altro un famoso industriale lecchese che divent&amp;ograve; miliardario vendendo gli scarti avariati di pesce dopo averli fritti...cronache di oltre vent'anni fa!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invito pertanto i lettori a notare come quasi tutti i quotidiani, di fronte a qualsivoglia tipo di delitto, soprattutto se efferato oltrre che riprovevole,&amp;nbsp; cerchino quasi sempre di individuare eventuali responsabilit&amp;agrave; di persone native del SUD; a volte&amp;nbsp;nei modi pi&amp;ugrave; rocamboleschi come nel presente; somatizzando quindi le ragioni dell'esistenza del male&amp;nbsp; solo ed esclusivamente nel nostro Mezzogiorno o nei suoi nativi; riprendendo l'antico delirio del Lombroso. Ah, gran delinquente quel&amp;nbsp;Lombrioso, ma in Italia gli si dedicano ancora piazze e vie, mentre all'estero &amp;egrave; considerato meno di un ciarlatano!&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'altro giorno un articolo che parlava di un efferato delitto compiuto in Veneto veniva chiuso con il richiamo di uno analogo compiuto anni addietro in Sicilia...ma pi&amp;ugrave; che analogo peggiore, macch&amp;egrave; peggiore, istigatore di quello avvenuto in Veneto!&amp;nbsp;Se un pirata della strada uccide a Milano non &amp;egrave; raro che di fianco all'articolo si trovi qualcosa di pi&amp;ugrave; truce compiuto a Napoli. E' una specie di pubblicit&amp;agrave; subliminale, importantissima per i media al fine di&amp;nbsp;demonizzare il &amp;nbsp;SUD attribuendogli &amp;nbsp;tutto ci&amp;ograve; che &amp;egrave; maligno. Naturalmente in questo Loro fanno anche opera di auto-catarsi di tipo calvinista. In questo sono davvero imbattibili, che dico imbattibili, unici! A volte cadono chiaramente nel ridicolo come in questo fatto di oggi, ma in linea di massima questa diffamazione perdurante non trova alcun difensore e i cittadini del SUD si sentono sempre pi&amp;ugrave; di serie B o C, ma che dico B o C, essi si sentono meno di cittadini, forse ancor ameno dei (rispettabilissimi) beduini di cialdesca o farinesca memoria!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Meditate gente, meditate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;CRONACA MobileInviaStampaGli scarti dovevano essere smaltiti ma tornavano sugli scaffali La Finanza, con le intercettazioni, ha scoperto anche connivenze dell'Asl&lt;br /&gt;
La truffa dei banditi della tavola rivendevano il formaggio avariato dal nostro inviato PAOLO BERIZZI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;CREMONA - Nel formaggio avariato e putrefatto c'era di tutto. Vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro. Muffe, inchiostro. Era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece i banditi della tavola la riciclavano. La lavoravano come prodotto &amp;quot;buono&amp;quot;, di prima qualit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quegli scarti, nella filiera della contraffazione, (ri)diventavano sottilette, formaggio fuso, formaggio grattugiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola. Materia &amp;quot;genuina&amp;quot; - nelle celle frigorifere c'erano sottilette datate 1980! - ripulita, mischiata e pronta per le nostre tavole. Venduta in Italia e in Europa. In alcuni casi, rivenduta a quelle stesse aziende - multinazionali, marchi importanti, grosse centrali del latte - che anzich&amp;eacute; smaltire regolarmente i prodotti ormai immangiabili li piazzavano, - senza spendere un centesimo ma guadagnandoci - a quattro imprese con sede a Cremona, Novara, Biella e Woringen (Germania). &lt;strong&gt;Tutte riconducibili a un imprenditore siciliano. Era lui il punto di riferimento di marchi come&lt;/strong&gt;: Galbani, Granarolo, Cademartori, Brescialat, Medeghini, Igor, Centrale del Latte di Firenze. E ancora: Frescolat, Euroformaggi, Mauri, Prealpi, e altre multinazionali europee, in particolare austriache, tedesche e inglesi. E' quello che si legge nell'ordinanza del pm cremonese Francesco Messina. Un giro da decine di milioni di euro. Una bomba ecologica per la salute dei consumatori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le indagini - ancora aperte - iniziano due anni fa. A novembre del 2006 gli uomini della Guardia di Finanza di Cremona fermano un tir a Castelleone: dal cassone esce un odore nauseabondo. C'&amp;egrave; del formaggio semilavorato, in evidente stato di putrefazione. Il carico &amp;egrave; partito dalla Tradel di Casalbuttano ed &amp;egrave; diretto alla Megal di Vicolungo (Novara). &lt;strong&gt;Le due aziende sono di Domenico Russo, 46 anni, originario di Partinico e residente a Oleggio. E' lui l'uomo chiave attorno al quale ruota l'inchiesta. E' lui il dominus di una triangolazione che comprende, oltre a Tradel e Megal, un terzo stabilimento con sede a Massazza, Biella, e una filiale tedesca. Tradel raccoglie, sconfeziona e inizia la lavorazione. Megal miscela e confeziona.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Casalbuttano i finanzieri trovano roba che a vederla fa venire i conati. Prodotti caseari coperti da muffe, scaduti, decomposti e, peggio ancora, con tracce di escrementi di roditori. Ci sono residui - visibili a occhio nudo - degli involucri degli imballi macinati. Dunque plastica. Persino schegge di ferro fuoriuscite dai macchinari. La vera specialit&amp;agrave; della azienda &amp;egrave; il &amp;quot;recupero&amp;quot; di mozzarelle ritirate dal mercato e stoccate per settimane sulle ribalte delle ditte fornitrici, di croste di gorgonzola, di sottilette composte con burro adulterato, di formaggi provenienti da black out elettrici di un anno prima. &amp;quot;Una cosa disgustosa - racconta Mauro Santonastaso, comandante delle fiamme gialle di Cremona -. Ancor pi&amp;ugrave; disgustoso - aggiunge il capitano Agostino Brigante - , &amp;egrave; il sistema commerciale che abbiamo scoperto&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non possono ancora immaginare, gli investigatori, che quello stabilimento dove si miscela prodotto avariato con altro prodotto pronto &amp;egrave; lo snodo di una vera e propria filiera europea del riciclaggio. Mettono sotto controllo i telefoni. Scoprono che i pirati della contraffazione sono &amp;quot;coperti&amp;quot; dal servizio di prevenzione veterinaria dell'Asl di Cremona (omessa vigilanza, ispezioni preannunciate; denunciati e sospesi il direttore, Riccardo Crotti, e due tecnici). Dalle intercettazioni emerge la totale assenza di scrupoli da parte degli indagati: &amp;quot;La merce che stiamo lavorando, come tu sai, &amp;egrave; totalmente scaduta... &amp;quot;, dice Luciano Bosio, il responsabile dello stabilimento della Tradel, al suo capo (Domenico Russo). Che gli risponde: &amp;quot;Saranno cazzi suoi... &amp;quot; (delle aziende fornitrici, in questo caso Brescialat e Centrale del Latte di Firenze, ndr). Il formaggio comprato e messo in lavorazione &amp;egrave; definito - senza mezzi termini - &amp;quot;merda&amp;quot;. Ma non importa, &amp;quot;... perch&amp;eacute; se la merce ha dei difetti. .. io poi aggiusto, pulisco, metto a posto... questo rimane un discorso fra me e te... &amp;quot; (Russo a un imprenditore campano, si tratta la vendita di sottilette &amp;quot;scadute un anno e mezzo prima&amp;quot;). Nell'ordinanza (decine le persone indagate e denunciate: rappresentanti legali, responsabili degli stabilimenti, impiegati, altre se ne aggiungeranno presto) compaiono i nomi delle aziende per le quali il pm Francesco Messina configura &amp;quot;precise responsabilit&amp;agrave;&amp;quot;. Perch&amp;eacute;, &amp;quot;a vario titolo e al fine di trarre un ingiusto profitto patrimoniale, hanno concorso nella adulterazione e nella contraffazione di sostanze alimentari lattiero-casearie rendendole pericolose per la salute pubblica&amp;quot;. Il marchio maggiormente coinvolto - spiegano gli investigatori - &amp;egrave; Galbani, controllato dal gruppo Lactalis Italia che controlla anche Big srl. &amp;quot;Sono loro i principali fornitori della Tradel. Anche clienti&amp;quot;, si legge nell'ordinanza. Per i magistrati il sistema di riciclaggio della merce si basa proprio sui legami commerciali tra le aziende fornitrici e la Tradel. Con consistenti vantaggi reciproci. Un business enorme: 11 mila tonnellate di merce lavorata in due anni. Finita sugli scaffali dei discount e dei negozi di tutta Europa. Tremila le tonnellate vendute in nero. E gli operai e gli impiegati? Erano consapevoli. Lo hanno messo a verbale. Domanda a un'amministrativa: &amp;quot;Ha mai riferito a qualcuno che la merce era scaduta o con i vermi?&amp;quot;. Risposta: &amp;quot;No, tutti lo sapevano&amp;quot;.&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-07-04</pubDate>
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<title>Chiàcchiari e tabacchieri di ligna...</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;lsquo;U Munti 'un li mpigna, dice un antico proverbio Siciliano!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' una brutta pagina quella della fiducia accordata dagli autonomisti a Berlusconi sulla base di una semplice promessa, per quanto solenne. Volendola anche mettere tra parentesi, resta una ferita difficilmente sanabile.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parliamoci chiaro, l'unica cosa che consentirebbe ai Siciliani di perdonare al loro Presidente tanta &amp;quot;alleanza&amp;quot;, fatta anche e soprattutto di accettazione di incredibili assoggettamenti dell'agenda politica italiana alle esigenze personalissime del cavaliere, &amp;egrave; che alla fine &amp;quot;porti a casa&amp;quot; qualcosa di concreto per la Sicilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La politica &amp;egrave; realismo e se si ottiene qualcosa che ci &amp;egrave; negato da 60 anni si pu&amp;ograve; anche accettare qualche compromesso.Ma se questo sostegno &amp;egrave; fondato su vuote parole, no, questo sarebbe puro trasformismo senz'anima.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poteva pretendere un emendamento in corsa prima della fiducia, poteva comunque (di fronte alla &amp;quot;promessa&amp;quot;) astenersi, no! il gruppo MPA ha votato compatto la fiducia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Realpolitik? Va bene, ma allora domani mattina pretenda il ristoro dei fondi sottratti a Calabria e Sicilia. Se cos&amp;igrave; non sar&amp;agrave; ci si metter&amp;agrave; tutti su una brutta piega.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi rappresenta oggi la Sicilia a Montecitorio? Non crediamo a PD e UDC che votano contro: lo fanno perch&amp;eacute; sono all'opposizione, se ci fosse il &amp;quot;loro&amp;quot; governo sarebbero yesmen peggio di quelli del PDL. Non sono quindi credibili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pretenda dunque il Presidente in cambio l'applicazione immediata del &amp;quot;nostro&amp;quot; federalismo fiscale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E non si appelli pi&amp;ugrave; alla Corte Costituzionale per difenderlo. Ne abbiamo spulciato un po' la giurisprudenza e abbiamo scoperto che l'Alta Corte &amp;egrave; caduta proprio sul federalismo fiscale (guarda un po'). &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Francesco Paolo Catania&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/chiacchiari_e_tabacchieri_di_ligna.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-07-01</pubDate>
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<title>L'Europa o sarà dei Popoli o non sarà</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;&amp;quot;Riportiamo di seguito l'articolo a firma di Francesco Paolo Catania che commenta i risultati elettorali in Irlanda relativamente alla vittoria dei NO all' Europa dei banchieri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;quot;per il SUD&amp;quot;, in sintonia con l'ALTRA SICILIA, si accomuna al momento di soddisfazione per un risultato elettorale che&amp;nbsp;dimostra come l'EUROPA dei forti e dei banchieri&amp;nbsp;sa molto lontana dai reali problemi dei territori e delle loro&amp;nbsp;genti.&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'Altra Sicilia esprime tutto la propria soddisfazione per l'affondamento del Trattato di Lisbona nell'unicaconsultazione elettorale cui si era avuto il coraggio di sottoporlo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Bravi fratelli Irlandesi!&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Bravi e W l'Irlanda!! &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un popolo pi&amp;ugrave; piccolo dei Siciliani, ma da cui noi abbiamo tanto, tantissimo da imparare, ha dato una lezione all'Europa intera dei burocrati e delle banche, all'Europa &amp;quot;tappetino&amp;quot; di fronte alle politiche americane, all'Europa che fa carta straccia di ogni possibile uso della nostra Autonomia con la complicit&amp;agrave; dei ministri italiani nel &amp;laquo; Consiglio&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma perch&amp;eacute; devono votare solo gli irlandesi su una cosa cos&amp;igrave; importante? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti gli europei devono decidere che Europa vogliono, non &amp;quot;per noi&amp;quot; i Parlamentari che ... non ha eletto nessuno! &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci riproveranno, ci riproveranno ancora e poi ancora. &lt;br /&gt;
Noi lotteremo a fianco di tutti i popoli europei e di tutti i movimenti che lottano per la libert&amp;agrave;, contro tutti i centralismi, italiani ed europei, forti coi deboli e deboli coi forti, nemici delle famiglie, dei lavoratori, delle piccole imprese, della morale naturale, della libert&amp;agrave;, della vera democrazia, asservite ad un disegno di governo del mondo, ormai nemmeno pi&amp;ugrave; tanto oscuro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se ci dev'essere un'Europa, sar&amp;agrave; quella dei popoli liberi. E per noi &amp;egrave; anche peggio perch&amp;eacute; ancora la Sicilia non &amp;egrave; nemmeno libera come le altre nazioni europee. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma oggi festeggiamo i musi lunghi che ci devono essere tra Bruxelles e Francoforte! &lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left&quot;&gt;&lt;font class=&quot;content&quot; size=&quot;4&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;color: rgb(255,0,0)&quot;&gt;W la Sicilia, W i popoli europei, W la libert&amp;agrave;!!! &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left&quot;&gt;&lt;font class=&quot;content&quot; size=&quot;4&quot;&gt;Francesco Paolo Catania ( L'Altra Sicilia)&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/l_europa_o_sara_dei_popoli_o_non_sara.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-06-15</pubDate>
</item>
<item>
<title>SUD, VAFFANCULO!</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;106&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;139&quot; src=&quot;/files/image/sud_italia.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;SUD, VAFFANCULO!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma allora non lo hai ancora capito!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non &amp;egrave; bastata la tua sanguinosa conquista del 1860/61 e la perdita della tua autonomia decisionale, la tua &amp;ldquo;brigantesca&amp;rdquo; resistenza repressa nel sangue dai piemontesi invasori, la spoliazione dei tuoi tesori, la chiusura delle tue &amp;ldquo;borse valori&amp;rdquo;, la vendite delle tue terre demaniali, l&amp;rsquo;annichilimento della tua industria, il furto del tuo commercio, la diaspora delle tue genti verso le Americhe, la morte dei tuoi soldati analfabeti buttati in prima linea a protezione dei lombardo-piemontesi, l&amp;rsquo;uso dissennato della vita dei&amp;nbsp; tuoi figli per costruire il &amp;ldquo;boom economico&amp;rdquo; del triangolo industriale padano, lo sversamento nelle tue viscere di tutti i rifiuti tossici dell&amp;rsquo;industria padana, la sottrazione dei tuoi figli migliori &amp;ldquo;fatti , cresciuti e studiati&amp;rdquo; per lo sviluppo del Nord Italia.&lt;br /&gt;
Ancora non ti basta, ancora non lo hai capito?!&lt;br /&gt;
E allora, sia con i Governi precedenti, sia con questo, ti toglieremo ogni possibilit&amp;agrave; di sviluppo, i soldi del Ponte, delle Strade, delle Ferrovie&amp;hellip;era pochissimo, un'inezia, &amp;nbsp;rispetto a quanto al Nord si investe&amp;hellip;ma &amp;egrave; meglio che anche questo pochissimo resti al Nord.. Ti daremo un federalismo fiscale che preceder&amp;agrave; quello xenofobo. Ti toglieremo l&amp;rsquo;ICI ai tuoi comuni cos&amp;igrave; resterai oltre che povero anche senza mutande. Ti obbligheremo a sentirti conquistato perfino dai tuoi rifiuti&amp;hellip;sommerso dalla tua stessa MERDA. &lt;br /&gt;
Ti costringeremo ad accettare la&amp;nbsp; costruzione di inceneritori che per brevit&amp;agrave; chiameremo &amp;ldquo;termovalorizzatori&amp;rdquo;, li costruiremo con il sudore dei tuoi figli e&amp;nbsp;con i tuoi risparmi, ma inquineranno te, e genereremo soldi a palate per il&amp;nbsp; Nord. Ti obbligheremo cos&amp;igrave; a mandare in padania&amp;nbsp; gli ultimi tuoi figli in grado di sostiture i rumeni e i marocchini, perch&amp;eacute; tutto sommato ci conviene, &amp;egrave; economicamente e socialmente pi&amp;ugrave; vantaggioso.&lt;br /&gt;
SUD, proprio non capisci nulla, meriti questo trattamento..ah s&amp;igrave; se lo meriti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;SUD, O TI SVEGLI O VAFFANCULO!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Filippo Tarchia, emigrato dal SUD (deportato dal SUD) in padania nel 1955, e ancora relativamente interessato al bene della sua&amp;nbsp;terra di origine...ma ancora per poco!&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;]]></description>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-05-31</pubDate>
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<title>Guerriglia e tregua a Chiaiano</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;108&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;118&quot; src=&quot;/files/image/discarica.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Informazione e risposte contro le violenze: a Chiaiano ci si gioca tutto. &lt;br /&gt;
A quasi una settimana dal consiglio dei ministri della svolta, nel quartiere periferico di Napoli si vivono ore di attesa e ansia. Una legge non poteva certo cambiare le cose, per quanto fornisca gli strumenti necessari per reprimere gli abusi, tanto alle forze dell'ordine quanto ai magistrati. La risposta dei manifestanti di Chiaiano e del confinante comune di Marano non si &amp;egrave; lasciata attendere: gli scontri violenti che hanno funestato la giornata di sabato hanno evidenziato eccessi su entrambi i fronti, con le forze dell'ordine costrette a fronteggiare, non sempre in modo limpido, una manifestazione pacifica solo nelle intenzioni, certamente non corroborate dall'innalzamento di barricate, dal lancio di pietre, bottiglie molotov, autobus vandalizzato, usato come barriera e poi dato alle fiamme. Scene gi&amp;agrave; viste a Pianura che relegano le ragioni dei manifestanti, laddove ne esistano, in secondo piano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'estremizzazione delle forme di lotta non consente di operare con la dovuta serenit&amp;agrave;, favorisce anzi una contrapposizione di principio che prescinde dai controlli e dalle verifiche pur annunciati dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Guido Bertolaso, e confermati ulteriormente ai rappresentanti dei comuni di Serre e Marano nel corso dell'incontro avvenuto domenica negli uffici della prefettura del capoluogo partenopeo. Si &amp;egrave; sancita una tregua onde permettere, a partire da marted&amp;igrave;, i rilievi nell'invaso (che dovrebbe accogliere 700mila tonnellate di rifiuti) da parte di tecnici nominati di concerto dal commissariato&lt;br /&gt;
straordinario all'emergenza rifiuti e dalle autorit&amp;agrave; locali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tensione resta tuttavia alta, la gente non si fida della via diplomatica e continua a rafforzare le difese, isolando le vie di comunicazione tra i comuni della provincia e l'area nord di Napoli contrapponendo auto capovolte, cassonetti, masserizie e filo spinato per impedire il passaggio. Un'area interdetta anche ai giornalisti, con gli operatori delle televisioni invitati a non superare le barriere, fatta eccezione per quelli di Sky24. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; questo lo scenario entro cui dovrebbe essere intrapresa la via del dialogo e del confronto. Eppure tanta intransigenza sarebbe stata sicuramente pi&amp;ugrave; utile per ostacolare l'azione delle organizzazioni criminali che hanno operato per decenni in modo incontrastato, sversando illegalmente rifiuti tossici senza controlli e senza tutele. Ma la cosa che pi&amp;ugrave; di ogni altra sorprende, &amp;egrave; l'esistenza di piani di riqualificazione, debitamente preannunciati, praticamente per ognuno dei siti dove &amp;egrave; stata prevista l'apertura (o la riapertura) di una discarica o di un sito per il trattamento dei rifiuti. Progetti il pi&amp;ugrave; delle volte soltanto abbozzati e dati in pasto ai cittadini insieme alle illusioni di rinascita e sviluppo mai veramente perseguite. &amp;Egrave; avvenuto a Pianura, con l'avveniristico supergreen che avrebbe dovuto attrarre l'attenzione dei cultori del golf di tutta Europa; ci si &amp;egrave; ripetuti a Barra, dove in luogo della raffineria dimessa della Q8 si voleva dislocare il polo universitario con la costruzione di campus in grado di ridisegnare completamente il volto dell'area est della citt&amp;agrave; di Napoli; non ci si &amp;egrave; sottratti nemmeno a Chiaiano, dove il solo parco collinare non era sufficiente a riempire il libro dei sogni irrealizzabili, dovendo aggiungere la realizzazione di un lago, funivie, centri sportivi e finanche una centrale di produzione energetica con l'impianto di pannelli fotovoltaici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;Egrave; normale che la sostituzione di simili prospettive con l'apertura di discariche o la costruzione di termovalorizzatori non pu&amp;ograve; che gettare le popolazioni locali nello sconforto. Ma &amp;egrave; anche in questo ambito che, alle pesanti responsabilit&amp;agrave; della classe dirigente e amministrativa, si affiancano quelle dei cittadini, per decenni inerti e indifferenti dinanzi allo scempio perpetrato ai danni della propria terra, creando il terreno fertile per le attivit&amp;agrave; malavitose e avallando sprechi e ruberie di ogni tipo. Tutto questo ha un prezzo che l'intera comunit&amp;agrave; &amp;egrave; chiamata a scontare: il tempo dei sogni &amp;egrave; svanito, mentre quello necessario per avviare il ciclo industriale dei rifiuti e sistemi di riciclaggio &amp;egrave; troppo lungo per impedire l'apertura di nuove discariche per almeno altri 30 mesi. Visto che indietro non si pu&amp;ograve; tornare e visto che tutti i progetti pi&amp;ugrave; meritori ed eco-compatibili potranno essere implementati nel medio e lungo periodo, l'alternativa a questa soluzione &amp;egrave; rappresentata essenzialmente dal disastro ambientale, con cumuli di rifiuti destinati a giacere lungo le strade della regione a tempo indeterminato. &lt;br /&gt;
Ci&amp;ograve; non significa, ovviamente, che si possa operare indistintamente senza il rispetto dei principi di salvaguardia ambientale e tutela della salute fissati dall'Ue. In tal senso la scelta della cava di Chiaiano ha fatto discutere sin dall'inizio, tanto che le perplessit&amp;agrave; in merito al suo possibile utilizzo sono molto forti. In attesa dei risultati delle indagini dei tecnici che non arriveranno prima di venti giorni, resta il pesante monito del prof. Franco Ortolani, ordinario di geologia presso l'Universit&amp;agrave; Federico II di Napoli. In una audizione del luglio 2007 avuta presso la Commissione Bicamerale d'indagine sul ciclo dei rifiuti, Ortolani ha avuto&lt;br /&gt;
modo di sottolineare la &amp;quot;non idoneit&amp;agrave; ambientale della quasi totalit&amp;agrave; delle cave della Campania per la realizzazione di una discarica di rifiuti (compresa quella di Chiaiano), in quanto ubicate per lo pi&amp;ugrave; in ammassi rocciosi permeabili (calcare, tufo, ghiaia) che nel sottosuolo ospitano le falde idriche che alimentano vari usi (potabile, industriale, agricolo). Inoltre molte cave sono state scavate a fossa come quelle che si trovano ai margini della pianura campana&amp;nbsp; tra Pozzuoli, Giugliano, Villaricca, Chiaiano, la zona vesuviana, il nolano e il casertano (ad esempio Lo Uttaro), per le quali non &amp;egrave; possibile garantire l'impermeabilizzazione alla base dei rifiuti per un periodo superiore a venti anni. Il loro riempimento con materiale inquinante rappresenta una garanzia di inquinamento per le acque sotterranee che transitano al di sotto&amp;quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si aggiunga che il bosco dei Camaldoli, sul versante di Chiaiano, &amp;egrave; caratterizzato dalla presenza di importanti evidenze archeologiche, con resti di ville romane e di mausolei rupestri che occupano la Selva di Chiaiano e che sono ignoti alla cittadinanza. Un patrimonio archeologico che andrebbe recuperato e valorizzato e che invece rischia di essere compromesso irrimediabilmente dai lavori di ampliamento della viabilit&amp;agrave; funzionale a un pi&amp;ugrave; agevole accesso alle cave. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tali ragioni, pi&amp;ugrave; che di dialogo, termine largamente abusato nella logica distorta della politica italiana come sinonimo di patteggiamento e compromesso, cos&amp;igrave; come ha brillantemente sottolineato l'editorialista del Corriere della Sera Sergio Romano, c'&amp;egrave; bisogno di una informazione chiara, tempestiva, in grado di fugare ogni dubbio sui pericoli paventati in precedenza. Dare risposte certe senza cedere alla violenza mostrando una indulgenza gratuita che verrebbe interpretata come ennesimo segno di debolezza dello Stato. La salvaguardia della salute e della memoria storica del nostro territorio, non la si ottiene contrapponendo strumenti di guerriglia, ma con comportamenti responsabili nella consapevolezza che &amp;egrave; in gioco la sopravvivenza dell'intera regione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Paolo Carotenuto&lt;br /&gt;
26 maggio 2008&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/guerriglia_e_tregua_a_chiaiano.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-05-29</pubDate>
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<title>E' già caduto</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;122&quot; width=&quot;150&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/Multipli_Berlusconi.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono gi&amp;agrave; ricordi felici questi. Quando tutti e tre, Bossi, Lombardo e Berlusconi (Fini neanche lo prendiamo in considerazione) sedevano uniti dopo i risultati delle elezioni. Ricordi felici e lontani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;egrave; dopo qualche ora di senile euforia il cavaliere si &amp;egrave; fatto i conti per bene ed il suo sorriso &amp;egrave; crollato di colpo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Aveva gi&amp;agrave; dovuto promettere a destra ed a sinistra: agli americani (Frattini), agli israeliani (la Nirenstein), ai massoni inglesi (Letta e gli accordi con Veltroni), ai russi (i rigassificatori, la Prestigiacomo sotto dettatura ha gi&amp;agrave; autorizzato quello di Priolo), ai tedeschi ed all'impregilo (il ponte). Ma pensava di essere vicino alla realizzazione del suo sogno (o incubo, sono punti di vista...) piduista grazie alle manovre degli ultimi mesi ed ai generosi finanziamenti con cui credeva di avere oramai in pugno la Lega e l'MPA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sogno dell'Italia divisa in tre, con al sud una macroregione fantoccio (con la Sicilia, ma senza autonomia...) dove una nuova classe di ascari telecomandati avrebbe permesso alla padania di avere il suo &amp;ldquo;giardino&amp;rdquo; privato mediterraneo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed invece non solo la Lega ha preso tanti voti da poter nuovamente rialzare la testa, ma anche i Siciliani gli hanno tirato un brutto scherzo: un fallimento dell'MPA nel sud Italia ed un particolarissimo successo in Sicilia, dove l'MPA ha superato il 20% alle regionali, ma si &amp;egrave; inspiegabilmente fermato al 8% alle nazionali: un risultato che non solo contribuisce ad incrementare la divaricazione tra la Sicilia ed il resto d'Italia, ma che invece di diluire la forza di Lombardo in tutto il sud, la concentra dove il cavaliere non vorrebbe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il fallimento oltre faro, &amp;egrave; stato veramente un fallimento? O piuttosto si &amp;egrave; trattato di un calcolo politico di Lombardo? Non &amp;egrave; facile rispondere. La concomitanza delle elezioni regionali e nazionali poneva il problema di quale campagna elettorale fare. Per Palermo o per Roma, come chiedevano ad Arcore? Tutto sembrava andare per il verso giusto (quello nordico...) ma ad una settimana dal voto il leader autonomista ha cambiato completamente le carte in tavola, battendo a tutto spiano il tamburo dello Statuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' stata questa una decisione presa in conseguenza dei sondaggi sfavorevoli, o &amp;egrave; stata la debacle duosiciliana una conseguenza del suo &amp;ldquo;cambiamento d'umore&amp;rdquo;? Forse un po' tutte e due le cose. Certo &amp;egrave; che grazie a questi risultati il coltello ora presenta il manico rivolto a sud. La puzza di tradimento rimane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Berlusconi non rimane che correre ai ripari. L'Autonomia Siciliana per lui (s&amp;igrave;, anche per lui...) &amp;egrave; una jattura. La Sicilia &amp;egrave; la sua carta pi&amp;ugrave; pregiata nel risiko geopolitico internazionale. Se si applicasse lo Statuto mi sa che in Sardegna a trovarlo non ci andr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; nessuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vediamo che strategia sta applicando per ricacciare Lombardo dove lo aveva preso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima mossa: del ministro promesso all'MPA non se ne fa pi&amp;ugrave; niente. Mossa stupida: il Presidente della Regione Siciliana &amp;egrave; gi&amp;agrave; un ministro. Non solo: questa imprudenza &amp;egrave; costata a Forza Italia il comune di Catania, il punto focale dello sviluppo del Mediterraneo nei prossimi decenni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Seconda mossa: posizionamento di un ministro dichiaratamente anti-siciliano agli affari regionali, il pugliese Fitto. Mossa inoffensiva, visto lo spessore politico del neoministro e la pochezza dei poteri che gli competeranno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Terza mossa: la terza mossa la svela Capodicasa, il quale crede di essere all'opposizione. I fondi destinati alle metropolitane cittadine siciliane sono stati stornati verso nord. In vista delle prossime amministrative in Sicilia, questo sembra un ulteriore regalo a Lombardo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa pi&amp;ugrave; bella dedurre tutto questo dalle parole dello stesso Lombardo in un articolo apparso sul Corriere lo scorso 20 maggio. Parla di colonnelli. Ma se Forza Italia &amp;egrave; un esercito, allora avr&amp;agrave; anche un generale del quale questi eseguono gli ordini. Cio&amp;egrave; i dissapori non sono con i vari La Russa, Firrarello, Alfano. No no. Il rapporto che si sta incrinando &amp;egrave; quello tra i due condottieri: &amp;laquo;ho trovato disponibilit&amp;agrave; in Berlusconi, fino alle elezioni. All'indomani invece &amp;egrave; subentrato un cambiamento di clima che non mi piace&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi l'avvertimento per il mancato ministero: &amp;laquo;Non ci resto male se si rispetter&amp;agrave; l'articolo 21 dello Statuto speciale, terzo comma: &amp;quot;Il presidente della Regione partecipa al Consiglio dei ministri con voto deliberativo per le questioni che riguardano la Sicilia&amp;quot;&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed ecco cosa vuole fare Berlusconi: &amp;laquo;Qualcuno vorrebbe mettere l' Mpa sotto controllo. Per vincolare e commissariare la stessa idea autonomista. Ma non accadr&amp;agrave;. Non sono tipo da cascarci&amp;raquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il motivo lo abbiamo gi&amp;agrave; detto. La distruzione dell'Autonomia Siciliana &amp;egrave; il primo dei piani di Berlusconi, che con il trucchetto del nuovo stato fantoccio duosiciliano vorrebbe con un gioco di prestigio eliminarla. Una volta &amp;ldquo;liberi&amp;rdquo; non ne avremo pi&amp;ugrave; bisogno. Dall'altro lato chi ha il proprio potere radicato in Sicilia non si pu&amp;ograve; permettere una tale mossa, un vero suicidio politico in questo momento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tornando a Capodicasa poi, dicevamo che &amp;ldquo;crede di essere all'opposizione&amp;rdquo;. Capodicasa non lo ha capito che a Roma Veltroni e Berlusconi sono alleati, mentre a Palermo i PD non sono n&amp;egrave; al governo n&amp;eacute; all'opposizione. Semplicemente non ci sono pi&amp;ugrave;. Al governo c'&amp;egrave; il duo MPA-UDC. Ed all'opposizione? Ovvio: il PDL. Lo dimostrano anche le difficolt&amp;agrave; avutesi a Palazzo Reale per l'elezione di Cascio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ed &amp;egrave; la prima volta dal 1946 che in Sicilia abbiamo una maggioranza ed un'opposizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Speriamo che i rapporti tra Lombado e Berlusconi peggiorino. La Sicilia ha solo da guadagnarci dai contrasti con Roma. E poi a Roma... il governo &amp;egrave; gi&amp;agrave; caduto. Grazie al voto dei Siciliani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il consiglio dell&amp;rsquo;Abate Vella&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Postato da L'Altra Sicilia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img height=&quot;77&quot; width=&quot;77&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;/files/image/altrasicilia.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'ALTRA SICILIA-Antudo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Movimento politico del Popolo Siciliano &amp;quot;al di qua e al di l&amp;agrave; del Faro&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bvd. de Dixmude 40 bte 5 (B) - 1000 Bruxelles&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tel/Fax: 0032 02 2174831 Cell. 0032 475 810756&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/e_gia_caduto.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-05-26</pubDate>
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<title>Basta con le stronzate del PIL nordista!</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Nord/Sud, la resa dei conti&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Lombardia paga da sola quasi un terzo delle tasse italiane. E, secondo il federalismo fiscale voluto dalla Lega, dovrebbe tenersene gran parte. Ma come se la caverebbero le regioni pi&amp;ugrave; povere? Con interviste ad Andrea Camilleri e Sebastiano Vassalli&lt;br /&gt;
di MARCO CICALA, EMILIO MARRESE, MARCO ROMANI e RICCARDO STAGLIAN&amp;Ograve;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img height=&quot;319&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;241&quot; src=&quot;/files/image/PIL_ITALIANO(1).jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;Egrave; stata la parola magica che ha fatto vincere le elezioni alla Lega. E che ora per&amp;ograve; potrebbe creare forti tensioni all'interno del nuovo governo. Il federalismo fiscale &amp;egrave; un'espressione che tutti hanno nelle orecchie, ma poi cosa significhi nella pratica nessuno ce l'ha ben chiaro. Tranne forse qualche estremista in camicia verde che, senza troppi giri di parole, vorrebbe solo tagliare tutti i fondi al Sud.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per diradare le nebbie su quest'argomento, a giugno scorso la Lombardia ha approvato una proposta di legge che &amp;egrave; subito diventata il cavallo di battaglia del Carroccio. E che prevede di trattenere nei territori l'80 per cento dell'Iva, il 15 per cento dell'Irpef, pi&amp;ugrave; tutte le accise e le imposte su carburanti, tabacchi, giochi e lotterie. Una partita da una quindicina di miliardi da incassare direttamente, senza passare, come accade oggi, attraverso la ridistribuzione delle risorse fatta dallo Stato. Per capire subito chi ci guadagna e chi ci perde basta confrontare pochi dati: l'Iva della Lombardia vale quasi 24 miliardi e mezzo di euro, quella della Calabria 201 milioni. Stesso discorso per l'Irpef: 28 miliardi a fronte di due miliardi cento milioni. Ma la sorpresa arriva, grazie ai dati elaborati da Agicos e dalla Federazione italiana tabaccai, anche sul versante dei &amp;quot;vizi&amp;quot;. Giocare al videopoker o fare la schedina del Superenalotto farebbe entrare nelle casse del governatore Formigoni un miliardo trecento milioni, mentre il suo collega Loiero dovrebbe accontentarsi di 172 milioni. Solo di accise sui tabacchi, poi, alla Lombardia andrebbero un miliardo ottocento milioni, alla Calabria 421 milioni. &amp;quot;Il progetto di legge lombarda&amp;quot; dice l'economista Tito Boeri, professore alla Bocconi di Milano e animatore di lavoce. info, &amp;quot;prevede anche un limite superiore, fissato nel 50 per cento della capacit&amp;agrave; fiscale, alla cosiddetta perequazione, cio&amp;egrave; alla possibilit&amp;agrave; di trasferire le risorse dalle regioni pi&amp;ugrave; forti a quelle pi&amp;ugrave; deboli...&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;....Questo si leggeva ieri su &amp;quot;La Repubblica online&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Bene diciamo noi, tutto bello, anzi non farebbe una grinza se a produrre il PIL lombardo fossero solo i lombardi!&lt;/strong&gt; Naturalmente potremmo estendere anche al Veneto al Piemonte etc. etc, le medesime considerazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Esiste qualcuno che abbia mai detto ai lombardi che i lombardi sono fatti al 50% di gente che proviene dal SUD? L'immagine dell'Italia deformata sopra riportata che evidenzia il muscoloso PIL del NORD non &amp;egrave; reale perch&amp;egrave; circa 12 milioni di meridionali sono stati autodeportati al NORD per consentire il famoso BOOM economico degli anni 50/60/70/80...e ancora oggi il flusso delle genti del SUD non si &amp;egrave; arrestato. Il realt&amp;agrave; il PIL del NORD &amp;egrave; un PIL drogato, finto...in poche parole DIFFERITO, fatto per il 50 % dalle braccia e dai cervelli di gente del SUD che ha DOVUTO spostarsi al NORD per un perfido disegno politico-economico ben congegnato e mai ostacolato. Oggi peraltro causa primaria del fallimento del sistema economico Italiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;egrave; mai una persona normodotata dovrebbe sentirsi dire queste &amp;quot;stronzate&amp;quot;, mi sia ammessa questa puerile volgarit&amp;agrave;, senza poter reagire o almeno urlare il dispiacere che affligge ogni uomo e donna del SUD che ha dovuto abbandonare i propri affetti e la propria terra per far grande la Lombardia e tutto l'arco subalpino. Bravi i lombardi, i piemontesi, i liguri, gli emiliani, i toscani...alla fin fine anche i veneti, bravi tutti a farsi RICCHI con le fatiche ed i soldi degli altri. Ma dov'&amp;egrave; la loro coscienza? Bravi solo ad allargarsi la bocca!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La sola Lombardia ha un PIL che al 50 % &amp;egrave; della Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Abruzzo, Calabria, Molise, Sardegna, altro che storie.&amp;nbsp; E non mi si venga a dire che siccome i meridionali al Nord sono ora ivi residenti sono diventati d'incanto settentrionali puri.... Non voglio&amp;nbsp;poi menzionare la ricchezza&amp;nbsp;che gli&amp;nbsp;emigranti del SUD, all'estero, hanno profuso verso la cosiddetta patria italiana che notoriamente si &amp;egrave; sempre fermata all'Arno e solo raramente&amp;nbsp;al &amp;nbsp;Tevere. Sia chiaro una volta per tutte, il PIL italiano &amp;egrave; prodotto dal lavoro&amp;nbsp;poich&amp;egrave; noi non vendiamo altro che lavoro sotto forme diverse&amp;nbsp;e poich&amp;egrave; il 65 % dei lavoratori italiani &amp;egrave; del SUD, al SUD spetta la maggior quota prodotta del medesimo PIL. Questo, OVUNQUE IN ITALIA ESSO SIA PRODOTTO!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;No io non ci sto. Io voglio ed esigo che un parte del mio redditoprodotto a Milano &amp;nbsp;torni alla mia terra di origine la Puglia! Io non posso accettare questa sperequazione indegna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dio stramaledica gli ascari politici del SUD che hanno consentito questo sfacelo e i politici del Nord che lo hanno progettato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/basta_con_le_stronzate_del_pil_nordista.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-05-17</pubDate>
</item>
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<title>Caso Di Girolamo: il parere di eletti all'estero e presidenti di</title>
<description><![CDATA[&lt;p&gt;Continua a far discutere il caso del senatore&lt;br /&gt;
&amp;lt;&lt;a href=&quot;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/8972/2008-05-13.html&quot;&gt;http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/8972/2008-05-13.html&lt;/a&gt;&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nicola Paolo Di Girolamo, indagato a Roma nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;inchiesta sulle&lt;br /&gt;
presunte anomalie legate al voto degli italiani all&amp;rsquo;estero, nelle ultime&lt;br /&gt;
elezioni politiche. Di Girolamo, in forza al PdL ed eletto a Palazzo Madama&lt;br /&gt;
per la circoscrizione Europa, si &amp;egrave; avvalso della facolt&amp;agrave; di non rispondere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Le accuse per lui vanno dal falso in atto pubblico alla violazione della&lt;br /&gt;
legge elettorale. La magistratura sta peraltro valutando se si debba&lt;br /&gt;
procedere, nei suoi confronti, anche per usurpazione di funzioni pubbliche.&lt;br /&gt;
In pratica, gli si contesta di aver falsamente dichiarato di essere&lt;br /&gt;
residente in Belgio. Secondo quanto appurato dal procuratore aggiunto&lt;br /&gt;
Giancarlo Capaldo e dal sostituto Giovanni Bombardieri, infatti, Di&lt;br /&gt;
Girolamo, pur risultando iscritto all&amp;rsquo;Aire (Anagrafe degli italiani&lt;br /&gt;
residenti all&amp;rsquo;estero), non abitava in Belgio quando si &amp;egrave; candidato, ma ha&lt;br /&gt;
presentato domanda di residenza l&amp;rsquo;8 maggio scorso, quindi in data successiva&lt;br /&gt;
alle elezioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;ldquo;Quanto sta facendo la Procura non mi sorprende &amp;ndash; &amp;egrave; il commento&lt;br /&gt;
dell&amp;rsquo;onorevole Gugliemo Picchi, eletto anche lui nella circoscrizione&lt;br /&gt;
Europa, ma alla Camera &amp;ndash; avevamo gi&amp;agrave; notizia della non residenza all&amp;rsquo;estero&lt;br /&gt;
dell&amp;rsquo;avvocato Di Girolamo. Penso non sia stato un atto corretto, il suo, nei&lt;br /&gt;
confronti degli elettori e in particolare dei 22 mila che l&amp;rsquo;hanno votato.&lt;br /&gt;
Dovrebbe dimettersi subito, cos&amp;igrave; evitiamo anche di essere attaccati come&lt;br /&gt;
coalizione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Dello stesso parere Vincenzo Nicosia, presidente di Sicilia in Europa e&lt;br /&gt;
coordinatore Enas nel Regno Unito: &amp;ldquo;Non conosco Di Girolamo &amp;ndash; premette&lt;br /&gt;
Nicosia &amp;ndash; ho sentito anche io delle voci in giro, voci che dicevano che&lt;br /&gt;
c&amp;rsquo;erano forti irregolarit&amp;agrave;. Ma erano tante, a dire la verit&amp;agrave;, le voci che in&lt;br /&gt;
quel periodo circolavano fra gli addetti ai lavori, e non solo. Il fatto che&lt;br /&gt;
ora Di Girolamo sia indagato, mi fa pensare che forse quelle voci un fondo&lt;br /&gt;
di verit&amp;agrave; ce l&amp;rsquo;avevano. Personalmente, credo che lui, se ha un po&amp;rsquo; di&lt;br /&gt;
dignit&amp;agrave;, dovrebbe dimettersi immediatamente&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Pi&amp;ugrave; cauto Franco Narducci, eletto alla Camera dei Deputati, in&lt;br /&gt;
rappresentanza del Pd, per la ripartizione Europa: &amp;ldquo;Se le accuse saranno&lt;br /&gt;
confermate mi viene da dire: &amp;lsquo;dal trionfo alla vergogna&amp;rsquo;. Per&amp;ograve; credo si&lt;br /&gt;
debba aspettare che la magistratura faccia il suo corso. E&amp;rsquo; difficile dire a&lt;br /&gt;
priori se il senatore debba o meno dimettersi: se Di Girolamo contesta le&lt;br /&gt;
accuse che gli sono state mosse, allora non deve. Se invece pensa di essere&lt;br /&gt;
in fallo, a quel punto sta alla sua sensibilit&amp;agrave; e alla sua cultura lasciare.&lt;br /&gt;
Certo &amp;ndash; conclude Narducci &amp;ndash; non sono cos&amp;igrave; apodittico da poter dire s&amp;igrave;-no&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Quella di Di Girolamo, per Francesco Paolo Catania, presidente de L&amp;rsquo;Altra&lt;br /&gt;
Sicilia, &amp;egrave; &amp;ldquo;l&amp;rsquo;arroganza di quanti sanno di non dover rispondere a nessuno&lt;br /&gt;
delle loro malefatte. Infatti &amp;ndash; continua Catania &amp;ndash; il sospetto di imbroglio&lt;br /&gt;
su cui indaga la magistratura dimostra che se la giustizia italiana non&lt;br /&gt;
fosse quella che &amp;egrave; attualmente, ma punisse in maniera esemplare i&lt;br /&gt;
mascalzoni, certamente&amp;nbsp; quanti agiscono in malaffare ci penserebbero due&lt;br /&gt;
volte prima di intraprendere azioni illegali. Cos&amp;igrave; come nel caso Di&lt;br /&gt;
Girolamo, pare opinione diffusa (visto che non &amp;egrave; la prima volta che succede)&lt;br /&gt;
che una volta ottenuta &amp;lsquo;la poltrona&amp;rsquo;,&amp;nbsp; a dispetto dei mezzi impiegati,&lt;br /&gt;
sembra difficile poi perderla. L&amp;rsquo;opinione corrente &amp;egrave; che tutto sia&lt;br /&gt;
possibile, tanto la magistratura dorme o finge di dormire &amp;ndash; aggiunge il&lt;br /&gt;
presidente de L&amp;rsquo;Altra Sicilia &amp;ndash; per il quieto vivere, per non intraprendere&lt;br /&gt;
una procedura di invalidazione dei risultati oltremodo lunga, difficile ed&lt;br /&gt;
ostica per gli interessi che si vanno a toccare e ledere. Ne &amp;egrave; dimostrazione&lt;br /&gt;
l&amp;rsquo;azione del Berlusconi due anni fa &amp;ndash; conclude il presidente &amp;ndash; che dopo&lt;br /&gt;
tanto urlare ha messo tutto in cantina, o l&amp;rsquo;azione (che non parte) dei&lt;br /&gt;
perdenti di questo giro, la sinistra&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Restio, invece, a rilasciare dichiarazioni &amp;egrave; il senatore Basilio Giordano,&lt;br /&gt;
eletto col Pdl per la ripartizione America: &amp;ldquo;Non conosco la vicenda, conosco&lt;br /&gt;
il senatore Di Girolamo, oggi l&amp;rsquo;ho salutato in Aula, gli ho chiesto come&lt;br /&gt;
andava e l&amp;rsquo;ho visto preoccupato, ma sereno. Non ho seguito bene il suo caso&lt;br /&gt;
e quindi non me la sento di esprimere un parere, ma darei tempo al tempo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;E quando si domanda se ci siano altre responsabilit&amp;agrave; in quanto accaduto i&lt;br /&gt;
parlamentari si dividono. Il partito? &amp;ldquo;Non penso, siamo tutti stati vittime&lt;br /&gt;
di un falso &amp;ndash; risponde Picchi &amp;ndash; di una truffa. Diventa difficile per un&lt;br /&gt;
partito verificare tutto, normalmente ci sono persone che presentano i&lt;br /&gt;
candidati e di loro ci si fida. Non so chi abbia presentato Di Girolamo &amp;ndash;&lt;br /&gt;
chiosa l&amp;rsquo;onorevole &amp;ndash; ma penso persona fidata, in fondo il suo era un profilo&lt;br /&gt;
ottimo: un bravo avvocato. Il partito come poteva sospettare?&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Di segno opposto l&amp;rsquo;analisi di Narducci: &amp;ldquo;Ribadisco che le accuse devono&lt;br /&gt;
ancora essere provate. Se dovessero esserlo, penso ci sia stata leggerezza&lt;br /&gt;
da parte del partito, ma anche da parte di chi ha sponsorizzato Di Girolamo.&lt;br /&gt;
Qualcuno sapeva: &amp;egrave; grave che non avesse la residenza prima di candidarsi. Ci&lt;br /&gt;
sono senza dubbio responsabilit&amp;agrave; etiche e morali e, nel caso del consolato,&lt;br /&gt;
anche giuridiche&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Proprio sul ruolo del consolato si interroga Picchi: &amp;ldquo;Il consolato qualche&lt;br /&gt;
responsabilit&amp;agrave; ce l&amp;rsquo;ha. Qui a Londra quando mi iscrissi all&amp;rsquo;Aire dovetti&lt;br /&gt;
presentare una prova della residenza, tipo una bolletta. Ora, in Belgio&lt;br /&gt;
funziona diversamente, tipo in Italia: si fa domanda, entro trenta giorni un&lt;br /&gt;
vigile urbano accerta che io abiti dove dico e cos&amp;igrave; si verifica. Il&lt;br /&gt;
consolato avrebbe dovuto attendere: com&amp;rsquo;&amp;egrave; possibile che Di Girolamo in mezza&lt;br /&gt;
giornata abbia ottenuto l&amp;rsquo;iscrizione, quando ci sono persone che vivono&lt;br /&gt;
all&amp;rsquo;estero da mesi e per riuscire a farle votare abbiamo dovuto lavorare&lt;br /&gt;
moltissimo? In pi&amp;ugrave; &amp;ndash; aggiunge l&amp;rsquo;onorevole del PdL &amp;ndash; il funzionario del&lt;br /&gt;
Comune di Roma doveva chiedersi come mai tanta solerzia. Insomma, penso ci&lt;br /&gt;
sia stata quantomeno una connivenza fra il Comune e il Consolato. Non so a&lt;br /&gt;
quale livello, ma tanta solerzia &amp;egrave; comunque sospetta&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Delle responsabilit&amp;agrave; del consolato avremmo voluto parlarne direttamente con&lt;br /&gt;
il Console in persona, ma stiamo ancora attendendo una sua risposta, visto&lt;br /&gt;
che la segreteria ce ne ha promessa una. E a quanti sostengono, dopo il caso&lt;br /&gt;
Di Girolamo e i tanti brogli denunciati, che sia la legge a dover essere&lt;br /&gt;
cambiata, risponde l&amp;rsquo;onorevole Narducci: &amp;ldquo;Mi ha disturbato che qualsiasi&lt;br /&gt;
cosa accada si inizi un processo alla legge, come se la legge debba&lt;br /&gt;
preventivare che gli Italiani siano un popolo di imbroglioni. Mettono parole&lt;br /&gt;
in bocca a Tremaglia, che lui, in privato, non ha mai avuto. Allora dovremmo&lt;br /&gt;
dire: visto che siamo un popolo di truffatori, il voto per corrispondenza&lt;br /&gt;
sar&amp;agrave; abolito. Ma non &amp;egrave; il voto per corrispondenza ad essere sbagliato: in&lt;br /&gt;
Svizzera si vota cos&amp;igrave; e tutto fila liscio. E&amp;rsquo; la cultura della legalit&amp;agrave; a&lt;br /&gt;
dover essere cambiata, non quella delle leggi. Se ci sono persone che&lt;br /&gt;
truffano (con quale meccanismo e con quali connivenze &amp;egrave; ancora da appurare)&lt;br /&gt;
il problema allora &amp;ndash; conclude il deputato &amp;ndash; non &amp;egrave; la legge, ma il fatto che&lt;br /&gt;
nel nostro DNA c&amp;rsquo;&amp;egrave; la truffa. E questo va cambiato&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Valentina Dello Russo - Italia Chiama Italia&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/caso_di_girolamo_il_parere_di_eletti_all_estero_e_presidenti_di.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-05-16</pubDate>
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<title>Chi ha vinto a Roma?</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;89&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;118&quot; src=&quot;/files/image/Alemanno.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due considerazioni sulla&amp;nbsp;vittoria di Alemanno, nuovo Sindaco di Roma.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se da un lato la sinistra si veste a lutto e dall'altro la destra rispolvera gli abiti da festa, in mezzo l'informazione tace. L'intelligenza mediatica nulla dice su questa inaspettata affermazione di un uomo del Sud, nato a Brindisi, ora sindaco della&amp;nbsp;Citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; importante d'Italia, magari non da un punto di vista economico, ma almeno formale in quanto Capitale di una nazione sempre immaginata e mai esistita, l'Italia. C'&amp;egrave; in questa festa di tripudi e di tricolori un convitato di pietra: la Lega! C'&amp;egrave; qualcosa in questa vittoria di Alemanno e di Alleanza Nazionale che d&amp;agrave; fastidio all'equilibrio nordista. Quei saluti romani sulle scalinate del Campidoglio, quel parlare al balcone di Gianni, ha fatto sentire una strana sensazione a tanti osservatori accorti. Persona mite Alemanno, per carit&amp;agrave;, chi lo ha conosciuto, come il sottoscritto, garantirebbe sulla sua gentilezza d'animo...ma i ruoli spesso non sono&amp;nbsp;di libera scelta. La Storia sovente impone&amp;nbsp; scenari inaspettati. Quelle bandiere italiane sventolate ovunque hanno dato fastidio al popolo leghista molto di pi&amp;ugrave; che a quello della sinistra ormai pi&amp;ugrave; avvezza da tempo alle multicromie dell'arcobaleno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una risposta alla lega da qualche parte doveva pur arrivare. Essa giunge &amp;quot;inaspettata ospite&amp;quot; dall'alleato AN discioltosi silenziosamente nel Pdl. Berlusconi si dice l'uomo pi&amp;ugrave; felice del mondo in questo momento avendo conquistato anche il Campidoglio. Ma il Campidoglio non &amp;egrave; suo, era, &amp;egrave;, e sar&amp;agrave; dei romani finch&amp;egrave; ci sar&amp;agrave; Roma. La sua gioia &amp;egrave; un'illusione ottica per i creduloni. Ora non sar&amp;agrave; facile&amp;nbsp;per la&amp;nbsp;Lega parlar male di Roma, ridurla a ladrona. Lo sganciamento del Nord sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; difficile, generer&amp;agrave; inevitabilmente dei contrasti interni al Governo molto pericolosi. Berlusconi&amp;nbsp; lo sa ed &amp;egrave; questo il motivo principale di gioia di Fini che si ritrova di colpo a disposizione il meravigllioso cavallo&amp;nbsp;di Marco Aurelio. &amp;nbsp;Eh s&amp;igrave;, sarebbe stato per Bossi e Berlusconi molto meglio che avesse vinto l'innocuo Rutelli: quello, la Lega, se lo sarebbe mangiato in un sol boccone. Ora l'affaire si fa pi&amp;ugrave; difficile. Se loro ce l'hanno duro questi altri di AN non sono da meno. Che non ci facciano credere che seimila tassisti hanno fatto vincere Alemanno, abbiano piet&amp;agrave; della nostra intelligenza, la sicurezza poi non che sia una bufala...ma montata, l'han montata bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il popolo romano, checch&amp;egrave; ne dica la Lega, in fondo non &amp;egrave; scemo...anzi credo che abbia&amp;nbsp;un ottimo Q.I. politico. Con questa mossa ha fatto il cosiddetto &amp;quot;occhialino&amp;quot;, che per chi sa giocare a scacchi&amp;nbsp;&amp;nbsp;vuol dire, muovi ci&amp;ograve; che vuoi, ma uno dei due leader te lo mangio...scegli un po' tu!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Forse il Federalismo non&amp;nbsp;sar&amp;agrave; solo&amp;nbsp;di colore verde.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Domenico Iannantuoni&lt;/p&gt;]]></description>
<link>http://www.perilsud.net/articoli/chi_ha_vinto_a_roma.html</link>
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<category>Articoli</category>
<pubDate>2008-04-29</pubDate>
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<title>Il Sud è...Partito</title>
<description><![CDATA[&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;img height=&quot;214&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;155&quot; src=&quot;/files/image/convoglio_bayard.jpg&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;IL SUD E&amp;rsquo;&amp;hellip;PARTITO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che ci avessero&amp;hellip; &amp;ldquo;mandato&amp;rdquo; lo sapevamo da tempo. E uno dei primi ad accorgersene &amp;egrave; stato Silvio Vitale che, in nobile solitudine accese, qualche decennio fa, il proprio lumicino sulla realt&amp;agrave; (storica e politica) del Sud e cominci&amp;ograve; a girare per la &amp;ldquo;buie&amp;rdquo; ed indifferenti contrade meridionali. Oggi, anche grazie a Vitale e ai suoi &amp;ldquo;discepoli&amp;rdquo;, qualcosa &amp;egrave; cambiato e lo stesso Sud (naturalmente peggiorato dal punto di vista sociale, ed altrimenti non poteva essere, considerate le premesse&amp;hellip;) afferma la volont&amp;agrave; di scrollarsi di dosso la patina di un tempo un po&amp;rsquo; troppo trascorso a crogiolarsi tra i soldatini della propria storia. Spostandoli ora qua, ora l&amp;agrave; per sublimare il senso di frustrazione profonda legato alla incapacit&amp;agrave; di incidere realmente sui problemi di gente che aveva ereditato, inconsapevolmente, tutto il male che la fase risorgimentale era riuscita a sommare e a mettere sulle spalle dei loro avi. Non che i soldatini non siano degni di attenzione e di rispetto. Specie quando sono in buona fede e, soprattutto, quando rispettano le opinioni altrui, senza scadere nel ruolo sconfortante ed arrogante del primo della classe che segna buoni e cattivi sulla propria lavagna informatizzata. Cosa che ci siamo resi conto non sempre accade. Il guaio &amp;egrave; che, nel frattempo che qualcuno di questi si diverte in quello che gli riesce meglio, il Sud sprofonda sempre pi&amp;ugrave;, proprio sotto i loro occhi. Anche se non nell&amp;rsquo;indifferenza di TUTTI ! Ad onor del vero sul nostro giornale gi&amp;agrave; nel numero 1 del 2004 scrivevamo di una &amp;ldquo;Nazione in movimento&amp;rdquo; perch&amp;eacute; speravamo che professori e maestrini della nostra Storia (in quanto ritenuti la &amp;ldquo;intellighenzia&amp;rdquo; meridionale) si facessero promotori per contrastare, mobilitare, incoraggiare, affermare, in breve, rianimare quello che in articoli successivi abbiamo definito il corpo piagato e comatoso del Sud. Giusto per le decine di migliaia di morti meridionali che essi &amp;ldquo;glorificavano&amp;rdquo; a parole o sui libri che vendevano; giusto per la Storia che essi stessi andavano raccontando e mostrando in giro; giusto, infine, per i giovani che essi hanno visto allontanarsi o tenersi a debita distanza dalle adunate, con il rischio di continuare a confondere il Romano (Sergente) con il Romano (Liborio).&lt;br /&gt;
E quello che non era pi&amp;ugrave; tollerabile procrastinare si &amp;egrave; concretizzato a Gaeta. Quattro anni dopo la famosa Dieta di Caserta (di cui parlavamo nell&amp;rsquo;articolo sopra indicato). Certo quatto anni sono un&amp;rsquo;eternit&amp;agrave; per una terra che viene costantemente martoriata e che riteniamo abbia ancora ben poco da offrire in termini di ricchezza economica. Hanno bruciato, devastato, sfruttato, rapinato e sfottuto il Sud e la sua gente, ma ci&amp;ograve; che i nostri maestri erano unicamente in grado di fare era di indignarsi &amp;ldquo;veramente&amp;rdquo; mentre trangugiavano una gustosa mozzarella di bufala di fronte alla TV. Ma quattro anni sono anche serviti. Ci hanno fatto capire che coloro che avevamo sopravvalutato ed anche mitizzato, in fondo, era gente da tenere sotto una campana di vetro. Erano tanti &amp;ldquo;Benino&amp;rdquo; (cos&amp;igrave; si chiama il pastore che dorme) nel presepe napoletano. Da mettere in alto, lontano dai grandi eventi, una volta l&amp;rsquo;anno. Magari con intorno tante lucine colorate, e basta. Sicuri che essi di questo avevano bisogno per &amp;ldquo;sentirsi&amp;rdquo; &amp;hellip;vivi. Per tutto il resto bisognava rimboccarsi le maniche e fare da soli. Ed &amp;egrave; quello che accaduto a Gaeta l&amp;rsquo;8 e 9 dicembre. Finalmente, senza tanta zavorra, il Sud sembra essere&amp;hellip;Partito. Utilizziamo ancora una volta il dubitativo perch&amp;eacute; per un verso non ci sembra vero che sia stato possibile raggiungere un simile traguardo, ma anche perch&amp;eacute; i pesi morti non &amp;egrave; vero che da &amp;ldquo;morti&amp;rdquo; non tentino di fare danni quando vedono un bell&amp;rsquo;oggetto nella mani di un&amp;rsquo;altra persona. Prendete per esempio la faccenda dei Savoia. Avremmo dovuto erigere un monumento al Re di Denari che, con la richiesta di risarcimento, spostava indietro le lancette della Storia di 60 anni, dandoci la opportunit&amp;agrave; di aggiungere, a quei 60, altri 80 anni da parte nostra (anche perch&amp;eacute; una volta che le lancette vengono mosse non pu&amp;ograve; esistere un limite nella direzione dello spostamento). Cos&amp;igrave; facendo avremmo avuto gioco facile nel raccontare ai meridionali le porcherie che i savoiardi avevano comandato contro di noi (con tutto il corollario di notizie, storie e via discorrendo) anche perch&amp;eacute; aiutati da Tv e giornali che non hanno parlato d&amp;rsquo;altro per mesi. Invece i nostri guru che cosa hanno stabilito per noi? Che i Savoia &amp;ldquo;improvvisamente&amp;rdquo; non ci interessano; che &amp;egrave; pericoloso firmare in internet (ove la petizione: IL SUD CHIEDE I DANNI AI SAVOIA viene costantemente e giornalmente firmata sul sito: &lt;a href=&quot;http://www.firmiamo.it/il-sud-chiede-i-danni-ai-savoia&quot;&gt;www.firmiamo.it/il-sud-chiede-i-danni-ai-savoia&lt;/a&gt; con tanto di commenti positivi e finanche commoventi - vedi pag. 8) per via della pirateria informatica ma anche perch&amp;eacute; &amp;egrave; una cosa inutile e le cose inutili spesso sono dannose! (sic). Omettendo, ovviamente, dal &amp;ldquo;diramare&amp;rdquo; il testo della petizione nella rete &amp;ldquo;di propriet&amp;agrave;&amp;rdquo;. Omissione che &amp;egrave; prova della malafede del &amp;ldquo;consiglio&amp;rdquo; dato e che ci spiega tante passate e presenti infantili &amp;ldquo;censure&amp;rdquo;. E volete che il Sud, con una simile CASTA BORBONISTA, poteva avere un futuro migliore? E volete voi che le privazioni e gli sforzi economici (non indifferenti) che stiamo facendo, COSTRUENDO dal nulla un movimento che cerchi di riscattare o quanto meno di dare un sogno alla propria gente, potranno mai trovare sostegno da simili personaggi? Fortunatamente tutto questo a Gaeta &amp;egrave; stato messo in bilancio. Certo se il Partito del Sud nato a Gaeta dovesse comparire sulle schede elettorali, sar&amp;agrave; un bel problema, poi, continuare a dire di essere patrioti delle Due Sicilie. Perch&amp;eacute; in tale caso, sia che si decida di non recarsi a votare, sia che si esprima un voto per uno qualsiasi degli altri soggetti politici italioti non esclusivamente meridionalista come il Partito del Sud, si finisce nello scarico. Sapendo, per di pi&amp;ugrave;, che il voto non &amp;egrave; poi del tutto&amp;hellip; segreto. A questo punto &amp;egrave; lecito chiedersi se non fosse proprio questo il vero problema della &amp;ldquo;strategia&amp;rdquo; immobilista adottata dalla intellighenzia &amp;ldquo;legittimata&amp;rdquo; (altro che legittimista). Per essere pi&amp;ugrave; chiari: non potrebbe essere che tenendo ferma la &amp;ldquo;bufala&amp;rdquo; da mungere, tanti lustrissimi &amp;ldquo;compatrioti&amp;rdquo; da un lato &amp;ldquo;ricavano&amp;rdquo; pi&amp;ugrave; prodotto e dall&amp;rsquo;altro continuano a fare le comari e pure ottimi affari con i noti &amp;ldquo;allevatori&amp;rdquo; della politica meridionale (di destra e/o di sinistra)? Certamente anche con un Partito costituito da filoborbonici, gli affari resterebbero affari; ma con il &amp;ldquo;patriottismo&amp;rdquo; come si farebbe? E il patriottismo veicola &amp;ldquo;buoni affari&amp;hellip;&amp;rdquo; Proprio questo pensiero ci deve spingere a tenere alta la guardia verso l&amp;rsquo;antimeridionalismo badando, al contempo, a guardarci&amp;hellip; le spalle. Fortunatamente, per&amp;ograve;, sono tantissimi anche i sostenitori sinceri. Tra questi un particolare pensiero dobbiamo a chi, nonostante non abbia pi&amp;ugrave; una &amp;ldquo;tenera&amp;rdquo; et&amp;agrave;, si dimostra sempre pronto a partecipare, incoraggiarci, addirittura precederci spesso e volentieri. Se l&amp;rsquo;intellighenzia accidiosa, dai bottoni dorati e lucenti, i &amp;ldquo;borbonici con il visone&amp;rdquo; e dal bilancio convegnistico con il segno +, si &amp;ldquo;pregia&amp;rdquo; di patriottismo giudicante, come dovremmo definire questi sinceri amici, veri &amp;ldquo;borbonici con lo zinale&amp;rdquo; e a maniche di camicia arrotolate? Semplicemente briganti o, se volete, lazzari. Anche per distinguerli dai famigerati &amp;ldquo;signure e cavalieri sbrevognati&amp;rdquo; di carmagnolesca memoria. Ed il Sud &amp;egrave;&amp;hellip;Partito anche per quel loro incoraggiamento. E&amp;rsquo;&amp;hellip;Partito per ridare la dignit&amp;agrave; ad un popolo martoriato che non &amp;egrave; ancora in grado di capire, ridotto com&amp;rsquo;&amp;egrave;, la propria Storia ed i Borboni (s&amp;igrave; proprio con la i finale, cos&amp;igrave; come vengono usualmente chiamati da chi non ha potuto frequentare le scuole &amp;ldquo;alte&amp;rdquo;). E&amp;rsquo;&amp;hellip;Partito per conoscere meglio dove finisce il fiume di danaro che parte ogni giorno dal Sud e che al Sud non ritorna. E&amp;rsquo;&amp;hellip;Partito per non delegare pi&amp;ugrave; a gente indegna, menefreghista e finto-meridionalista le sorti nostre, dei nostri figli e, ormai, anche dei nostri pronipoti. E&amp;rsquo;&amp;hellip;Partito per non dimenticare la gente tra i rifiuti. E&amp;rsquo;&amp;hellip;Partito per restituire l&amp;rsquo;onore ai nostri fratelli emigrati. E&amp;rsquo;...Partito per riportare lavoro al Sud. E&amp;rsquo;...Partito per ridare un Ideale vero al Sud. E&amp;rsquo;...Partito per il rispetto delle Bellezze del Sud. E&amp;rsquo;&amp;hellip;Partito, insomma, costituito esclusivamente da Meridionali inca&amp;hellip;volati i quali, non avendo la necessit&amp;agrave; di mantenere un equilibrio con consociati di origini non meridionali (problema che invece ha ogni altro partito che &amp;egrave; costretto a barcamenarsi tra deputati del nord e senatori del Sud o viceversa), sono in grado di concentrare la propria &amp;ldquo;potenza di fuoco&amp;rdquo; su quanti credono di potere trattare il meridione ancora e sempre come una colonia. Il Sud quindi &amp;egrave;&amp;hellip;Partito ma onestamente bisogna ammettere che qualcuno che rema nella direzione opposta, esiste e si d&amp;agrave; da fare. Per questo siamo convinti, all&amp;rsquo;inizio, di trovare pi&amp;ugrave; amici tra i meridionali del Nord (che hanno le gengive gonfie per i colpi ricevuti) che tra i contro-rematori del Sud. Pensiamo, per&amp;ograve;, con l&amp;rsquo;aiuto di tanti amici leali, di potercela fare. Anche perch&amp;eacute; se questo Partito si&amp;hellip;ferma